Archivio per 23 settembre 2017

Felice notte con la bella minipoesia.. “Tu non dormi. Io non dormo” di J. R. Jimenez   Leave a comment

 

 

 

Leonid Afremov


 

 

 

TU NON DORMI. IO NON DORMO

Jimenez
 

 

Tu non dormi. No. Io non dormo.

Stiamo parlando sotto le stelle.

 

Siamo qui, due rose meditabonde

nella pace della terra.


 

 

 

 

Leonid Afremov – Bacio con sentimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

by

 TONY KOSPAN

 

 

 

 

 

Leonid Afremov



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Pubblicato 23 settembre 2017 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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Buon sabato sera in poesia “L’amor mio” Joyce – arte Velazquez – canzone “Lui è pazzo di lei”   Leave a comment

 

 

 

Venere allo specchio (Diego Velazquez)

  

 

  

 

La mia anima viene da mondi migliori

ed ha un'inguaribile nostalgia delle stelle.

Nikos Kazantzakis

 

  

La Regina Isabella (Diego Velazquez)

 
 
 
 
L'AMOR MIO E' VESTITA DI LUCE
James Joyce
 
 
L'amor mio è vestita di luce
 In mezzo ai meli
 Dove i lieti venti più bramano
 Di correre insieme.
 
Là dove i venti lieti restano un poco
 A corteggiare le giovani foglie,
 L'amor mio va lentamente, china
 Alla propria ombra sull'erba;
 
Là, dove il cielo è una coppa azzurrina
 Rovescia sulla terra ridente,
 Va l'amor mio luminoso, sostenendo
 Con garbo la veste.

 
 
 
 
Contadini a tavola (Diego Velazquez)

 

 

  

 

 

 

    

 

 

da Tony Kospan




IL TUO NUOVO GRUPPO DI STORIA CULTURA ED AMICIZIA

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Trionfo di Bacco (Diego Velazquez)

 

 

PABLO NERUDA.. MITO MONDIALE DELLA POESIA – II Parte – La poetica e le sue più grandi poesie d’amore   2 comments


 

La poetica di Neruda in generale spazia
dal senso di vicinanza alla natura… all'impegno sociale e politico,
dalla difesa del sud del mondo… all'amore in ogni suo aspetto.
 
 
E' però quest'ultimo aspetto che lo ha reso leggendario.

 

 

 

 

 

 

NERUDA LA SUA POETICA D'AMORE
ED ALCUNE GRANDI POESIE
a cura di Tony Kospan

per il blog


 
 
 

 

  

 

LA POETICA DI NERUDA

 

 
Anche se, come abbiamo visto nella I parte, la sua poetica spazia in molteplici ambiti ai quali negli ultimi anni si aggiunsero pure versi e riflessioni che, sempre in modo sublime, affrontarono temi morali ed indagarono sul senso della vita, qui parleremo soprattutto della sua poetica d'amore
 
Il bello (o il curioso) è che poi non era quella che apprezzava di più… essendo convinto che le sue poesie più importanti fossero quelle di natura sociale….
 
Eh sì… sono proprio le poesie d'amore che lo fanno ritenere oggi uno dei più grandi poeti di sempre ed in particolare… il più grande cantore dell'amore… .
 
Amore che lui canta in ogni suo aspetto… e senza confini… se non quelli… umani…
 
L’amore da vivere in modo intenso… totale… senza riserve… per un’ora… per un giorno o per la vita…
 
 
 
 
 
 

 

 

 

I suoi versi non presentano parole raffinate o difficili… nè paroloni… tantomeno misteriose contorsioni da decifrare… bensì vocaboli semplici… naturali a volte perfino umili… eppure però capaci di donarci, con la loro armonia e musicalità insieme alla bellezza delle immagini che evocano, grandiose coinvolgenti emozioni…
 
Tuttavia non possiamo, anche se solo per un attimo, non dare uno sguardo anche alla sua tematica poetica complessiva.
 
Egli appare nei suoi versi un osservatore della vita umana nei suoi vari aspetti… con passione, intensità ed in modo quasi incantato.
 
Ma è proprio “cantando” la “normalità” del vivere che i suoi versi acquistano significati universali.
 
Infatti viene da molti anche… definito “Il profeta dell'Uomo“…
 
Certo l’ideale sarebbe leggere le sue poesie in originale per coglierne al massimo la musicalità… – nonostante la massima libertà metrica – ma ritengo che la lettura in italiano non la danneggi poi molto vista la vicinanza linguistica con lo spagnolo.


Tornando alla sua poetica d’amore essa è caratterizzata anche da un ritmo incalzante che ci conquista… ci avvolge… ci coinvolge… ci prende l’anima… con stupore e calore.

 
 
 
 

 

 

 

Neruda poi non ha alcuna remora a mostrare, quasi denudando il suo cuore, il suo temperamento caldo e passionale.
 
Stupisce infine questo suo cantare l’amore in modo sempre giovanile ed emozionante… nonostante le grandi e gravi vicissitudini della sua vita… di cui abbiamo parlato nel precedente post.
 
Ma passiamo dalla teoria alla … pratica… e cioè leggiamo ora alcune sue poesie d’amore… da me scelte per questa occasione… (tralasciando in questa sede quelle di genere più erotico che saranno eventualmente oggetto di un post ad hoc) alle quali mi piacerebbe che voi ne aggiungeste altre dal suo vastissimo repertorio.
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
cuorecuorecuorecuorecuorecuore
 
 
 
 
 
 
 
ALCUNE SUE GRANDI POESIE D'AMORE
 
 
 
 
 

 
 
 
E’ OGGI
 


E’ oggi: tutto l’ieri andò cadendo
entro dita di luce e occhi di sogno,
domani arriverà con passi verdi:
nessuno arresta il fiume dell’aurora.
Nessuno arresta il fiume delle tue mani,
gli occhi dei tuoi sogni, beneamata,
sei tremito del tempo che trascorre
tra luce verticale e sole cupo,
e il cielo chiude su te le sue ali
portandoti, traendoti alle mie braccia
con puntuale, misteriosa cortesia.
Per questo canto il giorno e la luna,
il mare, il tempo, tutti i pianeti,
la tua voce diurna e la tua pelle notturna
 
 
 
 
 


 
 
 
IL TUO SORRISO
 
Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’ aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’ improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’ aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita. 

Amore mio, nell’ ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’ improvviso
vedi che il mio sangue macchina
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,

voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.
Riditela della notte,
del giorno, delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.
 
 
 
 

 
 
 
XLIV SONETTO
 


Saprai che non t’amo e che t’amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un’ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.
Io t’amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l’infinito,
per non cessare d’amarti mai:
per questo non t’amo ancora.
T’amo e non t’amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.
Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t’amo quando non t’amo
e per questo t’amo quando t’amo.
 
da Cento sonetti d’amore

 
 
 
 
 
 
 
XVII SONETTO
 

Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
 
da Cento sonetti d’amore
 
 
 
 
 
 
 
 
XLVIII SONETTO
 


Due amanti felici fanno un solo pane,
una sola goccia di luna nell’erba,
lascian camminando due ombre che s’unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s’uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E’ la felicità una torre trasparente.
L’aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l’eternità della natura.

 
da Cento sonetti d’amore
 
 
 

 
 
 
 
 
IL RAMO RUBATO


Nella notte entreremo
a rubare
un ramo fiorito.
Passeremo il muro,
nelle tenebre del giardino altrui,
due ombre nell'ombra.
Ancora non se n'è andato l'inverno,
e il melo appare
trasformato d'improvviso
in cascata di stelle odorose.
Nella notte entreremo
fino al suo tremulo firmamento,
e le tue piccole mani e le mie
ruberanno le stelle.
E cautamente
nella nostra casa,
nella notte e nell'ombra,
entrerà con i tuoi passi
il silenzioso passo del profumo
e con i piedi stellati
il corpo chiaro della Primavera.

 
 
 
 

 
 
 
 
 
SETE DI TE M’INCALZA
 


Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente, sete di radici avide.
Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano
in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.
Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.
Solco per il torbido seme del mio nome.
Esista una terra mia che non copra la tua orma.
Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.
Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.
Come poter non amarti se per questo devo amarti.
Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.
Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.
Sete di te, sete di te, ghirlanda atroce e dolce.
Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.
Gli occhi hanno sete, perché esistono i tuoi occhi.
La bocca ha sete, perché esistono i tuoi baci.
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge come l’acqua nel fuoco.
 
da Il Fromboliere Entusiasta
 
 
 
 
 
 
Ed infine in formato  video…
 
 
 
 
 
 
 
 

 

F I N E
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 

Chi desiderasse leggere la romanzesca
storia della vita di Pablo Neruda
con immagini sue… ed altre poesie…

 
 
 
 
 

 

 
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PABLO NERUDA.. MITO MONDIALE DELLA POESIA – I Parte – Breve biografia anche con alcune poesie d’amore   1 comment

 

 

Grande figura della letteratura latino americana contemporanea…
nonché esponente dell’impegno sociale e politico
ma per me, e per tantissimi…,
soprattutto il massimo poetico cantore dell’amore…

 

 
 
 

PABLO NERUDA
LA SUA VITA IL SUO MONDO LE SUE POESIE
a cura di Tony Kospan
per il blog
IL MONDO DI ORSOSOGNANTE


I PARTE




 
 
 
 
 
BIOGRAFIA
 
 
 
 
 

In quell’istante ebbero termine i libri,
l’amicizia, i tesori senza sosta accumulati,
la casa trasparente che tu e io costruimmo:
tutto cessò d’esistere, tranne i tuoi occhi.
Pablo Neruda

 
 
 
 
 
 
Iniziamo a conoscer questo autore mitico
attraverso una sua breve biografia
ed un primo “assaggio” di sue poesie…
 
 
Molte altre le troveremo poi nella II parte.
 
 
 
 
 

(Parral 12. 7. 1904 – Santiago del Cile 23. 9. 1973)


 
 
 

Nacque, col nome di Neftalì Ricardo Reyes, a Parral nel sud del Cile il 12/7/1904 in una modesta famiglia . 

Fu, dopo un mese dalla nascita, abbandonato dalla madre e la sua infanzia fu difficile per i contrasti col padre… che avversava il suo amore per la scrittura.

Ebbe però la fortuna d’aver come insegnante Gabriela Mistral, futuro Premio Nobel, che ne incoraggiò la passione letteraria.

Il suo primo articolo – ENTUSIASMO E PERSEVERANZA – scritto all’età di 13 anni fu pubblicato sul giornale locale IL DOMANI.

Nel 1920 scelse lo pseudonimo,  con cui oggi lo conosciamo, in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891) cantore della povera gente…. 

L’anno dopo si trasferì a Santiago.


 

 

Neruda a 20 anni

 

 

Nel 1923 a 19 anni il suo primo libro “CREPUSCOLARIO” che riscosse subito consensi negli ambienti culturali cileni… Ad esso seguirono altri.

Ma si sa che la scrittura raramente arricchisce… per cui nel 1927 intraprese per necessità la carriera diplomatica e fu inviato in Birmania… dove sposò l’olandese Maryka Antonieta Hagenaar Vogelzang.

 

 

500neruda12.jpg image by giancarletto

 

 

Nel frattempo non smetteva di scrivere poesie… e di sperimentare nuove tecniche espressive come la poesia surrealista.

Trasferito in Spagna vi incontrò Garcia Lorca (altro immenso poeta ed altro mio mito), Rafael Alberti ed altri grandi scrittori.

La morte della figlia in tenera età portò in crisi il suo matrimonio… ed iniziò la sua storia d’amore con Delia del Carril di vent’anni più grande di lui. 


 

 

 

 


La visione dei soprusi di cui era spettatore nella Spagna di Franco, soprattutto dopo l’uccisione di Garcia Lorca, lo portò ad abbracciare idee marxiste e di sinistra.

Nel 1943 visitò il Machu Picchu e rimase affascinato dalla cultura Inca.

Da ciò nacquero libri e poesie come questa: 


 






PREGHIERA AL SOLE 


 



 


 


Padre Viracocha,
tu che dici:
“E giorno sia”;
tu che dici:
“Che albeggi e vi sia luce”;
fa’ che in pace e libero
tuo figlio il Giorno
inceda,
affinché l’uomo,
tua creatura, sia
illuminato.


Padre Viracocha,
così come il re del giorno
splende in pace e libero,
anche la Luna,
posta da te nella notte,
illumini. Non abbia
alcun male, alcun dolore.
Donale
pace e libertà.



 

 
 
 
 

Nel 1945 fu eletto senatore del Cile e la sua carriera politica fu un alternarsi di successi e delusioni… fino ad esser costretto, dal voltafaccia del Presidente Videla, all’esilio… in Argentina prima, e poi in Europa, Russia e Messico.

Fu in quest’ultima nazione che conobbe Matilde Urrutia, una cantante cilena, con cui iniziò una relazione e che anni dopo sposò.
 
 
 
 

Pablo Neruda e Matilde Urrutia

 

 

 Fu la sua ultima compagna… e forse la vera donna della sua vita.

 

 

 

Pablo Neruda e Matilde Urrutia




 

 
TI RICORDO COME ERI

Ti ricordo come eri nell'ultimo autunno.
Eri il berretto grigio e il cuore in calma.
Nei tuoi occhi lottavano le fiamme del crepuscolo.
E le foglie cadevano nell'acqua della tua anima.
Stretta alle mie braccia come un rampicante,
le foglie raccoglievano la tua voce lenta e in calma.
Fuoco di stupore in cui la mia sete ardeva.
Dolce giaciglio azzurro attorto alla mia anima.
Sento viaggiare i tuoi occhi edè distante l'autunno:
berretto grigio, voce d'uccello e cuore di casa
verso cui emigravano i miei profondi aneliti
e cadevano i miei baci allegri come brage.
Cielo da un naviglio. Campo dalle colline:
il tuo ricordo è di luce, di fumo, di stagno in calma!
Oltre i tuoi occhi ardevano i crepuscoli.
Foglie secche d'autunno giravano nella tua anima.

 
 
 
 
 
 
Nel 1952 soggiornò a Capri ospite nella villa di Edwin Cerio.

(Qui è ambientato il noto film IL POSTINO con Massimo Troisi nato dal  libro IL POSTINO DI NERUDA di Antonio Skameta.)
 
 
 
 

 
  
 
 
A seguito del crollo della Presidenza Videla, per corruzione, tornò in Cile e riprese la sua attività politica..
avversata però in ogni modo – secondo molte fonti – dalla CIA…

 

 

 

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Pablo Neruda e Matilde Urrutia a Capri

 

 

Nel 1956 venendo a conoscere gli orrori di Stalin cambiò molte idee e si pentì d’aver inneggiato al dittatore sovietico… ma rimase ancorato a visioni marxiste.
 
Visse allora tra politica e letteratura girando tra difficoltà e successi per le Americhe.


 
 
 
 

Neruda




 
MIA BRUTTA… MIA BELLA…
 
Mia brutta, sei una castagna spettinata,
mia bella, sei come il vento,
mia brutta, della tua bocca se ne può far due,
mia bella, son freschi i tuoi baci come angurie.
Mia brutta, dove stan nascosti i tuoi seni?
Son minuscoli come due coppe di frumento.
Mi piacerebbe vederti due lune sul petto:
le torri gigantesche della tua sovranità.
Mia brutta, il mare non ha le tue unghie nella sua bottega,
mia bella, fiore a fiore, stella per stella,
onda per onda, amore, ho contato il tuo corpo:
mia brutta t'amo per la tua cintura d'oro,
mia bella, t'amo per una ruga sulla tua fronte,
amore, t'amo perché sei chiara e perché sei oscura.
 

 
 
 
 
Fu anche proposto per la Presidenza del Cile.
 
Nel 1971 ottenne il PREMIO NOBEL e fu festeggiato alla grande nello stadio di Santiago.
 
 
 
 
 

Neruda alla cerimonia del ritiro del Premio Nobel

 

 
Morì ufficialmente per malattia nel 1973,  ma le vere circostanze non sono mai state chiarite.
 
Della sua opera oggi giganteggiano non tanto le sue opere politiche o sociali pur molto belle, che tanto amava…,
ma soprattutto la poesia d’amoreche con lui raggiunge vette incredibili…
pur con l'uso, magico… fantastico uso, di una terminologia semplice e naturale. 
 
 
 
 
 
Avremo modo di legger 
parecchie sue altre leggendarie poesie d'amore…
di seguito… nella II PARTE.
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Intanto ascoltiamo la sua famosa poesia
“PER IL MIO CUORE BASTA IL TUO PETTO”
in questo video
 
 
 
 

 

 

TONY KOSPAN

 

 

FINE I PARTE… CONTINUA…

 

 

POESIE?
UN MODO DIVERSO  DI VIVERLE
  
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Felice notte con la bella minipoesia “E mai” di Pedro Salinas   Leave a comment

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.
 
 
 
 

 
E MAI…
Pedro Salinas
 
E mai ti sei sbagliata,
solo una volta,
una notte che t'invaghisti di un'ombra
l'unica che ti è piaciuta.
Un'ombra pareva.
E volesti abbracciarla.
Ed ero io.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
by Tony Kospan

 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

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