Archivio per luglio 2017

FRANZ LISZT – Breve ricordo del grande musicista e del suo magico virtuosismo anche con la sua “TARANTELLA”   Leave a comment

 



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Franz Liszt, musicista ungherese, viene
universalmente riconosciuto come il più grande pianista della sua epoca.


Il suo magico virtuosismo,
spesso attribuito alle sue dita anormalmente lunghe,
si manifestava nel totale dominio della tastiera
e in un livello di destrezza tecnica
raggiunto solo dai migliori prestidigitatori.




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Prima di dedicarsi alla composizione
cosa che avvenne quando era più in là negli anni,
Liszt tenne una notevole serie di concerti in tutta Europa,
usando la sua tecnica sensazionale e con risultato così eccezionali
da abbagliare il pubblico.


Infatti riusciva ad esprimere al massimo
le capacità sinfoniche del pianoforte
con l’esecuzione anche di grandi opere nate per orchestra.



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Franz von Liszt (Raiding 22.10.1811 – Bayreuth 31.7.1886)



La sua sensibilità estetica e musicale
era considerata all’epoca rivoluzionaria rispetto al passato
e capace di portare in alto l’arte musicale dl 19° secolo
in linea con le tendenze impressionistiche e moderniste dell’epoca.




LA MAGIA DI LISZT AL PIANO



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La suonata al piano di Liszt 
è vero esibizionismo acrobatico…
 
 

Immaginate dita che si posano  sui tasti del pianoforte
spiccando salti acrobatici
e pensate a  mani che s’incrociano…

con risultati musicali fantastici.

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LA TARANTELLA DI… LISZT



 
 
Il grande musicista ungherese ha amato
e si è divertito con un mitico ballo popolare
 la… tarantella. 
 
 

Sì la cosa è davvero sorprendente…
almeno per me… ma è proprio così!

 
 
 
 




Dunque ecco… per voi… per noi…
la TARANTELLA in versione MUSICA CLASSICA
ed ascoltate… ascoltiamo… anche…
il volo delle mani sul pianoforte…
 

 

 

(video)

 
 
 
 

Spero vi piaccia… 
 
Ciao dall’Orso





ARTE MUSICA POESIA ETC NEL GRUPPO DI FB






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Ecco come i Simpsons combattono il caldo! (Immagini e gif)   Leave a comment







Grazie ad informazioni molto… ma molto… riservate…
abbiamo scoperto… come combattono il caldo i Simpson!



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Ma tra i tanti loro modi
questo qui giù però è davvero il più simpatico e geniale!


 
 
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Ma attenzione!!!!

Quest'ultima immagine se guardata a lungo…
può creare dipendenza… eh  eh






Ciao a tutti dall'Orso
che per il super caldo
si toglie pure la pelliccia…







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Buona settimana in poesia “Posso scrivere i versi” di Neruda – arte D. Enjolras – canzone “Vita” (Dalla-Morandi)   Leave a comment

 

 

Delphin Enjolras

 

 

 

 

 

L'amore non è un vestito già confezionato,

ma stoffa da tagliare, preparare e cucire.

Non è un appartamento “chiavi in mano”,

ma una casa da concepire, costruire,

conservare e, spesso, riparare.

M. Quoist

 

 
 
 
 

Delphin Enjolras – Bella serata

 

 

POSSO SCRIVERE I VERSI…

Pablo Neruda

 

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Scrivere, per esempio. “La notte è stellata,

e tremano, azzurri, gli astri in lontananza”.

 

E il vento della notte gira nel cielo e canta.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.

 

In notti come questa l’ho tenuta tra le braccia.

L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.

Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.

 

Come non amare i suoi grandi occhi fissi.

Posso scrivere i versi più tristi stanotte.

Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.

Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.

 

 

 

Delphin Enjolras

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 (Vita – Dalla/Morandi)

 

à tout le monde par

 Orso Tony

 

 

 

 

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Delphin Enjolras
 
 
 

Storia ed immagini della Torre Eiffel.. costruzione mitica e dal fascino intramontabile   Leave a comment


LA STORIA (IN BREVE).. LE IMMAGINI ED IL FASCINO

DI QUESTO EDIFICIO DI SOGNO







Quest’anno la Torre Eiffel ha compiuto 128 anni.


Fu inaugurata il 31.3.1889 ed anche Google
ha festeggiato questo anniversario con questo suo doodle.







La Torre… è considerata il simbolo della Francia.


Fu costruita per l’Esposizione Universale
che si tenne quell’anno a Parigi per il centenario
della Rivoluzione Francese.





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Ma fu anche il modo per esaltare il progresso
e le scoperte scientifiche che allora si susseguivano
e che consentivano al Mondo d’avere grande fiducia
nella possibilità che il futuro risolvesse
quasi tutti i problemi umani.

In fondo siamo in piena Belle Époque



Jean Beraud



Fu costruita dall’ingegnere Alexandre-Gustave Eiffel
(da cui prende il nome) in 26 mesi
utilizzando 26.000 barre di ferro.

La costruzione fu possibile soprattutto per la precisione
degli studi sulla combinazione di ferro e ghisa…



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La Torre doveva durare solo il tempo dell’Esposizione
ma, nonostante fosse criticata, con violenza,
dai grandi intellettuali francesi dell’epoca
essa fu subito amata dalla maggioranza dei Francesi
ed è ancora lì a svettare nel cielo di Parigi.
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La Torre, alta 300 mt (324 con l’antenna)
fu utilizzata anche per le comunicazioni
telegrafiche prima e radiotelevisive poi
e, fino al 1930, è stata l’edificio più alto al mondo.



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Ancor oggi è uno dei luoghi più visitati di Parigi…
anche per l’eccezionale veduta che offre dalla sommità.



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Tony Kospan






LA POESIA… LA CULTURA…
ED IL LORO FANTASTICO MONDO…
LE LORO SUBLIMI EMOZIONI…
NELLA PAGINA FB




‘O surdato nnammurato – Canzone napoletana del 1915 divenuta un cult per poetica bellezza e musicale dolcezza   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 


Questa classicissima canzone napoletana…
è una vera e propria poesia d’amore
unita ad una musica straordinaria.

Nacque all'epoca della tragicissima (per numero di caduti)
prima guerra mondiale…


 

 
 

'O SURDATO NNAMMURATO
 
 

ATMOSFERE E NOTE… D’UN TEMPO…


a cura di Tony Kospan

 
 
 


 
 
 
 

Siamo nel 1915…
la “grande” guerra impegna tutta la nazione
Immergiamoci allora  per un attimo
nell’atmosfera di quell’anno…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Milano nel 1915
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Francesco Carbonieri – La famiglia Carbonieri – 1915
 
 
 
 
 
Ma veniamo a parlare di questa che è considerata
una delle più belle canzoni di tutti i tempi…

 
 
 
 
 
 
 
 

La canzone non ha alcunché di guerresco…


E' un canto triste ma dolcissimo…
e soprattutto è un canto d’amore appassionato
di un soldato al fronte verso la sua innamorata.

Il bello è che in realtà nessuno degli autori
Aniello Califano per il testo
ed Enrico Cannio per la musica
indossò mai la divisa grigioverde.


 
 
 
 



Rivista di moda del 1915
 
 
 
 
Direi che ancor oggi non c’è alcun napoletano
che non conosca e non ami il magico ritornello
e non la consideri un vero e proprio inno
al suo attaccamento ad al suo amore per la città
(e per la squadra del Napoli).

Ma essa è altresì cantata ed amata in tutto il mondo
per la sua bellezza poetica e la sua dolcezza musicale.

 
 
 
Napoli nel 1915
 
 
 
 

Ma ora ascoltiamola, dapprima cantata da Massimo Ranieri,
in questo encomiabile sito che ci consente anche di leggere
il testo sia in originale che in italiano.

 
 
 
 



 
 
 


e poi, se ci va, cantata dalla mitica Anna Magnani
 nel film La Sciantosa…
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

Buon ascolto… se vi fa piacere.

Ciao da Tony Kospan



LA TUA NUOVA PAGINA DI PSICHE E SOGNO
PER COLORARE LE TUE ORE…





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Romano Battaglia – Breve ricordo ed un omaggio con la sua “Serenata al mondo”   Leave a comment

 
 
 


 
 
 
 

Anche se non ha ricevuto grandi omaggi da parte della critica
a me, Romano Battaglia noto giornalista e scrittore da poco scomparso
,
è sempre piaciuto per l'arguzia, la leggerezza mai banale e la serena fantasia
con cui scriveva racconti poesie riflessioni… etc…
ed infatti spesso pubblico suoi brevi ma “sognanti” lavori…

E stato anche un apprezzato conduttore televisivo
ed ha ricevuto diversi premi per le sue opere…
 
 
Nell'anniversario della nascita desidero quindi rendergli omaggio
con questo suo breve, leggiadro eppur profondo brano.

 
 
 
Romano Battaglia
(Marina di Pietrasanta 31.7.1933 – Marina di Pietrasanta 22.7.2012)

 
 
 
 
 
 
 
 

Davvero una bella riflessione questa

che penso faccia bene allo spirito… di noi tutti… 

 

 




  

SERENATA AL MONDO
Romano Battaglia





 
 
  
 

Un giorno volevo descrivere il dolore che provai nel veder tagliare gli alberi di un giardino, ma ci riuscì meglio un bambino in sole poche righe.
 
Una volta volevo rendere la bellezza della neve caduta sulla terra, ma ci riuscì meglio un bambino che abitava sulle montagne.
 
Un giorno cercai di tradurre in parole il pianto del fiume inquinato, ma le parole più giuste furono quelle di un bambino che abitava sul fiume.
 
Una sera cercai di scrivere una poesia per un cielo di stelle, ma l'aveva già scritta un bambino che guardava sempre il cielo.
 
Una volta piansi per la cattiveria e le ingiustizie del mondo, ma le lacrime più vere furono quelle di un bambino.
 
Le parole di quei bambini, i loro sogni, i loro pensieri sono messaggi di verità:
li affido agli abitanti della terra, spesso stanca e malata, affinchè sappiano trarne un insegnamento.
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 


Ciao da Tony Kospan

 
 
 
 
 


LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata






Romano Battaglia


 


 

Primo Levi – Lo scrittore che ha vissuto e narrato.. l’orrore dei lager – Breve ricordo anche con un suo mitico.. poetico brano   3 comments

 

 

Doveroso ritengo, nell'anniversario della sua nascita,

tracciare un breve ritratto dell'uomo e dello scrittore che,

più e meglio di ogni altro,

è stato capace di narrare la tragica realtà dei lager

trasmettendola alla memoria nostra e delle future generazioni.

 

 

 

(Torino 31.7 .1919 – Torino 11.4.1987)

 

 

 

PRIMO LEVI…
TESTIMONE… SCRITTORE E… VERO UOMO

 

 

 

 

 
 
 
Nato a Torino da genitori di religione ebraica, fu brillante studente del liceo classico Massimo D’Azeglio e si laureò in modo encomiabile in Chimica con una tesi però di Fisica per l'ostracismo dei professori nei suoi confronti a seguito delle famigerate e vergognose Leggi Razziali.
 
 
 

Primo Levi giovane chimico al lavoro

 
 

Lavorava a Milano come chimico quando nel '43 fu catturato dai Tedeschi che dopo un  pò lo trasferirono ad Auschwitz… luogo di cui lui (come gli altri prigionieri) ignorava tutto…

 
 
«Avevamo appreso con sollievo la nostra destinazione.
Auschwitz: un nome privo di significato, allora e per noi»
(P. Levi – Se questo è un uomo)
 
 
 


Primo Levi giovane con amici (ultimo a dx)

 

Essendo giovane e valido non scomparve subito nel nulla come i vecchi… le donne ed i bambini… ma assegnato ad una fabbrica di gomma.
 
Nonostante fosse rasato a zero, con vestito a righe, costretto a rigidissime regole e con un numero cucito sulla giacca…, il suo era 174517,  all'inizio non capiva quel che davvero stava accadendo.
 
In breve tempo però la tremenda realtà gli apparve chiara…
 
 
 

Primo Levi con la sorella Anna Maria nel 1947


 
 
 
Le sue conoscenze di tedesco e di chimica… gli consentirono però di evitare lavori troppo duri… ma l'esperienza vissuta nei campi di concentramento tra rapporti di grande amicizia tra prigionieri e per converso di incredibile violenza fisica e spirituale lo segnarono profondamente.
 
Fu liberato il 27 gennaio 1945 dai Russi, anche grazie a circostanze fortunate, (era stato spostato nel campo di Buna-Monowitz perché ammalato di scarlattina) ma riuscì a tornar in patria solo nell'ottobre successivo.
 
Primo Levi è stato dunque tra i pochissimi a tornare dai campi di concentramento.
 
 
 

 
 
 
In Italia, essendo stato testimone di tanta assurda e cieca violenza, sentì l'obbligo di rivelare al mondo quel che nessuno poteva immaginare e quindi nemmeno credere.
 
In questo modo poteva poi anche elaborare l'immenso dolore da cui non riusciva a liberarsi.
 
 
 

Primo Levi e Philip Roth


 
 
 Da ciò nacque l'ormai mitico libro  “Se questo è un uomo” che in un primo tempo piacque solo ai critici ma poi pian piano venne tradotto in diverse lingue ed apprezzato in tutto il mondo.
 
Con il libro “La Tregua” vinse la prima edizione del Premio Campiello.

Seguì negli anni la pubblicazione di tante altre sue opere.

 
Morì l'11 aprile del 1987.
 
Dirà di lui il letterato Claudio Toscani:
«L’ultimo appello di Primo Levi non dice… non dimenticatemi, bensì non dimenticate».
 
 
 
 

 
 
Infine, come omaggio al suo ricordo, ecco questo notissimmo suo poetico brano…
 
 
 

 

 
 
 
SE QUESTO E’ UN UOMO
Primo Levi
 
«Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi, alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi».

 

 

 


 

 

Grazie… Primo…

 

Tony Kospan

 
 
 

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