Archivio per agosto 2017

Buon giovedì sera in poesia “In pena per un cielo infranto” Eluard – arte Carrier-Belleuse – canzone “Parlami di te”   Leave a comment

 

 

Pierre Carrier-Belleuse
 
 
 

 
Di là dalle idee,
di là da ciò che è giusto e ingiusto,
c’è un luogo.
Incontriamoci là…
Rumi

 
 
 
 
L'immagine può contenere: fiore, pianta, natura e spazio all'aperto

 
 


 
 
 

Pierre Carrier-Belleuse

 

 

 

IN PENA PER UN CIELO INFRANTO

Paul Eluard

 

In pena per un cielo infranto

per la pioggia che ci bagnerà

vado pensando alla gioia grande

che se vorremo ci prenderà.

Tra dovere ed inquietudine
 
esita questa vita rude.

(è una pena molto grande confessarlo, ora)

Qui ogni cosa odora d’erba.

Su tutto il cielo, in cielo,
 
il volo delle rondini

ci distrae, ci fa pensare…

Io penso una speranza quieta.


 
 
 

Pierre Carrier-Belleuse – Signora seduta

 
 



 
  
 
 
 



 
 
 

L'immagine può contenere: cielo, albero, nuvola, natura, spazio all'aperto e sMS
da Orso Tony


 
 
 
IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE…
I N S I E M E
 
 
 
 
 
 
 Pierre Carrier-Belleuse



 
 
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Sms e whatsapp divertenti… pungenti… imperdibili… etc. (anche con vignette)   Leave a comment





Ormai gli SMS ed i whatsapp

sono una affermata moderna modalità

di comunicazione…

usata per tutte le nostre necessità…





Un particolare uso è quello di prendere in giro…

o punire in qualche modo l'interlocutore…






SMS DAVVERO TREMENDI (DA NON… UTILIZZARE)

  

 

1. Manda questo SMS a persone che ritieni intelligenti, se lo mandi a persone che non lo sono ti verrà un gran mal di pancia. Ora scusa ma devo andare in bagno.


 


 



 


2. Mi sono resa conto che lo scherzo che ti ho fatto è stato un po’ grosso. Ho capito che con te ho esagerato. Spero tu mi voglia perdonare, con affetto. La Natura. 


 



 


 3. ”Sikona lamile bowama likile umdodo jarat farsakala bi.” HAI APPENA RECITATO UNA PREGHIERA INDIANA CHE NON TI FARA’ PIU’ FARE ALL’AMORE  PER UN ANNO!  


 



 


4. Ho letto su un giornale che Babbo Natale ricompensa con 1.000 euro chi lo aiuta a trovare la Befana. 
Ora, o mi dai il doppio, o gli dico… dove sei!


 


 


 


 


 5. Diceva Ron: “Vorrei incontrarti fra cent’anni”. Sono proprio d’accordo con lui! Ciaooooooooo!


 


 



 


 6. Fai così schifo che quando ti fai la doccia le verruche si mettono le ciabatte!


 


 



 


7. Tu sei la mia stella caduta dal cielo. Peccato che sei caduta di faccia…


 


 


 


 


8. Non amare chi non ti ama ma non amare nemmeno chi ti ama, prendi tutti in giro che non sbagli di sicuro!


 


 



 


9. Se le sue labbra sono infuocate e lei trema tra le tue braccia, scordatela. Ha la malaria.


 


 


 


10. Se cancelli questo SMS mi ami, se lo salvi mi desideri, se lo inoltri vuoi baciarmi se me lo rispedisci vuoi fare sesso con me. Come uscirai da questo problema?


 


 


 


 


11. TIM informa che sono in vigore le nuove tariffe in base al numero di rapporti sessuali. Di conseguenza il suo numero sta per essere disattivato.


 


 



 


12. Sei talmente scemo che quando fai il cretino sembri normale!


 


 



 


 13. Ti ho pensato fino alle tre di notte, poi ho contato le pecore, poi è arrivato un pastore carino e…


 
 


 

 14. Siamo oltre la data di scadenza. Non vorrei essere acida, ma che ne dici di spostarti di scaffale? Anzi: cambia supermercato.


 


 


 


15. Vodafone informa: per il corretto uso del cellulare tenere distante il dispositivo durante la chiamata. La sua alitosi potrebbe interferire nella comunicazione.


 


 



 


16. Ti ho pensato tutta la notte e sono arrivata ad una conclusione: ERA MEGLIO SE DORMIVO!!! 


 



 


17. Non ti preoccupare se la Befana, vedendoti, ti abbraccia e si mette a piangere… non capita tutti i giorni di ritrovare una sorella gemella!

 

 


 

18. Contribuisci anche tu (che stai leggendo queste righe) ad abbellire la tua città per il Natale! Resta chiuso in casa fino al 7 gennaio!!!


 



 


19. Madre natura ti ha donato molte qualità: intelligenza, bontà, bellezza, fascino. Ma tu, dimmi, perché le hai rifiutate?


 


 


 


20. Avvicinati, non aver paura. Siediti su di me. Sfruttami più che puoi e fai! : – il tuo… WATER… –


 


 


 

 


21. Ho aspettato e aspettato e quando non è arrivato alcun messaggio, ho capito che doveva essere…  sicuramente il tuo.


 



 


22. Una notte d’amore con te è come partecipare ad una Olimpiade: capita una volta ogni 4 anni…


 



 


23. Ho smesso di fumare, ho smesso di bere grappini, ho smesso di bere birra… sono stati i 20 minuti peggiori della mia vita…


 


 


 


 


24. Quando hai provato ad iscriverti ad una gara di bruttezza ti hanno risposto: “Non accettiamo professionisti!” 


 



 


25. E’ incredibile quanto possa essere stimolante pensarti in certi momenti della giornata… ora ti saluto, devo correre in… bagno… 


 



 


26. Mi sono rimaste schiacciate le dita nella porta del tuo cuore. E apri!!!
 
 


 

 

 

DAL WEB – IMPAG. T.K

 

BAUDELAIRE – Poeta “maledetto” e padre della poesia moderna – Breve ricordo anche con 2 sue grandi poesie   2 comments





Un poeta considerato oggi un autore classico
della letteratura mondiale…,
ma che ebbe una vita, sia reale che letteraria,
molto travagliata come potremo ora leggere…

.

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E' universalmente definito poeta “maledetto”
in quanto simbolo della difficoltà del vivere
per una continua lotta interiore tra luce e tenebre…

Riuscì però a cogliere in modo magistrale
la complessità del proprio
IO
che poi, se davvero vogliamo guardarci dentro,
non è poi tanto dissimile dal nostro…


 
 
 

 
 
 
 
OMAGGIO A BAUDELAIRE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Parigi 9 aprile 1821  –  Parigi 31 agosto 1867

 
 
 
 
Diventato molto presto orfano di padre ebbe
un’infanzia difficile a causa dei complicatissimi rapporti
col patrigno e, non volendo iniziare la classica
vita borghese, si rifugiò in quella “bohemienne
del Quartiere Latino parigino.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La sua vita fu breve ma intensa e tempestosa…
tra tentativi di suicidio, amori sregolati, alcool e droghe.
Fu però anche nel contempo molto attiva negli ambienti
culturali parigini, soprattutto simbolisti,
dove ebbe modo di confrontarsi con gli altri grandi
letterati, artisti e intellettuali del vivace 800 francese.



Henri Fantin-Latour – Hommage à Delacroix


Prova evidente della sua attiva presenza
nel mondo culturale parigino è questo dipinto qui su
di Henri Fantin-Latour “Hommage à Delacroix
in cui lo riconosciamo (ultimo a destra in basso),
tra personaggi come lo stesso Henri Fantin-Latour,
Édouard Manet, Félix Bracquemond ed altri.





 
 
Il suo libro di poesie più famoso
ed in un certo senso “rivoluzionario” è
LES FLEURS DU MAL – I FIORI DEL MALE
del 1857 (per il quale subì condanna e censura).

 
 
 
 
 

Courbet – Ritratto di Baudelaire
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 Abbiamo visto che frequentava i grandi artisti
del suo tempo ma amava davvero molto l'arte
al punto di scrivere anche libri in materia
come “Curiosità estetiche” del 1868
e “L'arte romantica” 1868-1870
in cui manifestò il suo pensiero.



Le sue stelle comete, anche in questo campo,
erano il romanticismo ed il simbolismo.




Caspar David Friedrich (noto dipinto romantico)


 
Tuttavia i suoi versi parlavano di qualsiasi aspetto
della vita reale (ad esempio delle nascenti industrie
con l’immagine di «fiumi di carbone salgono in cielo
»).



Con la sua ultima opera – Spleen di Parigi
sperimentò poi anche la poesia… in prosa.
 
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Morì nel 1867 a soli 46 anni
dopo una paralisi ed un tremenda agonia.



Fu sepolto in forma anonima nella tomba di famiglia…
e solo nel 1949 la Corte di Cassazione Francese
ha finalmente riabilitato le sue opere e la sua memoria.



La sua opera che ancor oggi risplende
d'immensa luce propria è certo…
I FIORI DEL MALE.


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Quest'opera è talmente bella
che Carlo Dossi, dopo averla letta,
si convinse a non scriver più poesie!


Prima di passare alla sua più nota e più bella poesia
leggiamone un'altra che invece lascia trapelare
la sua visione del conflitto
tra dura realtà umana e sogno…


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Manet –  Jeanne Duval la maîtresse de Baudelaire




TI ADORO


T'adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t'amo quanto più mi fuggi,
o bella, e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.
Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

.


 
John Collier
 



Ascoltiamo ora in questo video la poesia “Albatros“,
davvero fantasticamente profonda,
in cui simbolicamente è tratteggiata
proprio la figura del Poeta,
spesso schernita e criticata dalla cd. “Società per bene“,
che non ne comprende la grandezza
proprio perché è troppo più avanti
rispetto alla banalità del pensiero corrente.



 
 
 
 

E, se ci va, ora leggiamola anche,
per coglierne meglio
ogni piccola.. grande… sfumatura…


L’ALBATRO

Spesso, per divertirsi, le ciurme
catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, compagni di viaggio pigri,
il veliero che scivola sugli amari abissi.
E li hanno appena deposti sul ponte,
che questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
abbandonano malinconicamente le grandi ali candide
come remi ai loro fianchi.
Questo alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
Lui, poco fa così bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
Il poeta è come il principe delle nuvole
che abituato alla tempesta ride dell’arciere;
esiliato sulla terra fra gli scherni,
non riesce a camminare per le sue ali di gigante.





 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 


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UN MODO DIVERSO DI VIVER LA POESIA E LA CULTURA

 
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Buon mercoledì sera in poesia “Ciò che ho scritto..” Hikmet – arte H. W. Watrous – canzone “Flesh for fantasy”   Leave a comment

 

 
 
Harry Wilson Watrous
 
 

 
L'immagine può contenere: cielo, nuvola, uccello, spazio all'aperto e natura
 
 
 
 

 
E' incredibile
che quasi tutte le persone che valgono molto
hanno le maniere semplici,
e che quasi sempre le maniere semplici
sono prese per indizio di poco valore.
Giacomo Leopardi

 
 
 
 
 
 
 

Harry Wilson Watrous – Passatempo d'estate – 1912
 
 
 
 
CIO’ CHE HO SCRITTO DI NOI
Nazim Hikmet
 
Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull’erba
è la tua assenza
quando divento l’ultima luce all’ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
 
 
 
 
 
Harry Wilson Watrous – Signorina sofisticata
 
 
 
 
 

 
 
 
 
L'immagine può contenere: fiore, natura e spazio all'aperto

 

da

 

 

 

 

IL GRUPPO DI FB
D'ARTE POESIA MUSICA HUMOUR ETC.
COLLEGATO DALLA PAGINA

 

 

 
L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso
Harry Wilson Watrous – Amiche
 
 
 

Le linee di Nazca… forse il più grande mistero archeologico – La storia.. le interpretazioni e le ultime novità   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Sul Mistero delle linee di Nazca molto si è scritto
e molti credono (o credevano) che era stata trovata la soluzione…
ma in effetti… come possiamo leggere in questo articolo,
che mi appare serio e completo, pur senza esser pesante o noioso,
ahimé non sembra affatto che sia così…
 
 
 
 
 
NAZCA
– UN MISTERO ANCORA IRRISOLTO –
 
 
 
 
 
Le mani
 
 
 
 
Gli enormi geoglifi dell’altopiano peruviano:
chi li ha tracciati? E perché?
Dario Massara
 
 
 
 

Nel sud del Perù, in un’area desertica di quattrocento chilometri quadrati, le linee di Nazca sono un complesso di oltre 13.000 tracce continue e quasi 300 tra disegni e figure geometriche, ciascuna con un’estensione variabile da un minimo di 25 a un massimo di 275 metri.
Avvistate per la prima volta nel 1927, a tutt’oggi costituiscono uno dei più grandi misteri dell’archeologia moderna.
Difficile stabilire con certezza chi le abbia tracciate, quando e con quali tecniche.
Persino più arduo decifrare il loro significato intrinseco.

 
 
 
 
 
 

Ufficialmente gli archeologi attribuiscono la paternità dei geoglifi ai Nazca, una civiltà preincaica vissuta tra il 300 a.C. e il 700 d.C. circa.
Invero, trattandosi di opere fatte di pietra e sabbia, stimarne una datazione precisa con l’esame al carbonio è una strada non percorribile.
Di certo si sa che esse furono realizzate mediante la rimozione dello strato superficiale e dei ciottoli del deserto, lasciando così scoperto il fondo giallino sottostante.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Del tutto inspiegabile, però, il meccanismo con cui gli autori poterono seguire il buon andamento dei lavori e la corretta esecuzione delle figure, posto che esse risultano ben visibili solo da un’altezza di almeno di 300 metri.
Negli anni Settanta qualche studioso aveva addirittura teorizzato che i Nazca, già 2.500 anni fa, fossero in grado di costruire oggetti volanti simili alle attuali mongolfiere.
Un’ipotesi suggestiva, ma ben lungi dall’essere suffragata da prove certe.
 
 
 
 
La balena
 
 
 
 
Per convenzione i disegni presenti sull’altopiano peruviano vengono suddivisi in tre categorie: gli antropomorfi, gli zoomorfi e le forme geometriche pure.
Il loro stato di conservazione appare pressoché perfetto.
Un fatto di per se straordinario, se si considera che i sassi e la sabbia siano materiali mobili, non cementati con alcun tipo di malta.
 
 
 
 
 

Ecco come appaiono le linee viste da vicino

 

 


Secondo l’archeologo Josué Lancho Rojas la spiegazione risiederebbe in una particolarità dell’area.
“L’incidenza del sole su un terreno altamente mineralizzato crea un vuoto termico di quasi un metro d’altezza.
Per tale motivo i venti non riescono ad avere un’incidenza diretta sul paesaggio, lasciandolo immutato”.
A ciò si aggiunga un’ulteriore peculiarità della zona, la quasi totale assenza di precipitazioni: ogni anno la durata complessiva delle piogge non supera mai i venti minuti.
 
 
 
 

Il ragno

 

 


Una delle figure più complesse e controverse è quella del ragno.
Si tratta di un aracnide particolarmente raro, appartenente alla famiglia dei Ricinulei, che vive solo all’interno della foresta amazzonica.
La sua caratteristica principale è la presenza di un organo genitale minuscolo localizzato su una delle zampe, osservabile in via esclusiva attraverso l’uso del microscopio.








Di qui l’insorgere di diversi interrogativi.
– Uno: come facevano i Nazca a conoscere un animale così raro, che per giunta viveva a centinaia di chilometri da loro?
– Due: come hanno potuto rappresentarlo con precisione assoluta, considerando che non disponevano di strumenti d’osservazione minimamente paragonabili ai moderni microscopi?
– Tre: perché raffigurare proprio tale specie di ragno e in quella data posizione?






 
Tra i primi tentativi di fornire delle risposte, quello della ricercatrice tedesca Maria Reiche all’inizio degli anni Quaranta.
A suo avviso lo schema dell’aracnide rappresentava gli spostamenti delle stelle della cintura di Orione nel firmamento a partire dal III secolo avanti Cristo.
L’intero complesso di Nazca, poi, era da considerare come un gigantesco calendario astronomico, volto a spiegare il processo degli equinozi.
Pur interessante sul piano teorico, la teoria astronomica della Reiche venne però contraddetta quasi trent’anni dopo da uno studio del professor Gerald Hawkins.
Questi, infatti, dall’analisi computerizzata di circa 200 geoglifi, dimostrò che solo un 20% di essi risultava orientato secondo la posizione dei principali corpi celesti, tra cui il Sole e le stelle dell’Orsa Maggiore.

 
 
 
 

La scimmia

 

 

 

Agli studi della Reiche ne fecero seguito diversi altri, sovente piuttosto fantasiosi e arditi. Johan Reinard suppose che i geoglifi costituissero una sorta di calendario solare, per tenere sotto controllo lo scorrere del tempo.
Simone Waisbard, invece, avanzò l’idea che essi potessero rappresentare una stazione meteorologica, per prevedere in anticipo il livello annuo delle precipitazioni.
Addirittura, nel 1968, lo scrittore svizzero Erich von Daeniken sostenne che le raffigurazioni sudamericane fossero dei veri e propri segnali di richiamo per velivoli extraterrestri, predisposti per favorire atterraggi in condizioni di sicurezza.
Di tutte le tesi sin qui elaborate, la più realistica appare quella presentata nel 2001 dall’archeologo italiano Giuseppe Orefici, secondo cui le linee di Nazca erano dei lunghissimi viali consacrati dagli indigeni alle divinità dell’acqua e della fertilità.
 
 
 
 
 
 
 
 
 



In particolare, Orefici ritenne che la loro esecuzione ebbe inizio a partire dal 350 a.C., ossia dopo il terribile terremoto che distrusse Cahuachi, l’antica capitale religiosa dei Nazca.
“Il loro era un mondo senza scrittura – osservò Orefici – comunicavano attraverso i segni dipinti su ceramiche o stoffe”.
In piccolo si trattava degli stessi segni riportati sul terreno e aventi le sembianze del ragno, del condor, del colibrì e delle innumerevoli altre immagini antropomorfe.
Tutte dotate di una forte carica esoterica, tutte deputate a proteggere l’uomo dai disastri naturali e dalla siccità.
In conclusione, nonostante i notevoli passi avanti nella conoscenza degli stili di vita e delle capacità e competenze della civiltà Nazca, il mistero delle linee appare ancora di difficile decifrazione.
Forse, come sostiene qualcuno, non è poi così assurdo vedere in esso un possibile anello di congiunzione tra il mondo primitivo e quello antico.
Il frutto, cioè, di una qualche antica civiltà molto evoluta, di cui purtroppo si sono perse completamente le tracce.
 
 
 
 
DAL WEB – IMPAGINAZ. T.K.


LE ULTIME NOVITA'


Non ci sono delle vere novità interpretative ma recentemente sono state avvistate nuove linee e dunque nuovi geoglifi dal ricercatore Eduardo Herrán Gómez de la Torre forse grazie a tempeste di sabbia che le hanno rese visibili.
Esse rappresentano un serpente lungo circa 60 metri, un uccello ed un camelide… probabilmente un lama.
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LE LINEE DI NAZCA IN VIDEO


Infine un interessantissimo video con immagini davvero nuove dei misteriosi geoglifi…






 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 


LA PAGINA CHE TI AIUTA A COLORARE LE TUE ORE CON…
CULTURA… PSICHE E SOGNO


 



Il condor




Nuotare a 200 mt d’altezza? Sì a Singapore! Ecco.. Infinity Pool e Skypark Sands.. costruzione e piscina davvero uniche al mondo!   Leave a comment

 

 

 

 

 

Ci sono al mondo costruzioni, anche recenti, che sono davvero sorprendenti

come questa… che è considerata la piscina più alta al mondo.

 

 

 

 

 

La piscina del Marina Bay Sands Resort

consente di nuotare a 200 metri d'altezza senza barriere

donando davvero  emozioni infinite…

 

Da questo il nome Infinity Pool

 

 

 

 

 

 

La costruzione su cui è situata la piscina è lo Skypark Sands

di per sé già una costruzione unica al mondo.

 

 

 

 

 

 

Progettata da Moshe Safdie un architetto definito visionario

è composta da 3 torri di 200 metri

sulle quali vi sono 3 hotels…

 

 

 

 

 

 

Sopra di essi una piscina di 150 metri.

 

L'acqua è calma e chi vi è stato afferma che stare sul bordo

offre una veduta strepitosa ed emozioni mai provate prima.


Non è affatto pericoloso come potrebbe sembrare

e si ha come l'impressione di far il bagno su di una montagna.

 

 

 

 

 

Penso che queste immagini ci abbiano dato

anche se ovviamente solo in parte… la sensazione reale

che si tratti di un insieme incredibile ed eccezionale…

ed infatti questa costruzione è una delle attrazioni di Singapore…

 

 

 

 

Cosa ne pensate?


Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

 

CULTURA CON LEGGEREZZA

SE TI PIACE… I S C R I V I T I











Breve ricordo di.. Joe Petrosino.. uno dei primi martiri della lotta alla mafia   Leave a comment

 

 

 

La storia, di Giuseppe Petrosino, detto Joe,

poliziotto italiano naturalizzato statunitense

grande e vittorioso combattente contro la Mafia

 (allora chiamata Mano Nera) di Litte Italy (New York)

ha segnato la storia della Polizia americana.

 

 


(Padula 30.8.1860 – Palermo 12.3.1909)



Siamo a New York all'inizio del secolo scorso

e circa mezzo milione di italiani emigrati vi vivono come emarginati

perché considerati troppo diversi culturalmente.


Non solo, tra di loro c'è un'associazione criminale segreta

che organizza estorsioni, rapimenti, incendi, omicidi, rapine etc.


E' la famosa “MANO NERA” chiamata così

perché si firma con il disegno di una mano nera.




Italiani a Little Italy all'inizio del '900



La polizia americana non ci capisce nulla e non sa che pesci prendere 

finché un giorno un ufficiale vedendo Joe,

giovane di belle speranze originario della provincia di Salerno

 che faceva il lustrascarpe davanti ad una stazione di polizia,

non lo invita a fare la domanda per arruolarsi.








Viene ben presto accolto nei ranghi della polizia 

e lui ripaga la fiducia,

anche grazie all'aiuto degli italiani onesti di Little Italy,

mettendo al tappeto la “Mano nerae non solo.

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Per questo e per la grande stima che aveva per lui, 

Theodore Roosevelt,

allora assessore alla polizia (ma futuro Presidente degli Stati Uniti), 
lo promuove sergente nel 1895.
 
 
 
 
 


 
 
 
 
I suoi grandi successi nella lotta al crimine

lo fanno quindi in breve tempo emergere dall'anonimato. 




Little Italy nei primi anni del '900


Per le sue eccezionali doti investigative
nel 1909 viene inviato in missione segreta a Palermo.


Lì però, per una ingenua fuga di notizie,
la sua presenza diviene nota negli ambienti mafiosi
che lo fanno uccidere da 2 killer.

 
 
 

 
 
 


Il suo funerale è considerato storico 
in quanto vi partecipano ben 250.000 persone, 
(un numero fino ad allora mai raggiunto negli USA).

 Ciò accade perché è considerato da tutta l'America
 un eroe ed un martire 
della lotta alla criminalità organizzata.








La sua storia ha 3 risvolti:
il primo, positivo, è quello di un italiano che si fa onore negli USA come eccezionale policeman;
il secondo, amaro, è quello di una delle prime vittime della mafia;
il terzo, sociologico, è l'aver dimostrato agli americani che gli italiani “brutti sporchi e cattivi” (così erano visti) erano capaci di grandi cose e quindi da allora iniziò a cambiare l'idea solo negativa che essi avevano.
(T.K.)
 
 
Ricordiamolo anche con questo video…


 
 
 

 

 


Tony Kospan






 



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