Archivio per 2 giugno 2017

Con la bella ed originale minipoesia “Il tuo posto vuoto” di Vivian Lamarque… buonanotte a tutti   Leave a comment

 

 

Edward Hopper

 
 
 
IL TUO POSTO VUOTO
Vivian Lamarque
 
 
Il tuo posto vuoto a tavola
parla racconta chiacchiera ride forte
non sta mai fermo si alza
ritorna mangia avanza sempre un boccone
ritaglia nel formaggio forme di animali
il tuo posto vuoto a tavola
a destra di Miryam
è di fronte a me.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
da Tony Kospan
 
 
 
 
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Buona serata in poesia “Noi” P. Sueli – arte.. Godward – canzone (bellissima) “La vita mia”   1 comment

 
 
 
 
 Godward John William –  Flabellifera al sole d'estate
 
 
 

 
 
Nessun testo alternativo automatico disponibile.

  



FotoFotoFoto
Quando un amore finisce, uno dei due soffre.
Se non soffre nessuno, non è mai iniziato.
Se soffrono entrambi, non è mai finito.
(Marylin Monroe)

FotoFotoFoto

 


 

 
 

 Godward John William – Fiori d'estate
 
 
 
 

N O I . . .
Pat Sueli
 
 
Non dirmi mai ti amo
perché le parole sono false
.

Non dirmi mai ti sogno
perché i sogni svaniscono
.

Non dirmi mai sei il mio cielo
perché il cielo si rabbuia
.

Non dirmi mai sei il mio Angelo
perché gli Angeli volano via
.

Non dirmi mai ti desidero
perché i desideri finiscono
.

Non dirmi mai sei la mia vita
perché la vita si consuma
.

dimmi solamente… ascolta
perché il silenzio
parlerà per sempre di noi.


 
 
 
 

Godward John William – Giardino pompeiano

 
 
 
 
 
 
 

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da Orso Tony


LA TUA NUOVA PAGINA
PER COLORARE LE TUE ORE…




Godward John William – Sotto il fiore che pende sul ramo

.


La Cappella Sansevero.. museo e non solo.. con le sue magiche e misteriose opere d’arte – III PARTE – La Pudicizia   Leave a comment

 
 
 


 
 
 

Quest'opera, con il Cristo velato di cui abbiamo già parlato
ed il Disinganno di cui parleremo più avanti,
forma la triade delle opere della Cappella più apprezzate
fin dal '700 dai visitatori e dagli storici dell'arte
ed è oggi un'immagine che vediamo molto spesso nel web.

 
 
 

LE ALTRE OPERE DELLA CAPPELLA
LA PUDICIZIA
a cura di Tony Kospan

 
 
 
Il Principe Raimondo l'ha dedicata alla memoria
della “incomparabile madre”, la nobildonna Cecilia Gaetani,
morta quando Raimondo aveva meno di un anno.


 
 
 
 
 
 

L'autore, il veneto Antonio Corradini noto per le sue figure velate,
è davvero un grande della scultura dell'epoca.

Aveva lavorato con successo in diverse parti d'Europa…
ma morì proprio poco dopo averla terminata.
 
La prima cosa che salta all'occhio nell'osservarla
è che il titolo “La pudicizia” è davvero strano
tanto la statua appare… maestosamente “impudica“!


 
 
 
 
 
 


Anche qui il “velo corradiniano” appare fantastico
con quelle pieghe trasparenti del tessuto
che aderiscono elegantemente e morbidamente alla pelle.
 
L'arte del velo nella scultura era già nota agli antichi
ed era molto amata dal Principe anche per il suo significato esoterico
del… velare e… svelare (la verità).


 
 
 
 
 
 


La donna ha una cintura di rose intrecciate
ed uno sguardo perso nel vuoto ed ha poi accanto a sé
l’albero della vita e una lapide divisa in 2 parti
simbolo indiscusso di una vita troppo presto spezzata
ed ancor più confermato dalla mano lì appoggiata.
 

La base infine su cui essa è situata
mostra un bassorilievo in cui è raffigurato
l’episodio evangelico del Noli me tangere.


 
 
 
 
 
 
 


Abbiamo dunque visto e descritto la statua
sia come “significato familiare“,
omaggio alla madre prematuramente morta,
che da un punto di vista artistico,
la genialità dell'arte del Corradini.
 
Ora esaminiamo le differenti ed opposte interpretazioni
esoteriche e cristiane della stessa.


 
 
 
 
 
 
 
 

INTERPRETAZIONE ESOTERICA
 
 


Appare chiaro che se la scultura voleva rappresentare
solo un omaggio alla madre morta così giovane
qui c'è molto… ma molto di più
a partire da quel velo di cui abbiamo già parlato,
riferimento alla sapienza nascosta ai non iniziati,
e per la figura accostabile alla dea egizia Iside.
 

Inoltre tanto gli arbusti di quercia,
albero della conoscenza del Bene e del Male per gli antichi,
l'opulenza delle forme, la cintura di rose (Rosa mistica?) etc
evidenziano che l'opera
non è altro che un'allegoria della sapienza esoterica.


 
 
 
 
 
 
 
 

INTERPRETAZIONE RELIGIOSA O CLASSICA

 
 
Tutti i simboli dell'opera non sono altro
che espressione della fede cristiana.
 

La quercia è anche un simbolo cristiano,
il vaso sotto la statua è  un contenitore di incenso,
la cintura di rose rappresenta la nascita della vita,
la lapide rotta fa riferimento alla resurrezione
(lapide del sepolcro di Cristo trovata rotta )
ed il velo null'altro è che un omaggio
alla nuda castità e/o alla nudità di Eva.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

UNA PERSONALE OPINIONE

 
 
Tanta religiosità nel Principe, noto massone
e duramente perseguitato a più riprese dalla Chiesa
mi sfugge proprio del tutto e mi appare incomprensibile.


Lo stesso Corradini, lo scultore, era poi un iniziato.


Come pure non mi convince l'idea che un figlio
 voglia ricordare la madre precocemente scomparsa
mostrandola con forme così procaci
e coperte solo da un leggero velo trasparente.


 
 
 
 
 
 
 
 


Però penso anche che sia innegabile
la presenza di diversi riferimenti religiosi.
 
Dunque ritengo che nell'opera siano presenti
entrambi gli aspetti che forse sono stati volutamente
tenuti insieme principalmente per 2 motivi.
 
Il primo è quello di renderla ancor più misteriosa
ed il secondo per evitare le ire delle Autorità ecclesiastiche.

In ogni caso è indubitabile che si tratta
di un vero e proprio fantastico capolavoro…


 
 
 
 
 
 

FINE DELLA III PARTE

(LA CAPPELLA SANSEVERO 
E LE 4 INTERPRETAZIONI 
DELLE SUE MISTERIOSE OPERE)
 
 

La visita virtuale della Cappella
continuerà con le altre misteriose opere

 
 
 
 
Chi volesse legger la I parte
– Presentazione e biografia del Principe di Sansevero –
 
 
 
 
Chi volesse legger la II parte
– La Cappella ed il Cristo Velato
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Seidou Keita ci svela.. con le sue foto artistiche.. il cuore e l’anima africana del ‘900   3 comments

 

 

Uno dei più grandi fotografi africani del '900

 

 

 

 

 

SEYDOU KEITA

 

 

 

Fotografo – Bamako 1921 (MALI) – Parigi 21 novembre 2001

 

 

 

E' CONSIDERATO IL RITRATTISTA
DELL'ANIMA AFRICANA
 
 
 

 

 

Seydou Keita nato nel 1923 a Bamako cominciò a fotografare nel 1945, ritraendo i propri familiari e sviluppando le istantanee presso il laboratorio di Pierre Garnier.

Nel 1949 apre il suo studio e con una macchina acquistata d'occasione e pochi accessori fotograferà fino agli anni '70.



Dal 1962 al 1977 ha lavorato per l'amministrazione dello Stato,
come fotografo per la Sicurezza nazionale, anche se oggi non risulta alcuna documentazione di quel periodo.
 
 
 

 
 
Keita ha lasciato a Bamako, dove risiedeva, il suo grande archivio di negativi, da quando, nel 1977, ha lasciato l’attività.
 

Seydou Keita è forse il più grande tra i fotografi di studio africani.
Ciò che colpisce nelle sue fotografie è la grande abilità compositiva:
le pose dei soggetti ritratti, gli accessori, sempre decisivi nel caratterizzare ogni singolo scatto, e gli sfondi, semplici ma inconfondibilmente maliani, sono gli elementi che rendono unica l’opera di Keita, uno spaccato sociologico e antropologico del Mali che non ha sicuramente eguali.
 

 

 
 
La tecnica usata prevalentemente da Keita per lo sviluppo fotografico è quella della gelatina e dei sali d’argento, che permette un passaggio netto dal bianco a nero, donando nitidezza e contrasti molto netti alle immagini.
 
 
 

 
 
  
 
Egli cerca di immortalare in “stile esplicitamente africano” i soggetti fotografati, li inserisce in scenari particolari ed estremamente rappresentativi della cultura e del modo di vivere africani.
Le figure vengono spesso ritratte come modelli ideali per la collettività, leggermente sospesi al di sopra del quotidiano.
 
  
 

  

 
I singoli o i gruppi di persone che vengono immortalati negli studi fotografici di Bamko, desiderano fermare un’immagine ideale di se stessi, ed è per questo che sono spesso accostati ad oggetti ed abbigliamenti che non rappresentano affatto la vera quotidianità.
La realtà è volutamente tenuta fuori da questo tipo di espressione artistica, ciò che si desidera comunicare è fondamentalmente un messaggio simbolico esplicitato dall’utilizzo di particolari fondali con stampe bicromatiche, costumi, accessori e posture che rimandano ad uno specifico spaccato socio-culturale:
quello di una società investita dai mutamenti, una borghesia africana nascente,
l’arrivo della modernità e la contraddizione tra voglia di occidente e modernità e rispetto delle tradizioni locali . 
 
 
 

  

 

ECCO ORA UNA CARRELLATA DI SUE FOTO

 

 

 

L'immagine può contenere: 2 persone, persone sedute

 

 


 

 

 

 

L'immagine può contenere: 2 persone

 

 

 

 

L'immagine può contenere: 1 persona, cappello e primo piano

 

 

 

 

 

 

L'immagine può contenere: 2 persone

 

 


Testo da vari siti web – impaginaz. T.K.

 

 

TONY KOSPAN




John Patrick O’Brien… un pittore neoromantico ed i suoi poetici eleganti dipinti   10 comments






John P. O’Brien è stato un pittore americano molto interessante per il suo stile intriso di dolcissima e poetica malinconia.
La sua pittura è stata definita dai critici “realismo romantico contemporaneo“.

.
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John Patrick O’Brien  2 giugno 1951 – 24 ott 2004



In esso non secondario è l’influsso dell’arte europea… soprattutto francese ed italiana da lui amatissima.






E’ mancato a soli 53 anni per un brutto male ma è indubitabile l’eleganza pittorica, la cultura, la poesia e la dolce malinconia che traspaiono con forza dai suoi dipinti.



Veduta veneziana




I suoi temi sono in genere interni di appartamenti eleganti, strade e villaggi europei… e quartieri di città con pub.





.
.

Non è un artista molto noto, di lui si hanno poche immagini e poche notizie, ma in compenso i suoi romantici dipinti sono spessissimo postati in siti… blog e social network e qualcuno penso che lo riconoscerete certamente.







Nel dipinto qui sotto, che suscitò la mia curiosità e che mi spinse ad approfondire la sua conoscenza, egli si diverte ad inserire note opere d’arte nelle finestre del quartiere… ma questo non è proprio una rarità per lui..







Tony Kospan





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IL GRUPPO DEGLI AMANTI DELL’ARTE (SU FB)




Veduta veneziana



John Patrick O’Brien e la sua pittura sognante.. romantica ed elegante   Leave a comment






John P. O'Brien è stato un pittore americano molto interessante per il suo stile intriso di dolcissima e poetica malinconia definito dai critici “realismo romantico contemporaneo“.

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John Patrick O'Brien  2 giugno 1951 – 24 ott 2004



In esso non secondario è l'influsso dell'arte europea… soprattutto francese ed italiana da lui amatissima.







E' mancato a soli 53 anni per un brutto male ma è indubitabile l'eleganza pittorica… la cultura… la poesia e la dolce malinconia che traspaiono con forza dai suoi dipinti.






I temi dei suoi dipinti sono in genere interni di appartamenti eleganti, strade e villaggi europei… e quartieri di città con pub.





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Non è un artista molto noto, di lui si hanno poche immagini e poche notizie, ma in compenso i suoi romantici dipinti sono spessissimo postati in siti… blog e social network e qualcuno penso che lo riconoscerete certamente.







Nel dipinto qui sotto, che suscitò la mia curiosità e che mi spinse ad approfondire la sua conoscenza, egli si diverte ad inserire note opere d'arte nelle finestre del quartiere… ma questo non è proprio una rarità per lui..






Tony Kospan




LA TUA NUOVA PAGINA DI
CULTURA.. PSICHE E SOGNO
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Veduta veneziana



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