Archivio per 3 settembre 2017

Buona domenica sera in poesia “Dove sei tu luce è il mattino” Pavese – arte A. Hacker – canzone “Rainbow”   Leave a comment

 
 

 
 
 
 
 
Arthur Hacker
 
 
 
 
 
L'immagine può contenere: pianta e sMS
 
 
 
 
 
Il cielo avrà il colore dei tuoi occhi…
 i fiori avranno il colore del tuo cuore.
 Non puoi sentire ciò che non è già dentro di te…
 Ciò che ti appartiene è l'unica cosa che …
 saprai trovare.
 Coltiva l'amore se puoi e del resto…
 sbarazzatene in fretta.
 – S. Littleword –

 

 
 
 
 
 
 
  
 
Arthur Hacker – L'innocenza
 
 
 
 
 
DOVE SEI TU, LUCE, E' IL MATTINO
Cesare Pavese
 

Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
è buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.
 
 
 
 
Arthur Hacker – Giovane donna
 
 
 

 

 
 
 
 

 
L'immagine può contenere: oceano, cielo, crepuscolo, nuvola, barca, spazio all'aperto, natura e acqua
 
 
 
 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E
Ripped Note

 
 
 
Arthur Hacker
 
 


 
Annunci

IL “NAPOLEONE” DEL CANOVA.. UNO DEI NUDI PIU’ BELLI DELLA STORIA DELL’ARTE   Leave a comment




L'immagine può contenere: 1 persona




Napoleone Bonaparte come Marte pacificatore è una scultura marmorea in stile neoclassico di Antonio Canova ed è considerata uno dei nudi più belli della storia dell'arte benché, soprattutto la versione originale “inglese” sembra non suscitare più un grandissimo interesse.




L'immagine può contenere: spazio al chiuso




L’opera fu commissionata al Canova nel 1802.

L'artista prima si recò a Parigi per realizzare un calco preparatorio e poi la realizzò per il Louvre che era stato destinato ad ospitarla.




L'immagine può contenere: 1 persona
Antonio Canova




Napoleone però non ne rimase entusiasta e, dopo la sua fine, la statua fu acquistata dal Duca di Wellington che la portò nel suo museo di Londra, Apsley House, dove si trova tuttora.




L'immagine può contenere: spazio all'aperto
Apsley House





Una versione bronzea dell’opera si trova però a Milano grazie al viceré Eugenio di Beauharnais.




L'immagine può contenere: 1 persona





Il viceré la richiese al Righetti il quale, con una perfetta fusione riuscì a “copiare” perfettamente l’originale, per donar la scultura all'Italia (oggi però priva della “Vittoria alata” originale trafugata nel 1978 e sostituita con una copia).

Questa statua “italiana” oggi si trova nel cortile d'onore della Pinacoteca di Brera.





L'immagine può contenere: spazio all'aperto





BREVE ESAME DELLA SCULTURA



L'imperatore, proprio nello stile delle sculture dei tempi antichi, appare nelle vesti di Marte, dio della guerra, e quindi nudo a parte il mantello (clamide) appoggiato su una spalla.





Nessun testo alternativo automatico disponibile.





Il braccio sinistro sorregge l’asta e quello destro un globo d’oro su cui svetta la Vittoria alata.

Correda e sorregge l’intera composizione un tronco d’albero accanto alla statua che, a differenza delle statue antiche, non presenta un corpo muscoloso e possente bensì agile ed armonico.






L'immagine può contenere: una o più persone e persone in piedi




Tony Kospan






IL GRUPPO DI FB IN CUI VIVER L’ARTE…
INSIEME





L'immagine può contenere: una o più persone



Prendiamo un po’ in giro le leggi dell’amore – (Ma solo per sorridere)   Leave a comment



 
 
 
 
Stavolta prendiamo un po' in giro…
 l'amore… di cui parliamo quasi sempre
in modo serio ed impegnato…





 
 
Ogni tanto però può farci bene…
vederlo da… altra angolazione…
 
 
 
 
 
 






 LE LEGGI… DELL’AMORE…
(PER SORRIDERE)
Testo by Testina di Vitello con modifiche





 

 
 
DEFINIZIONE DI AMORE (1)
AMORE: parola di cinque lettere, tre vocali, due consonanti e due idioti
DEFINIZIONE DI AMORE (2)
L’amore non e’ il lamento di un violino morente – e’ il cigolio trionfante d’una molla del letto.
LEGGE DI FAZIO (1)
In amore ci vuole fortuna, ma anche un bel culo non guasta.
LEGGE DI FAZIO (2)
Amore e’ camminare al tramonto, a piedi scalzi, sulla spiaggia e passare tutta la notte a pulirsi il catrame dai piedi.
LEGGE DI FAZIO (3)
Sillogismo? “Tutte le cose belle finiscono presto.
Il nostro amore non finira’ mai…”.
 
 
 
 
 
 





 
 
 
 
 
LEGGE DI TROISI
Se dici che quando c’è l’amore c’è tutto…ti sbagli. “Chella è ‘a salute.”
LEGGE DI LITTIZZETTO (1)
In amore sono importanti le piccole cose. Che ti regali un fiore? No, molto meno.
Che si lavi i piedi, per esempio.
LEGGE DI LITTIZZETTO (2)
C’e’una prova inconfutabile per verificare l’entità della pigrizia del tuo uomo. Il modo in cui fa la pipì. Spiatelo.
Se fa la pipì da seduto rassegnatevi. Se si stanca a fare quello, figuriamoci il resto!
DICHIARAZIONE DI AMORE DI LITTIZZETTO
Oh amore! Tu per me sei come il pranzo di Natale, come il rutto di Capodanno, come le pulizie di Pasqua!
 
 
 
 
 







 
 
 
 
LEGGE DI FOREST (1)
L’amore e’ una clessidra. Poi piano, col passare del tempo, il cuore si svuota e le palle si riempiono.
LEGGE DI FOREST (2)
Per fare l’amore bisogna essere in due, e non è la stessa cosa che farlo due volte da solo.
LEGGE DI FOREST (3)
Fumare dopo aver fatto l’amore ha tutto un altro sapore.
Pensa che a volte io faccio l’amore solo per potermi gustare la sigaretta.
ASSIOMA DI “LOVE STORY”
Amare significa non dover mai dire “mi dispiace”. Ma “vaffanculo” si`!
LEGGE DI STENDHAL
L’ amore e’ un magnifico fiore che bisogna avere il coraggio di raccogliere sul bordo di un terribile precipizio.
ASSIOMA DI ZAMACOIS
L’amore non è cieco, è presbite. Infatti comincia a vedere i difetti man mano che si allontana.
 
 
 
 
 
 





 
 
 
 
 
 
REGOLA DI ROUSSEAU
Per scrivere una buona lettera d’amore, bisogna iniziare senza sapere che cosa si vuole dire e finire senza sapere che cosa si è scritto.
LEGGI DI ARTHUR
1. Le persone che ti piacciono pensano immancabilmente che tu gli ricordi qualcuno.
2. La lettera d’amore che ti sei finalmente deciso a spedire arriverà sufficientemente in ritardo
per permetterti di fare lo scemo di persona.
3. I gesti romantici degli altri sembrano nuovi e affascinanti. I tuoi sembrano cretinate.
LEGGI DI GILLENSON SULL’INNAMORAMENTO
1. Non innamorarti mai di una voce al telefono.
2. Non innamorarti mai dell’aspetto di una persona da dietro.
LEGGE DI ALTAN (1)
Come liberarti di quella palla di tuo marito? Privatizzalo.
 
 
 
 
 

 
 
 
 

CONFESSIONE DI ENNIO FLAIANO

Amore? Forse col tempo, conoscendoci peggio.
 
LA RIVELAZIONE DI JACKIE KANNON
Se le sue labbra sono infuocate e lei trema tra le tue braccia, scordatela.
Ha la malaria.
 
LA SCOPERTA DI HENNY YOUNGMAN
Sapete cosa significa rientrare in casa e trovare una donna che vi dà un po' d'amore, un po' di affetto e un po' di tenerezza? Che siete entrati nella casa sbagliata, ecco cosa significa!
 
PERLA DELLE PERLE… DI WOODY ALLEN
Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire non si deve amare.
Però allora si soffre di non amare, pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire e soffrire è soffrire.
Essere felici è amare, allora essere felici è soffrire, ma soffrire ci rende infelici, pertanto per essere infelici si deve amare o amare e soffrire o soffrire per troppa felicità…
 
 
 
 
 





 
 
 
 
 
DAL WEB – IMPAGINAZIONE T.K.
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

 ARTE MUSICA POESIA
BUONUMORE
E TANTO ALTRO
NEL GRUPPO DI FB

.
.
.
.
.

La mitica Cappella Sansevero con le sue magiche e misteriose opere d’arte – II PARTE – Il Cristo velato   Leave a comment

 
 
 

 
 
 
 
La più importante opera del Principe Raimondo de Sangro è certamente questa Cappella da lui abbellita ed arricchita da eccezionali opere d’arte.
 
 
 
 
LA CAPPELLA DI SANSEVERO
 
 
 
 
Costruita già nel 1590 per ospitare le tombe della famiglia fu del tutto restaurata nel corso del ‘700 dal Principe.
 
 
 
 

 

 

 


E’ situata in pieno centro storico a pochi metri dalla piazza San Domenico Maggiore, ed è accanto al palazzo di famiglia dei Principi di Sansevero, ma divisa da un vicoletto che era però sormontato da un ponticello sospeso che consentiva ai membri della famiglia di accedere direttamente alla Cappella.
 
 
 
 

La piantina della Cappella

 
 
 
 
La prima cosa che stupisce è che nella Cappella sono presenti soprattutto sculture ed infatti gli unici dipinti sono: 
il soffitto affrescato da F. M. Russo nel 1749 con le immagini allegoriche dei Santi della famiglia ed i medaglioni monocromatici con i Santi protettori del Casato.
 
Tutti presentano ancor oggi colori vivissimi grazie all’uso di una cd. pittura “oloidrica” che consisterebbe nell’uso, al posto della colla, di sostanze create dal Principe ed il cui segreto avrebbe portato nella tomba con sé.
 
Questa massiccia preponderanza di sculture e di parti architettoniche rappresenta probabilmente un vero e proprio “unicum” nell’ambito delle Chiese e delle grandi Cappelle (benché questa sia ora sconsacrata).
 
 
 
 

 
 
 
LE 4 CHIAVI DI LETTURA
 
 
 
Prima dare un’occhiata alle opere più rappresentative presenti nella Cappella bisogna precisare che essa presenta, a mio parere, ben 4 chiavi di lettura:
– La prima è quella religiosa… certo è una Cappella… con statue e qualche dipinto di carattere religioso… eppure forse è la chiave meno importante.
– La seconda è quella della rappresentazione della
storia della famiglia del Principe e dei personaggi che più le diedero lustro.
– La terza è quella
artistica, per la presenza di fantastiche opere di grandi maestri dell’epoca inserite in un contesto tutto barocco ed in un trionfo (quasi musicale) di marmi e stucchi.
– La quarta, la più misteriosa e per molti affascinante, è quella
esoterica in quanto il Principe avrebbe “fatto nascondere ma non troppo” nelle diverse opere i suoi principi e le sue conoscenze ermetiche ed alchemiche. Qualcosa di vero certamente ci deve essere se si pensa alla persecuzione che il Principe subì da parte delle gerarchie ecclesiastiche.
 
 
 
 

 
 
 
Dunque nell’esaminare ciascuna opera cercherò di evidenziare le diverse chiavi apparenti o nascoste… per quanto è a mia conoscenza.
 
 
 
 
 
IL CRISTO VELATO
 
 
 
 
 
 
 
 
E’ certo l’opera più bella e nel contempo più misteriosa… in quanto è considerata uno dei massimi capolavori dell’arte mondiale e basterebbe da sola a giustificare una visita…
 
Il grande Canova, quando la vide, ne rimase così entusiasta che era pronto a spender qualunque cifra per poterla acquistare… e studiare… ed affermò che avrebbe dato 10 o 20 anni di vita per poter dire d’esserne stato lui l’autore.
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Il motivo di tanta stupefacente bellezza?
 
E’ soprattutto la presenza di un velo di marmo che lascia incredibilmente visibile sia il corpo sottostante che perfino le ferite ed i buchi fatti dai chiodi sul corpo di Gesù.
 
Molto si è scritto su quest’opera in quanto ci sono opposte versioni su questo velo.
 
Secondo presunte clausole del contratto d’opera che sarebbero state ritrovate nell’Archivio Notarile di Napoli tra il Principe ed il Sammartino (che potremo leggere nelle note in calce), allora apparirebbe certo che il “velo trasparente di marmo” sia stato un composto alchemico fornito dal Principe allo scultore.
 
 
 
 

 

 

 
 
Tuttavia sulla base di altri documenti c’è anche una tesi opposta e cioè che l’opera sia tutta un unico blocco di marmo finemente e favolosamente lavorato dal Sammartino.
 
In ogni caso, quando la vidi qualche anno fa, davvero mi sbalordì e mi sconvolse la trasparenza e l’aderenza del velo di marmo capace di mostrar con estrema e realistica precisione tutto quanto è da esso coperto… e cioè… la vena gonfia sulla fronte, i fori dei chiodi sui piedi e sulle mani, il costato scavato e l’aspetto rilassato del Cristo per la sopraggiunta morte liberatrice dal dolore.
 
 
 
 

 
 
 
 
Ma cosa voleva dirci il Principe volendo realizzare quest’opera?
 
Potrebbe aver avuto lo scopo di dimostrare la possibilità di una felice unione tra arte ed alchimia oppure richiamare l’attenzione sulla Sindone quale simbolo esoterico di perfezione..
A mio modesto parere, con essa il Principe ha voluto soprattutto evidenziare la grandezza della sua potenza (in tutti i sensi) in quanto capace di pensare e di far realizzare (con o senza alchimie) un’opera davvero mitica ed unica al mondo.
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
NOTE
Tra le virgolette ecco degli estratti dalle clausole del contratto per la realizzazione del Cristo Velato rinvenute in alcuni siti in cui si afferma che siano state ritrovate nell’Archivio Notarile di Napoli ma delle quali non sono in grado di confermare l’autenticità:
 – Lo scultore s’impegna a realizzare una ” statua raffigurante Nostro Signore Morto al Naturale da porre situata nella cappella Gentilizia del Principe, un Cristo Velato steso sopra un materasso che sta sopra un panneggio e appoggia la testa su due cuscini, apprè del medesimo vi stanno scolpiti una Corona di spine tre chiodi e una tenaglia“.
Il Principe s’impegna a fornire il marmo ed a realizzare una “Sindone, una tela tessuta la quale dovrà essere depositata sovra la scultura, dopo che il Principe l’haverà lavorata secondo sua propria creazione e cioè una deposizione di strato minutioso di marmo composito in grana finissima sovrapposta al telo; Il quale strato di marmo da usa idea, farà apparire per la sua finezza il sembiante di Nostro Signore dinotante come fosse scolpito di tutto con la statua“.
Lo scultore avrebbe però dovuto mantenere il segreto sulla “maniera escogitata dal Principe per la Sindone ricovrente la statua” e però l’opera sarebbe stata attribuita solo allo scultore.
 
 
 
 
 
FINE II PARTE
 
 
 
Chi volesse conoscer la biografia
del misterioso Principe e della sua famiglia
e la I Parte del post può cliccare qui giù…
 
 
 
 
 
CONTINUA
CON LE ALTRE MIRABILI OPERE DELLA CAPPELLA… E NON SOLO…
 
 
LE IMMAGINI SONO PRESE DAL WEB E SARANNO SUBITO RIMOSSE SE
CHI NE DETIENE IL COPYRIGHT LO CHIEDERA’
 
 
 
 
 
 

PER LE NOVITA’

SE IL BLOG TI PIACE
I S C R I V I T I






Quale il ruolo della poesia nella nostra vita? – Obiettiva e bella analisi (a mio parere) di E. Ferri   2 comments

.

.




Quante volte ci siamo chiesti… ma a cosa serve la poesia?

Qualcuno ridacchiando, e con l’aria di chi non crede alle bubbole, ci dice che non serve proprio a nulla…

Ecco dunque un brano che affronta il problema non in modo agiografico o aprioristico ma facendo una semplice ed imparziale analisi.






Certo questo brano… di Edgarda Ferri, che consiglio di leggere con attenzione, è un ottimo contributo alla comprensione dell’importanza della poesia nella nostra vita…

E’ scritto in modo chiaro e diretto… senza fronzoli… anzi in qualche punto con estrema durezza… ma poi per certi versi… è sublime… e profondo.








QUANTA EMOZIONE NELLE PAROLE DEI POETI
Edgarda Ferri


I versi di Neruda, Ungaretti, Montale ci fanno stare  bene, allargano la mente, dicono che non si è mai soli.
E insegnano il senso della vita
lo non vengo a risolvere nulla. lo sono venuto qui per cantare e per sentirti cantare con me“.
Questo è il poeta Ricardo Neftali Reyes Basoalto, nato nel 1904 a Temuco nel Cile, che a 16 anni scrisse i suoi primi versi col nome di Pablo Neruda. “lo non vengo a risolvere nulla“.
Questo voleva dire Neruda, il poeta.
Sapendo di mentire perché, fin da principio, sapeva che non sarebbe stato “esattamente” così.
La poesia non risolve nulla, non ti sfama se hai fame, non ti arricchisce se sei povero, non ti riveste se sei nudo, non ti restituisce la persona che hai perduto, voleva dire il poeta.






Eppure. Se non conosci la poesia, fai più fatica a sopportare tutto questo. Sei più solo, più disperato.
Allora. Allora, la poesia fa bene al cuore, allarga la mente, ti aiuta a capire che non sei solo: che tu sia felice, o infelice, che tu abbia accanto la persona amata, o che tu l’abbia perduta, c’è stato almeno un poeta che, prima di te, ha calpestato questo stesso sentiero: e l’ha raccontato.
Come.
La meraviglia della poesia sta anche in questo.
Come Neruda, certamente non Ungaretti. E come Ungaretti, non certo Baudelaire, Saffo, Dickinson, Montale, Hikmet, Leopardi.
I poeti sono uomini.
Uomini e donne che hanno vissuto in maniere diverse, in tempi diversi.
L’appassionata americana volontariamente reclusa Emily Dickinson.
Il cocainomane, raffinatissimo francese Charles Baudelaire.
L’ironico, spregiudicato inglese Oscar Wilde.
L’amaro ligure Eugenio Montale, che davanti a una rosa cui avevano dato il suo nome commentò: “Proprio a me, che se la tocco, appassisce”.
E il capriccioso, bislacco marchigiano Giacomo Leopardi, che si innamorava di donne impossibili, non si lavava, ed è morto per una mostruosa scorpacciata di gelato.
Gente come noi.
Con le nostre stesse miserie e passioni.
Ma con la grazia della poesia.







Questa indicibile, incommensurabile grazia che ci trasmettono mentre li leggiamo, li ascoltiamo, li ricordiamo.
Soltanto i poeti conoscono, infatti, il segreto del senso della vita.
Soltanto la poesia sa scandire il dolore, la gioia, l’amore, la bellezza come se tutto fosse meraviglia. Ecco.
Se anche noi conoscessimo questo ritmo, vivremmo più consapevolmente; e in ogni caso, conoscendo fino in fondo l’incomparabile prodigio dell’esistenza.





E voi… sì voi… che con me frequentate spazi virtuali e non virtuali in cui la poesia è presente in modo massiccio… cosa ne pensate?

Personalmente condivido questo pensiero, anche se l’argomento resta vastissimo ed affrontabile da tanti altri punti vista, aggiungendo solo che poche altre cose (ad es. la musica e l’arte) sono capaci di colorare la nostra vita.

Tony Kospan




POESIA E CULTURA VARIA 
NELLA PAGINA DI FB





.

Buonanotte con la bella minipoesia “Ti vedrò?”… di Garcia Lorca   Leave a comment

 

 

 

 

 


TI VEDRO’?
 
F. G. Lorca

 

 

Ti vedrò?

Non ti vedrò?

 

A me importa

soltanto il tuo amore.

 

Hai sempre il riso di allora

e quel cuore?


 

 

 
 
 
 
 

 
 
par Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

LA PAGINA DELLA POESIA
 
 
 
 
 
John Patrick O'Brien

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: