Archivio per febbraio 2018

Il saggio e la verità – Questa saggia favola ci spiega l’importanza e la convenienza della.. diplomazia   Leave a comment

 

 

 

 

L'importanza della diplomazia

non solo tra le nazioni

ma anche nei rapporti interpersonali

ci viene spiegata in modo esemplare

da questa simpatica storiella…

 

 

 

 


IL SAGGIO E LA VERITA'   



 

 


 

 

 

 Una volta, un imperatore sognò di aver perso tutti i denti.
 Si svegliò spaventato e fece chiamare un saggio  in grado di interpretare il suo sogno.
 – Signore, che disgrazia! – esclamò il saggio.
 Ciascuno dei denti caduti rappresenta la perdita di un famigliare caro a Vostra Maestà .
 – Ma che insolente! – gridò l'imperatore.
 Come si permette di dire tale fesseria?
 Chiamò le guardie ordinando loro di  frustarlo.
 
 
 
 

 
 
 

 
 Chiese in seguito che cercassero un'altro saggio.
 L'altro saggio arrivò e disse:
 – Signore, vi attende una grande felicità!
 Il sogno rivela che lei vivrà più a lungo  di tutti i suoi parenti.
 Il volto dell'imperatore si illuminò.
 Chiese che venissero consegnate  cento monete d'oro a quel saggio.
 Quando costui lasciò il palazzo,  un suddito domandò:
– Com'è possibile?  
 L'interpretazione data da lei fu la stessa  del suo collega.
Tuttavia lui prese  delle frustate mentre lei ebbe delle monete d'oro!!
 
 

 

 

 

 

 
– Mio amico – rispose il saggio. Tutto dipende da come si vedono le cose…
Questa è la grande sfida dell'umanità .
Da ciò deriva la felicità  o l'infelicità ,  la pace o la guerra.
La verità  va sempre detta, non c'è alcun dubbio,  ma il modo come la si dice… 
è quello che fa la differenza.
La verità  deve essere comparata ad una pietra preziosa.
Se la rinfacciamo a qualcuno,  può ferire, provocando rivolta.
Ma se l'avvolgiamo in una delicata confezione e la offriamo con tenerezza, 
sarà sicuramente accettata con più felicità .
 
 
 
TESTO DAL WEB
 
 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN 

 

 

 



VISITA PER LE NOVITA’









E.. SE TI PIACE.. ISCRIVITI







 
 

“Donna genovese” poesia simbolista di Dino Campana che ci dice che l’amore e la natura appaiono l’unica speranza   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 

Poesia molto suggestiva ed affascinante.
Il poeta ci parla della donna e della natura
che gli appaiono esser gli unici aspetti 
che possono donare serenità ed armonia.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Questa poesia però è solo apparentemente facile.
 
Ha infatti  2 letture di cui una,
verso per verso visti quasi a sé stanti,
benché uniti da un’unica visione… 
e l’altra invece
legando i versi con una consequenzialità logica…. 
 
 
 
 
 
Dino Campana (Marradi 20 agosto 1885 – Scandicci 1º marzo 1932)
 
 
 
 
In entrambi i casi il poeta, Dino Campana,
(la cui biografia meriterebbe un post tutto per sé)
emana sensazioni e suggestioni d’amore 
immerse nell’incanto della natura, del paesaggio e non solo
che nascondono però anche chiare valenze simboliche.
 
 
 
 
La poetessa Sibilla Aleramo che ebbe una storia d'amore con Campana
 
 
 
 
 
Infine la sensazione è, a mio parere,
ma vorrei conoscere anche il vostro,
di un’atmosfera d’amore
che ondeggia tra il mare ed il vento…
alla ricerca di un equilibrio che nella vita, ahimé,
il poeta trovò raramente e perse poi del tutto…
ancor giovane…
 
 
 
 


 





 
 
DONNA GENOVESE
Dino Campana
 
 
Tu mi portasti un po' d’alga marina
Nei tuoi capelli, ed un odor di vento,
Che è corso di lontano e giunge grave
D’ardore, era nel tuo corpo bronzino:
– Oh la divina
Semplicità delle tue forme snelle –
Non amore.. non spasimo, un fantasma,
Un’ombra della necessità che vaga
Serena e ineluttabile nell’anima
E la discioglie in gioia, in incanto serena
Perché per l’infinito lo scirocco
Se la possa portare.
Come è piccolo il mondo 
E leggero nelle tue mani!
 
 

 

 
 
 
 
 
 
Se vi va
mi piacerebbe conoscere il vostro parere…
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
AMI LA MAGIA DELLA POESIA?

UN DIVERSO MODO DI VIVERLA…
NELLA PAGINA…
ImageChef.com





 

AMANTI – Bella.. suggestiva ma criptica poesia del grande poeta Mario Luzi – Il mio pensiero.. ed il vostro?   3 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Questa per me (ma… non solo per me) è una delle poesie più belle di Mario Luzi…
notissimo poeta fiorentino scomparso da non molto…
 
 
Essa è forse un po’ (solo un po’?) non semplice… anzi quasi criptica… misteriosa,
per cui mi limito a raccontare le sensazioni che ne traggo leggendola… 
 
 
 
 
 
Chagall
 
 
 
I versi viaggiano in un’atmosfera rarefatta tra luci ed ombre…
in cui l’amore è presente come un mistero collocato tra passato e presente…
ed in un tempo… fuori dal tempo…
 
 
Inoltre esso appare come un frutto di sogno
da cogliere nel cielo…
ma a cui…  con il cuore… ahimè  gonfio di tristezza…
talvolta si deve rinunciare…
 
 
 
 
 
 
 
 

Nonostante la rinuncia, però., esso resta lì,vivo in noi,
pur con le sue contrastanti emozioni,
ed anche contro il nostro stesso volere.



 
 




La poetica di Luzi sta, a mio avviso,
alla poesia classica…
così come l’astrattismo sta all’arte figurativa.


 
 
 
 
Mario Luzi
(Castello di Firenze 20.10.1914 – Firenze 28.2.2005)
 
 
 
Le sue poesie hanno bisogno cioè di lettura e… rilettura…
di conoscenza… e approfondimento… non essendo quasi mai
facilmente ed immediatamente comprensibili.

  
 
 
 
Magritte – Gli amanti
  

 .

.

A M A N T I

Mario Luzi

 

Che mi riserva rivederti, amore,

quale viaggio t’hanno dato i venti?

L’oscuro avvolge questi giorni chiari,

circola forse in questa luce densa

qui dove a macchie dondolanti o ferme

filtra oro ed il vino matura.

Spicco dal cielo questo frutto splendido,

chiudo gli occhi su quel che porta seco,

o lo stare sulle spine

o il dirsi addio a cuore gonfio,

questo tempo nel tempo senza fine

 

 

 

 
.
.
.
.
Mi piacerebbe davvero conoscere il vostro parere…
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 
CLICCA QUI GIU’ PER LE NOVITA’ DEL BLOG
E… SE… TI PIACE… I S C R I V I T I







 

 


LIZ TAYLOR.. LA GATTA DAGLI OCCHI VIOLA – Breve ricordo della mitica diva del cinema.. anche con un video omaggio   Leave a comment




.

.

UNA STAR MITICA…

ED ULTIMA GRANDE DIVA DI HOLLYWOOD

DEFINITA

LA GATTA DAGLI OCCHI VIOLA

 .

.


(Hampstead 27.2.1932 – West Hollywood 23.3.2011)

 

LIZ TAYLOR… UN BREVE RICORDO…

 

 

Ci ha lasciati nel 2011 a 79 anni


 

 

 

 

 

La sua bravura d'attrice e la sua eccezionale bellezza

le hanno consentito di interpretare oltre 50 film

con i più importanti registi della cinematografia mondiale.

 

 

 

 

 

 

 

La sua vita si è svolta tra l'amore per il Cinema

(ma ha recitato anche per la televisione ed a teatro)

e quello per i… matrimoni… ben 8!

 

 

 

 

 

E' poi indimenticabile la sua lunghissima… 

difficilissima ed insieme bellissima storia d'amore

con Richard Burton

conosciuto sul set del kolossal “Cleopatra” nel 1963

e sposato.. 2 volte.

 

 

 

 

 

Fu proprio la sua strepitosa recitazione in questo film  

a renderla la star più pagata dell'epoca…

 

 


 

 

Negli ultimi anni si impegnò attivamente

nella lotta contro l'AIDS

e soffrì di gravi problemi cardiaci.



Qui è con l'inseparabile cagnolino Daisy



Ricordiamola con questo video – omaggio

 

 

 

 

 

Cara Liz… penso che starai certamente ancora

recitando ed… amando… tra le stelle.

 

 

Tony Kospan

 

 

 

IL NUOVO GRUPPO IN CUI VIVER L'ARTE
INSIEME

.
.
.
.
.
.
.
.
.
.
.


Alberto Sordi – Breve ricordo di un mito del cinema e vero artista nazional-popolare anche con 2 video   2 comments




 




Ha lasciato un’eccezionale ed indimenticabile impronta

nella storia della radio, del cinema e della televisione italiana.



 

 

 

 

BREVE RICORDO DI

UN MITO DELLO SPETTACOLO

DEL SECONDO NOVECENTO

 

 

 

(Roma 15 giugno 1920 – Roma  24 febbraio 2003)




ALBERTO SORDI 

 

 

Nessuno più di lui ha saputo cantare… rappresentare 

ed insieme prendere in giro…

incarnandole genialmente ed artisticamente…

virtù e magagne degli italiani…







Per questo possiamo, senza tema di smentita,

definirlo il vero rappresentante

dell’anima nazionalpopolare italiana.

 

 

 

 

 

 


Mi fa piacere ricordarlo con questo video

che riprende il notissimo episodio della Biennale,

in cui è con con Anna Longhi,

tratto da  “Le vacanze intelligenti” episodio del film

 “Dove vai in vacanza?” (1978) di cui curò anche la regia.

 

 

 


 

 

 

e con questo video-omaggio…

 

 


 

 

 


CARO ALBERTONE…

RESTI VIVO PIU’ CHE MAI NEI NOSTRI RICORDI




GRAZIE ANCORA

PER TUTTE LE SIMPATICHE EMOZIONI

 CHE CI HAI DONATO

E PER AVERCI INSEGNATO A SORRIDERE

DEI  NOSTRI CLASSICI DIFETTI

 

 

 Tony Kospan







Siamo leoni… agnelli o aquile? Scopriamolo con questo test molto carino!   2 comments










E' un test che ti aiuterà a scoprire
alcuni aspetti particolari della tua personalità…

E' un test che l'Orso ti consiglia…
non te ne pentirai.




SCOPRIAMO SE SIAMO…



LEONI, AGNELLI O AQUILE





IL TEST
clicca qui giù e… via.





Se ti va facci sapere… il responso.


Ciao da Orso… test.






UNO SPAZIO VIRTUALE COMUNE D’ARTE
POESIA MUSICA SOGNI RACCCONTI
RIFLESSIONI BUONUMORE ETC
frebiapouce.gif





IL FUTURISMO – I Parte – La nascita – Il Manifesto di Marinetti e le idee guida della corrente   Leave a comment


 
 
A partire dal MANIFESTO DEL FUTURISMO…,
approfondiremo la conoscenza di questa corrente,
unica corrente artistica tutta italiana,
tra le tante avanguardie internazionali del primo ‘900



 
 
 
 
 
 



Come altre correnti, 
anche quella futurista con le sue luci e le sue ombre,
investì tutti i campi dell’Arte come avremo modo
di vedere, di leggere e di… ascoltare.


 
 
 
 
 
 



 
 

LA NASCITA DEL FUTURISMO
 IL MANIFESTO E LE IDEE GUIDA DELLA CORRENTE
a cura di Tony Kospan



Come accadeva a quasi tutte le altre correnti d’avanguardia degli inizi del ’900,
il Futurismo ha una data di nascita precisa, grazie al suo “manifesto”,
e un padre ufficiale, con tanto di nome e cognome, Filippo Tommaso Marinetti,
ed anche una culla… il giornale parigino LE FIGARO.





Filippo Tommaso Marinetti
(Alessandria d’Egitto 21/12/1876 – Bellagio 02/12/1944


 


Ma in realtà cosa annuncia questo manifesto?








Leggiamolo bene…


 

IL MANIFESTO DEL FUTURISMO

LE FIGARO DEL 20.2.1909



 

1-Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.

2-Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3-La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità penosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4-Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità

5-Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.

6-Bisogna che il poeta si prodichi con ardore, sfarzo e magnificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.

7-Non vi è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere un capolavoro.

8-Noi siamo sul patrimonio estremo dei secoli! poichè abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.

9-Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore

10-Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria

11-Noi canteremo le locomotive dall’ampio petto, il volo scivolante degli areoplani. E’ dall’Italia che lanciamo questo manifesto di violenza travolgente e incendiaria col quale fondiamo oggi il Futurismo


 

 

Boccioni –  Visioni simultanee – 1912

 

 

 

IL PADRE DEL FUTURISMO

Filippo Tommaso Marinetti… l’uomo e le idee

 

Leggiamo ora, per inquadrar il momento socio-culturale della nascita della corrente e la sua principale idea ispiratrice, questo interessante passo trovato nel web sul suo fondatore:

 

 “Marinetti, nato ad Alessandria d’Egitto da genitori italiani, si forma alla luce della cultura francese di fine Ottocento. Nell’ultimo decennio del secolo è a Parigi, in contatto con il mondo della letteratura; amico di Gustave Kahn (uno dei primi proclamatori del verso libero), Moréas e Samain, tra i maggiori protagonisti di quel filone simbolista decadente, che in Francia resisterà fino all’inizio del Novecento. Nel 1886 Moréas aveva pubblicato il Manifesto del Simbolismo nel supplemento de Le Figaro, dove venivano spiegate le nuove finalità della poesia, che non doveva più essere descrittiva, ma «rivestire l’Idea di una forma sensibile… L’Idea non deve vedersi privata dei sontuosi paramenti delle analogie esteriori». Si cercava un allontanamento dal verismo dei Zola e dei Goncourt; tendenza questa che prevale in un folto gruppo di letterati della fine del secolo, da Huysmans a Mallarmé a Rimbaud, solo per citare i più famosi. Marinetti partecipa, invece, a quella tendenza del primo decennio del Novecento che avvia il simbolismo verso la sua dissoluzione alla ricerca di nuove espressioni; ma pur combattendo si appoggia ancora ai suoi valori. Nel Manifesto del Futurismo, il linguaggio è costellato di metafore, assonanze, immagini che evocano il piacere individuale della sensazione. è lo stesso stile che ritroviamo ancora in un altro testo di Marinetti, Uccidiamo il chiaro di luna dell’aprile 1909: «Noi insegniamo il tuffo nella morte tenebrosa sotto gli occhi bianchi e fissi dell’Ideale… E noi stessi daremo l’esempio abbandonandoci alla furibonda Sarta delle battaglie, che, dopo averci cucita addosso una bella divisa scarlatta, sgargiante al sole, ungerà di fiamme i nostri capelli spazzolati dai proiettili… Così appunto la calura di una sera estiva spalma i campi di uno scivolante fulgore di lucciole. Bisogna che gli uomini elettrizzino ogni giorno i loro nervi ad un orgoglio temerario!… Bisogna che gli uomini giuochino d’un tratto la loro vita, senza spiare i biscazzieri bari e senza controllare l’equilibrio delle roulettes, stando chini sui vasti tappeti verdi della guerra, covati dalla fortunosa lampada del sole. Bisogna — capite? — bisogna che l’anima lanci il corpo in fiamme, come un brulotto, contro il nemico, l’eterno nemico che si dovrebbe inventare se non esistesse!…». 

Il racconto, pubblicato nella rivista Poesia, diretta dallo stesso Marinetti, si snoda in una trama che, attraverso simbolismi e allegorie, viene a creare le basi della nuova poetica. Marinetti, nello slancio di liberazione dagli stilemi e dalle trasposizioni simboliste sulle quali si è lungamente formato ed educato negli anni dei suoi studi, ritorna a quel linguaggio come punto di partenza per fondare la nuova estetica della vita moderna e della macchina «adorata e considerata come simbolo, fonte e maestra della nuova sensibilità artistica». Già nel Manifesto de Le Figaro viene designato tutto ciò che rientra nella volontà di distruzione. Musei, biblioteche, «città venerate», accademie fanno da freno e ostacolano ogni nuova creazione o azione nata dalla «bellezza della velocità». Il passatismo, termine opposto a Futurismo, contro il quale inizia la sua battaglia Marinetti, rappresenta tutto quello che è stato prodotto dalla cultura tradizionale, accademica, del passato.”


(WEB – filosofico.net)



 Russolo, Carrà, Marinetti, Boccioni e Severini


 

Da quanto letto sopra possiamo dunque ricavar i seguenti aspetti che caratterizzano la corrente..

.

– l’amore del pericolo


– l’abitudine all’energia

– il culto per il coraggio e l’audacia

– l’ammirazione per la velocità

– la lotta contro il passato (“noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie“)

– l’esaltazione del movimento aggressivo (” l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno“)

– la guerra (“sola igiene del mondo“).

 

 




 


Ecco come questi concetti erano espressi dallo stesso Marinetti:

«Chi pensa e si esprime con originalità, forza, vivacità, entusiasmo, chiarezza, semplicità, agilità e sintesi. Chi odia i ruderi, i musei, i cimiteri, le biblioteche, il culturismo, il professoralismo, l’accademismo, l’imitazione del passato, il purismo, le lungaggini e le meticolosità. Chi vuole svecchiare, rinvigorire e rallegrare l’arte italiana, liberandola dalle imitazioni del passato, dal tradizionalismo e dall’accademismo e incoraggiando tutte le creazioni audaci dei giovani».


 



Luigi Russolo – 1911



 

 

LE MOTIVAZIONI PROFONDE DELLA NASCITA DELLA CORRENTE
 

 
La decadente cultura del tardo ottocento, pesante, seriosa e lontana dai contemporanei fermenti sociali ed industriali creava la necessità di uno svecchiamento assoluto.
 
In verità questa motivazione è identica per tutte le altre avanguardie dell’epoca.
 
In particolare il futurismo si caratterizzò per l’esaltazione della vitalità, del movimento e della modernità, per l’anticipazione del futuro e per l’incessante ricerca di forme artistiche nuovissime ed originali.
 
Come dicevo su il Futurismo non si limitò alla pittura ma “invase” tutti i campi dell’arte dalla poesia alla musica… dalla scultura all’architettura etc.. e per ciascuna forma fu redatto un particolare “manifesto“.


 
 
 

Roberto Marcello Baldessari – Forme simultanee, circa 1915


 

 

Dunque per conoscerlo un po’ meglio dedicherò un post 

a ciascuna delle sue espressioni artistiche più importanti:

 

PITTURA,

SCULTURA,

ARCHITETTURA,

MUSICA,

POESIA


 

Tony Kospan




C O N T I N U A



 

 

IL NUOVO GRUPPO IN CUI VIVER L’ARTE
INSIEME

 






 



 

L’ALLEGRA STORIA DEL CARNEVALE DALL’ANTICHITA’ AI NOSTRI GIORNI… ANCHE IN IMMAGINI   Leave a comment

 
 
 
 
Una festa che ha superato i millenni…
ma che, pur con tante modifiche,
ha mantenuto quasi intatto il suo spirito trasgressivo.

Nei secoli scorsi i festeggiamenti per il Carnevale 
hanno avuto quale epicentro varie città italiane
ed in particolare Firenze e Venezia
mentre oggi il più noto è quello di Rio.


 


 
 

.

.

STORIA DEL CARNEVALE

 


Le prime notizie sul Carnevale, all’inizio un vero e proprio rito religioso in onore della Dea Iside, risalgono ai tempi degli Egizi.


Inoltre il popolo, mascherato, intonando inni e lodi, accompagnava una sfilata di buoi che venivano sacrificati in onore del dio Nilo.
 
I Greci poi, in attesa della fine dell'inverno, dedicavano riti festosi al dio del vino Dionisio.

 
Ma è soprattutto nel variegato mondo delle feste popolari dell'antica Roma, che possiamo ritrovare le origini del nostro carnevale.

 
 
 

 
 
 
I Romani infatti si lasciavano prendere da grandissima euforia durante i Baccanali… festeggiamenti in onore del dio Bacco… che si svolgevano lungo le strade della città e prevedevano l'uso di maschere tra fiumi di vino e danze.  
 
Famosa era anche la festa di Cerere e Proserpina, che si svolgeva di notte, in cui giovani e vecchi, nobili e plebei si univano nell’entusiasmo dei festeggiamenti.








In marzo e dicembre era poi la volta dei Saturnali, le feste sacre a Saturno, padre degli dei, che si svolgevano nell'arco di circa sette giorni durante i quali gli schiavi diventavano padroni e viceversa, dove il “Re della Festa”, eletto dal popolo, organizzava i giochi nelle piazze, e dove negli spettacoli i gladiatori intrattenevano il pubblico.
 
E' noto il detto romano “semel in anno licet insanire” che si riferiva al fatto che in queste feste erano consentite a tutti follie assolutamente inaccettabili negli altri periodi dell'anno dati i severi costumi dell'antica Roma.
 
 
 

 
  
Nel corso degli anni i Saturnali divennero sempre più importanti, all'origine infatti duravano solo tre giorni, poi sette finché, in epoca imperiale, furono portati a quindici.

Ai Saturnali si unirono le Opalia, in onore della dea Ope moglie di Saturno, e le Sigillaria, in onore di Giano e Strenia.

Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme divertimento popolare.
 
Durante il Tardo Medioevo il travestimento si diffuse nei carnevali delle città.

In quelle sedi il mascherarsi permetteva lo scambio di ruoli, il burlarsi di figure gerarchiche, le caricature di vizi o malcostumi con quelle stesse maschere che sono poi diventate simbolo di città ed indicatrici di debolezze umane.
 
 
 

 

 
 
Nel Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale presero piede anche nelle corti europee ed assunsero pian piano forme sempre più raffinate, legate anche al teatro, alla danza ed alla musica.
 
 
 

 
 
 
La festa di carnevale raggiungerà il massimo splendore nel XVI secolo, nelle strade della Firenze di Lorenzo dei Medici
ma è presente in tutte le città italiane ed europee.
 
La festa fiorentina si svolgeva con danze, lunghe sfilate di carri allegorici e costumi sfarzosi e ciò rivela una vera svolta di questa festa, amatissima nella cultura popolare rinascimentale.
 
 
 

 
 
 
Con gli attori della Commedia dell'Arte, alla fine del '500, alcuni dei tipici personaggi carnevaleschi assumono precise forme e vengono caratterizzati nel linguaggio e nei gesti.
 
Nascono pertanto “le maschere” che penetrano nella tradizione collettiva e ci accompagnano ancora oggi.

La galleria delle maschere italiane è vasta.
 
 



 
 
Il Carnevale nel corso dei secoli ha assunto fisionomie e caratteristiche diverse in relazione alle località ed ai periodi storici in cui veniva festeggiato…
 
A partire dal 700 è certamente quello veneziano il più vivace… elegante ed affascinante…



 

 

 

IL CARNEVALE OGGI



Ancor oggi questa festa continua a rappresentare un importante momento di sospensione della routine e dei problemi quotidiani.



Carnevale di Viareggio



Infatti è una festività celebrata in quasi tutto il mondo con forme caratterizzate dalle culture dei vari popoli.
 
La sua grande diffusione è paragonabile ad un'altra ben nota festa profana, quella dell'ultimo giorno dell'anno.

 
 

 
 .
.
Molto noti in particolare sono il Carnevale di Rio de Janeiro e quello di New Orleans mentre in Italia sono molto noti quello di Venezia con le sue mitiche maschere, quello di Viareggio con i suoi carri, quello di Ivrea con la battaglia delle arance e quello di Putignano con il funerale di Re Carnevale.
 
 
 

Carnevale di Putignano

 
 
 
In particolare quello di Venezia è uno dei più antichi dato che si hanno documenti del 1094 in cui si parla delle feste prima della quaresima… anche se, come abbiamo detto su, raggiunge il massimo splendore nel 700.
 
 .
.
 

 
 
   .

.
I giorni di più intensa baldoria e licenziosità sono il Giovedì, il Sabato e in particolare il Martedì Grasso.
 
Storicamente infatti sono stati sempre i giorni precedenti alla quaresima ad esser vissuti con consapevole massima trasgressione e con eccessi di ogni genere… in attesa della “liberazione” della Pasqua.

 .
.

 

Carnevale di Ivrea

 .

.

In effetti anche se ai giorni nostri la Quaresima è molto meno dura…  il Carnevale mantiene intatto il suo fascino… per grandi e (soprattutto) piccoli… benché ormai appaia sempre più… intriso di consumismo (tra l'altro opportuno vista la crisi).
.
 
 
 
 

 
 
 
 
 

FONTI: VARI SITI WEB – COORDINAM. MODIFICHE AGGIUNTE ED IMPAGINAZIONE T.K.
 
 
 


a tutti da Orso Tony
 
 
 

LA TUA NUOVA PAGINA
PER COLORARE LE TUE ORE…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

SAN VALENTINO (FESTA DELL’AMORE) NELLE POESIE.. NELL’ARTE.. NELLE CANZONI E.. NON SOLO   Leave a comment


 

 

 
 

Vediamo come la festa di S. Valentino,
che impersona la bellezza e la dolcezza dell'amore,
è stata vista nel tempo dai poeti e dagli artisti in genere.




Claude Theberge


.
SAN VALENTINO IN POESIA… ARTE…
AFORISMI… CANZONI E NON SOLO
a cura di Tony Kospan



 
 
 
 

Non parlerò qui dell'amore in genere… 
e cioè di quel sentimento immenso ed universale
di cui Dante ci dice che:

“L'amor () move il sole e l'altre stelle”
(Paradiso XXXIII -145).




 
 

Ma parlerò dell'amore romantico… sognante…
e quindi di quella
magica corrispondenza d'amorosi sensi
che vivono gli innamorati…
con aforismi… poesie… dipinti e canzoni.

 
 
 



Dio ci ha concesso una sola via alla vita, ed è l'amore;
una sola via alla felicità, ed è l'amore;
una sola via alla perfezione ed è ancora l'amore.
U.Tarchetti
 




E' inutile parlare dell'amore,
perché l'amore ha una propria voce
e parla da sé.
P. Coelho
 
.
.


Il linguaggio dell'amore è un linguaggio segreto
e la sua espressione più alta è un abbraccio silenzioso
 Roberto Musil
 




Coloro che vivono d'amore vivono d'eterno.
Emile Verhaeren

 

Nel primo bacio d'amore
rivive il paradiso terrestre.
Byron

 
 

 
.
.
.
.
.
 

 
 
 
Quelle che seguono solo le prescelte
e come sempre sarà bello leggere le poesie che,
sul tema, piacciono a voi.
 


 
 
 
  Sappi amore mio

Charles Edward Perugini – Giovani innamorati

 
 
 

HO SCELTO TE
S. Lawrence

Nel silenzio della notte,
io ho scelto te.
Nello splendore del firmamento,
io ho scelto te.
Nell'incanto dell'aurora,
io ho scelto te.
Nelle bufere più tormentose,
io ho scelto te.
Nell'arsura più arida,
io ho scelto te.
Nella buona e nella cattiva sorte,
io ho scelto te.
Nella gioia e nel dolore,
io ho scelto te.
Nel cuore del mio cuore,
io ho scelto te.


 

 
  Il cielo in una stanza
Coby Whitmore


PRESENZA
W. Goethe

Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso, e tu dietro a lui, spero.
Esci fuori in giardino e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.
Quando nel ballo ti muovi si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.
Notte! E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore soave e seducente della luna.
Seducente e soave sei tu, e fiori,
luna e stelle a te s'inchinano, o sole!
Sole, sii anche per me artefice di giorni radiosi!
Questa è vita, è eternità.


 
  Kiss Me
Francesco Hayez
 
 
 
 

SE AVESSI…
William Butler Yeats

Se avessi il drappo ricamato del cielo,
intessuto dell'oro e dell'argento e della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
dai mezzi colori dell'alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.



  Per me per sempre
Vittorio Corcos
 
 
 

SENZA DI TE
John Keats

Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:…
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l'anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.




 
  Questo Piccolo Grande Amore

Carolus Duran – Il bacio – 1868


 

 
 
PER TE
Edward Estlin Cummings

Il tuo cuore lo porto con me
Lo porto nel mio
Non me ne divido mai.
Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;
qualsiasi cosa sia fatta da me,
la fai anche tu, mia cara.
Non temo il fato
perché il mio fato sei tu, mia dolce.
Non voglio il mondo, perché il mio,
il più bello, il più vero sei tu.
Questo è il nostro segreto profondo
radice di tutte le radici
germoglio di tutti i germogli
e cielo dei cieli
di un albero chiamato vita,
che cresce più alto
di quanto l’anima spera,
e la mente nasconde.
Questa è la meraviglia che le stelle separa.
Il tuo cuore lo porto con me,
lo porto nel mio.
 


 

  

 



CLICCA QUI GIU' PER LE NOVITA’ DEL BLOG
E… SE… TI PIACE… I S C R I V I T I



Leonid Afremov




Una notizia incredibile ma attesa! Scoperte le migliori posizioni! (Solo per sorridere)   Leave a comment



FINALMENTE SCOPERTE LE MIGLIORI POSIZIONI!!!!









MA PER NON FARVI EMOZIONARE TROPPO…
AVVICINIAMOCI PIAN PIANO…

.
.
.
.
.
.
.
.




.
.
.
.
.
.
.
.
 

.
.
.
.
.
.
.
.
.

.
.
.
.
.
.
.
.

ECCOLEEEEEEEEEEE…







CIAO DA TONY KOSPAN







SCAPPOOOOOOOO






Pubblicato 10 febbraio 2018 da tonykospan21 in BUONUMORE

Taggato con , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: