Archivio per 28 Maggio 2017

Buona domenica sera in poesia “Ripenso il tuo sorriso” Montale – arte H. M. Turner – canzone “Autogrill”   1 comment

  
 
 
Helen M. Turner
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
Ora ascolta: ovunque io sia, riconoscerò le tue risate,
vedrò il sorriso nei tuoi occhi, sentirò la tua voce.
Il semplice fatto di sapere che tu sei da qualche parte
su questa terra sarà, nell’inferno, il mio angolo di Paradiso.
Marc Levy, Sette giorni per l’eternità

 
 

 
 
 

Helen M. Turner – Il giornale del  mattino

  

 

RIPENSO IL TUO SORRISO…


– Eugenio Montale –

 

 

Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida

scorta per avventura tra le pietraie d'un greto,

esiguo specchio in cui guardi un'ellera e i suoi corimbi;

e su tutto l'abbraccio di un bianco cielo quieto.

 

Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,

se dal tuo volto si esprime libera un'anima ingenua,

vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua

e recano il loro soffrire con sé come un talismano.

 

Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie

sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,

e che il tuo aspetto s'insinua nella memoria grigia

schietto come la cima di una giovane palma…

 

 

 

L'immagine può contenere: Regina Simonin Sacchi, persona seduta e spazio all'aperto

Helen M. Turner – Gigli, lanterne e serenità – 1923

 

 

 

                        

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
 

PER CHI AMA VIVER L'ARTE…
I N S I E M E
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L'immagine può contenere: 1 persona, cappello, spazio all'aperto e acqua

Helen M. Turner – Ora del tè d'estate


Seneca e la saggezza del suo “De vita beata” sono sempre più attuali – Un breve ricordo ed il 1° capitolo della sua opera   Leave a comment

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Sembra proprio che gli psicologi americani più in voga, i super esperti delle felicità altrui, i massmediologi dal consiglio facile, e perfino i divulgatori di filosofie orientali, (tutti pagati profumatamente) hanno scoperto, nientepopodimeno, che i classici latini li hanno preceduti… alla grande!
 
 
 
 


 
 
 

INCREDIBILE…
E' STATO RISCOPERTO SENECA
ED IL SUO “DE VITA BEATA”
a cura di Tony  Kospan

 

 

 

 
 
 
 
 
 
Anche Lui però ai suoi tempi fu attaccato duramente dai critici e dunque leggeremo prima le sue difese e poi… il primo capitolo del suo  “DE VITA BEATA”… che appare emblematico dei motivi di questa (ri)scoperta… americana… e che consiglio vivamente di leggere perché a mio parere ci può donare diversi spunti di riflessione.
 
 
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DE VITA BEATA –  IL LIBRO E LE CRITICHE DELL'EPOCA

 
 
Seneca era stato accusato… dai critici dell’epoca… di predicare bene e razzolare male… e questo libro, che ha la forma di un dialogo apologetico, lo scrisse proprio per difendersi dalle accuse di incoerenza che gli erano state rivolte.

Aliter loqueris, aliter vivis”, lo apostrofa l’interlocutore immaginato nel dialogo: “dici una cosa, ne fai un’altra”.

Seneca non nega le sue colpe, ma controbatte che nei suoi scritti parla in generale della virtù, non della propria vita personale.

Lui si definisce infatti un semplice aspirante alla saggezza (adsectator sapientiae): “non sum sapiens […] nec ero“, cioè “non sono un saggio, né lo sarò”; .

Non ritiene quindi di appartenere alla categoria dei “sapientes“, gli unici che hanno raggiunto la virtù.

Afferma inoltre che la ricerca ed il conseguimento della virtù è uno dei mezzi per giungere alla felicità.

La virtù è dunque soprattutto un valore da ricercare ed esercitare.
 
 
 
 
 
 
 

Corduba 21 maggio da 1 a 4 a.C. – Roma aprile 65 d.C.

 

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DE VITA BEATA
Seneca

 
I CAPITOLO
 

 
1 – Tutti, o fratello Gallione, vogliono vivere felici, ma quando poi si tratta di riconoscere cos’è che rende felice la vita, ecco che ti vanno a tentoni; a tal punto è così poco facile nella vita raggiungere la felicità, che uno, quanto più affannosamente la cerca, tanto più se ne allontana, per poco che esca di strada; che se poi si va in senso opposto, allora più si corre veloci e più aumenta la distanza.
Perciò dobbiamo prima chiederci che cosa desideriamo; poi considerare per quale strada possiamo pervenirvi nel tempo più breve, e renderci conto, durante il cammino, sempre che sia quello giusto, di quanto ogni giorno ne abbiamo compiuto e di quanto ci stiamo sempre più avvicinando a ciò verso cui il nostro naturale istinto ci spinge.
Finché vaghiamo a caso, senza seguire una guida ma solo lo strepito e il clamore discorde di chi ci chiama da tutte le parti, la nostra vita si consumerà in un continuo andirivieni e sarà breve anche se noi ci daremo giorno e notte da fare con le migliori intenzioni.
Si stabilisca dunque dove vogliamo arrivare e per quale strada, non senza una guida cui sia noto il cammino che abbiamo intrapreso, perché qui non si tratta delle solite circostanze cui si va incontro in tutti gli altri viaggi; in quelli, per non sbagliare, basta seguire la strada o chiedere alla gente del luogo, qui, invece, sono proprio le strade più frequentate e più conosciute a trarre maggiormente in inganno. 
Da nulla, quindi, bisogna guardarsi meglio che dal seguire, come fanno le pecore, il gregge che ci cammina davanti, dirigendoci non dove si deve andare, ma dove tutti vanno.
E niente ci tira addosso i mali peggiori come l’andar dietro alle chiacchiere della gente, convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione.
Di qui tutta questa caterva di uomini che crollano gli unì sugli altri.
Quello che accade in una gran folla di persone, quando la gente si schiaccia a vicenda (nessuno cade, infatti, senza trascinare con sé qualche altro, e i primi provocano la caduta di quelli che stan dietro), capita nella vita: nessuno sbaglia solo per sé, ma è la causa e l’origine degli errori degli altri; infatti è uno sbaglio attaccarsi a quelli che ci precedono, e poiché ognuno preferisce credere, piuttosto che giudicare, mai si esprime un giudizio sulla vita, ma ci si limita a credere: così l’errore, passato di mano in mano, ci travolge e ci fa precipitare.
Gli esempi altrui sono quelli che ci rovinano; noi invece staremo bene appena ci staccheremo dalla folla.
Ora, in verità, il popolo, contro la ragione, si fa difensore del proprio male.
E succede come nei comizi quando, mutato che sia il volubile favore popolare, a meravigliarsi dell’elezione dei pretori sono proprio quelli che li hanno eletti: approviamo e nello stesso tempo disapproviamo le medesime cose; è questo il risultato di ogni giudizio che si dà secondo quel che dicono i più.

 

 

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan 

 

 









 
 
 

La casalinga ed il robot – Una mitica… super… barzelletta   Leave a comment

 

 

SIMPATICISSIMA… FORTISSIMA BARZELLETTA


 

 


 
 
 
 
 
 

LA CASALINGA ED IL ROBOT

 
 
 
 

Un giorno, una casalinga tornò a casa con l’ennesimo strano acquisto,
un robot in grado di individuare una bugia.

Il marito trovò l’acquisto piuttosto inutile, in quanto aveva sempre predicato l’importanza della sincerità in famiglia ed era certo di essere riuscito nel suo intento.
 
Nel pomeriggio, il figlio quindicenne rincasò con 2 ore di ritardo.
 
A quel punto, certo di dare a sua moglie uno smacco, chiese al ragazzino:
‘Come mai sei arrivato a casa 2 ore dopo?’
Siamo stati in libreria a lavorare su un progetto scolastico’, rispose prontamente.
Il robot girò intorno al ragazzo, e con uno sberlone lo stese.
 
‘Questa è la macchina della verità figliolo, dove sei stato veramente dopo scuola?’
‘Siamo stati a casa di Carlo a guardare un film’.
‘Cosa avete guardato?’ chiese a quel punto la madre.
‘I dieci Comandamenti’, rispose il figlio.
Il robot girò intorno al ragazzo, e con uno sberlone lo stese.
 
Con voce tremante si rialzò e disse:
 ‘Mi dispiace, vi ho mentito, in realtà abbiamo guardato un film intitolato: 'la regina del sesso’.
 
‘Mi vergogno di te, disse il padre infuriato, ‘alla tua età non ho mai mentito ai miei genitori’.
Il robot girò intorno all’uomo, e lo stese.
 
La moglie piegata in due dalle risate disse:
‘Questa te la sei proprio cercata, non puoi neanche arrabbiarti troppo con lui, dopotutto è… tuo figlio!’.
Il robot girò intorno alla donna, e… …. … la stese……



 
 
 

 
 





CIAOOOOOOOOOOOOOOOO


DA TONY KOSPAN


  








 


 

 

Roentgens secretary – L’incredibile automazione.. anche in video.. di questo fantastico scrittoio del ‘700   Leave a comment






Scopriremo, grazie a questo video, le incredibili caratteristiche nascoste all'interno di questo grande scrittoio del '700.
Il “The Roentgens' Berlin Secretary Cabinet” è una delle più belle lavorazioni nell'ambito della produzione di mobili europei di quel secolo.






Quest'opera è la creazione più importante di Abraham della bottega berlinese di David Roentgen.

E' un armadio scrittoio, con in alto un orologio musicale, dotato di pannelli intarsiati finemente, riccamente disegnati e con meccanismi elaborati che consentono l'apertura automatica di ante e cassetti con il semplice tocco di un pulsante.






Di proprietà del Re Federico Guglielmo II, questo armadio scrittoio è davvero unico per la notevole decorazione e soprattutto per la complessità e vastità dei suoi automatismi.



Re Federico Guglielmo II di Prussia





Ma ora ecco vediamo questa meraviglia dell'artigianato e dell'automazione creata in un'epoca in cui non c'era nemmeno lontanamente l'idea della moderna tecnologia. 






F I N E





IL GRUPPO DEDICATO ALL'ARTE




Felice notte con la bella minipoesia “Il mio amore era così unico” di J. R. Jimenez   Leave a comment

 
 
 
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IL MIO AMORE ERA COSI’ UNICO
 
Juan Ramon Jimenez
 
 
Il mio amore era così unico
 
come il cielo iridato di una goccia
 
di rugiada, in un fiore dell’alba.
 
Il tuo sole mi colpì nel sangue,
 
evaporò la rugiada,
 
e restai senza cielo.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

P O E S I E ?
FANTMONDOPOESIA.jpg picture by orsotony21

 
 
 
 Marie Braquemond



 
 
 
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