Archivio per 21 aprile 2018

Felice notte con la bella minipoesia.. “Scintille” di Tagore   Leave a comment

 
 
 
 
 (Scintille – Annalisa)
 
 
 

SCINTILLE
Rabindranath Tagore
 
Vieni, primavera, vieni
a svelare la bellezza del fiore
celata nel bocciolo
tenero e delicato.
Lascia cadere le note
che porteranno i frutti,
e passa con cura il tuo pennello
d’oro di foglia in foglia.

 
 
 
 
Galileo Chini
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
 
 
 

POESIA E CULTURA
CON LEGGEREZZA




 
 
 
L'immagine può contenere: 1 persona, nuvola, cielo, fiore, pianta, spazio all'aperto e natura


 
 
 

Buon sabato sera in poesia “Le parole del cielo” di Theodorakis – arte D. Rivera – canzone “La nostra vita”   2 comments

 

 

 

 

Diego Rivera

 

 

 
 
 
 
 

       

 

 


Diego Rivera – Natasha Gelman – 1943
 

 
 
 
 

La poesia non è un modo di esprimere un'opinione,
è un canto che sale da una ferita sanguinante
o da labbra sorridenti.
Kahlil Gibran

 
 

 
 
 

 

 
 

 
 

LE PAROLE DEL CIELO

 
Mikis Theodorakis
 
 
Dimmi le parole del cielo
ed io ti darò il bacio dell’amore.
Resta lì, nuda come il mare
e lasciami guardare  i tuoi occhi
nei quali io sogno.
Devo volar via come una colomba,
partire in viaggio con il tuo ricordo,
oltre le nuvole
oltre gli oceani d’argento.
Dimmi le parole del cuore
e avrò ali per volare come in sogno.
Resta lì, nuda come il mare
e lasciami guardare i tuoi occhi
nei quali io sogno.

 
 
 

Diego Rivera – Linda Christian (partic.)

 

 

 

 

 

 

 

 

IL GRUPPO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E

 

 

 

Diego Rivera –  Dona Elena Flores de Carrillo

 

 

 

 

LA PIETRA DELLO SCANDALO – Ecco l’antica e sorprendente storia di questa diffusissima espressione   Leave a comment




Spesso usiamo o sentiamo l'espressione
PIETRA DELLO SCANDALO
 ma perché, da cosa nasce e cosa c'entra la pietra?








Nell’antica Roma, i debitori insolventi ed i falliti
dovevano subire una forte e pubblica umiliazione.

Questa pratica, con valore legale, era così chiamata:
labonorum cessio culo nudo super lapidem
(cessione delle proprietà con sedere nudo sopra la pietra).








Essa consisteva nel fatto che, davanti a tutti,
per 3 volte l'interessato doveva gridare “cedo bona”,
ossia “cedo le mie proprietà”,
mentre si sedeva con violenza, e con le vesti alzate,
sulla pietra, che a Roma era davanti al Campidoglio,
con su scolpito un leone
di fronte ad una folla che lo scherniva.








L'origine di questa espressione, ancor oggi molto in uso,
è quindi questa esposizione al pubblico ludibrio
in forma altamente sconveniente ed alquanto ridicola.

Ciò fatto i creditori però
non potevano più rivalersi sul debitore
se non sui beni ceduti.








Eppure l'esser costretti a questa forte pubblica umliazione
era in realtà un notevole miglioramento, voluto da Cesare,
rispetto alla situazione precedente che consentiva
ai creditori di uccidere o ridurre in schiavitù i debitori.



La situazione dei debitori prima della legge di Cesare



Questa nuova usanza si diffuse in tutti i territori governati da Roma 
e durò molto a lungo… anche dopo la fine dell'Impero.

Da essa poi sembra anche che sia nata anche l'altra espressione,
anch'essa diffusissima e popolare, “che culo!
in riferimento ad un grosso colpo di fortuna.



F I N E




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