Archivio per aprile 2018

Buon lunedì sera in poesia “L’infinito mistero” F. Santucci – arte Manet – canzone “The power of love”   Leave a comment

 

 
 
 
Edouard Manet
 
 
 
 
 
 
Che l'amore è tutto, è tutto ciò
che sappiamo dell'amore.
Emily Dickinson



 
 
Manet dipinge Monet all'opera nella sua barca-studio
 
 

 

 

 

L'INFINITO MISTERO

Francesca Santucci

 

Improvviso, il buio della casa

il sole rischiarò,

il canto dei canarini rallegrò,

rianimò il salto del gatto,

ravvivò i fiori del giardino

le lacrime si tramutarono in sorriso,

il pianto in gioia

e la tristezza diventò quasi allegria:

oh, Amore, l'infinito

 

 

 

Manet – Al parco

  

 

         

 

  


  

   

 

  

 

  

 

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Manet – Prima colazione

 


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Ecco l’incredibile tesoro di Tutankhamon in tutta la sua fantastica e straordinaria… bellezza   Leave a comment






Il tesoro, scoperto solo nel 1922 da un archeologo inglese,

è costituito da oggetti di gran pregio, 

come letti e sedie, dorati, intarsiati e disegnati.




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Inoltre vi sono monili ed oggettistica d'oro, 

mobili, giochi, statue, etc.







Lo stesso sarcofago, di oltre cento kg, è d’oro

così come anche la famosissima maschera

sul volto di Tutankhamon 

che è di una bellezza superba.

 



 
 
 
Ora possiamo ammirar questo fantastico tesoro grazie
a questo video davvero bellissimo per tutti
ma soprattutto per chi ama l’antico Egitto.







Potremo infatti  ammirare non solo i classici reperti archeologici… 
ma anche oggetti di immensa bellezza e senza tempo.
 
 
 
 
 
 
 
 
Nel video, insieme ad una bella musica,
 ci sono certo le immagini classiche,
che forse già conosciamo, del mondo di Tutankhamon,
ma anche tante altre
del tutto nuove e sorprendenti…
 
 
 
 
 
 
 
 
E' davvero imperdibile…
 
Buona visione 
 
 
 

 

 
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

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La bella tradizione di donare il mughetto alle signore il 1° Maggio – La storia.. la leggenda e l’omaggio dell’Orso   4 comments

 
 
 



Origine, storia e leggenda,
della bella tradizione di donare
il mughetto il 1° Maggio
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
Però prima appare opportuno
innanzitutto rivolgere il nostro pensiero alla
Festa del Lavoro
ed a tutti coloro che si sono battuti perché esistesse…
un giorno dedicato alla dignità del lavoro





 
 
Ed un altro bisogna rivolgerlo a tutti quelli che lavorando…
perdono la vita o si feriscono gravemente…
Ed infine, a tutti coloro che
cercano davvero un lavoro senza però riuscirci
con la speranza che questa difficoltà possa presto ridursi per tutti.
 
 
 
 


 


  


Ma veniamo a questa storica e suggestiva tradizione,
diffusa in varie parti d’Europa,
di regalare il 1° maggio dei mughetti alle signore…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
IL MUGHETTO
LEGGENDA… STORIA E…1° MAGGIO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 

 
 
 
 
LA LEGGENDA DEL MUGHETTO


Il  Mughetto è considerato sinonimo di felicità che ritorna e di portafortuna.
Secondo la leggenda San Leonardo dovette combattere contro il demonio con sembianze di diavolo.
Egli vinse, ma il combattimento fu difficile e le gocce del suo sangue sul terreno si trasformarono in bianchi campanellini.
In Francia durante la festa del primo maggio si offre mughetto per buon augurio. 
 

 
 
 
 
 

 

 
 
LA STORIA DEL “LEGAME”
TRA IL MUGHETTO
ED IL 1° GIORNO DI MAGGIO
 
 

 


Il primo maggio del 1561, Carlo IX introdusse la tradizione d’offrire un rametto di mughetto come porta fortuna.

Tradizione ancora più antica… e del tutto pagana… era poi il celebrare l’arrivo della primavera offrendo tre rami di mughetto alla persona amata, agli amici, ed alle donne come segno d’amicizia.

 

 

 

 

 

 

Nei tempi antichi poi questa era la data in cui i naviganti uscivano in mare.

Per i Celtici, il 1° maggio era poi l’inizio della prima metà del loro anno.

Nel Medio Evo col 1° maggio iniziava il mese dei fidanzamenti.

 
 
 
 

 
 
 
Nel Rinascimento, il mughetto era un amuleto portafortuna associato alla celebrazione del Primo giorno di Maggio.
Tenere in grande considerazione il primo giorno di Maggio dunque risale ad ancor prima che diventasse la festa del lavoro e dei lavoratori.

 
 
 
 

 


 
  
 

IL MUGHETTO IL 1° MAGGIO
E LA FESTA DEL LAVORO

 
 
 
Dal 1889 infine il 1° maggio è stato universalmente conosciuto come il Giorno della Festa del Lavoro.

Il primo maggio del 1895, al cantante Mayol fu presentato un mughetto dalla sua amica Jenny Cook, e quella sera lo mise all’occhiello al posto della tradizionale camelia.
Nel 1900, il primo maggio, il capo delle sartine offrì ai suoi clienti e lavoratori dei mughetti.
Da allora la tradizione di associare mughetto,  1° maggio e Festa del Lavoro si è estesa in diversi paesi occidentali… ma resta diffusissima soprattutto in Francia… e nei paesi francofoni.

 

 

 

 

 

PERCHE’ IL MUGHETTO?

 


Perché è sinonimo di ritorno della felicità e di portafortuna.

Trasmette un messaggio d’amore perché fiorisce all’inizio della primavera e l’atto di cercarlo nelle foreste ombreggiate è un’opportunità per le prime passeggiate dell’anno per i boschi ed all'aperto.

Ha un profumo così delizioso che è anche usato per creare profumi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

L’OMAGGIO DI ORSO TONY

 
 
L’Orso quindi non può non offrire,
per la festa del 1° Maggio…
come ogni anno, un bel mazzo di mughetti,
benché virtuali… a tutte le signore,
amiche o meno, reali o virtuali che leggeranno questo post.
 
 
 
 
 
 
 
 
AUGURO INFINE A TUTTI…
 
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
   


PER LE NOVITA' DEL BLOG


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La sorprendente storia dell’uomo albero.. dalla scoperta di Discovery Channel.. alla cura della malattia   Leave a comment

 
 






Segnalo che alcune immagini
possono non piacere a persone molto sensibili
per cui chi si trova in questa condizione
è pregato di soprassedere dal proseguire.
Grazie






Ecco tutta l'incredibile storia dell'uomo albero
dalla scoperta, grazie a Discovery Channel,
alle operazioni… alle cure… fino alle ultimissime notizie…
 
 
 
 
 
 

 
 
L’UOMO ALBERO
– STORIA VIDEO E NEWS –
 
 
 
 
 
LA SCOPERTA E LE PRIME INFORMAZIONI SUL CASO
 
 
 

Indonesia – Ecco l’uomo albero.
Sulla pelle cresce la corteccia.

 
 
 
 
 
 
 
Mercoledí 21.11.2007 13:49
 
 
 
 

Ha il corpo ricoperto di una “corteccia” simile a quella degli alberi, e delle specie di rami al posto delle mani.

Un indonesiano di 35 anni ora si è affidato alla speranza offertagli da un dottore americano. Perché lo aiuti a ricostruire la sua vita famigliare.

Licenziato dal lavoro e abbandonato dalla moglie, Dede non è stato in grado di incontrare i suoi figli Entang e Utis, che oggi hanno 16 e 18 anni. Sono cresciuti lontano dal padre in un altro posto del villaggetto, a sud di Giacarta, in cui abita.

 

 

 

 

Solo una cura potrebbe ridargli una vita normale, ma il governo di Giakarta impedisce il viaggio negli Usa, come ha rivelato il dottor Anthony Gaspari che ha realizzato il servizio per Discovery Channel.

Del resto, siccome la condizione medica di Dede è ritenuta pericolosa per la sua sopravvivenza, si è licenziato e spera di non perdere la gioia di essere papà.

 

 

 

 

 

Il dottor Gaspari ha dichiarato: una cura di vitamina A sintetica dovrebbe riuscire a trasformare la vita di Dede.

Gaspari, dopo aver analizzato il sangue dell’uomo, ha dichiarato che questa malattia è causata dal Papilloma Virus, una infezione comune che di solito causa lo sviluppo di piccole escrescenze sulla pelle di chi ne soffre.

Il problema di Dede è che ha un raro difetto genetico che blocca il suo sistema immunitario, rendendo il suo corpo incapace di contenere le escrescenze. Per cui il virus ha colpito le sue cellule della pelle, ordinando quindi la crescita improvvisa della sostanza che ha causato la crescita della corteccia su mani e piedi.

 

 

L’INCREDIBILE VIDEO

 

 

 

 

 
LE SUCCESSIVE NEWS MEDICHE
 
 
 
Così di lui avevamo parlato qualche anno fa…
quando venimmo a conoscenza di questo eccezionale caso…
ma ecco notizie sugli interventi sanitari a cui è stato poi sottoposto…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Indonesia, operato “uomo albero”.
Intervento sulla sua pelle a corteccia

 

I medici dell’ospedale di Bandung, sull’isola di Giava, che hanno operato Dede hanno detto di aver asportato 1,4 chili di “escrescenze grigie” deturpanti da mani, collo e torace. “Non esiste alcuna cura al suo male e dobbiamo operarlo ogni tre-quattro mesi per impedire alle escrescenze di ingrossarsi troppo”, racconta il dottor Rachmatdinata.

 
Se non fosse per la pelle a corteccia, spiega il medico, Dede “sarebbe in buona salute, migliorata ancora da quando ha smesso di fumare”.
 
L’intervento, eseguito da un’equipe di sette medici, è durato circa quattro ore. L’ultima, l’ottava, era stata eseguita lo scorso agosto.
 
 
 
 

 
 
 
 
Dede, divenuto celebre da un documentario di “Discovery Channel”, vive in un villaggio nell’est di Giava.
 
Sulla sua malattia, rarissima, è stata azzardata una diagnosi da un dermatologo dell’università del Maryland, Stati Uniti, secondo il quale l’uomo albero è affetto da una combinazione fra la variante umana del papillomavirus (Hpv) e un’anomalia genetica che impedisce all’organismo di combattere l’infezione.
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE ULTIME NOTIZIE IN QUESTO VIDEO DEL 2012
 
 
Di lui s'erano perse le tracce ma, nonostante cirdolassero nel web notizie poco rassicuranti, eccolo invece in questo video recentissimo in cui appare in buona salute…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Fonti varie web – Coordinam. e impaginazione Tony Kospan
 
 
 
COPYRIGHT TK



 





ANNA DE NOAILLES – Brillante poetessa francese della natura e dell’amore – Breve biografia ed alcune poesie   2 comments



Ci sono poesie che, non so per quale misterioso motivo,
ti prendono… ti sorprendono… ti colpiscono al cuore
e ti fanno venir la voglia di conoscerne l'autore.

Proprio questo mi è capitato leggendo la poesia
postata in “
Amici di Psiche e Sogno
dall'amica Giovanna Martignago… “
Scrivo perché
di Anna-Élisabeth de Noailles



Qui dipinta da Philip De Laszlo

ANNA DE NOAILLES
– LA POETESSA DEI GIARDINI –
a cura di Tony Kospan

Questa poetessa e romanziera parigina
vissuta a cavallo tra il 19° e 20° secolo
è stata definita la… Poetessa dei Giardini
per il suo entusiastico ma riflessivo amore per la natura…

Conosciamola un po'…



[noailles258.jpg]
Anna-Élisabeth de Noailles
(Parigi 15.11.1876 – Parigi 30.4.1933)



BREVE BIOGRAFIA


La contessa Anna de Noailles nasce a Parigi
in una nobile famiglia rumena molto in vista
e molto introdotta negli ambienti dell'alta società.

A 21 anni sposa un rampollo del duca de Noailles
dal quale avrà un unico figlio.

A partire dal 1900 il suo salotto culturale
inizia ad esser frequentato dall'élite intellettuale ed artistica
della capitale francese
soprattutto grazie al suo fascino ed al suo charme.



Foto:
Parigi a fine '800





Nel 1901 pubblica il suo primo libro di poesie “Il cuore infinito”
che ebbe immediato e grande successo.

L'innata classe, la grande cultura ed il suo estro
resero il suo salotto uno dei ritrovi culturali
più famosi dell'epoca contando tra gli ospiti personaggi del calibro
di Edmond Rostand, Colette, Jean Cocteau, Mauriac,
Maurice Barrés, Marcel Proust, Paul Valéry etc.
tutti innamorati delle sue poesie…



Qui dipinta da Jean Louis Forain



Si narra che avesse il portamento di una principessa greca,
che fosse molto volubile e che come Proust
riceveva coloro che l'andavano a trovare… stando a letto.

Dai numerosi dipinti in cui fu ritratta
appare evidente il suo fascino orientaleggiante.

Ebbe per le sue opere (poesie e romanzi)
numerosi premi e riconoscimenti.

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In particolare fu nominata Commendatore della Legion d'onore
e L'Académie Française creò in suo onore il Premio Anna de Noailles
per dare risalto a donne che avessero brillato come letterate.

Morì nel 1933.









LA POETICA


La sua attività di poetessa e scrittrice iniziò  molto presto.

Fin dalle sue prime opere rivela la sua aderenza
ai temi del Parnassianesimo
che, in opposizione al romanticismo,
esaltava la bellezza e l'impersonalità.



Victor Hugo


Ma il suo faro appare esser soprattutto il grande Victor Hugo,
di cui da molti è considerata l'erede al femminile,
essendo chiara la vicinanza ai suoi temi ed al suo stile…
anche se lei poi se ne distaccò accentuando i temi naturalistici.

Infine già la sua prima pubblicazione
rivela un'anima dolce e malinconica
insieme al suo amore per la vita e per la natura…






Penso che, leggendo alcune sue poesie,
 ancor meglio possiamo comprendere il suo mondo poetico .

Le prime 2 parlano d'amore, le 2 successive ci mostrano
il suo affetto per la natura e con le ultime 2 lei ci svela
quale sia il suo rapporto con lo scrivere e con i lettori.

A mio parere… son tutte belle…
ciascuna a suo modo.

Leggiamole.








ALCUNE SUE POESIE



STAVO ZITTA

Stavo zitta, avevo fatto voto
di non rimproverarti mai
il tuo spirito squadrato, vuoto, negato
a ogni slancio, a ogni sfogo;
ma questa sera che il cielo d'autunno
sfoglia un sole struggente,
lascia che la mia voce si abbandoni
a tradire i segreti del sangue:
– Lo sai tu, caro cuore senza dolcezza,
cara anima insensibile e ostinata,
in questo giorno che io ti confesso
la mia nativa e fiera tristezza,
quante volte mi sono ammazzata?






SE QUALCUNO TI PIACE

Se qualcuno ti piace, non lottare, abborda
il volto nuovo dove a posarsi è andato
il sole dei tuoi occhi ingenui;
qualsiasi cosa ti attragga, il mio dolore te l'accorda.
– Ed io, da lungi, il cuore sostenuto dal tuo,
mescolando al tuo piacere la mia misericordia,
ti benedirò la fronte poggiata su nude braccia,
la fronte pugnalata che più distesa diventa,
e i baci setosi che sognano e mordono …
– Non mi lamenterò, perché li ho conosciuti.




LA CALDA CANZONE

La chitarra amorosa e la canzone ardente
piangono di voluttà, languore e forza
sotto l'albero dove il sole indora l'erba e la corteccia,
e davanti al muretto caldo della casa.
Come fiori che vibrano sullo stelo,
tremolanti i desideri dondolano al vento,
e l'anima, che si mette a sospirare e sognare,
sembra che muoia di speranza, attesa e vertigini.
– Ah! Che svenimento d'azzurro morbido e chiaro!
Respira bene, cuore mio, in questa calda esplosione,
la musica che fa il vivace canto delle cicale,
e la canzone che vola come il polline per l'aria…
(traduz. t.k.)






LA VITA PROFONDA

Essere nella natura come albero umano,
dispiegare i propri desideri come fitto fogliame,
e sentire, dalla pacifica notte e dalla burrasca,
la linfa universale affluire nelle mani.
Vivere, avere i raggi del sole in viso,
bere il sale ardente della salsedine e delle lacrime
e gustare intensamente la gioia e il dolore
che creano un vapore umano nello spazio.
Sentire nel proprio cuore l’aria, il fuoco e il sangue vivi
turbinare come fa il vento sulla terra;
– elevarsi al reale e chinarsi al mistero,
essere il giorno che sale e l’ombra che discende.
Come la sera imporpora il colore della ciliegia,
lasciar colare dal cuore vermiglio la fiamma e l’acqua,
e come l’alba luminosa appoggiata al colle
avere l’anima che sogna, seduta al confine del mondo…
 




OFFERTA

I miei libri, io li ho fatti per voi, giovani amici,
e vi ho lasciato dentro,
come fanno i bambini che mordono le mele,
il segno dei denti.
Ho lasciato le mani sulla pagina stese,
e, la testa in avanti,
ho pianto, come piange nel mezzo del viale
un temporale estenuante.
Vi lascio, nell'ombra amara del mio libro,
la fronte e lo sguardo,
e l'anima sempre che arde e ubriaca:
lì vi andranno le mani.
Vi lascio il chiaro sole del mio viso,
i suoi milioni di raggi,
e il mio cuore debole, che ebbe tanto coraggio
per i suoi desideri.
Vi lascio questo cuore e tutta la sua storia,
la sua dolcezza di lino,
e l'alba del mio viso, e la notte blu e nera
che mi riempie i capelli.
Vedete come a voi, in un misero vestito,
è venuto il mio Destino.
I più poveri viandanti, sulle più tristi sabbie,
non hanno così nudi i piedi.
– E vi lascio, col fogliame e le sue rose,
il giardino caldo brillante
che vi dicevo sempre; – e la mia pena immotivata
che non è mai finita…





SCRIVO PERCHE'

Scrivo perché il giorno in cui non vivrò più
si sappia quanto l’aria – e il piacere – mi piacquero,
perché il mio libro sveli alla folla futura
come ho amato la vita e la felice natura….
Attenta alle opere del campo e della casa,
annotai ogni giorno la forma delle stagioni,
perché l’acqua, la terra e la fiamma nascente
solo nella mia anima fossero tanto belle.
Ho scritto quel che ho visto e quello che ho sentito
di un cuore, per cui il vero non fu mai troppo audace.
L’ardore che ho provato fu l’amore ad impormelo
perché io – dopo la morte – possa essere riamata:
perché quel giorno un giovane, leggendo quanto scrissi
senta per me il suo cuore commuoversi turbato,
e, dopo aver obliato le dilette del giorno,
m’accolga nel suo cuore, preferendomi a loro.







Ciao da Tony Kospan





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Qui è dipinta da Ignacio de Zuloaga



E. Manet – Vita.. capolavori.. ed analisi artistica del grande ma indipendente impressionista   Leave a comment








MANET… BREVE BIOGRAFIA… OPERE… ED ANALISI DELLA SUA ARTE
a cura di Tony Kospan





Édouard Manet (Parigi 23.1.1832 – Parigi 30.4.1883)



BREVE BIOGRAFIA


Nato a Parigi in una famiglia ricca e colta fu iscritto al Collegio Rollin dove incontrò Antonin Proust di cui divenne amico per la vita.

Qui si appassionò a varie forme d'arte.

Il padre, magistrato, avrebbe voluto che lui intraprendesse la sua stessa carriera ma in Manet era troppo forte l'amore per la pittura a cui aveva già iniziato ad interessarsi.

Allora il padre lo fece imbarcare su di nave dove lavorò per un anno e dove forse ebbe origine quella grave malattia reumatica che lo perseguitò sempre.

Al ritorno a casa il padre comprese la forza della sua passione e l'iscrisse all'atelier di Thomas Couture noto pittore dell'epoca.



Argenteuil



Dopo alcuni anni Manet abbandonò questo atelier perché troppo accademico e formale, e passò allo studio di Léon Bonnat pittore allora in auge, dove fece amicizia prima con Berthe Morisot e poi con un gruppo di giovani innovatori…

Questo gruppo era composto tra altri da Degas, Monet, Renoir, Sisley, Cézanne e Pissarro… cioè dai futuri mitici impressionisti.

Poco dopo, nel 1856, aprì un suo atelier…



Colazione nello studio di prima mattina




Fece anche viaggi in Germania, Italia, Spagna e Paesi Bassi per studiare le opere di grandi pittori dell'epoca e del passato.

Con le sue opere divenne una figura di spicco e di riferimento del mondo impressionista che contribuì a creare
anche se non volle mai identificarsi nella corrente affermando la sua totale libertà espressiva.

Ebbe molti problemi di salute oltre a quelle reumatiche, come la sifilide e soprattutto dal 1879 l'atassia, che in pochi anni lo condusse alla morte.

Nel 1881 il governo francese, su proposta dell'amico Proust, lo insignì della Legion d'onore.

Seppure con grandi difficoltà fisiche, dipinse fino alla morte.




Un bar alle Folies Bergère




OPERE PRINCIPALI… CRITICHE E SCANDALI


Il bevitore di assenzio… prima sua opera originale che piacque moltissimo a Baudelaire ed in cui è chiara
l'influenza di Diego Velázquez fu criticatissima per il suo realismo e rifiutata al Salon del 1859.
Manet stesso disse che se invece di un parigino avesse disegnato un uomo spagnolo forse sarebbe stata compresa molto meglio.







Dejeuner sur l'herbe, famosissima, destò scandalo al Salon del 1863, non tanto per i 2 uomini vestiti e le 2 donne nude ma per il fatto che l'abbigliamento maschile era contemporaneo!







– L'Olympia pure sollevò molto scandalo perché il soggetto era una prostituta vista sul “posto di lavoro”, per il suo sguardo provocante
e per la mano sul pube che avrebbe offeso le virtù tradizionali femminili mentre i critici dichiararono errate le scelte dei colori.






ANALISI DELLO STILE


Fin dalle sue prime opere appare evidente l'innovazione del suo linguaggio pittorico e dopo un certo tempo in cui restò nell'ambito della la pittura d'atelier passò a quella che si definisce “en plein air“.

Manet abbandona infatti le  classiche modalità del chiaroscuro e della prospettiva per creare dipinti con macchie di colore stese in modo uniforme.




Autoritratto (partic.)




Manet è quello che ha operato il taglio più incisivo rispetto al precedente modo di dipingere.

Suol dirsi che dopo di lui la pittura non è stata più la stessa.

Per gli storici dell'arte questo suo contributo alla modernità vale perfino più del grande contributo dato alla nascita dell'impressionismo.
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Primavera (part.)



F I N E




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VIVERE L'ARTE… INSIEME?
Ripped Note



Emile Zola

Un breve ricordo di Maurizio Arcieri e della sua canzone di maggior successo… “5 minuti e poi”   Leave a comment








Varese Maurizio Arcieri, cofondatore e cantante dei New Dada,
divenne famoso con la canzone “5 minuti e poi
che, chi era giovane negli anni 60, ricorderà certamente.



(Milano 30.4.1942 – Varese 29.1.2015)




BREVE BIOGRAFIA


E' stato un innovatore in campo musicale,
vivendo tutte le stagioni della musica pop,
beat, rock, new wave, punk, dance ed elettronica.

Aveva iniziato però la carriera come attore di fotoromanzi.






Lasciato il gruppo creò, con la moglie Christina Moser,
il duo musicale Krisma ma non ritrovò più il grande successo.






Fondò poi la TV satellitare Krisma TV e lavorò
come autore televisivo e produttore.

Negli ultimi anni è stato nel cast di Chiambretti
nel programma di seconda serata Chiambretti Night.






LA SUA CANZONE PIU' FAMOSA
5 MINUTI E POI

Cinque minuti e poi” è una canzone molto struggente
che racconta di un innamorato che conta i minuti
che mancano alla partenza di un aereo
che porterà via la sua donna per sempre.






Questa canzone arrivò al 3° posto nella classifica Hit Parade
 del 1968 e ci restò per diverse settimane
dopo aver già riscosso consensi al Disco per l'estate.

Ma ora riascoltiamola







Tony Kospan






LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata






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