Archivio per 21 marzo 2018

Buona serata in poesia “Agrodolce” R. Perin – arte J. Vettriano – canzone “Historia de un amor”   Leave a comment

 
 
 
 
Jack Vettriano

 
 
 
 
 
 



 

Il ricordo della felicità non è più felicità,
il ricordo del dolore è ancora dolore.

Lord Byron 
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Jack Vettriano
 
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AGRODOLCE
Roberto Perin
 
Il mondo perfetto,
ideale: i ricordi.
Voglio vivere solo di piaceri,
il lampo di un bacio,
il fruscio di una carezza,
il temporale di una passione.
Ricordi di bimbo,
gli attimi di fantasia,
in sfide con il sole
nell'inventare ombre cinesi,
le urla nella notte
per spaventare i fantasmi.
In me bimbo,
in me uomo,
in me futura anima,
il desiderio di un mondo
senza ombre.
Voglio trasformare
la realtà in ricordo,
un ricordo eterno.
Giochi, fantasie e realtà,
in un perfetto mondo dei ricordi.
Voglio vivere il presente
al suono delle campane,
per vestirlo a festa
e portarlo nel mio
mondo perfetto.
Ricordi di baci,
ricordi d'amore,
ricordi…
che brilleranno per
l'eternità.

 
 
 
 
Jack Vettriano – Ballo in riva al mare sotto la pioggia 

 

 
 
 
 
 

 

 

 


IL SALOTTO CULTURALE DI FB

Foto animata



 
 
 

   – Historia de un amor –

Jack Vettriano



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L’Allegoria dell’Amore e del Tempo – Ecco i simboli segreti della mitica opera del Bronzino – II Parte   Leave a comment

 
 
Ripartiamo, nell’analisi del dipinto,
dalle gambe della dea, dal pomo e dalle maschere…
con le parole del Solimano…

 
 
 
 
 
 
 
L’ALLEGORIA DELL’AMORE E DEL TEMPO
ARTE E SEGRETI
II  PARTE




 
 
 
 
Ma soprattutto si vedono due maschere, una giovane donna ed un uomo anziano che ha l’aria trista (triste+cattiva).
Le maschere, dice Erwin Panofsky, da sempre simboleggiano “la mondanità, l’insincerità e la falsità”.
Un raccordo con la Frode (la fanciulla), ma anche con il Piacere ed il Gioco (il putto).
 
Tutto continua ad essere chiaro ed ambiguo, duplice.

 
 
 

 
 
 
Nel particolare qui sotto del quadro del Bronzino, si vedono in parte i corpi bellissimi dei due amanti, Venere e Cupido, e continuano a comparire dei simboli, dei sublimi feticci.
Ambiguamente, il voyeurismo si nasconde dietro il significato morale e viceversa.
Proprio nell’angolo in basso si vede una colomba, ma poi se si guarda bene, si vede anche spuntare il becco e la testa di un’altra colomba.
Tubare come colombi” si dice ancor oggi, ed Erwin Panofsky scrive che era un simbolo usuale di “tenera sollecitudine”, a cui è da aggiungere che le coppie di colombi sono note per la monogamia.
Il contesto non sembra quello, considerando il cuscino evidentemente morbidissimo sotto le ginocchia di Cupido, oggetto piuttosto raro allora.
Ancora oggi parliamo dei cuscini in “piumino d’oca” proprio per intendere che la morbidezza è il primo requisito del cuscino, che è un simbolo di lascivia e di mollezza.
“I Racconti del Cuscino” è il titolo di un film pregevole ed originale di Peter Greenaway, l’autore de “I misteri dei Giardini di Compton House”.
Il tema ricorrente di Greenaway è una acuta indagine sull’erotismo, un po’ quello che fa il Bronzino qui.
Dietro Cupido, si intravedono le foglie di un mirto, simbolo classico dell’amore.
 
Ma il corpo di Cupido, è maschile o femminile?
Ci tornerò alla fine.
 
 
 

 
 
 
 
In alto c’è un vecchio assai vigoroso, attento e lucidamente iracondo, la testa pelata ed una strana barba assai folta, dove c’è. I baffi spioventi gli coprono le labbra.
Ancora più in alto si vede un’ala biancastra e, vicino alla testa del vecchio, si intravede parte di una clessidra.
Corrisponde con la colomba nell’angolo opposto, quella di cui si vede solo il becco e la testa – il Bronzino era assai lucido nell’organizzare, nel pesare la rappresentazione, ed in questo caso si tratta musicalmente di due note in minore, ma indispensabili.
Questo vecchio è il simbolo del tempo, lo comprendono tutti, ma è bene porsi due domande, una particolare, ed una generale.
Che cosa sta facendo il tempo, anzi il Tempo?
 
Sta tirando in alto un drappo, una specie di grande tenda, sta svelando il quadro, con tutti i suoi significati e la loro ambiguità che, per il fatto stesso che ce ne accorgiamo, non c’è più, perché “Veritas filia Temporis”.
 
 
 
Il tempo
 
 
 
Perché il Tempo è vecchio? Una domanda ovvia, ma solo in apparenza.
 
Parrà strano, ma nella antichità classica il Tempo non era rappresentato come un vecchio, non c’era questa attenzione all’età del Tempo, anzi, spesso era rappresentato come un giovane con le ali ai piedi: Kairòs, l’Opportunità, che passa veloce e la devi cogliere subito, difatti aveva un gran ciuffo davanti e la nuca rasata.
Il Tempo è rappresentato come un vecchio per l’equivoco tardo-antico fra due parole greche che hanno significato diverso: Chronos, il tempo e Kronos, il padre di Zeus, vecchio e cattivissimo, un mangiabambini, alla lettera.

 
 
 


 
 
 
Lascio a voi la riflessione su quanto questa identificazione negativa del Tempo abbia pesato sulla visione di vita di tutto l’Occidente.
 
Per gli antichi Greci, Chronos era una cosa e Kronos tutta un’altra cosa.
 
Kronos, il nostro Saturno, si è mangiato pure Chronos… ed è un bel guaio.
 
 
 
 
C O N T I N U A
 
 
 
Autore del testo… Solimano – Impaginazione… Tony Kospan
 
 
 
 
PER CHI VOLESSE LEGGER
LA I PARTE
Il Piacere (partic.)
 
 
 
 
 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L’ARTE…
I N S I E M E


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La BELLE EPOQUE ed il CAN CAN – Arte e classica.. con i dipinti di Degas.. la musica di Offenbach e non solo   Leave a comment

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Edgar Degas – Ballerine in rosso
 
 
 
 
 
Edgar Degas è definito ilpittore delle ballerine
perché amava rappresentare i riti ed i miti dell’epoca
caratterizzata dalla nota atmosfera “bohemiènne”.

 
 
 
(Parigi 19.7.1834 – Parigi 27.9.1917)




Questo post… intende accostare
il grande cantore della Belle Époque nell’arte
al trionfale e mitico… Can Can… ed alle danze
della favolosa Parigi d’allora.

 


  

Edgar Degas – Scuola di danza

 

 

 

Ci tufferemo attraverso immagini…

dipinti e musiche nelle mitiche ed allegre atmosfere

di fine ‘800 ed inizio ‘900 soprattutto parigine.




Edgar Degas – Piccola ballerina
 
 
 
 
 

IL CAN CAN E… LE BALLERINE

 

 

 

 

 

OFFENBACH E DEGAS – CLASSICA ED ARTE

 
 
 
 
 
Il vero Moulin Rouge – La sala nel 1898

 
 
 
 
 
 
 
  
     DEGAS         OFFENBACH
 
 
 
 
DUNQUE IL FAMOSISSIMO ALLEGRO
CAN CAN
VERA COLONNA SONORA DELLA
BELLE EPOQUE
SARA’ UNITO ALLE STUPENDE TELE DI
DEGAS
DEDICATE ALLE SUE AMATE BALLERINE
 
 
 
 
 


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La liaison è dunque tra Degas
massimo “cantore” delle ballerine
con Offenbach
autore della mitica musica del Can Can

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Nel primo video abbiamo una versione recente
del celebre ballo
trasmessa dalla televisione francese….





 
Degas



e nel secondo possiamo vedere
dopo una partenza lenta della musica…
vere immagini d’epoca


 
 
 
 



 
 
 
 
Buon ascolto… e buona visione
da Orso Tony…






LUIGI TENCO – Breve ricordo del grande cantautore anche con la sua poetica e bella canzone “Io sì”   Leave a comment

 

 

 

 

 

Nato il 21 marzo 1938 a Cassine (Alessandria) crebbe artisticamente a Genova frequentando grandi cantautori come Bruno Lauzi, Gino Paoli e Fabrizio De André.

 

Il suo grande amore musicale era il jazz… ed infatti la sua prima band si chiamava “Jelly Roll boys jazz band”.

 

 

Luigi Tenco
(Cassine, 21 marzo 1938 – Sanremo, 27 gennaio 1967)

 


 
I suoi esordi con il nome d’arte Gigi Mai (ne userà poi diversi altri)n
on furono baciati dal successo nè di pubblico nè di critica.

 

Dal 1959 iniziano i suoi successi soprattutto con “Mi sono innamorato di te” e “Io sì”… poi nel 1964 con “Ho capito che ti amo” e nel 1966… con “Un giorno dopo l’altro” e “Lontano, lontano”
 

 

 


 

 


Nel 1967 partecipa al festival di Sanremo già attanagliato da problemi psicologici con “”Ciao amore, ciao”  cantata in coppia con Dalida e nel vederla bocciata dalla giuria a favore di altre canzoni di scarso valore si tolse la vita…

 

E’ stato un cantautore davvero “autentico” in quanto non cedette mai a pressioni commerciali o si abbassò a volgarizzazioni della sua vena poetico-musicale…

 

 

 

 

 

 

Milioni di giovani dell’epoca (tra i quali il sottoscritto) lo amavano per questo e rimasero sconvolti quando appresero della sua morte.

 

Per me, ma non solo per me, le sue erano quasi tutte “canzoni poesie“.

 
 
 

 
 
 
Ed è proprio con la canzone poesia che segue che mi fa piacere ricordarlo e rendergli omaggio…

 
 
La canzone è tutta sua… testo e musica… ed appare a me…, ma non solo…, come una delle sue canzoni più incisive… più sensuali… più romantiche ed intriganti…
 
 
Direi che per questi aspetti rappresenta un vero e proprio unicum tra le sue canzoni…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

E’ bello ascoltarla sia nella versione maschile sofferta e profonda del grande Luigi… che  nella versione femminile cantata con la consueta sensualità ed intensità dalla classica Ornella Vanoni…
 
 
Prima però… leggiamo il testo… per apprezzarne il valore “poetico”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 


IO SI’
 – Tenco – 

Io sì,
che t’avrei fatto vivere
una vita di sogni
che con lui non puoi vivere
 
Io sì,
avrei fatto sparire
dai tuoi occhi la noia
che lui non sa vedere
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei detto il mio amore
cercando le parole
che lui non sa trovare
 
Io sì,
t’avrei fatta invidiare
dalle stesse tue amiche
che di lui ora ridono,
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei fatta arrossire
dicendoti “ti amo”
come lui non sa dire
 
Io sì,
da te avrei voluto
quella tua voce calda
che a lui fa paura
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei fatto capire
che il bello della sera
non è soltanto uscire
 
Io sì,
t’avrei insegnato
che si incomincia a vivere
quando lui vuol dormire,
ma ormai…
 
Io sì,
che t’avrei insegnato
qualcosa dell’amore
che per lui è peccato
 
Io sì,
t’avrei fatto sapere
quante cose tu hai
che mi fanno impazzire
ma ormai…

 

 

 
 
 
 Ascoltiamola dunque cantata dall’autore…
 
 


 
 
 
 
 
e, se ci va, anche dalla Vanoni…
 
 

 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan


 
 
 

LA PAGINA DI PSICHE E SOGNO
CHE PUO’ AIUTARTI A COLORARE LE TUE ORE

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Alda Merini – Un breve ricordo della grande poetessa del ‘900 con una piccola antologia di sue belle poesie   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 

Oggi è l'anniversario della nascita
di una delle più grandi poetesse italiane del '900…
Alda Merini
 
 
 
 

(Milano, 21 marzo 1931 – Milano, 1º novembre 2009)

 
 
 
 
Le sue poesie hanno segnato in modo indelebile
il mondo poetico del secondo novecento…

La sua vita però è stata costellata da grandissime difficoltà
che ha affrontato in modo positivo proprio grazie alla Poesia!





La sua è davvero una produzione immensa…
e quasi tutta di altissimo livello…
per cui selezionare solo qualche poesia non è facile…


Ho scelto le seguenti soprattutto
perché sono (forse) tra le meno note…
ma, a mio parere,
 sempre e comunque molto belle…




 
 
 
 


Ma il miglior modo di parlare di una poetessa è,
a mio parere, farlo… lasciando parlare… i suoi versi…

 
 
 
 

 
 
 
 
 

PICCOLA ANTOLOGIA DI SUE POESIE


VEDESSI
Alda Merini
 
Vedessi com'è grande il pensiero del mare
dove il mio dolce amore oggi è andato a pescare
vedessi com'è grande la vela del pensiero
eppure sono sola come un vecchio mistero
vedessi che coralli ci sono in fondo al mare
e lui non mi ha pescato perché doveva andare
vedessi come piango un pianto universale
un amore così bello non doveva far male.
 
 
 
IO SONO FOLLE, FOLLE
Alda Merini
 
Io sono folle, folle,
folle di amore per te.
Io gemo di tenerezza
perché sono folle, folle,
perché ti ho perduto.
Stamane il mattino era sì caldo
che a me dettava questa confusione,
ma io ero malata di tormento
ero malata di tua perdizione.
 
 
 
LA VERITA'
Alda Merini
 
La verità è sempre quella,
la cattiveria degli uomini
che ti abbassa
e ti costruisce un santuario di odio
dietro la porta socchiusa.
Ma l'amore della povera gente
brilla più di una qualsiasi filosofia.
Un povero ti dà tutto
e non ti rinfaccia mai la tua vigliaccheria.
 
 
 
SONO FOLLE DI TE
Alda Merini
 
Sono folle di te, amore
che vieni a rintracciare
nei miei trascorsi
questi giocattoli rotti delle mie parole.
Ti faccio dono di tutto
se vuoi,
tanto io sono solo una fanciulla
piena di poesia
e coperta di lacrime salate,
io voglio solo addormentarmi
sulla ripa del cielo stellato
e diventare un dolce vento
di canti d'amore per te.
 
 
 
AMORE VOLA DA ME
Alda Merini
 
Amore,
vola da me
con l'aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l'ingegno del tuo sentimento.
Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d'albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fa' delle due braccia
due ali d'angelo
e porta anche a me un po' di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Infine… la sua nota bellissima poesia
emblema sia della sua nascita
che dell'arrivo della Primavera


SONO NATA IL 21 A PRIMAVERA

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.



Possiamo ora ascoltar quest'ultima poesia
cantata da Milva…
 
 
 

 
 
 
 
  
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

LA PAGINA DI FB
DELLA POESIA E DELLA CULTURA

 
 
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Oggi.. 21 marzo.. è la giornata mondiale della… POESIA! Festeggiamola anche noi con aforismi.. poesie e non solo   1 comment







La casa della poesia non avrà mai porte.
Alda Merini


 
 
 

E’ PRIMAVERA
ED E’ ANCHE
LA FESTA DELLA POESIA

 
 
 
 
 

 


Il poeta cerca solo di mettere la testa in cielo.
E’ il logico che cerca di mettere il cielo
dentro la propria testa.
Ed è la sua testa che si spacca.
Gilbert Keith Chesterton


 
 
 
 
 
 
 
E' finalmente giunta la stagione più amata.
   

 

 

 
 
 
Ma con l'arrivo della Primavera
oggi si festeggia anche
la giornata mondiale della Poesia.
 
 
 
 

 
 
 
L’Unesco desidera imporre all’attenzione di tutti,
e soprattutto dei giovani,
(ma in fondo – dentro – noi lo siamo tutti vero?)
LA POESIA

 
 


Infatti, fin dal 1999,
ha dichiarato il primo giorno di primavera
e tradizionalmente il 21 marzo…
Giornata Mondiale della Poesia.
Festeggiamola allora anche noi…
con qualche pensiero… qualche aforisma
ed una mini poesia
 



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Cos’è dunque la poesia?

Siamo noi tutti poeti?
 

 
 

 

 
 

Certo non siamo né Dante… né Leopardi…
né Neruda… né Lorca… né Dickinson… né Merini… etc…
ma se vogliamo…
tutti noi possiamo provare a scriver versi
ed in tanti ci provano… ci proviamo…
e direi spesso con bellissimi risultati…
e qualcuno tra noi anche di più…

 
 
 
John William Waterhouse

 
 
 

Il grande Giuseppe Parini diceva:

.

“la poesia non è necessaria come il pane,

nè utile come l’asino;

tuttavia, se usata bene,

può rendere felice l’uomo”.

 


 

 

 

Allora inneggiamo anche noi con questo video… 
alla Primavera

 
 
 

Nuzzi e Lauri – La Primavera

 
 
 
 

e con  quest'altro… all'amata… Poesia


 
 
 
 
 

Infine una significativa mini-poesia che amo molto…

 
 
POESIA SULLA POESIA
Enrico Dignani
E… se non vi piace la poesia
allora il mondo tenetevelo
così com’è:
scemo e faticoso!
 

Auguro quindi infine a tutti…

 
 
 
 
in salute… in armonia ed in… poesia
Tony Kospan


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P O E S I E ?
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