Archivio per 26 marzo 2018

Buonanotte con la bella minipoesia “Da dove siamo nati?”di Goethe e la bella canzone “Occhi Blu” di Vasco Rossi   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 

DA DOVE SIAMO NATI?
 Goethe
 
 
Da dove siamo nati?
Dall’amore.
Come saremmo perduti?
Senza amore.
Cosa ci aiuta a superarci?
L’amore.
Si può trovare anche l’amore?
Con amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L’amore.
Cosa deve unirci sempre?
L’amore.


 
 
 

 
Arthur Braginsky
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
a tutti da Tony Kospan
 
 
 
 


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Buon lunedì sera in poesia “In pena” di P. Eluard – arte Emile Friant – canzone “Sognami”   Leave a comment

 

 

 

Emile Friant


 
 
 
 
 
 
 

 
 
  L’Amore immaturo dice:
“Ti amo perché ho bisogno di te”.
L’Amore maturo dice :
“Ho bisogno di te perché ti Amo”
Erich Fromm
 
 

 
 

 

Emile Friant

 
 
 
                                                     
 
 
 

 
 
 
 
 

IN PENA
Paul Eluard
 
 
In pena per un cielo infranto
per la pioggia che ci bagnerà
vado pensando alla gioia grande
che se vorremo ci prenderà.
Tra dovere ed inquietudine
esita questa vita rude.
(E’ una molto grande pena
confessarlo, ora)
Qui ogni cosa odora d’erba.
Su tutto il cielo, in cielo,
il volo delle rondini
ci distrae, ci fa pensare…
Io penso una speranza quieta.

 
 
  
 
Emile Friant – Innamorati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
  

 

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Emile Friant – La barchetta
 
 
 

L’originalissima ma umanissima “Annunciazione” di Lorenzo Lotto – Quando l’arte ci parla…   Leave a comment




Già conosciamo da altri dipinti il diverso e controcorrente modo
di vedere la realtà, la religiosità, ma anche la pittura,
da parte dell'artista veneziano da pochi decenni riscoperto.



Lorenzo Lotto – Autoritratto – 1540




Anche questa sua “Annunciazione” è del tutto diversa
da analoghi dipinti di altri autori ed ora vedremo perché.



L'Annunciazione



La prima cosa che si nota è che non ci mostra solo
il classico incontro dell'angelo con la futura Madonna
bensì anche l'ambiente in cui Lei si trova con un gatto
e dove si possono osservare oggetti di vita quotidiana
come la cuffia da notte e l'asciugamano appesi alla mensola.






Inoltre è presente anche e soprattutto Dio
che dall'alto sta prendendo la mira
per fecondar virtualmente Maria.






Una umanissima sorpresa, mista a paura,
investe tutta la scena compreso il gatto.







Ma la cosa più sorprendente è la reazione di Maria
all'annuncio dell'Angelo!






La donna infatti volta le spalle a Dio ed all'angelo
e cerca di scappare impaurita (osservare il volto e le mani)
mentre il gatto inarca la schiena per scappare anche lui!







Un altro aspetto, che rende realissima la scena,
è che l'Angelo, che dovrebbe essere puro spirito,
invece è di carne ed ossa
e ne è la prova l'ombra che vediamo a terra!

Il Lotto quindi ci mostra una Madonna,
un Angelo e perfino la Divinità
fatti di carne e sentimenti umanissimi.






Ciò conferma quanto si diceva su
riguardo alla visione semplice, sincera e senza retorica
di tutti gli aspetti della vita e della religione
da parte di questo artista rinascimentale sui generis.

Il dipinto “L'annunciazione” di Lorenzo Lotto del 1534 circa
si trova nel museo civico di Recanati.


FINE


Copyright Tony Kospan
In caso di copia è obbligatorio indicare autore e blog




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NON BASTA APRIRE LA FINESTRA – Pessoa.. grande cantore del sogno.. appare invece in questa poesia dubbioso   Leave a comment

 
 
 
 
 




   
Una poesia, della serie “grandissime poesie”
 dalle notevoli e profonde suggestioni.
 
 
 
NON BASTA APRIRE LA FINESTRA 
 




Dalì – Ragazza alla finestra
 
 
 
 

Pessoa, poeta del sogno, stavolta pur esaltandolo,
dubita che esso,
nonostante sia superiore alla fisicità delle cose
ed alla freddezza della razionalità,
riesca poi davvero a veder bene…
 quel che c’è oltre la… “finestra“. 
 






 
 
 
 
 
 
 
 
 

NON BASTA APRIRE LA FINESTRA
Fernando Pessoa
 
 
Non basta aprire la finestra
per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi:
vi sono solo idee.
Vi è soltanto ognuno di noi,
simile ad una spelonca.
C’è solo una finestra chiusa
e tutto il mondo fuori;
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto
se la finestra si aprisse,
che mai è quello che si vede
quando la finestra si apre.

 
 
 
 
 
 
 

 

 

 



Alcuni ritengono però che la poesia parli

di luoghi da visitare, di paesaggi da vedere

perché più belli dal vero che sognati,

ma, secondo me, qui v’è chiaramente

una visione che va molto oltre

e quindi che sia una poesia soprattutto metafisica.



 


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Penso che Pessoa ci voglia dire:
– della nostra incapacità di vedere la verità solo con i nostri occhi…,
– del pericolo di farci condizionare dai ragionamenti della filosofia…
– della possibilità di vedere molto più in là della realtà
grazie ai nostri… sogni…

Tuttavia però poi termina con l'amara considerazione
che nonostante ciò
la verità è… comunque sempre diversa.

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 In altre parole ed in estrema sintesi
il significato è, a mio parere, dolce-amaro,
e ci lascia un senso di vuoto e di incompletezza.

Noi non conosciamo e non conosceremo mai la vera realtà…
che è quella che è oltre noi… (oltre la finestra)
ma la possiamo solo immaginare… sognare…
in quanto siamo prigionieri delle nostre convenzioni sociali
dei nostri tabù… delle nostre sovrastrutture mentali.

Però nemmeno questo sognare, ahimè,
corrisponderà mai alla verità sconosciuta
o inconoscibile da noi umani.







Per questo si può parlare di poesia metafisica…

La mia è però una personalissima interpretazione
e mi piacerebbe legger quel che ne pensate voi.




Pessoa


CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 
 

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TENNESSEE WILLIAMS – Breve ricordo dello scrittore americano autore di testi perfetti per il teatro ed il cinema   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
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 Sono certo che il sentir parlare di Tennessee Williams
evochi subito… grandi opere cinematografiche e teatrali.
 
 
 

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(Columbus 26 marzo 1911 – New York 25 febbraio 1983)
 
 
 

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Ma vogliamo conoscerlo un po' meglio?

E' stato un drammaturgo, uno scrittore,
uno sceneggiatore ed un poeta statunitense.
 
 

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Divenne un autore di successo principalmente
per la bellezza delle trame e dei dialoghi dei suoi testi teatrali
spesso divenuti poi anche dei film di grande successo.
 
 

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Qui è con Anna Magnani
 
 

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Tra le sue opere più note spiccano
La Gatta sul tetto che scotta“,
Improvvisamente l'estate scorsa
e
Un tram chiamato desiderio
 
 
 

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E' stato vincitore di due premi Pulitzer
ed ebbe 2 “nomination” per l’Oscar. 
 

Ha anche collaborato con Luchino Visconti
nella sceneggiatura di Senso (1954).
 

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Possiamo senz'altro dire che la sua penna
è stata magica creatrice
soprattutto di storie ed atmosfere perfette
per esser portate a teatro o sui set cinematografici.

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Ricordiamolo ora con questa scena del film
Un tram chiamato desiderio“, del 1951,
nato da un suo famoso testo,
in cui è protagonista Marlon Brando
 
 
 

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Ciao da Tony Kospan
 
 

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Omaggio a Beethoven con la mitica 9° Sinfonia e con “Il fregio”… il grande dipinto dedicatogli da Klimt   Leave a comment


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E’ forse, o senza forse,
 il più grande compositore musicale di tutti i tempi
e per molti, il suo genio,
va oltre il concetto stesso di musica!

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Bonn 16.12.1770 – Vienna 26.3.1827

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Nell’anniversario della nascita di Beethoven

desidero rendergli omaggio

attraverso una sua mitica musica

associata ad una grande opera di Klimt

tra l’altro creata proprio in suo onore…

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Dunque l’associazione tra arte e musica
in questo caso infatti
non è di fantasia ma è in “re ipsa”.
 
 
 
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete A


 
 
  
IL FREGIO DI BEETHOVEN
 
 

Il Fregio, lungo 24 metri e sviluppato su tre pareti
fu eseguito in occasione della XIX mostra della Secessione
dedicata nel 1902 (e quindi 111 anni fa)
alla grande scultura di Max Klinger raffigurante l’apoteosi di Beethoven.
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Il tema del Fregio è una interpretazione della Nona Sinfonia di Beethoven.
 
 
 
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete B

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Klimt dipinge direttamente sulla parete 
senza preoccuparsi di cercare materiali duraturi
pensando che l’opera sarebbe stata eliminata
alla fine della manifestazione.
 
Per fortuna, nonostante tutto ciò,
si è potuto conservar bene l’opera.
 
Klimt , che è un amante dei simboli 
qui vuol narrare
la lotta tra bene e male 
 
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Klimt – Fregio di Beethoven – Parete C

 


E la musica?





 


Non può non esser in questo caso che la mitica


9° sinfonia


che possiamo ascoltare in questo bel video

che associa anch’esso i 2 grandi artisti.


 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO DA TONY KOSPAN
 
 
  
 
 

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