Archivio per aprile 2018

Buonanotte con l’antichissima minipoesia greca “Lunga è la notte d’inverno” di Asclepiade   1 comment

 
 
 
 
John William Waterhouse – Psiche
 
 
 
 
 
LUNGA E’ LA NOTTE D’INVERNO
Asclepiade Di Samo*
 
Lunga è la notte d’inverno,
il sole tramonta fra le Pleiadi
e io sono là, bagnato, alla tua porta, 
colpito dal desiderio dell’ingannatrice.
No, non è  amore
questo che mi ha mandato Afrodite,
ma una freccia angosciosa di fuoco.
 
 
 
 
 
John William Waterhouse – La Sirena
 
 
 
 
 (*poeta greco – III sec. a. C.)
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
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La Fallaci con un pensiero e Kipling con la mitica poesia “SE”ci parlano della… DIGNITA’ – Cosa ne pensate?   Leave a comment







Parlando della dignità di un uomo, 
la nota scrittrice fiorentina
 alla fine di un suo articolo, fa un riferimento importante
ad una mitica e profondamente morale poesia di Kipling.

Qui potremo ora legger sia la sua riflessione

che la poesia del grande scrittore e poeta britannico

.

.

.

 

  
 


LA DIGNITA’
PER LA FALLACI E  PER KIPLING


Iniziamo dal pensiero della Fallaci
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Cosa significa essere un uomo?
Significa avere coraggio, avere dignità.
Significa credere nell’umanità.
 Significa amare senza permettere a un amore di diventare un’àncora.
Significa lottare. E vincere.
Guarda, più o meno quel che dice Kypling
in quella poesia intitolata
Se.
Oriana Fallaci

 
 
 
 


 
 
 
Ed ecco ora la mitica poesia citata da Oriana…


SE…
Rudyard Kipling
 
Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall’odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
 
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
 
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro: “Tieni duro!”.
 
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l’amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E – quel che è di più – sei un Uomo, figlio mio!

 
 
 
 
 
 
 


Vedendo la realtà che ci circonda
pensate che la dignità sia ancora diffusa tra le persone
o è divenuta solo una parola antica (o una chimera)?


Ciao da Tony Kospan




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UN MODO DIVERSO DI VIVER
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Buon sabato sera in poesia con “Vieni come sei” Tagore – arte A. Mucha – canzone “Lei” di Aznavour   2 comments

 

 

Alphonse Mucha


 
 

 
 
 
  
 
 

Continuerò ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi,
rifiutando di lasciarmi incasellare, stereotipare.
Ciò che conta é liberare il proprio io:
lasciare che trovi le sue dimensioni, che non abbia vincoli.
Virginia Woolf dal “Diario di una scrittrice”


 
 
 
Alphonse Mucha – Spirito della primavera


 
 
 
 
 


 

 
Alphonse Mucha



VIENI COME SEI
Tagore

Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Se la treccia s'è sciolta dei capelli,
se la scriminatura non è dritta,
se i nastri del corsetto non sono allacciati,
non badarci.


Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Vieni sull'erba con passi veloci.
Se il rossetto si disfà per la rugiada,
se gli anelli che tintinnano ai tuoi piedi
si allentano, se le perle della tua collana
cadono, non badarci.

Vieni sull'erba con passi veloci.
Non vedi le nubi che coprono il cielo?
Stormi di gru si levano in volo
dall'altra riva del fiume
e improvvise raffiche di vento
passano veloci sulla brughiera.
Le greggi spaurite corrono agli ovili.
Non vedi le nubi che coprono il cielo?
Invano accendi la lampada della tua toilet –
la fiamma vacilla e si spegne nel vento.
Chi può accorgersi che le tue palpebre
non sono state tinte d'ombretto?
I tuoi occhi sono più neri delle nubi.
Invano accendi la lampada della tua toilet.

Vieni come sei, non indugiare a farti bella.
Se la ghirlanda non è stata intrecciata, che importa;
se il braccialetto non è chiuso. lascia fare.
Il cielo è coperto di nuvole – è tardi.
Vieni come sei; non indugiare a farti bella.



 
 
 Alphonse Mucha – Le fasi del giorno
 



 
 
 
 

 

  
 
 

LA TUA NUOVA PAGINA
PER COLORARE LE TUE ORE…


 
 
 
 

Alphonse Mucha – L'estate

 
 
 
 

Buonanotte con la bella minipoesia “Sii padrone di te!” di F. Pessoa   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
SII PADRONE DI TE!
Fernando Pessoa
 

Sii padrone di te

Senza chiudere gli occhi.

Nel duro palmo stringi

Con un tatto serrato

Il mondo esterno

Sentendo nella mano

Ben altro che la mano.




Michelangelo – La Creazione di Adamo (partic.)

 

 

 

 

à tout le monde…

da Orso Tony

 

 

 

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Felice notte con la bella minipoesia “Le cortesie” di Emily Dickinson   1 comment


 
 
 
 
 
 
 


LE CORTESIE
Emily Dickinson


Le cortesie più piccole

– un fiore o un libro –

piantano sorrisi come semi

che germogliano nel buio.



 


 

 
  (MY WAY)
Vittorio Corcos – Bellezza fiorentina
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

ROMANTICA – La canzone di grande successo di Dallara.. oggi quasi dimenticata.. e l’atmosfera del 1960   Leave a comment







Nell'ambito delle musiche ed atmosfere di un tempo…
stavolta è il turno di una canzone che fece epoca
ma che ora è quasi dimenticata…

Parlo di
ROMANTICA
vincitrice del festival di Sanremo del 1960…  

 

 
 
 
 
 
 
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D'UN TEMPO…
by Tony Kospan 




Il successo fu dovuto principalmente a Tony Dallara,
ma non da meno fu l'interpretazione di Renato Rascel,
l'altro cantante… così come si usava allora… a Sanremo.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
GLI URLATORI – UN FENOMENO DELL'EPOCA
 
 

Era l'epoca in cui nella canzone italiana
dominavano i cd. Urlatori
 
 
Dallara ne fu uno dei massimi esponenti…
e certamente il più… puro…
 
 
 
 
 
 

Il loro modo di interpretare le canzoni era caratterizzato
 dal fatto di cantare con voce ad alto volume,
e priva degli abbellimenti vocali tipici
del canto prettamente melodico
e dunque si staccavano dalla classica tradizione musicale italiana.
 
 
Questa canzone ha attraversato il tempo
e seppur ormai quel genere non incontra più grandi consensi…
resta una pietra miliare della storia della canzone e dei nostri ricordi.

 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
Prima di passare alla canzone diamo uno sguardo
a quel che accadeva quell'anno.





 
 
Siamo nel 1960 in pieno “miracolo economico”
dopo gli anni bui postbellici



 
 
 
 
Ma siamo anche negli anni della massiccia emigrazione
dal sud verso il triangolo industriale
Torino Milano Genova,
 
 
 
 
 


in quello in cui Berruti trionfa alle Olimpiadi di Roma


 
 
 
La dolce vita  – Fellini
 
 
 
 
e del mitico film…

 
 
 
 
Questa invece è la moda del 1960
 
 
 
 
Ma veniamo alla canzone…
 
Ecco ora prima il testo
 
 
 
 
 
 
 
 
Romantica
Tony Dallara

Bambina mia
sono l’ultimo poeta che s’ispira ad una stella.
Bambina mia,
sono l’ultimo inguaribile malato di poesia.

E voglio bene a te
perché sei come me,
romantica.

Tu sei romantica,
amarti e’ un po’ rivivere,
nella semplicità,
nell’irrealtà
di un altra età.

Tu sei romantica,
amica delle nuvole,
che cercano lassù
un po’ di sol come fai tu.

Tu sei la musica che ispira l’anima
sei tu il mio angolo
di paradiso per me.

Ed io che accanto a te
son ritornato a vivere,
a te racconterò,
affiderò
i sogni miei
perché romantica tu sei.

Tu sei la musica che ispira l’anima
sei tu il mio angolo
di paradiso
per me.

Tu sei romantica, amica delle nuvole,
a te racconterò,
affiderò
i sogni miei
perché romantica tu sei.

 

 

 
 
 
 
Ed infine ascoltiamola




 
 
 


 
 

 
 

 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 

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Felice notte con la bella minipoesia “Tanti dicono di notte” di Emily Dickinson   Leave a comment

 

 

 

 

 

TANTI DICONO DI NOTTE

Emily Dickinson

 

Tanti dicono di notte buonanotte;

io dico buonanotte quando è giorno.

Mi dice arrivederci chi va via.

Rispondo ancora buonanotte, io.

Perchè il distacco, quello si è la notte,

e la presenza, nient’altro che l’alba;

quel colore di porpora nel cielo

che si chiama mattino.

 

 

J. Vettriano – Mezzanotte blu

 

 

 

 

 

 

BY TONY KOSPAN

 

 

 

 

POESIE E CULTURA VARIA

NELLA PAGINA FB
 

 

 

 

 

 

 

 

 

Felice notte con la bella minipoesia.. “Scintille” di Tagore   Leave a comment

 
 
 
 
 (Scintille – Annalisa)
 
 
 

SCINTILLE
Rabindranath Tagore
 
Vieni, primavera, vieni
a svelare la bellezza del fiore
celata nel bocciolo
tenero e delicato.
Lascia cadere le note
che porteranno i frutti,
e passa con cura il tuo pennello
d’oro di foglia in foglia.

 
 
 
 
Galileo Chini
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
 
 
 

POESIA E CULTURA
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Buon sabato sera in poesia “Le parole del cielo” di Theodorakis – arte D. Rivera – canzone “La nostra vita”   2 comments

 

 

 

 

Diego Rivera

 

 

 
 
 
 
 

       

 

 


Diego Rivera – Natasha Gelman – 1943
 

 
 
 
 

La poesia non è un modo di esprimere un'opinione,
è un canto che sale da una ferita sanguinante
o da labbra sorridenti.
Kahlil Gibran

 
 

 
 
 

 

 
 

 
 

LE PAROLE DEL CIELO

 
Mikis Theodorakis
 
 
Dimmi le parole del cielo
ed io ti darò il bacio dell’amore.
Resta lì, nuda come il mare
e lasciami guardare  i tuoi occhi
nei quali io sogno.
Devo volar via come una colomba,
partire in viaggio con il tuo ricordo,
oltre le nuvole
oltre gli oceani d’argento.
Dimmi le parole del cuore
e avrò ali per volare come in sogno.
Resta lì, nuda come il mare
e lasciami guardare i tuoi occhi
nei quali io sogno.

 
 
 

Diego Rivera – Linda Christian (partic.)

 

 

 

 

 

 

 

 

IL GRUPPO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E

 

 

 

Diego Rivera –  Dona Elena Flores de Carrillo

 

 

 

 

LA PIETRA DELLO SCANDALO – Ecco l’antica e sorprendente storia di questa diffusissima espressione   Leave a comment




Spesso usiamo o sentiamo l'espressione
PIETRA DELLO SCANDALO
 ma perché, da cosa nasce e cosa c'entra la pietra?








Nell’antica Roma, i debitori insolventi ed i falliti
dovevano subire una forte e pubblica umiliazione.

Questa pratica, con valore legale, era così chiamata:
labonorum cessio culo nudo super lapidem
(cessione delle proprietà con sedere nudo sopra la pietra).








Essa consisteva nel fatto che, davanti a tutti,
per 3 volte l'interessato doveva gridare “cedo bona”,
ossia “cedo le mie proprietà”,
mentre si sedeva con violenza, e con le vesti alzate,
sulla pietra, che a Roma era davanti al Campidoglio,
con su scolpito un leone
di fronte ad una folla che lo scherniva.








L'origine di questa espressione, ancor oggi molto in uso,
è quindi questa esposizione al pubblico ludibrio
in forma altamente sconveniente ed alquanto ridicola.

Ciò fatto i creditori però
non potevano più rivalersi sul debitore
se non sui beni ceduti.








Eppure l'esser costretti a questa forte pubblica umliazione
era in realtà un notevole miglioramento, voluto da Cesare,
rispetto alla situazione precedente che consentiva
ai creditori di uccidere o ridurre in schiavitù i debitori.



La situazione dei debitori prima della legge di Cesare



Questa nuova usanza si diffuse in tutti i territori governati da Roma 
e durò molto a lungo… anche dopo la fine dell'Impero.

Da essa poi sembra anche che sia nata anche l'altra espressione,
anch'essa diffusissima e popolare, “che culo!
in riferimento ad un grosso colpo di fortuna.



F I N E




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