Archivio per 17 luglio 2017

Buon lunedì notte in poesia “Sogno d’estate” di Gatto – arte Czachorski – canzone “La vita mia”   2 comments

 

 

Wladyslaw Czachorski
 
 

L'immagine può contenere: cielo, crepuscolo e spazio all'aperto

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 


Non sempre le cose sono quello che sembrano.
La prima impressione inganna molti.
L'intelligenza di pochi,
percepisce quello che è stato accuratamente nascosto.
(Fedro)

 
 
 
 
 
 
Wladyslaw Czachorski – La lettera

 
 

 
 

SOGNO D'ESTATE
Alfonso Gatto
 

Trapeli un po' di verde
Il limone, il sifone,
il piccolo
portone
della pensione,
trapeli il blu,
anche tu
vestita col tuo nudo rosa,
ogni cosa amorosa.
Amore è amore
Liscio alla tua foce.
Un'alpe zuccherina,
l'amore è brina.
Che sogno averti vicina
notturna, fresca, sottovoce.

 
 

 

  

Wladyslaw Czachorski – Donna vestita di viola

 
 
 

 

 

a tutti da

 Tony Kospan

 

 

 



LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata


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Wladyslaw Czachorski – Momento di riflessione


 

 

La Cappella Sansevero.. museo e non solo.. e le sue magiche e misteriose opere d’arte – IV PARTE – Il Disinganno   Leave a comment

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LE ALTRE OPERE DELLA CAPPELLA
IL DISINGANNO
a cura di Tony Kospan
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Sansevero.jpg (51826 byte)
 
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Avviciniamoci a quest'altra meravigliosa opera…
dopo aver visto e descritto il Cristo velato e la Pudicizia
densa anch'essa di tanti aspetti simbolici.
 

Per il fascino che emana e le emozioni che dona,
fa parte, insieme alle altre 2 suindicate,
 della triade delle opere più belle della Cappella
che di recente è stata dichiarata
al primo posto della classifica dei musei italiani
 preferiti dai viaggiatori di tutto il mondo.


 
 
 
Alcune delle incredibili opere della Cappella 
 
 

 

Il disinganno 
è considerato il capolavoro di Francesco Queirolo
artista genovese, allievo del Corradini, che fu
anche l'autore del bozzetto preparatorio.
 
 
Anche stavolta ne approfondiremo i 4 aspetti
familiari, artistici, religiosi ed esoterici
seguendo le diverse opinioni dei tanti studiosi
che si sono impegnati nel cercar
di comprendere il vero significato dell'opera.

 
 
 
 
 
 
 
 

DESCRIZIONE ED ASPETTO FAMILIARE
 
 

L'opera ha quale scopo dichiarato ridar lustro al padre del Principe
per mondarlo dalla sua pessima fama.
 
 
Mostra un uomo (il padre di Raimondo) nell'atto di liberarsi
da una pesante rete da cui è avvolto.
 
 
In questo è aiutato da un genietto (o putto) alato
con in testa una coroncina, con fiamma sulla fronte,
e che tiene un piede su di un globo
al quale è poi appoggiato un libro.
.
 
.

 
 
 
 
 

Il bassorilievo su cui è posata la scultura rappresenta
la parabola di Gesù che ridà la vista ad un cieco
con la scritta “Qui non vident videant” .
(Coloro che non vedono… vedano)
 
 
Il Principe con questa opera vuol esaltare la grande forza morale
del padre che era sì stato un grandissimo peccatore,
“Asservito alle giovanili brame” così è scritto sulla lapide,
ma che poi alla fine era riuscito a comprender gli errori  commessi
ed a pentirsi rinunciando alle ricchezze ed al titolo nobiliare
(proprio a favore di Raimondo) ritirandosi in convento
e così liberandosi dalle tenebre del male.
(V. la sua biografia nella I parte)


 
 
 
 
 
 
 
 

VISIONE ARTISTICA

 
 
La scultura mostra una evidente forza intrinseca
che si apre in un movimento potente che coinvolge chi l'osserva.
 
Ma la cosa che maggiormente colpisce, e colpì fin dal '700,
lasciando a bocca aperta tutti coloro che l'osservano
è l'incredibile rete che morbidamente avvolge l'uomo.
 
Questo della rete è indubitabilmente
un caso senza precedenti nella storia della scultura…
e frutto di una lavorazione davvero geniale.


 
 
 
 
 


Essa infatti è il risultato di un grande virtuosismo tecnico,
quello di trasformare il marmo in una plastica rete,
così preciso da esser da alcuni paragonato a quello degli orafi.
 
Si racconta anche che gli artigiani collaboratori dell'artista
non se la sentirono di aiutar il Queirolo, per paura di romperla,
per cui lo scultore dovette far tutto da solo.


 
 
 
 
 
 


INTERPRETAZIONE RELIGIOSA
 
 

L'opera simboleggia il grande sforzo necessario
per la liberazione dal peccato e dall'illusione di dominio
per giungere infine a ritrovare la vera fede.
 
 
Anche il passo biblico scritto sul libro e la parabola
scolpita sul basamento (Gesù che dona la vista al cieco)
confermano questa tesi.
 
 
Inoltre l'opera può aver una ulteriore lettura
religiosa in quanto può anche rappresentare
il pentimento dello stesso Principe per le sue attività esoteriche.
 
 
Pentimento che egli stesso dichiarò con suppliche
alle autorità religiose (che lo consideravano eretico e massonico)
con le quali affermava con forza la sincerità del suo pentimento.

 
 
 
 
 
 
 
 

INTERPRETAZIONE ESOTERICA
 
.

La lotta tra luce e tenebre è l'immediato e chiaro messaggio
che ci giunge da una semplice osservazione dell'opera
fortemente ideata e voluta dal Principe in tutti i suoi particolari
al punto che per alcuni non il padre… ma proprio lui…
potrebbe esserne il vero soggetto rappresentato.
 
 
Infatti fu totale il suo controllo sia sulla realizzazione dell'opera
che sul Queirolo al punto che nel contratto si legge
“a tutto piacimento, genio e gusto d'esso Signor Principe,
di non poter lavorare per nessun'altra persona,
e collo stretto ligame di non potersi licenziare”
che dimostra quanta poca libertà d'azione avesse l'artista.
 
 
E' noto a tutti anche che l'iniziazione massonica avviene
con la bendatura dell'adepto per poi esserne liberato
per poter finalmente conoscere la Luce della Verità della Loggia.
 
 
La fiamma sulla fronte del putto alato è poi notoriamente
un simbolo dell'Illuminismo mentre il libro aperto
è un chiaro accenno alle grandi luci esoteriche che,
consentendo di vedere oltre l'apparente ed ingannatrice realtà,
portano all'uso della razionalità ed a vivere secondo virtù.

 
 
 
 
 
 
 
 

Come abbiamo letto nella biografia (I PARTE) tra lui e le Autorità della Chiesa
vi furono non pochi e non semplici conflitti per salvarsi dai quali
egli fu costretto a denunciare al RE Carlo III (suo amico) 
tutti i Liberi Muratori delle Logge del Regno.
 
Il Re emise (a malincuore) l'editto che cancellava tutte le Logge
ma questo, a parte un rimprovero, non causò alcun reale problema
e le Logge continuarono tranquillamente come prima.
 
Gli storici ritengono che si sia trattato di una abiura strategica…
servita per metter a tacere i nemici, soprattutto Gesuiti,
che il Principe aveva all'interno della Chiesa,
e così salvare sé ed i “Fratelli”.
 
Infine l'impatto visivo è così forte da farci “sentire”
che qualcosa di misterioso e segreto aleggia in essa.

 

 

 
 
 
 
 
 

UNA PERSONALE OPINIONE

 
 
Come ho accennato parlando delle altre opere,
anche qui i vari concetti e simboli impressi nella scultura…
si affiancano, si sovrappongono, si fondono
in una sintesi sia tra aspetti simili ma anche tra opposti
con un risultato alla fine davvero mirabile.
 
La complessità degli elementi costitutivi dell'opera
non è infatti diversa da quella della personalità del Principe.
 
Egli era nel contempo massone e devoto a San Gennaro,
scienziato ma amante dell'arte, alchimista e generale dell'esercito,
bigotto ed eretico, nobile ma anche incline a contrar debiti,
colto ma anche superstizioso etc etc…
 
Per questi motivi attribuir all'opera un unico significato
mi appare fatica improba se non del tutto inutile e senza senso
in quanto appaiono presenti, in modo più o meno evidente,
tutti i simboli allegorici su elencati.
 
 
 
Continua
 
 
Tony Kospan
 
 
 

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Chi volesse legger la I parte
– Presentazione e biografia del Principe di Sansevero –
 
 
 
 
 
 

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Chi volesse legger la II parte
– La Cappella ed il Cristo Velato –

 

 

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Chi volesse legger la III parte

– La Pudicizia –
 

 

 



     
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La bellissima lettera d’amore.. di un sorprendente ed innamoratissimo G. Rossini.. a Isabella Colbran   Leave a comment

 

 

 

 

 

Conoscere storie d’amore di grandi personaggi di un tempo

attraverso le loro stesse parole ci consente

di penetrare nei loro cuori e nelle loro reali personalità…

nel bene e nel male, e nel contempo di tuffarci

nelle atmosfere del loro tempo.



 
 
 
 
 



BELLE LETTERE D’AMORE… MA D’AUTORE…



Stavolta leggeremo una lettera

inviata dal grande musicista alla soprano

che divenne poi anche sua moglie.


 
 
 
 
 

 

 

 


DA GIOACCHINO ROSSINI

A ISABELLA COLBRAN


 

 

 


” Volete la mia opinione sull’amore?

 

 L’amore soddisfatto è un piacevole passatempo;


l’amore infelice è un dente guasto del cuore.

 

Grazie al cielo, noi abbiamo avuto ambedue la fortuna

di non conoscere che il nome di un tal malanno.

 

Il mio amore per voi è una sinfonia in sol maggiore

dedicata alla più bella di tutte le donne dal suo fedele adoratore…“


 

 

 

 

 

 

In questa lettera spedita al soprano Isabella Colbran, 

il grande musicista delinea in modo sintetico la propria gioiosa visione dell’ars amandi.

 

La Colbran interpretò molte opere rossiniane e, dopo essere stata l‘amante di molti impresari, 

divenne la moglie dello stesso compositore.


 







 

 

 


Tony Kospan

 

 

TESTO LETTERA DAL WEB – IMPAGINAZ. T.K.




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PER LE NOVITA’ DEL BLOG



 











 
 
 
 

Umore nero? Luce… tanta luce per migliorarlo! Lo sostiene questo studio   Leave a comment

 


Questo studio afferma che seil nostro l’umore è… nero

la migliore cura è soprattutto la… luce.




 
 

UMORE NERO?

CON LA LUCE RITROVI L’OTTIMISMO




  
 
 



Giornate più corte, uggiose, buio e umore ai minimi storici. 


Riecco l’approssimarsi dell’inverno con il suo fastidioso carico di malesseri e disturbi: mancanza di energia, basso desiderio sessuale, sonnolenza, difficoltà di risveglio mattutino, aumento dell’appetito e predilezione per dolciumi o pasta, riduzione della produttività e tendenza al ritiro sociale.


In una parola SAD, dalla definizione medica statunitense, ovvero Seasonal Affective Disorder  (disturbo dell’umore ad andamento stagionale).


 
 



  



La causa principale?
Mancanza o drastica riduzione della luce solare.


Il tono dell’umore sembra diminuire quanto più ci si allontana dall’equatore per cui possiamo trovare un maggior numero di persone più tristi nelle regioni nordiche che nelle regioni meridionali e parimenti un maggior buonumore d’estate che d’inverno. Inoltre vari esperimenti hanno evidenziato pure variazioni dell’umore e dell’efficienza personale in persone che vivono per gran parte della giornata in ambienti illuminati artificialmente, dove per lo più le lampade convenzionali riproducendo solo una parte delle lunghezze d’onda della luce naturale, possono costituire uno stimolo stressante per l’organismo. 


Per poter parlare di SAD, tuttavia la National Mental Health Association ha stabilito che i sintomi devono essersi presentati negli ultimi due anni in assenza di episodi di depressione dovuti ad altri motivi, oppure devono essere notevolmente più evidenti. Il malessere deve presentarsi inoltre nella stagione invernale o con l’accorciarsi delle giornate. Pronunciarsi sulla diagnosi, comunque, può essere solo compito del medico o dello psicologo. I sintomi lamentati possono essere, infatti, collegati a diversi altri malesseri e malattie. Saranno i medici a decidere riguardo alla assunzione di farmaci.


 



 



Per tutti comunque gli esperti consigliano una vera e propria terapia della luce, l’unica cura che può risultare utile in ogni caso.
Se la luce solare non sempre è a disposizione, ci sono lampade specifiche in grado di emettere una luce simile a quella del sole. E’ la light therapy, una cura a base di luce, conosciuta e usata nei paesi nordici, e successivamente negli Stati Uniti, fin dagli anni ‘80, a solo da un paio d’anni approdata in Italia. Dove però sono ancora pochissimi i centri che la applicano. Niente a che vedere naturalmente con le lampade abbronzanti a raggi Uva.
 
La lampada del buonumore è un apparecchio con uno schermo rettangolare, circa 40 centimetri per 30, che emette una luce bianchissima e brillante, come il riflesso del sole sulla neve, a 10.000 lux (il lux è l’unità di misura dell’intensità luminosa: per avere un termine di paragone, la luce di una giornata di sole estiva è 200.000 lux, 15.500 lux quella di un giorno di maggio, 3.000 lux la luce serale). Basta sedersi davanti alla lampada, a un metro di distanza, ogni mattina per mezz’ora, per una decina di giorni consecutivi, per ritrovare l’energia e l’allegria dell’estate. Non importa guardarla fissa, è necessario però non avere schermi davanti agli occhi, per esempio occhiali da sole.


 
  


 


 



In mancanza di una lampada, il cui costo è elevatissimo, ecco invece qualche consiglio per rendere la giornata più “luminosa”: se si lavora in ufficio, è utile lasciare le tende aperte e sedersi, quando possibile, nelle vicinanze della finestra, in modo da poter guardare fuori ogni tanto e lasciare che la luce solare raggiunga gli occhi. 
Uno studio ha provato che un’ora di luce solare di inverno ha l’efficacia di due ore e mezza di luce artificiale. 
Se fa troppo freddo all’esterno, scegliere, per la pausa, un posto dove la luce solare può entrare e rimanerci per un po’. 


Il nostro organismo riceve infatti l’intera gamma delle onde luminose attraverso la pelle e attraverso gli occhi. 
Le radiazioni che penetrano attraverso gli occhi vengono trasformate in impulsi elettrici e trasmessi tramite il nervo ottico al cervello. 
Quando gli impulsi raggiungono l’ipotalamo si assiste ad un incremento della serotonina, neurotrasmettitore deputato, tra l’altro, al controllo del tono dell’umore, mentre a livello dell’epifisi inibiscono la produzione di melatonina, un ormone sensibile al ciclo luce-buio. 
Pur riconoscendo che il meccanismo dell’azione della luce sul cervello è scientificamente ancora poco conosciuto, l’evidenza clinica riscontra una significativa alterazione del tono dell’umore in presenza della variazione della quantità di luce a cui la persona è esposta.”



   
 
 
 
 
 
DA TG COM – IMPAGIN. T.K.
 
 
 
In verità penso che, pur condividendo l’assunto, non serva affatto un apparecchio ma semmai dobbiamo star di più all’aria aperta… soprattutto in autunno ed in inverno… rubando più luce possibile.
Pertanto sono assolutamente per la cura della.. luce naturalenaturalissima.
Lo sanno bene i popoli scandinavi che, quando c’è il sole (da loro molto raramente), vanno tutti all’aperto e si lasciano “baciare” per ore ed ore dalla luce.







Ciao da Tony Kospan



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Frecce (51)

 
 
 
 





 


 

Alfonso Gatto – Breve ricordo ed alcune belle poesie del grande poeta salernitano   Leave a comment

 



Era da tempo che desideravo dedicare un post
a questo grande poeta salernitano
che ebbi modo di conoscere seppur fugacemente
ai tempi della mia gioventù.
 
 
 
 
 
Salerno 17.7.1909 – Orbetello 8.3.1976


BREVE BIOGRAFIA


Nato a Salerno ebbe anni giovanili un po’ travagliati ed inquieti.

Iscrittosi all’Università di Napoli non si laureò 
(come accadde anche a Montale e Quasimodo)
ed a 21 anni sposò la figlia del suo professore di matematica
(da cui poi ebbe 2 figlie) e si trasferì a Milano.

 

 





Qui svolse molti e diversi lavori prima di diventare giornalista.

Nel 1936 venne arrestato per antifascismo
e nel 1938 con Vasco Pratolini, scrittore fiorentino,
creò la rivista “Campo di Marte” poi soppressa dal regime.

In questi anni collaborò a numerose, importanti
ed innovative riviste di tipo culturale.

 
 
 

Alfonso Gatto con il suo busto realizzato dallo scultore Farpi Vignoli (1940)

 


Nel 1941 fu nominato “Professore per chiara fama
al Liceo artistico di Bologna
e nel 1943 entrò nella Resistenza.

Le sue opere di questo periodo risentono fortemente dello spirito
che anima la parte d’Italia che si oppone ai soprusi nazifascisti.


 



 

Nel 1951 per forti divergenze abbandonò il partito comunista.

Oltre all’attività di giornalista ed a quella di poeta
(molti suoi libri di poesie ebbero numerosi riconoscimenti)
negli ultimi anni si dedicò anche alla critica letteraria e d’arte.

 

 





Pur essendo, per necessità o vocazione, un giramondo…
non smise mai d’amare la sua Salerno.

Morì per un incidente stradale e fu sepolto nella sua città natia.

Sulla sua tomba è inciso un bel pensiero
dell’amico Montale
Ad Alfonso Gatto per cui vita e poesie
furono un’unica testimonianza d’amore
“.


 



 

Come affermo spesso, ritengo che
il miglior modo di conoscer davvero un poeta,
sia quello di legger le sue poesie e quindi ecco…
 
 
 
 
 
 
ALCUNE SUE POESIE CHE AMO
 
 
 
 
 
 
 
 
 
DENTRO L’AMORE
 
Al segno che ti dà la stanza sciogli
sulla parete l’ombra dei capelli,
le braccia alzate, la flessuosa voglia
d’avermi, e già dal ridere mi volti
nella raffica buia, mi cancelli
per affiorare dal lamento vano.
Smarrita, nel cercarmi con la mano,
nel distinguermi il volto, grata, piena
d’aperto e poi ripresa dalla lena
della dolcezza, calma a poco a poco
come in un lungo brivido. Dal gioco
degli occhi che balbettano mi ridi
sul petto a colpi di piccoli gridi.
 
 
 
 


IL POETA
 
Il poeta è un uomo mortale
che vive con tutta la sua morte
e con tutta la sua vita,
nel tempo,
e in sé si consuma e si sveglia,
negli altri si popola e si chiama,
e nulla possiede
che non abbia già amato e perduto.
 
 
 
 
 


SIRENA
 
Il tuo canto mi avvolge e mi carezza,
con la sua voce di mare mi avvince.
Ha la freschezza lieve della brezza
e il sentore di lontane province.
Nel suo tremolo scorgo la purezza
dell’acqua ed il furore della lince.
Nel vibrato io sento la dolcezza
dell’amore e la forza di chi vince.
Legato all’albero di questa vita
io non ti seguirò. Alla tua lusinga
non cederò, ma ti confinerò
nel sogno, Sirena dalla squisita
voce, e come chi sulla spiaggia stringa
sabbia tra le mani, mi sveglierò.
 
 
 
 
 
 


HANNO SPARATO A MEZZANOTTE
 
Hanno sparato a mezzanotte, ho udito
il ragazzo cadere sulla neve
e la neve coprirlo senza un nome.
Guardare i morti alla città rimane
e illividire sotto il cielo. All’alba
con la neve cadente dai frontoni
dai fili neri sempre più rovina
accasciata di schianto sulla madre
che carponi s’abbevera a quegli occhi
ghiacci del figlio, a quei capelli sciolti
nei fiumi azzurri della primavera.
 
 
 
 

 
 

POESIA D’AMORE
 
Le grandi notti d’estate
che nulla muove oltre il chiaro
filtro dei baci, il tuo volto
un sogno nelle mie mani.
Lontana come i tuoi occhi
tu sei venuta dal mare
dal vento che pare l’ anima.
E baci perdutamente
sino a che l’ arida bocca
come la notte è dischiusa
portata via dal suo soffio.
Tu vivi allora, tu vivi
il sogno ch’ esisti è vero.
Da quanto t’ ho cercata.
Ti stringo per dirti che i sogni
son belli come il tuo volto,
lontani come i tuoi occhi.
E il bacio che cerco è l’ anima.
 
 
 
 
 
 
 
 
Tony Kospan



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