Archivio per 7 dicembre 2017

Buonanotte con la bella minipoesia… “Amo” di Fernando Pessoa   1 comment





 


 AMO…
F. Pessoa –


Amo come l' amore ama.
Non conosco altra ragione di amarti
che amarti
Cosa vuoi che ti dica
oltre a dirti che ti amo,
se ciò che ti voglio dire
è che ti amo?


 


 



 


  





 



 


  


da Orso Tony


 


 



  


Rafal Olbinski 


Buon giovedì sera in poesia con “Prima di venire” A. Merini – arte G. Seignac – canzone “Si è spento il sole”   1 comment

 

 

L'immagine può contenere: 1 persona, spazio all'aperto, acqua e natura

Guillaume Seignac

 

 

 

 

 


 

 
Tra la nostra anima ed il nostro corpo

ci sono tante piccole finestre,

da lì, se sono aperte, passano le emozioni,

se sono socchiuse filtrano appena,

solo l'amore le può spalancare tutte insieme e di colpo

come una raffica di vento.

S. Tamaro

 

 

 

 

 

 


Guillaume Seignac – Eros e Psiche


 
 
 
 
 
 

PRIMA DI VENIRE PORTAMI 3 ROSE ROSSE

Alda Merini

 

Prima di venire
 Portami tre rose rosse

Prima di venire
 Portami un grosso ditale
 Perché devo ricucirmi il cuore

E portami una lunga pazienza
 Grande come un telo d’amore


 Prima di venire
 Dai un calcio al muro di fronte
 Perché li dentro c’è la spia
 Che ha guardato in faccia il mio amore

 Prima di venire
 Socchiudi piano la porta
 E se io sto piangendo
 Chiama i violini migliori

 Prima di venire
 Dimmi che sei già andato via
 Perché io mi spaventerei


 E prima di andare via
 Smetti di salutarmi
 Perché a lungo io non vivrei.

 

 

 

Guillaume Seignac

 

 

 


 
 



LA TUA PAGINA CULTURALE D'AMORE.. PSICHE E SOGNO

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Foto:
Guillaume Seignac
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Mino Reitano – Vero piccolo re della canzone popolare italiana – Un ricordo e 2 suoi successi   Leave a comment

 

Un cantante amatissimo dalla gente semplice
e che possiamo definire “nazionalpopolare
sia per il suo modo semplice di porsi 
 che per i temi delle sue canzoni.



Mino Reitano.. il «ragazzo» di Calabria



San Pietro di Fiumara 7.12.1944 – Agrate Brianza 27.1.2009



Sfondò con «Avevo un cuore»

In Germania ebbe modo di conoscere

quelli che sarebbero diventati i mitici Beatles





 


MILANO — E' stato il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all'italiana, quello «alla Claudio Villa».
Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti.
Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944.
Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio.
Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four.









Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me».
Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni».
Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione.
Nel 1971 vinse “Un disco per l'estate” con «Era il tempo delle more».









Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d'oro, tournée).
Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni.
Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi.
Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d'autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico.
In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University.
Ma lui è un buono, uno che porge l'altra guancia:
«Non ce l'ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l'ascolto non scende, anzi… ».









Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto.
La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo.
Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all'ultimo vuole apparire in tv.
Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell'autoironia nel programma di Chiambretti.
Mino Reitano è morto a 64 anni ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Mario Luzzatto Fegiz





Aggiungo 2 parole a quelle del noto esperto musicale.

Mino è stato uno di quegli artisti  che con le sue canzoni, la maggior parte di successo, e per il suo stile popolare, ci ha accompagnati nel corso della vita (ovviamente ciò vale per coloro che hanno qualche anno in più).

Di lui ho sempre apprezzato la serietà professionale, la grande passione, la correttezza e la gentilezza verso tutti.

Alcune sue canzoni hanno un importante posto nel patrimonio musicale italiano.


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Chiudo questo breve ricordo con questa sua nota canzone che sembra quasi parlarci del suo cuore…


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Testo di Mario Luzzatto Fegiz scritto in occasione della morte di Mino ed adattato ora per l'anniversario.



Orso Tony




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Buonanotte con la bella minipoesia “La filosofia dell’amore” di Percy Bysshe Shelley   Leave a comment




Frederic Soulacroix
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LA FILOSOFIA DELL'AMORE
– Percy Bysshe Shelley –
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Le fonti si confondono col fiume
i fiumi con l’Oceano
i venti del Cielo sempre
in dolci moti si uniscono
niente al mondo è celibe
e tutto per divina
legge in una forza
si incontra e si confonde.
Perché non io con te?

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DA TONY KOSPAN

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Frederic Soulacroix

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