Archivio per 4 ottobre 2017

Buon mercoledì sera in poesia “Dov’eri?” M. K. Shahmirzadi – arte.. H. Beland – canzone “Cercami”   1 comment

 
 
 
 
 
  
Helene Beland
 
 
 
 
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 Troppo spesso si sottovaluta la potenza di un tocco, 
un sorriso, una parola gentile, un orecchio in ascolto,
un complimento sincero, o il più piccolo atto di cura, 
che hanno il potenziale per trasformare una vita. 
Leo Buscaglia
  
 
 
 
 
Helene Beland
 
 
 
DOV'ERI?
Mahmoud K. Shahmirzadi
 
 
Dov'eri?
“Quando sentivo il bisogno di vederti
dov'eri?
Quando riflettevo nei miei pensieri
e vedevo che tu c'eri
dov'eri?
Mentre camminavo per le strade
sotto la pioggia
in quelle sere tristi
 
dov'eri?
Quando la speranza e l'attesa
mi dedicavano solo illusione
tu…

tu dov'eri?”
 
 
 
 
 
Helene Beland
 
 
 
 
 
 
 
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a tutti…
 
 
 
 
 
 

LA TUA NUOVA PAGINA DI PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…



 
 
 
 
Helene Beland
 
 
 
 

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Magritte e Rachmaninoff – Arte e musica classica – Surrealismo e romanticismo   Leave a comment








Stavolta il libero accostamento tra pittura e musica classica

ci porta a “veder ed ascoltar insieme”

un grande pittore belga ed un grande compositore russo.



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L'angelo migrante



Magritte

ovvero l'interpretazione dell'interiorità

e  Rachmaninoff

l'ultimo dei compositori romantici 






MUSICA CLASSICA ED ARTE

RACHMANINOFF E MAGRITTE



René Magritte




Lessines 21.11.1898 – Bruxelles 15.8.1967



e…



Sergei Rachmaninoff




Velikij Novgorod 1.4.1873 – Beverly Hills 28.3.1943



Rachmaninoff  è considerato  l'ultimo dei grandi compositori romantici.

Ma è stato anche pianista e direttore d'orchestra di fama mondiale.

Dopo la rivoluzione russa divenne cittadino americano ma ebbe sempre nostalgia per la madre patria.

Ha creato un linguaggio musicale nuovo ricco di espressività e di colorate tonalità.

Come pianista poi è stato un autentico “padrone” dello strumento da cui ricavava stupende melodie.




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Lo sguardo perduto


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Magritte è stato invece un pittore belga considerato tra i più grandi artisti surrealisti del 20° secolo.

Leggiamo questo breve brano trovato tempo fa nel web che ci parla del suo inconsueto modo di dipingere.






 – Magritte non amava dipingere.
Non mancano gli aneddoti e le testimonianze dirette che confermano il suo atteggiamento distaccato rispetto al “fare pittura“.
Ma ne sono buona testimonianza le opere stesse che rifiutano ogni “cedimento” pittorico, tese a sviluppare in immagine la fragranza dell'idea, unica protagonista dei suoi lavori.




Gli amanti



Il suo è un dipingere freddo, levigato, meticoloso ma senza palpiti di pennello, senza sorprese di tocchi, di gesti, d'inebrianti incidenti di percorso.
Tuttavia, e paradossalmente, la sua prassi si colloca nel cuore della pittura, vale a dire nella centralità dialettica dello sguardo, del vedere e in sintesi della visione.
Il problema della visione come territorio orgogliosamente presidiato dall'arte moderna e rivendicato in quanto specificità conoscitiva inalienabile e paritetica rispetto all'attività scientifica, fìlosofìca e tecnologica che sembrava esaurire ogni possibile funzione conoscitiva, aveva negli anni Venti attraversato circa un secolo di travagliate e però trionfanti esperienze. 
 
(dal web)






Amo Magritte proprio per questo…
cioè non tanto per le sue capacità tecnico-artistiche…
quanto per l'idea… la fantasia incredibile…
oggi si direbbe messaggio
che egli ci trasmette in modo chiaro… anche se surreale.




 

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Il collegamento arte-musica stavolta mi è stato facilitato

dall'aver trovato questo video che accosta anch'esso

una bella serie di dipinti di Magritte

alla musica di Rachmaninoff.





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Buon ascolto… e buona visione (o viceversa)
se vi fa piacere…

Ciao… da Orso Tony



IL TUO NUOVO GRUPPO DI CULTURA ED AMICIZIA

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LA DOLCE LEGGENDA DELL’UVA   Leave a comment



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Molto bella e simpatica è questa leggenda di autore anonimo
che ci parla di uno dei frutti più dolci ed amati 
e che è anche uno dei simboli dell'autunno…



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LA LEGGENDA DELL'UVA



Foto animata


Foto animata Moltissimi anni fa la vite non produceva grappoli d’uva.
Era una pianta ornamentale, come tante altre.
Al centro di un piccolo orto cresceva una bella vite, di rami e di foglie.
Questa magnifica pianta riceveva in abbondanza la luce del sole e ne traeva un grande beneficio.
I rami della vite si allungavano sempre di più sopra i seminati dell’orticello e li coprivano con la loro ombra.
L’ ortolano si preoccupava: “Anche le piantine hanno bisogno di sole” diceva tra sé “è necessario che io poti la vite”.
In un giorno grigio e nuvoloso, l’ortolano tagliò con energia i rami più lunghi della bella pianta ornamentale e tolse le foglie più grandi dagli altri rami.
La vite pianse e ne soffrì.
Quando scese la sera, un usignolo si posò delicatamente sopra un ramo della vite e cominciò a cantare per confortarla.
Il canto era così dolce, che la pianta provò una sensazione di benessere.
Le sue lacrime si impregnarono di dolcezza e rimasero lì, sui rami, come piccole perle.
La notte lentamente si dileguò.
All’apparire del giorno, il sole avvolse la vita con i suoi rami tenui e tiepidi.
Allora, come per incanto, la pianta sentì scorrere in sé una linfa nuova.
Le sue lacrime, belle come perle, cominciarono a trasformarsi in piccoli frutti: i primi chicchi d’uva.
Un venticello scherzoso passò rapidamente tra i rami della vite e riunì i chicchi d’uva in grappoli, più o meno grandi.
Il sole a poco a poco li maturò.
La vite era diventata una pianta da frutti.
I suoi chicchi, simili a perle, avevano la dolcezza del canto dell'usignolo e il colore dorato del sole. 





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Il testo è presente in vari siti web
Impaginazione T. K.



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Violeta Parra – Breve ricordo della grande cantante cilena e “Gracias a la vida” sua mitica canzone poesia   Leave a comment



E’ stata una famosa cantautrice, poetessa e pittrice 

nonché vero grande mito cileno.






Ha avuto il grande merito artistico di riprendere

e di rinvigorire la migliore tradizione musicale cilena,

ma anche il grande merito umano e sociale

di difendere i diritti civili

e di impegnarsi per combattere le ingiustizie sociali.





Violeta del Carmen Parra Sandoval

(San Carlos 4.10.1917 – Santiago del Cile 5.2.1967)



 Eppure, nonostante fosse  amatissima per tutto questo,

 il 5 febbraio del 1967 decise di lasciare il mondo.







Rispettiamo la sua decisione e ricordiamola 

con questa sua indimenticabile, poetica ed emozionante canzone,

amata in tutto il mondo,

Gracias a la vida (Grazie alla vita)

considerata il suo testamento spirituale.







IL TESTO IN ITALIANO




GRAZIE ALLA VITA


Grazie alla vita che mi ha dato tanto

mi ha dato due soli, che quando li apro

perfetto distinguo il nero dal bianco

e nell’alto cielo lo sfondo stellato

e in mezzo alla folla l’uomo che io amo


Grazie alla vita che mi ha dato tanto

mi ha dato l’udito che in tutto il suo raggio

sente notte e giorno urla, tv e radio

silenzio, vetri rotti, risate e pianto

e la voce dolce del mio bene amato


Grazie alla vita che mi ha dato tanto

mi ha dato il suono e il vocabolario

con lui le parole che penso e declamo

madre amica sorella e sole illuminando

e la via dell’anima di chi sto amando


Grazie alla vita che mi ha dato tanto

mi ha dato i piedi che sto trascinando

con loro ho guardato cittadine e fango

laghi neve deserti monti e mare caldo

e casa tua il tuo vicolo la strada e il parco


Grazie alla vita che mi ha dato tanto

mi ha dato il cuore che agita il suo passo

quando vedo il frutto del pensiero umano

quando vedo il bene, dal male lontano

quando vedo in fondo al tuo sguardo chiaro


Grazie alla vita che mi ha dato tanto

mi ha dato il sorriso e mi ha dato il pianto

così io distinguo bacio da cuore infranto

i 2 materiali che fanno il mio canto

ed il vostro canto che è lo stesso canto

e il canto di tutti che è il mio stesso canto




LA CANZONE




 




Grazie a te… Violeta…


Tony Kospan

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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB

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Con “Tu sei la nuvola della sera”.. Tagore ci dona una sublime poesia d’amore.. armonia e sogno   Leave a comment

 

 
 



 


Torniamo, con questa poesia,
al Poeta dell’Armonia e del Sogno
Tagore
vincitore del Premio Nobel per la Letteratura nel 1913
ed ancor oggi tra più amati.





 
 
 
 


Nelle sue poesie Tagore esprime i suoi sentimenti
sempre tesi verso l’armonia e la bellezza…
nonostante le tante difficoltà
e gli enormi dolori della sua vita.
 

Questa sua poesia, d’amore… e di sogno,
dolce e delicata come una farfalla,
ne è un fantastico fulgido esempio.




Calcutta 6.5.1861 – Santi Neketan 7.8.1941



 
 
Egli ha una incredibile capacità di…
volare alto…
e di farci volare con lui…

 
 
 
 






 
 
 

TU SEI LA NUVOLA DELLA SERA
R. Tagore
 
 
Tu sei la nuvola della sera
che vaga nel cielo dei miei sogni.
Io ti dipingo e ti modello
con i miei desideri d’amore.
Tu sei mia, solo mia,
l’abitatrice dei miei infiniti sogni!
I tuoi piedi sono rosso-rosati
per la vampa del mio desiderio,
spigolatrice dei miei canti
al tramonto!
Le tue labbra sono dolci-amare
del sapore del mio vino di dolore.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei solitari sogni!
Ho oscurato i tuoi occhi
con l’ombra della mia passione,
frequentatrice della profondità
del mio sguardo!
T’ho presa e ti stringo, amore mio,
nella rete della mia musica.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei immortali sogni!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Come sempre…
sarà bello leggere anche il vostro parere
 
 
Ciao da Tony Kospan







 
 

Buon onomastico a chi si chiama Francesca.. Francesco.. anche con simpatica animazione e bel video   Leave a comment


 
 
  
 A TUTTI COLORO CHE SI CHIAMANO
FRANCESCA… FRANCESCO…
E DIMINUTIVI VARI DI OGNI TIPO…
  
 
Giotto – San Francesco
  
FRANCESCO
E' IL NOME
DI QUELLO CHE E' FORSE IL SANTO PIU' GRANDE
E CERTAMENTE IL PIU' UNIVERSALMENTE AMATO…
PERCHE' AMMIRATO ANCHE DAI LAICI
 
FRANCESCO E' POI ANCHE IL NOME SCELTO DAL PAPA ATTUALE
 
 
  


Il poverello d'Assisi…
divenuto Santo per la sua umiltà e la sua predicazione
è forse oggi ancor più amato di ieri…
per il suo amore per la natura e gli animali (il Creato)





.


 

Mi fa piacere farvi ora gli auguri di 
buon onomastico
prima con questa simpatica animazione…


 
 

ed infine
con questo bellissimo video…


 
 
 

TONY KOSPAN
 
 
 

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Pubblicato 4 ottobre 2017 da tonykospan21 in A U G U R I

L’eccezionale lascito di San Francesco a credenti e non credenti   Leave a comment

 
 
 

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La sua è stata una grandissima figura
 che è ancor oggi, dopo quasi un millennio, 
amatissima sia dai credenti che non.

 

 

 
 
 

SAN FRANCESCO
IN UNA VISIONE LAICA
Tony Kospan

 
 
 
 
 
San Francesco (Assisi 1182 ca. – Assisi  1226)
 
 
 
 
 
Il suo amore per il creato in genere… gli umili… gli animali… la natura in ogni sua forma… ne fanno un antesignano immenso e geniale del pensiero moderno.
 
 
Ne è la più chiara rappresentazione questa sua famosissima poesia.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

IL CANTICO DELLE CREATURE
 

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne
benedictione. Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi Signore, per sor’Acqua.
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti fior et herba.
Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo
Tuo amore
et sostengono infrmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato s’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.
 

 

 

 






Questa sua mitica poesia in volgare lo fa ritenere anche uno dei più grandi iniziatori della storia della Letteratura Italiana.


 
 


 .
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Le celebrazioni per la sua festa costituiscono ogni anno quindi un momento forte, a mio parere,  per ripensare la sua personalità e la sua missione, sia in chiave religiosa che laica nonché il suo lascito ai posteri ( che ahimè sembra che non l'abbiano proprio colto ) in temini d'amore e fratellanza universale… ma anche di libertà di pensiero e di capacità di opporsi ai diktat di cieche autorità… (come umilmente fece nei confronti delle Autorità ecclesiastiche)
 
 
 

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In tempi difficili come questi dobbiamo, se non vogliamo perdere il filo di una vita degna e ragionevole
e rimanere prigionieri solo di una facile continua protesta:
 
– lasciar cadere il “lamentoso urlante vergognoso ciarpame” che ci bombarda da ogni dove…, (soprattutto dai mass media e da chi li guida…)
– cercare di esser vicini alle persone che maggiormente soffrono per la crisi…
focalizzare le eterne problematiche veramente essenziali del nostro esser… umani.
 
 
 

 .
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Queste problematiche sono rappresentate principalmente da tre aspetti
che non possono, nè potranno, essere messi mai da parte
né da chi crede… né da chi non crede:





 
 
 
 
Dio o il Mistero della Vita
L’Uomo 
La Natura
 
 

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Giotto (San Francesco incontra Papa Innocenzo)
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 Tony Kospan
 
 

 

 

LA TUA NUOVA PAGINA DI PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…




Giotto – San-Francesco predica agli uccelli




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