Archivio per 20 giugno 2017

Buonanotte con la bella minipoesia “Ieri notte” di Octavio Paz   Leave a comment

 

 

 
 
 
 
IERI NOTTE
Octavio Paz
 
 
Ieri notte
 
nel tuo letto
 
eravamo in tre:
 
tu io la luna.

 

 

 

Marc Chagall

 

 
 
 
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da Tony Kospan



 

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 Marc Chagall



Pubblicato 20 giugno 2017 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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Buon martedì sera in poesia “Quando mi chino..” Jimenez – arte.. Carl Larsson – canzone “Una canzone per te”   Leave a comment

 

 

Carl Larsson

 

 

 

L'immagine può contenere: nuvola, cielo, oceano, natura, spazio all'aperto e acqua


 

 
Non fingere di essere saggio,
ma sii saggio davvero:
non abbiamo bisogno di apparire sani,
ma di esserlo veramente.
(Epicuro)

 

 

 

 Carl Larsson – Estate in Sudborn




QUANDO MI CHINO SULLA TUA ANIMA
Juan Ramòn Jiménez
 
 
Quando mi chino sulla tua anima
mentre dormi
e ascolto col mio orecchio sul tuo petto nudo
il tuo cuore tranquillo, mi sembra
di cogliere,
nel suo battito profondo,
il segreto del centro del mondo.
 
Mi sembra
che legioni d’angeli,
su cavalli celesti
 
– come quando a notte
fonda ascoltiamo,
senza respiro
e con l’orecchio a terra,
un lontano trotto che mai arriva –
 
che legioni d’angeli
vengano per te, da lontano
 
– come i Re Magi
alla nascita eterna
del nostro amore –
 
vengano per te, da lontano,
a portarmi, nel tuo sogno,
il segreto del centro del cielo.

 
 
 
 
 
Carl Larsson – Azalea

 

 

 

 

 

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Carl Larsson – Hakon, Daga and Edgar

 

La leggenda della creazione dei nostri amici… gatti   Leave a comment


 



Anche i nostri amici… mici…

hanno una loro simpatica leggenda!


 

 

 

 

 

LA LEGGENDA DELLA CREAZIONE DEI… GATTI…

 

 
 
In un tenpo molto, molto lontano, un tempo così antico che anche le rocce più vecchie non ne conservano traccia, il Creatore di tutte le cose convocò presso di sé le diverse categorie di spiriti che aveva deciso di destinare alla Terra.
Ad ognuna chiese di formulare il più grande dei suoi desideri, al fine di procedere ad un’equa ripartizione delle specie.
Un buon miliardo di stelle nacquero e morirono mentre i diversi clan ponderavano con cura la delicata questione.
Infine ciascuno espresse la propria aspirazione dando libero sfogo ad ambizioni e sogni.
“Vogliamo l’onnipresenza e l’invisibilità” dissero i primi.
Nacquero così batteri,virus e microbi.
“Noi desideriamo la fortuna!”
E presero forma le ostriche perlifere.
“Noi vogliamo soggiogare il mondo”.
Il Creatore allora generò i vermi e tutta la brulicante popolazione sotterranea alle quale le altre specie, inesorabilmente, avrebbero finito per il consegnare le proprie spoglie.
“Noi chiediamo soltanto la virtù della pazienza.”
E vide la luce il ragno.
Taluni vollero l’eloquenza e furono trasformati in pappagalli.
Altri, l’alta finanza, e il Creatore,riempì gli oceani di pescecani.
Altri ancora avevano una fortissima inclinazione alla convivenza sociale, lo pregarono di accordare loro la perfetta uguaglianza. Furono pecore.
Certuni chiesero il talento di misurare con precisione vaste distese e ampi territori.
Il Creatore li fece cammelli le cui gobbe non sono altro che l’emblema del loro innato bernoccolo per le scienze esatte che permette loro di attraversare gli immensi deserti terrestri senza mai smarrirsi.
Altre richieste erano venate di poesia.
“Desideriamo diffondere la voce del vento ed imparare l’alfabeto dei fiori.”
E le farfalle colorarono i cieli.
“Noi saremo gli eterni amanti della Luna, a lei soltanto intoneremo i nostri canti sconsolati.”
Il Creatore generò i lupi.
Taluni spiriti originali e senza dubbio un pò pazzi affermarono:
“Noi vogliamo essere ammirati da tutti.”
Dio creò i pavoni.
Alcuni spiriti particolarmente rumorosi e inquieti si alzarono in piedi per pretendere con tono altezzoso un quoziente intellettuale eccezionalmente brillante e superiore agli altri.
Malgrado l’arroganza di una simile richiesta, il Creatore si strofinò il suo unico immenso occhio e creò gli uomini.
Rimaneva, un pò in disparte, un piccolo clan di spiriti,  stranamente silenziosi che osservavano la scena con un certo divertimento.
“E voi,che cosa desiderate? Parlate senza timore.”
La risposta giunse tra un mormorio soffuso.
“La saggezza, o nostro Signore.”
Fu così che apparvero i… gatti.
 
 
 

Louis Waincatumprela 

 
 
 
 
Tratto da: Racconti che fanno le fusa di Julia Deuley, rinvenuto nel web e impaginato dall'Orso.


 
 
 
 

 
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN



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21 GIUGNO CON IL SOLSTIZIO.. VERA FESTA DELLA NATURA.. INIZIA L’ESTATE – ASTRONOMIA.. RITI.. TRADIZIONI.. IMMAGINI E NON SOLO   Leave a comment


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Cos'è il solstizio?


E' il momento in cui il Sole culmina allo Zenith e si trova così nel punto più alto del cielo.


In parole povere è il giorno… (inteso come ore di luce)… più lungo dell'anno.



Il solstizio d’estate, che cade tutti gli anni il 20 o il 21 giugno, come quello d’inverno è il momento dell’anno
nel quale il Sole raggiunge il punto più meridionale (o settentrionale per quello invernale) della sua corsa apparente nel cielo, rispettivamente al tropico del Capricorno o del Cancro.



Quest'anno il solstizio cade precisamente alle ore 12,07 del 21 giugno.







IL SOLSTIZIO D’ESTATE

ASTRONOMIA – MITI – RITI – POESIA – STORIA






IL SOLSTIZIO FESTA DELLA NATURA



Il solstizio (così come l'equinozio) è una ricorrenza vera e precisa della Natura… festeggiata fin dai tempi antichi.


Infatti le giornate solstiziali nelle tradizioni precristiane… erano sacre.





Neodruidi aspettano il sorgere del sole nel giorno del solstizio a Stonehenge

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Ancora oggi moderni gruppi neopagani e neodruidici celebrano il giorno di “Midsummer“,
la Mezza estate cara a Shakespeare.



Molti sono i riti solstiziali che si svolgono in particolare a Stonehenge (Inghilterra),
richiamando nel sito, ancora carico di misteri, migliaia di persone ogni anno. 



In verità i giorni solstiziali sono da sempre festeggiati da molti popoli dell’Occidente perché,
basandosi sul fatto che il sole raggiunge il suo massimo trionfo nel cielo, le antiche tradizioni collegavano questo momento dell’anno come un punto di contatto fra il mondo visibile e quello invisibile.


 



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IL SOLSTIZIO IN SENSO ASTRONOMICO.

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Da un punto più prettamente astronomico, invece, il termine «solstizio» significa «Sole stazionario» e indica che in questo momento astronomico l’astro non si alza né si abbassa rispetto all’equatore celeste.


Nell’esatto mezzogiorno astronomico le ombre degli edifici e dei pali scompaiono del tutto (al tropico).


E non solo.


Sempre in quest’occasione, al Tropico del Cancro è possibile osservare l’immagine del disco solare nel fondo dei pozzi, riflesso dall’acqua anche a decine di metri di profondità. 








Lo stesso fenomeno  si ripete il 21 dicembre (solstizio d’inverno) al tropico del Capricorno.








MITI RITI FESTE LEGGENDE



Ma il giorno del solstizio d’estate è presente anche nei miti, nelle tradizioni, nelle leggende e nelle feste che alcuni popoli gli dedicano.







Il gran numero di usanze e di piccoli rituali ancora seguiti con grande attenzione dalla gente, e tuttora vivi in tutta Europa, testimoniano infatti che il solstizio estivo, insieme a quello invernale, resta uno dei momenti più amati e più sentiti nella cultura popolare (anche se temo che in questi anni in cui le popolazioni non riescono a staccarsi dalla banalità degli strumenti di comunicazione di massa nemmeno per un minuto… dimenticandosi del cielo e della natura… il vero senso di questa ricorrenza astronomica rischia di scomparire).








IL SOLSTIZIO PER GLI ANTICHI


Nell’antica Roma i due solstizi erano consacrati a Giano bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi.


Oggi invece troviamo i due Giovanni, il Battista per il solstizio d’Estate e l’Evangelista per quello d’Inverno, come figure di riferimento per le festività legate rispettivamente al 21 giugno ed al 21 dicembre.




San Giovanni Battista – Caravaggio (partic.)




Ancor oggi il momento del sorgere dell'estate conserva tutte le sue antiche valenze magiche.



La porta degli Dei



Infine i popoli antichi chiamavano i due solstizi «porte»:


– Porta degli Dèi o degli Immortali quello invernale,


– Porta degli Uomini quello estivo.








Tra le varie tradizioni ancora in uso c'è quella di Poznan (Polonia).


Lì festeggiano il solstizio d’estate liberando migliaia di lanterne di carta.




Le lanterne di Poznan

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ORA ANCHE UNA BELLA POESIA



SOLSTIZIO D'ESTATE

Roberto Maggiani


Qui mi fermo, dove inizia l’estate:

già domani la luce sarà breve

la notte riprenderà ad espandersi

meno remote saranno le stelle.

Come un fuggiasco riparo tra i boschi –

non oltrepasso la linea tra l’oggi e il domani.







 
INFINE L'AUGURIO A TUTTI DI UNA FELICE ESTATE

 
 
Reso omaggio a questo giorno che non è una data mitica,
creata dall'Uomo… bensì
 una realtà oggettiva (astronomica) della Natura
non mi resta che augurarvi ed augurarci….
un’estate bella e generosa di belle giornate
 per tutti voi… per tutti noi… e dunque





da Tony Kospan
 
 
 
 
 



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