Archivio per 3 ottobre 2017

Buon martedì sera in poesia “Tu che giammai” A. Storni – arte T. Lautrec – canzone “Have you ever”   Leave a comment

 
 
 
 
Henri Toulouse-Lautrec – Ballo al Moulin rouge
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


 
La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza.
Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza
non diventerà mai vecchio.
Franz Kafka

 

 
 
 
 
 
 

Henri Toulouse-Lautrec – Il bacio
 
 
 
 
TU CHE GIAMMAI…
Storni Alfonsina
 
Per capriccio m’hai sabato baciato,
per capriccio di maschio audace e fino;
ma grato fu il capriccio mascolino
a questo cuore, mio lupetto alato.
Non ch’io creda: non credo. Se curvato
sulle mie mani ti sentii, divino,
che me ne inebriai, so questo vino
non è per me; ma il giuoco, ormai,  è avviato.
Io son la donna che già vive accorta;
in te tremendo il maschio prende avvio.
Sembri un torrente che al fiume si porta,
e più ti gonfi, mentre corri e predi.
Resistere che val? Tu mi possiedi,
tu che giammai sarai del tutto mio.
 
 
 
 
 
 
 
Henri Toulouse-Lautrec – Al Salon di rue des Moulins
 
 
 
 
 

 
 
 
 
L'immagine può contenere: oceano, cielo, crepuscolo, acqua, sMS e spazio all'aperto
 
da Tony Kospan
 
 
 

 
IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE…
I N S I E M E

 
 
Henri Toulouse-Lautrec



 

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La storia.. in breve.. dell’incredibile evoluzione del cellulare (o telefonino)   Leave a comment



Sembra che sia passato chissà quanto tempo…

eppure è nato solo ieri ma la sua è stata,

ed è, una storia davvero travolgente…

che sembra senza fine…



 

 

 

 

IL TELEFONINO HA 44 ANNI


E’ nato infatti il 3 aprile del 1973

ed  ha cambiato per sempre la storia della telefonia

e della telecomunicazione in genere.


Quel giorno Martin Cooper

ingegnere della Motorola, settore ricerca,

fece a New York la prima telefonata della storia

con un prototipo di “telefonino” che in realtà,

pur portatile, era enorme rispetto a quelli di oggi.







Infatti pesava 1,1 kg e le sue dimensioni erano

di circa 23 cm x 13 e ci volevano circa 10 ore per caricarsi

mentre la carica durava meno di 30 minuti.

 




  

La prima telefonata senza fili la fece, con una certa “cattiveria”,

al suo amico Joel Engel della concorrente Bell AT&T.

Il primo modello però iniziò ad esser commercializzato

solo  10 anni dopo quando la Motorola decise

di iniziarne la produzione al costo di circa 4000 $.

Quel primo telefonino si chiamava DynaTAC

ed invase subito i negozi

anche se il costo era notevolissimo.


  



Martin Cooper in una recente immagine col DynaTAC


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Il successo fu comunque enorme e del tutto inaspettato

per cui molte altre aziende di elettronica

si tuffarono per migliorarne le prestazioni e fare affari.

Da allora i miglioramenti sono stati continui ed eccezionali

sia nelle misure che nel design così come pure

nella diminuzione dei prezzi (almeno per quelli “normali”)

e nella sua stupefacente diffusione in tutto il mondo.


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Tre sono i momenti salienti della storia del ns inseparabile amico:



1 – quello in cui divenne davvero tascabile,
2 – quello in cui furono rese possibili le connessioni a internet
3 – quello in cui divenne un vero mini
pc portatile iperconnesso (smartphone)

 

 

 


 

 

 Ormai telefonare in senso stretto serve sempre meno

perché le nuove tecnologie o i s.n. (twitter, fb, sms, vhatsapp etc.)

hanno esteso in modo incredibile la possibilità

di interagire con gli altri (di ogni parte del mondo) quasi ad ogni secondo

ma anche di poter utilizzare il telefonino

per leggere il giornale o vedere la tv o fare video… etc…




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Comunque auguriamo lunga vita

ai nostri telefonini e chissà quali altre sorprese,

con sempre più evolute tecnologie, essi ci potranno donare…

 

 

 

 

 

 

Se ci va ora possiamo vedere


grazie a questo interessante e completo video


la sua storia anche per immagini…



 



  

 

Grazie di tutto… telefonino

e chissà quali altre gradite sorprese ci farai in futuro! 

 

 





Tony Kospan




 



PER CHI AMA COLORARE LE SUE ORE








Eleonora Duse – La mitica attrice in un breve ricordo… anche con immagini e video   1 comment

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Eleonora Duse ritratta da Vittorio Corcos

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Ci sono persone che per la loro forte personalità,
la loro arte, la loro avventurosa vita, o altro,
diventano personaggi leggendari.



UNA DONNA MITICA: ELEONORA DUSE

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(Vigevano 3.10.1858 – Pittsburgh 21.4.1924)



Penso che tutti noi, almeno per sentito dire,
sappiamo qualcosa di questo vero e proprio mito
del Teatro Italiano che ha cavalcato le scene
nell'800 e nei primi anni del '900.






E' ancor oggi considerata
l'Attrice per antonomasia
avendo recitato con grande successo
in tantissimi teatri di tutto il mondo.






Sappiamo anche che sognava una famiglia
e/o un rapporto che durasse tutta la vita,
ma ebbe invece
sempre storie complicate, amori liberi
e più volte visse il dolore dell’abbandono.




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Tra i suoi tanti e… diversi… amori
spicca quello che riempì migliaia di pagine
dei giornali dell'epoca,
quello con Gabriele D'Annunzio.



L'immagine può contenere: 2 persone


Il loro amore,  difficile e complicato,
fu però davvero esplosivo e molto passionale.

Lui scompariva spesso,
preso com'era nel turbine di una vita senza freni
benché baciata dal genio poetico e letterario,
mentre lei, grazie alla forte personalità,
gli teneva testa e non stava certo solo ad aspettarlo.





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Questo interessantissimo video, con una scena
del film muto “Cenere” del 1916,
ci consente di conoscer meglio, e dal vero,
questa grande “star” ante litteram…
nonché lo stile della recitazione dell'epoca…



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Ciao da Tony Kospan



PER CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E

 

L'immagine può contenere: 1 persona



 
 

Esiste il pesce fuor d’acqua? Sì! E’ il perioftalmo! Conosciamolo!   Leave a comment

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Sembra assolutamente ovvio che i pesci stiano in acqua
ma ce n’è qualcuno che sta più tempo sulla terra che in mare.


Parlo del Perioftalmo un pesce che vive
presso le coste tropicali occidentali africane,
quelle del sud est asiatico ed australiane
dove vi sono le mangrovie.







Appartiene alla famiglia dei pesci Attinopterigi Perciformi Gobidi,
è in genere (ma ci sono diverse specie)
di colore verdastro ed è grande circa 15 cm..



Ha poi 2 grossi occhi sulla testa
con i quali osserva tutto quello che lo circonda
e 2 pinne robuste.







La sua straordinaria capacità d’esser un pesce… terrestre
deriva da diversi accorgimenti che la specie ha acquisito
durante la sua evoluzione ed il suo adattamento all’ambiente.


In particolare si è notato, come afferma un recente studio
di una nota rivista britannica che si occupa di scienze marine,
che questo pesce è in grado di cibarsi di insetti e vermetti
anche sulla terraferma.





Come fa?


Sappiamo che i pesci introitano il cibo grazie
alla riduzione dell’attrito che l’acqua consente.


Ebbene questo pesce ha escogitato un bel sistema.


Esce dal mare con la bocca piena d’acqua…
che poi butta sulla preda per ingoiarla meglio…
mentre per mangiare in acqua non fa così
perché ovviamente lì l’allontanerebbe
come spiega lo studioso biologo Krijn Michel
dell’Università di Anversa.





Questo sistema definito dagli studiosi
“lingua d’acqua” potrebbe essere uno dei modi
con cui è avvenuto il passaggio
verso la creazione della lingua negli animali.


Ma la straordinarietà di questo pesce non finisce qua…
in quanto riesce a respirare sulla terra
grazie alle mucose della bocca ed attraverso la pelle
che tiene umida rotolandosi sulla riva
per cui non è proprio preciso definirlo anfibio.





Infine questo pesce ha nel tempo irrobustito le sue pinne
al punto che sono diventate delle zampette rudimentali
che gli consentono non solo di camminare ma
anche di saltare in alto per farsi notare ed ammirare
dalle femmine che intende conquistare…



Fonti: Diversi siti web – Coordinam. ed impaginaz. TK




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Con la bella ma arcana minipoesia “Se non dovessi tornare” di G. Caproni… felice notte a tutti   2 comments

 
 


 
 
 
 


SE NON DOVESSI TORNARE
Giorgio Caproni

Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai partito.
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare qua,
dove non fui mai.



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
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William John Hennessy



 

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