Archivio per 12 ottobre 2017

Due mini leggende degli Indiani d’America sulla creazione del cielo e su quella degli animali   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
2 brevi ma carinissime leggende
degli Indiani d’America
 

 LA CREAZIONE DEL CIELO  


 

 


 

 


 

 


La Prima Donna dispose le stelle per aiutare la Luna a far luce.


Ad una ad una le ordinò per bene, in forma di animali luccicanti appesi alla notte.
 
 

Ma il Vecchio Coyote irruppe festoso, e sparse le stelle come oggi le vedi.


 

 


 

 

 
 
 


(Algonkin Blackfeet) tratta da: Canti degli Indiani d’America
 
 



 LA  CREAZIONE DEGLI ANIMALI


 




In origine il Sole aveva un aiutante, che si chiamava Napi.

Un giorno, dopo aver terminato il suo lavoro, Napi trovò un grosso pezzo di argilla cominciò a lavorarla per trarne fuori qualcosa.

Era un bravo artigiano e riuscì a realizzare la prima figurina, con una bella forma simmetrica; successivamente ne realizzò delle altre e così realizzò le figurine di tutti gli animali della Terra.

Appena ne aveva completata una, vi soffiava sopra, le dava un nome e una destinazione.

La figurina si animava e cominciava a popolare la terra.

Con l’ultima rimanenza di argilla realizzò una figura nuova; la chiamò uomo e lo mandò a vivere con i lupi.
Gli animali si lamentarono perché non riuscivano ad adattarsi all’ambiente loro assegnato, perciò Napi assegnò a ciascuno l’habitat ideale.
Tutti gli animali furono soddisfatti, tranne l’uomo, che vaga ancora alla ricerca di un luogo soddisfacente.






(Testo dal web)

 

 
 

 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
Ciao da Orso Tony
 
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Eugenio Montale – Le tematiche ed alcune mitiche poesie del grande poeta ligure   Leave a comment

 

 

E' stato tra i massimi poeti dello scorso secolo

e Premio Nobel per la letteratura nel 1975.


 

(Genova 12.10.1896 – Milano 12 .9.1981) 

 

 

EUGENIO MONTALE

IL SUO MONDO POETICO ED ALCUNE SUBLIMI POESIE

 

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BREVE ACCENNO ALLA SUA POETICA



  


Consapevole che la conoscenza umana non può raggiungere l'assoluto,

nemmeno tramite l'amata poesia,

Montale però a quest'ultima affida un compito

d'analisi della condizione umana in generale.

 

Egli riconosce solo l'esistenza del dovere e dell'amore

come elementi positivi da perseguire… da vivere…

ma questo nell'ambito di una visione completamente

disillusa ed amara… del senso della vita.



 



Aleggia, nei suoi versi intrisi di disillusione però,

l'immagine di una donna (reale… irreale?)

che a lui appare come un ponte

tra la dura realtà e la metafisica..


 

Pur senza essere filosofica, dunque, la sua poesia

appare uno raffinato strumento

di conoscenza ed approfondimento dell'umana realtà…


 

 

  

 

Ricordiamolo ed omaggiamolo

con alcune sue poesie scelte tra le più note.


 

 


 

 

 

ALCUNE POESIE

 

 

 

 

FELICITA' RAGGIUNTA

 

Felicità raggiunta, si cammina

per te sul fil di lama.

Agli occhi sei barlume che vacilla

al piede, teso ghiaccio che s'incrina;

e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
 

Se giungi sulle anime invase

di tristezza e le schiari, il tuo mattino

è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.

Ma nulla paga il pianto di un bambino

a cui fugge il pallone tra le case.

  


 

 

SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO

 

Spesso il male di vivere ho incontrato:

era il rivo strozzato che gorgoglia,

era l'incartocciarsi della foglia

riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi; fuori del prodigio

che schiude la divina Indifferenza:

era la statua nella sonnolenza

del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

 


Federico Zandomeneghi – Malinconia

 

 

LA BELLE DAME SANS MERCI

 


Certo i gabbiani cantonali hanno atteso invano

le briciole di pale che io gettavo

sul tuo balcone perché tu sentissi

anche chiusa nel sonno le loro strida.


Oggi manchiamo all'appuntamento tutti e due

e il nostro breakfast gela tra cataste

per me di libri inutili e per te di reliquie

che non so: calendari, astucci, fiale e creme.


Stupefacente il tuo volto s'ostina ancora, stagliato

sui fondali di calce del mattino;

ma una vita senz'ali non lo raggiunge e il suo fuoco

soffocato è il bagliore dell'accendino.

 

 

Helen M. Turner – Ora del tè d'estate

 

 

RIPENSO IL TUO SORRISO…


Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un’acqua limpida

scorta per avventura tra le pietraie d’un greto,

esiguo specchio in cui guardi un’ellera e i suoi corimbi;

e su tutto l’abbraccio di un bianco cielo quieto.

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto si esprime libera un’anima ingenua,

vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi in un’ondata di calma,

e che il tuo aspetto s’insinua nella memoria grigia

schietto come la cima di una giovane palma…




 

 

 

HO SCESO, DANDOTI  IL BRACCIO


Ho sceso, dandoti il braccio,

almeno un milione di scale

E ora che non ci sei

è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve

il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora,

né più mi occorrono

Le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale

dandoti il braccio

Non già perché con quattr'occhi

forse si vede di più.

Con te le ho scese

perché sapevo che di noi due

Le sole vere pupille,

sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

 

 

 

 

 

 

Image and video hosting by TinyPic

 

 

 

Qui giù infine in formato video…

la notissima…

 

MERIGGIARE PALLIDO E ASSORTO

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

 




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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA FB

 
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Foto di Ugo Mulas… per Ossi di seppia
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Pavarotti… mito della lirica italiana – Breve ricordo con “Nessun dorma” con “Chitarra romana” e con… le bellezze d’Italia   1 comment

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Oggi è l'anniversario della nascita del mitico Pavarotti
grandissimo e famosissimo interprete di tantissime liriche…
orgoglio dell'Italia musicale, e non solo,
scomparso alcuni anni fa.

Non possiamo quindi non dedicargli qualche minuto
per ricordarlo ed omaggiarlo…
 

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(Modena 12 10 1935 – Modena 6 9 2007)
 
 
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 Ma lo farò in un modo inconsueto…
che forse deluderà i melomani…
ma che a me piace… per la sua leggerezza e simpatia
anche se alla fine non mancherà il video
di una delle sue più grandi interpretazioni classiche.

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Infatti propongo di ascoltare il mitico Luciano Pavarotti

che canta Chitarra Romana

mentre dinanzi ai nostri occhi

scorrono tante bellissime immagini del nostro

BEL PAESEdal nord al sud…

ed alla fine nella sua mitica interpretazione del…

NESSUN DORMA


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Il tutto ci farà dimenticare per un po'
le bruttezze delle cronache quotidiane…
consentendoci di abbandonarci ad un'atmosfera di sogno.

Il video è opera di stranieri
e  questo ci fa comprendere come siano apprezzate
all'estero le nostre bellezze…(forse più che da noi).


 



Il video è davvero simpatico ed imperdibile…
per chi ama Luciano e l'Italia


 

 


Ora invece torniamo al Pavarotti…
simbolo mondiale dell'Italia musicale
con il video di NESSUN DORMA di Giacomo Puccini
che ha superato il numero di 38.000.000 visualizzazioni.







Buon ascolto-visione


Tony Kospan


 

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