Archivio per 17 giugno 2017

Buon sabato sera in poesia “Scrive l’amante” di Goethe – arte B. Morisot – canzone “Canzone delle domande consuete”   Leave a comment

   

 
 

 Berthe Morisot – Dopo pranzo
 
 
 
 
 
L'immagine può contenere: persone sedute, tabella, bevanda e spazio al chiuso
 
 
 
 

 
Amore!
Ecco un volume in una parola,
un oceano in una lacrima,
un turbine in un sospiro,
un millennio in un secondo.

Martin Tupper

 

 
 
 
 
 La canzone delle domande consuete
 Berthe Morisot – Giovane donna che fa toletta
 
 
 
 
 
SCRIVE L'AMANTE
Goethe

 

Uno sguardo dai tuoi occhi nei miei,

un bacio dalla tua bocca alla mia;

chi come me ne sa qualcosa

può ancora in altro trovare gioia?

 

Lontana da te, separata dai miei,

i miei pensieri girano in tondo,

e sempre tornano a quell’ora,

quell’unica ora; e piango.

 

Poi d’improvviso si secca la lacrima;

il suo amore, penso, raggiunge questa quiete,

e tu non dovresti spaziare lontano?

 

Senti come sussurra questo soffio d’amore,

l’unica mia gioia è il tuo volere.


 

 Berthe Morisot – Giovane donna in grigio





 
 
 
 
L'immagine può contenere: oceano, cielo, acqua e sMS
 

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IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE…
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 Berthe Morisot – Giorno d'estate

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Ricorda corpo – Inconsueta.. ma grande poesia d’amore di K. Kavafis   Leave a comment


 
 
 
 
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Questa poesia non può non suscitare sorpresa…
in quanto ribalta del tutto la visione dell'amore.
 
 
Essa non parla d’amore… in modo classico ma del…
c o r p odei ricordi del… corpo…
come soggetto del pensiero e del rimpianto del poeta…
 
 
Ma essa, forse proprio per questo,
occupa un suo posto, a mio parere,
nella piccola libera antologia delle poesie sublimi…

 
 
 
 
Carlo Cignani – Venere e Adone – 1711
 
 
 
 
I ricordi… del corpo…
non vanno solo alle passioni vissute…
ma anche a quelle che, per un pelo o per un accidente,
si persero per via…
ma che hanno comunque lasciato delle tracce
nel… corpo…

L'autore è un poeta che fu abbastanza noto in vita
ma che oggi è considerato
tra i più grandi della Grecia moderna.
 
 
 
 
 
 

 
 
 

RICORDA CORPO…
Konstantinos Kavafis
 
 
Corpo, ricorda, e non solo quanto fosti amato,

non soltanto i letti in cui giacesti,

ma anche quei desideri che per te

brillavano chiari negli occhi,

e tremavano nella voce – e qualche

casuale ostacolo li rese vani.

Ora che tutto ormai appartiene al passato,

sembra quasi che a quei desideri

tu ti sia concesso – come brillavano,

ricorda, negli occhi che ti guardavano:

come tremavano nella voce, per te,

ricorda, corpo.










Il corpo quindi riconquista, grazie al poeta,
l’importanza e la dignità
che la cultura classica ad esso dava….
 
 
Importanza che per secoli è stata nascosta
 ed ampiamente e  volutamente trascurata…
dalla cultura  e dal pensiero occidentale.
 
 
 
 
 
 
 
 
TONY KOSPAN




LA TUA PAGINA D'AMORE.. PSICHE E SOGNO

CHE PUO' AIUTARTI A COLORARE LE TUE ORE









Noi ed il denaro – Una riflessione di Erasmo da Rotterdam sempre attuale e qualche considerazione sui nostri giorni   Leave a comment



Ecco un brano… che,

al di là delle ovvie differenze dei tempi…,
resta a mio parere attualissimo.


 
 
 
 
 
 
 

 
 

IL DENARO


BRANO SUBLIME DI ERASMO DA ROTTERDAM




 
 
 
 
 
 
 
 

Lo strapotere del denaro… la religione del denaro… l’ossequio dei saggi (pseudo) o dei religiosi (pseudo) pronti a perdonare tutto in cambio di… denaro… c’era già allora…
 
C’è qualcosa oggi di diverso?
 
Ahimé…sì… le cose sono peggiorate…

Il denaro, come ci dimostra lo strapotere dei colossi finanziari e delle banche , ormai condiziona in concreto (ed in peggio) la vita nostra e perfino quella delle nazioni…
 
Ma ora leggiamolo… e poi  farò una breve riflessione…

 
 
 
 
 

 
 
 
 
IL DENARO
da
L’elogio della pazzia
di
Erasmo da Rotterdam
 
 
 


“C’è chi si prodiga con ogni cura per gli affari degli altri mentre trascura i propri,  e chi, preso nel giuoco dei debiti, prossimo a fallire, si crede ricco del denaro altrui;
un altro pone all’apice della sua felicità morire povero pur di arricchire l’erede.
 
Questi per un guadagno modesto, e per giunta incerto, corre tutti i mari, affidando la vita, che il denaro non ricompra, alle onde e ai venti;
quello preferisce cercare di arricchirsi in guerra piuttosto che starsene al sicuro in casa sua.
 
Ci sono di quelli che credono si possa arrivare alla ricchezza senza la minima fatica andando a caccia di vecchi senza eredi; nè manca chi, in vista dello stesso risultato, opta per un legame con vecchiette danarose.

Gli uni e gli altri offrono agli Dei che stanno a guardare uno spettacolo oltremodo divertente, quando si fanno abbindolare proprio da coloro che vogliono intrappolare.
 
La razza più stolta e abietta è quella dei mercanti che, pur trattando la più sordida delle faccende e nei modi più sordidi, pur mentendo, spergiurando, rubando, frodando a tutto spiano, si credono da più degli altri perché hanno le dita inanellate d’oro.









Nè mancano di adularli certi fraticelli che li ammirano e li chiamano apertamente venerabili, senza dubbio perché una piccola parte degli illeciti profitti vada a loro.
 
Altrove puoi vedere dei Pitagorici, a tal segno convinti della comunanza dei beni, che, se trovano qualcosa d’incustodito, tranquillamente se ne appropriano come l’avessero ricevuto in eredità.
 
C’è chi, ricco solo di speranze, sogna la felicità, e già questo sogno, per lui, è la felicità.
 
Taluni si compiacciono di essere creduti ricchi, mentre a casa loro muoiono di fame.
 
Uno si affretta a dilapidare tutto quello che possiede; un altro accumula con mezzi leciti e illeciti.
 
Questo si fa portare candidato perché ambisce a pubbliche cariche, quello è contento di starsene accanto al fuoco.
 
E sono tanti quelli che intentano interminabili cause e che, portatori di opposti interessi, fanno a gara per arricchire il giudice che accorda rinvii, e l’avvocato che è in combutta con la parte avversa.
 
Uno ha la mania di rinnovare il mondo, un altro propende per il grandioso.
 
C’è chi, senza nessuna ragione d’affari, lascia a casa moglie e figli e se ne va a Gerusalemme, a Roma, a San Giacomo di Compostella.”


 
 
 
 


 
 
 
 
 

UNA MIA BREVE CONSIDERAZIONE

 
 

Certo… è inutile negarlo… il denaro serve… eccome… a vivere.
 
Senza… sarebbe impossibile,ma tra questo ed il diventarne schiavi, ce ne passa… eccome!
 
Eppure per tanti… è l'unico valore, l'unica fede, l'unica meta… 
 


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Inoltre ai giorni nostri esso sta sempre più diventando “virtuale” e sta sempre più perdendo ogni legame con la realtà economica.
 
Infatti assistiamo ad un continuo tourbillon delle borse in cui il valore del denaro… della ricchezza… è sempre più aleatorio… e sottoposto a situazioni e “giochi” spesso incomprensibili perfino per gli stessi esperti… ma che possono però ridurre al lastrico famiglie… aziende e perfino nazioni.

 
 
 
 


 
 
 
 

Consiglio pertanto a noi tutti quindi di far grande attenzione… di non cedere a facili illusioni… (non si contano le truffe di coloro che offrono interessi eccezionali) e di ricordarci sempre che:
 
 
 

E’ lui che deve servire a noi e non noi a lui!

 
 
 
Tony Kospan

 
 
 
  
Prima di salutarvi un sorriso… con questa simpatica gif…

 
 
 
 


Non correte sotto la finestra li ho già presi io… eh eh…
 
 





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Foto:



 

La simpatica e dolce leggenda della creazione della… pecora   Leave a comment

 
 
 

Un racconto bello,
ma anche saggio e sublime
di Bruno Ferrero…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA DOLCE LEGGENDA
DELLA CREAZIONE DELLA… PECORA…
Bruno Ferrero

 

 

 
 
 
 
 
 
Appena creata, la pecora scoprì di essere il più debole degli animali.

Viveva con il continuo batticuore di essere attaccata dagli altri animali, tutti più forti e aggressivi.
 
Non sapeva proprio come fare a difendersi.

Tornò dal Creatore e gli raccontò le sue sofferenze.

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“Vuoi qualcosa per difenderti?”, le chiese amabilmente il Signore.

 
“Sì”.
 
“Che ne dici di un paio di acuminate zanne?”.
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La pecora scosse il capo: “Come farei a brucare l’erba più tenera? .
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Inoltre mi verrebbe un’aria da attaccabrighe”.
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“Vuoi dei poderosi artigli?”.

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“Ah no! Mi verrebbe voglia di usarli a sproposito”.

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“Potresti iniettare veleno con la saliva”, continuò paziente il Signore.

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“Non se ne parla neanche. Sarei odiata e scacciata da tutti come un serpente”.

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“Due robuste corna, che ne dici?”.

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“Ah no! E chi mi accarezzerebbe più?”.

 
 
 
 
 



 

 

“Ma per difenderti ti serve qualcosa per far del male a chi ti attacca…”.

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“Far del male a qualcuno? No, non posso proprio. Piuttosto resto come sono”.
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 


Siamo, in un certo senso, come piccoli animali senza nemmeno una pelliccia o denti aguzzi per difenderci.


Ciò che ci protegge non è la cattiveria ma l’umanità:

la capacità di amare gli altri e di accettare l’amore che gli altri vogliono offrirci.
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Non è la nostra durezza a darci il tepore la notte, ma la tenerezza, che fa desiderare agli altri di scaldarci.

 
 
La vera forza dell’uomo è la sua tenerezza.
 
 
 

 

 

 

 

dal web – impagin. t.k.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 

 



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