Archivio per Maggio 2017

Buon mercoledì sera in poesia “Ricordo il magico istante” di Puskin – arte.. F. Batet – canzone “Ti penso”   Leave a comment

 
 
 
 
François Batet

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Mi piace essere la cosa giusta nel posto sbagliato
e la cosa sbagliata nel posto giusto,
perché accade sempre qualcosa di interessante.
– Andy Warhol –
 
 

 
 
 

 
 


François Batet
 
 
 
 

RICORDO IL MAGICO ISTANTE
Aleksander Puskin
 
 
Ricordo il magico istante:
Davanti m'eri apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.
 
Nei disperati miei tormenti,
Nel chiasso delle vanità,
Tenera udivo la tua voce,
Sognavo i cari lineamenti.
 
Anni trascorsero. Bufere
Gli antichi sogni poi travolsero,
Scordai la tenera tua voce,
I tuoi sublimi lineamenti.
 
E in silenzio passavo i giorni
Recluso nel vuoto grigiore,
Senza più fede e ispirazione,
Senza lacrime, ne' vita e amore.
 
Tornata è l'anima al risveglio:
E ancora mi sei apparsa tu,
Come fuggevole visione,
Genio di limpida beltà.
 
E nell'ebbrezza batte il cuore
E tutto in me risorge già
E' la fede e l'ispirazione
E la vita e lacrime e amore.
 
 
 


François Batet

 
 
 
 
 
 
 
 

da Orso Tony

 
 
 
 
 

Il tuo salotto culturale e di sogno

Foto animata

 
 
 
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François Batet

 

La brevissima ma esplosiva storia dei “Blog” ed un mio pensiero   4 comments

 


SOLO IERI NASCEVANO I BLOG

– STORIA.. EVOLUZIONE ED UN MIO PENSIERO –

 

 

 



NEL 1999 NASCEVA IL





Ha diciannove anni o ventuno?
 
Diciannove da quando Peter Merholz scrisse, maggio 1999, “we blog“, inteso come noi blogghiamo, sulla fascia laterale del suo sito.
E in quel momento il gergo tecnologico si fece verbo nell’ uso comune e nei vocabolari, oltre che sostantivo (“weblog”), com’era già.
Ma forse ventuno dato che fu allora che i pionieri del web incominciarono a sperimentare un modo per “auto pubblicare” i loro testi e foto senza chiedere permesso a nessuno.

 

 

 

 

Con oltre 150 milioni di blog, il mondo si è ora “blog-formato” senza saperlo.

Ci siamo abituati a siti che dettano la legge del gossip, alla Cina che litiga nei blog, e dove i blogger sono arrestati, all’ Iran dove qualcuno di loro è morto in carcere.
 
E ai blog che si trasformano in giornali – qualcuno chiama ancora così l’ “Huffington Post”, una corazzata da 50 collaboratori e passa.
 
Il blog da genere “antimedia” si è mutato in “mainstream”, abitudine di massa: abbiamo una ventina di milioni di iscritti a Facebook in Italia che ogni giorno bloggano senza sapere di farlo.
 
Si è polverizzato poi nei “twitter” di 140 caratteri o nel “TumblR”, più lungo, ma sempre fulmineo nel testo o nelle sentenze.
 
Tutte cose che si possono fare anche senza un computer: non c’ è telefono “smart” che non abbia il suo programmino per pubblicare un “post” o per leggere il flusso dei “twitter”.
 
 
 
 
 
 
 
 

Le idee si sminuzzano in uno spazio lungo quanto uno sms e stabiliscono la nuova unità di misura della comunicazione.
Se n’è accorto il New York Times.
 
Da una settimana al giornale hanno nominato un “Social Media Editor”, si chiama Jennifer Preston.
 
Si occuperà di “disseminare” le notizie del giornale, liofilizzate in micro messaggi, attraverso twitter, Facebook, MySpace e ovviamente attraverso i blog.
 
E come si fa a viaggiare nel mare del social web?
 
Il link è il collegamento che ogni blog (o twitter o microblog qualsiasi) stabilisce con la fonte della sua notizia o della sua indignazione.
 
Io cito te, tu citi me, e avanti così per migliaia di collegamenti.
 
Parole che comunicano con parole.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Che hanno i loro luoghi di aggregazione, tempeste di passaparola che possono far dimettere un ministro o fare a pezzi un titolo in borsa.
 
Al New York Times hanno da tempo capito che la metà del loro traffico web – quindi circa 10 milioni di persone al mese – arrivano ai contenuti del giornale non da titoli o spassionata lettura, ma dai sentito dire di questa piazza.
 
Quel passaparola è linfa vitale e non solo per il giornale.
 
………………..
 
C’erano una volta i blog del sottosuolo e dell’ antimedia.
 
Era diciannove anni fa.
 
Forse ventuno.
 
 
VITTORIO ZAMBARDINO – (con piccole modifiche dato che l'articolo è di qualche anno fa)
 
 
Dal quotidiano LA REPUBBLICA – impaginazione e libero adattamento di Tony Kospan
 
 
 
 

 

 
 
LA MIA ESPERIENZA ED UN PARERE
 
 
Oggi i blog stanno cambiando la loro funzione… ed in parte hanno anche perso la loro centralità nel mondo del web… per l'esplosione dei social network… in primis Facebook…
 
Dunque sta avvenendo una loro trasformazione… da diario personale da mostrare ai visitatori… a vero e proprio piccolo sito con proposte di informazioni, pareri, analisi, poesie, immagini, video etc… da condividere e scambiare con i lettori – frequentatori – visitatori casuali – amici.
 
Inoltre appare sempre più spesso esserci un'interazione tra social network e blog per le possibilità molto più ampie di immagini colori sfondi e musiche che presentano questi ultimi… accanto alla strepitosa facilità di contatti dei primi.
 
Infine l'esplosione tecnologica, che consente a tutti di frequentare il web con una miriade di aggeggi elettronici (cellulari,  tablet, smartphone etc ), ha consentito una parallela esplosione delle offerte e richieste di informazioni, conoscenze, contatti etc…

Purtroppo c'è da constatare infine che questo immenso flusso di informazioni tocca molto poco i temi culturali… rimanendo per la massima parte ancorato su temi sportivi… erotici… comici… politici (ma molto spesso interpretati solo come arene di insulti).

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Questo il mio parere… oggi… ma devo dire che l'evoluzione tecnologica non solo non rallenta.. nonostante la crisi… ma procede in modo velocissimo e certamente assisteremo presto a nuovi ulteriori cambiamenti… a nuove imprevedibili velocizzazioni ed ampliamenti delle telecomunicazioni…

Personalmente sono giunto in ritardo al blog, prima ero nelle comunità virtuali (antesignane degli attuali social network), e l'impostazione iniziale nell'accostarmi a questo mondo era quella di scrivere, o selezionare, messaggi… pensieri… poesie… riflessioni… sogni, interessi etc… inserendoli in una bottiglia (post) lanciata nell'immenso mare di internet.
 
Successivamente ho creato una inter-relazione tra Blog e Facebook…. e poi, ma in modo assolutamente molto personale, anche al mondo di Twitter e…Google plus
 
Devo infine dire che oltre alle numerosissime frequentazioni quotidiane questo mio blog appare anche punto di riferimento e di dialogo per molti… e la cosa mi rende molto felice… per cui sento anche il dovere di ringraziare  in primis i tantissimi visitatori e poi soprattutto coloro che commentando i vari post… entrano in contatto con me con le loro idee, i loro pareri, i loro consigli, i loro suggerimenti etc…
 
Concludo pertanto augurando… “Lunga vita ai blog…”
 
 
 
 

 


Tony Kospan

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Walt Whitman – Breve ricordo del poeta americano del 1800 anche con la sua famosa e sensuale poesia “Credo in te anima mia”   Leave a comment

 
 
Nell'anniversario della sua nascita
ripropongo questa sua notissima poesia 
che non è solo una poesia d’amore…
ma molto di più…
 
 
 
 
 
Talantbek Chekirov
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CREDO IN TE ANIMA MIA
di WALTER WHITMAN 
POESIA SUBLIME D’AMORE E PASSIONE
a cura di Tony Kospan



L'immagine può contenere: una o più persone e cappello
 
 
 



E'  riconosciuta come una di quelle poesie sublimi…
che ci fa “conoscere”
quello che la quotidianità e chiuse visioni secolari…
 non ci consentono spesso di vedere e sentire…
 
 
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 L’idea che emerge, in modo forte e chiaro,
nella visione di questo poeta…
è che il piacere fisico… i momenti di passione… 
non sono accessori…
bensì elementi sostanziali dell’amore…
 
 
Elementi che insieme ad un reale sentimento…
ed a una sincera partecipazione emotiva… 
ci consentono di giungere all’estasi divina.
 
 
 
 
 
 
Tiziano – Amor Sacro e Amor Profano
 
 
 
 
L’eros quindi assume anch’esso una sua sacralità,
negata per millenni dai fondamentalismi religiosi
 che hanno in pratica… staccato l’anima dal corpo…
demonizzando quest’ultimo
ed impedendo emozioni e vibrazioni di luce…
 
 
In tal senso anche la poesia Sufi d’amore
fu combattuta all’interno della sua religione.
 
 
 
 
Walt Whitman 
West Hills 31.5.1819 – Camden 26.3.1892
 
 
 
 
Certo è che  questo autore americano dell’ottocento 
ci offre, in modo libero e direi modernissimo,
in un ambiente in cui la natura è parte importante,
versi densi di grande sensualità…
 
 
Ma ora leggiamola…
 
 
 
 
 

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Alma Tadema – Le ciliegie

 
 
 
 
 
 CREDO IN TE ANIMA MIA
 Walt Whitman
 

 

Credo in te, anima mia,

l’altro che io sono non deve umiliarsi di fronte a te,

 e tu non devi umiliarti di fronte a lui.

 Ozia con me sull’erba,

libera la tua gola da ogni impedimento, 

né parole, né musica o rima voglio,

 né consuetudini né discorsi,

neppure i migliori, soltanto la tua calma voce bivalve,

 il suo mormorio mi piace.

Penso a come una volta giacemmo, 

un trasparente mattino d’estate,

come tu posasti la tua testa

di per traverso sul mio fianco

ti voltasti dolcemente verso di me,

 e apristi la camicia sul mio petto,

e tuffasti la tua lingua sino al mio cuore snudato,

e ti stendesti sino a sentire la mia barba,

 ti stendesti sino a prendere i miei piedi.

 Veloce si alzò in me

e si diffuse intorno a me la pace e la conoscenza

che va oltre ogni argomento terreno,

io conosco che la mano di Dio è la promessa della mia,

 e io conosco che lo spirito di Dio

 è il fratello del mio,

e che tutti gli uomini mai venuti alla luce

sono miei fratelli e le donne sorelle ed amanti,

 e che il fasciame della creazione è amore,

 e che infinite sono le foglie rigide o languenti nei campi,

 e le formiche brune nelle piccole tane sotto di loro,

 e le incrostazioni muschiose del corroso recinto,

pietre ammucchiate, sambuco, verbasco ed elleboro.

 

 

 

 

Affresco Pompei antica 

 
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 








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Alma Tadema

 
 
 

Pubblicato 31 Maggio 2017 da tonykospan21 in POETI E SCRITTORI GRANDI

Buona serata in poesia con “La giostra” R. Perin – arte Poynter – canzone “Daniel” di Elton John   2 comments

 
 

 

 

 

Sir Edward John Poynter

 

 

 

 

 

 

 
 

L'amore non ha sesso, né età, né religione, né paese
né distanza, né tantomeno razza o colore…
è universale e poliglotta, si trova ovunque
e parla la lingua del cuore.
Jean-Paul Malfatti

 
 

 

 


 

Sir Edward John Poynter – Ore serene


 

 

 

LA GIOSTRA

Roberto Perin
 
 
 
Passi lenti
in un parco incantato.
 
Giostra di sentimenti,
cavallucci
di onde innamorate.
 
Graffiti scolpiti
con sorrisi intensi,
neri tunnel
illuminati di emozioni.
 
Giostra di sentimenti,
in un parco incantato,
tra risate di mamme,
sorrisi di bimbi,
in mani strette di nonni,
occhi di mamma
su culle gioiose.
 
Sulla giostra,
occhi incantati,
abbracciati da innamorati.
 
La giostra dei sentimenti.
 
 
 
 

Sir Edward John Poynter – La lettura

 

 

                     

 
 
 
 

  

 


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LA POESIA (E NON SOLO)
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Sir Edward John Poynter – Rietta

 

 

La sfida del Re ai suoi 3 figli – La saggia favola di Osho ed una riflessione   Leave a comment

 
 
 
Un breve raccontino di un maestro del pensiero
ed una piccola riflessione sul messaggio nascosto in esso.
 
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LA SFIDA DEL RE AI SUOI 3 FIGLI
 
 Osho
 
 
 

 

 

 

Un grande re aveva tre figli, e voleva sceglierne uno come erede.
 
Era in difficoltà , perché tutti e tre erano molto intelligenti, molto coraggiosi.

Chi scegliere? Si rivolse dunque a un saggio, che gli suggerì un'idea!

Il re tornò a palazzo e convocò i tre figli.
 
Diede a ciascuno di loro una borsa contenente dei semi, e disse loro che sarebbe partito per un pellegrinaggio: “Starò via qualche anno: uno, due, tre, forse di più. E per voi questa sarà una prova: quando torno, mi dovrete ridare questi semi. E chi di voi li proteggerà meglio, sarà il mio erede!”
 
Poi partì per il pellegrinaggio.

Il primo figlio pensò: “Cosa dovrei fare con questi semi?”

E convinto di fare la cosa migliore, per proteggerli meglio da qualsiasi cosa, li chiuse in uno scrigno di ferro, in modo da poterli rendere intatti al ritorno del padre.
 

Il secondo pensò: “Se li rinchiudo come ha fatto mio fratello, moriranno. E un seme morto non è affatto un seme. Mio padre potrebbe obiettare: “Io ti ho dato dei semi vivi, che potevano crescere, mentre questi sono morti:ora non potranno più crescere” Per cui andò al mercato e li vendette, e conservò il denaro, pensando: “Quando mio padre tornerà, andrò al mercato, comprerò nuovi semi e gliene ridarò di migliori.”



Ma fu il terzo a fare la cosa migliore. Andò in giardino e li seminò.

 

 

 

 

 

 

 

Tre anni dopo, quando il padre tornò, il primo figlio aprì lo scrigno. Quei semi erano tutti morti, puzzavano, e il padre disse: “Cosa? Sono forse questi i semi che ti ho dato? Avevano la possibilità di fiorire e donare una fragranza squisita, mentre questi puzzano; no, questi non sono i miei semi!”

Andò dal secondo figlio che si precipitò al mercato, comprò semi nuovi e tornò a casa, dicendo: “Ecco i tuoi semi!.” E il padre commentò: “La tua idea è migliore di quella di tuo fratello, ma non sei ancora abile come io vorrei che fossi!”

Quando andò dal terzo, il padre sperava e trepidava al pensiero di ciò che aveva potuto fare. E il terzo figlio lo condusse in giardino dove erano spuntate milioni di piante, e milioni di fiori. Il figlio disse: “Questi sono i semi che mi hai dato. Non appena le piante saranno adulte, li raccoglierò e te li restituirò. Adesso stanno ancora crescendo!

Il re disse: “Tu sei il mio erede. Ecco come ci si deve comportare con i semi!” .

 

 

 

 

UNA PICCOLA RIFLESSIONE

 

Il seme non è mai in pericolo. Che pericolo potrà mai esserci per il seme? E' assolutamente protetto dalla natura.

Viceversa, la pianta è sempre in pericolo, perché è delicata e soggetta alle intemperie, alle malattie.

Il seme è simile a una pietra, è duro, è nascosto all'interno di una scorza.

Viceversa la pianta deve superare mille rischi mille prove per arrivare a fiorire.

E non tutte le piante ce la faranno!

Questo vale anche noi.

Solo se, uscendo dal nostro guscio,
sapremo usare le nostre qualità, le nostre capacità e sapremo combattere contro le avversità…
avremo la posssibilità di raggiungere la nostra meta…

 

 

 

 

 

 

Questa mia però è solo una delle tante riflessioni possibili ricavabili da questo racconto in quanto ce ne sono altre più… esoteriche… ma ho preferito rimanere nell'alveo della natura…

Ciascuno quindi potrà ricavarne il messaggio che vorrà…

 

 

 

 

 

 

RACCONTO DAL WEB – RIELABORAZ. IMPAGIN. E COMMENTO T.K.

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN





LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata

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Il Pinocchio… opera teatrale di Carmelo Bene… in versione integrale   Leave a comment



 Torniamo a proporre, in video,

uno spettacolo integrale

tutto da gustare…


 

 

 


 Il Pinocchio di Carmelo Bene

è tra le opere teatrali più riuscite

di quel genio.. scatenato.

 

 

 

 


Questa rappresentazione,

ripresa da RaiDue Palcoscenico,

è del 1998

ma ci sono state ben 3 versioni precedenti.

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In esso trionfa tutto il suo fantastico, favoloso

 ed oserei dire.. lunare.. immaginario

 

 

 

 

 

 

Prevale nella recitazione certo la sua geniale e suggestiva vocalità

ma lo spettacolo è super godibile anche

per l'esplosione caricaturale ed illusionistica

nonché per la notevole bravura degli altri interpreti


Non è da meno poi l'accompagnamento musicale.




 

 


Da non perdere in particolare

la gara di fandonie tra Pinocchio e Geppetto.

 

 

 

 

Si apra il sipario e… buona visione

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan





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LA POESIA E LA CULTURA
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Rubens – Breve ricordo del grande pittore fiammingo del ‘600 con alcune sue opere   Leave a comment


Autoritratto al Circolo con gli amici



Breve ricordo del grandissimo Pittore fiammingo del ‘600

soprattutto con un accenno alla sua duplice personalità,

religiosissima in privato ed erotica nell’arte,

e poi ad uno dei temi da lui amati,  i Satiri.


Infine una poesia della poetessa Premio Nobel, Wislawa Szymborska,

dedicata alle mitiche e formose donne dei suoi dipinti.


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Rubens – Il giardino dell’amore

 

 

RUBENS
I SATIRI… E LA PITTURA SENSUALE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Sir Pieter Paul Rubens
(Siegen 28 giugno 1577 – Anversa 30 maggio 1640)

 
 
 
Rubens è certamente tra i massimi pittori fiamminghi del XVII secolo…
 
La sua pittura è definita di genere barocco francese e nord europeo.
 
Desidero però parlare qui soprattutto di un bel contrasto, alquanto eclatante, che si manifestò soprattutto nelle opere della sua maturità.
 
 
 
 

RubensBorea rapisce Orizia

 
 
 
Mi riferisco al contrasto tra
– il personaggio morigerato, compassato, ossequioso verso la religione (andava a messa tutti i giorni) studioso delle opere classiche e dalla vita matrimoniale assolutamente felice e senza intoppi
e
– l’artista che è stato capace di creare opere di una sensualità unica in cui il fuoco dell’erotismo e la tempesta dei sensi sono in modo evidente assolutamente sovrani.
 
 
 
 

Rubens – Il ratto delle figlie di Leucippo

 
 
 
Molte delle sue opere hanno fatto parlare perfino di Sindrome di Rubens per la loro, presunta per alcuni e certa per altri, capacità di scatenare impulsi erotici in chi le osserva.

 
 
 

Rubens – Venere allo specchio

 
 
 
Ricordiamo che i temi classici e mitologici erano per gli artisti il migliore e però forse anche l’unico modo per superare i limiti espressivi imposti dalle severe leggi censorie del tempo e dar così libero sfogo al loro estro.
 
In particolare Rubens scelse per far questo soprattutto il tema dei Satiri e Sileni.
 
Il Satiro è il compagno di Pan e Dioniso abitante dei boschi ed impersonifica la fertilità e la forza vitale della natura mentre i Sileni sono anche loro divinità dei boschi, presenti nella mitologia greca, ma caratterizzate dal carattere selvaggio e lascivo.
 
 
 
 

Rubens – Ninfe e Satiri  1635

 
 
 
Tuttavia la sensualità delle sue opere non emana solo da dipinti con immagini esplicite ma spesso in modo chiaro e forte  anche in quelle in cui non appaiono per quel che esse lasciano invece immaginare.
 
 
Si pensi infatti ad esempio a quest’opera che ha molti ammiratori e che fa molto parlar di sé.

 
 
 
 
 
Rubens – Il satiro e la fanciulla – Collez. Principe del Liechtenstein
 
 
 
 
In questo dipinto, anche se non appare nulla di sensuale in modo esplicito, tuttavia appare evidente che per l’ingenua giovinetta il destino pare ormai tracciato, e certo nessun padre gradirebbe un genero di tal fatta.
 
 
Infatti se esaminiamo con attenzione notiamo:
 
– lo sguardo sì simpatico ma davvero inequivocabile del satiro
– il sorriso mefistofelico da brividi
– il suo corpo nudo benché accostato al cesto “caravaggesco” che pur cerca di attutire un po’ la forza di queste impressioni
 
– la scena poi parla… da sola…
 
 
Ci sono poi diverse altre sue opere in cui il tema dei Satiri è affrontato in modo quasi prepotente come ad esempio la seguente.

 
 
 
 

Rubens – Due Satiri



In realtà le rotondissime forme dei suoi personaggi non riguardavano solo le donne… come ad esempio il dipinto qui giù.



 

Gesù e Giovanni Battista bambini con 2 angeli

 

 

Prima di esporre una mia conclusione mi fa piacere riportare una bella poesia della poetessa Premio Nobel Wislawa Szymborska dedicata proprio alle sue donne…
 
 
 
 
LE DONNE DI RUBENS
 
 
Ercolesse, fauna femminile,
nude come il fragore di botti.
Fanno il nido in letti calpestati,
nel sonno la bocca si apre al chicchirichì.
Le pupille rovesciate all’indietro
Penetrano dentro le ghiandole
da cui i lieviti stillano nel sangue.
 
Figlie del barocco, l’impasto si gonfia,
vaporano i bagni, s’arrossano i vini,
nel cielo galoppano porcelli di nuvole,
le trombe nitriscono l’allarme carnale.
 
O cucurbitose, o esorbitanti,
e raddoppiate dal cader dei veli
e triplicate dalla violenza della posa,
grasse pietanze d’amore!
 
Le loro magre sorelle si alzarono presto,
prima che nel quadro facesse giorno.
E nessuno le vide incamminarsi in fila
dal lato non dipinto della tela.
 
Esiliate dello stile. Costole contate,
mani e piedi d’uccello.
Provano a volare sulle scapole sporgenti.
 
Il Duecento gli avrebbe dato un fondo d’oro.
Il Novecento – uno schermo d’argento.
Ma il Seicento non ha nulla per chi è piatto.
 
Giacché perfino il cielo è convesso
convessi gli angeli e convesso il dio ―
Febo baffuto che su un destriero
sudato irrompe nell’alcova ribollente.
 
 

 



Rubens – Le tre Grazie – 1635

 
 
 
Concludo con un accenno ad un altro aspetto della pittura di Rubens la modernità…
 
A mio parere non tanto per la tecnica ma per gli atteggiamenti, i movimenti, la plasticità dei corpi, la naturalezza e la forza delle espressioni davvero sorprendenti dei soggetti dipinti, Rubens anticipa movimenti artistici che si affermarono solo nei secoli successivi.
 
 
 
 

Rubens – Venus frigida

 

 

F I N E

 
 

Categoria “Arte” del blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
Copyright Tony Kospan



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IL GRUPPO DEGLI AMANTI DELL’ARTE (SU FB)



 
 
 

Rubens – I 4 Continenti


 
 

Peter Carl Fabergé.. il grande orafo russo creatore delle mitiche.. uova matrioska d’oro – Storia.. immagini e video   Leave a comment

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Questa la storia del creatore delle mitiche 
UOVA MATRIOSKA D’ORO,
vere e proprie opere d’arte che uniscono fantasia,
bellezza della lavorazione e… pietre preziose…
e di cui ci sono pochissimi esemplari al mondo.

 
 
 
 

 
 

Google ricordò alla grande, il 30 maggio di qualche anno fa,
l’anniversario di questo grandissimo orafo d’arte russo.

Fu così che volli conoscer lui e le sue favolose lavorazioni.

 
 
 
 
(San Pietroburgo 30 maggio 1846 – Losanna il 24 settembre 1920)
 
 
 
 
 
BREVE STORIA DI FABERGE’
E DELLE SUE UOVA
 
 

Fabergé operava da orafo a San Pietroburgo 
e la bellezza dei suoi gioielli, vere opere d’arte,
finì per suscitare l’interesse dello Zar
che nel 1887 gli chiese di creare
un uovo di Pasqua d’oro con… sorpresa.
 
 
 
 
 
 
 
 
Il risultato fu così affascinante che da allora ogni anno,
fino alla rivoluzione d’ottobre, lo zar gli commissionò
2 uova all’anno.
 
 
La lavorazione era così complessa e minuziosa
che per ciascun uovo necessitava moltissimo tempo.

 
 
 
 
 
 
 
 
Inutile dire che la sua gioielleria divenne
la più famosa di Russia… e che i suoi gioielli
vinsero premi internazionali
 
 
Con la rivoluzione sovietica, però,
fu costretto a fuggire all’estero con il figlio Eugéne.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Visse in diversi paesi europei
ma alla fine si stabilì col figlio in Svizzera,

a Losanna, dove morì…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA NASCITA DELLE MITICHE UOVA
 
 

Ma ecco come iniziò, in particolare,
la bella storia delle Uova Matrioska d’oro…

 
 
 
 
Il primo uovo matrioska
 
 
 
 
 

Il primo uovo conteneva un tuorlo tutto d’oro,
contenente a sua volta una gallinella d’oro e smalti,
con gli occhi di pietre rubino che racchiudeva
a sua volta
una copia in miniatura
della corona imperiale russa,
che ancora a sua volta aveva al suo interno
un piccolo uovo di rubino.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
ALCUNE TRA LE UOVA PIU’ BELLE

 
 
Vediamone ora altre che, son certo,
ammirerete anche voi.

 
 
 
 





 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 








L’uovo recentemente ritrovato
 
 
 
 
 
LE UOVA IN VIDEO

 
 
Infine ecco un video che ci mostra
queste ed altre preziosissime…
rarissime… fantastiche ed artistiche uova.

 
 
 
 

 
 
 
 
 
 
 

Ciao a tutti da Tony Kospan




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Felice notte con la bella minipoesia.. “Ah se il ricordo tuo di me” di J. R. Jimenez   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
AH SE IL RICORDO TUO DI ME
Juan Ramòn Jiménez
 
 
Ah, se il ricordo tuo di me,
fosse questo cielo azzurro di maggio,
tutto pieno delle stelle pure dei miei gesti!

Dei miei gesti uguali, come quelle;
tutti puri, limpidi, buoni, tranquilli
come le stelle!

– Sotto, il tuo sorriso nei sogni,
sogni dei tuoi ricordi della vita mia! -.
 
 
 
 
 
 

Magritte – Ricordo

 

 

 

 
 
 
 

 

 

 

POESIA E CULTURA VARIA
NELLA PAGINA

 

 

 




La giostra della memoria -Enrico Ruggeri

Claude Theberge 

 

 

Buona settimana in poesia.. “Camminando” R. Perin – arte Fragonard – canzone “Pazzo di lei”   Leave a comment

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Fragonard

 

 

 

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Nel primo bacio d’amore rivive il paradiso terrestre.
Lord Byron
 
 
 

 
 
 
Fragonard – La lettera d'amore
 
 
 
 
CAMMINANDO

~ Roberto Perin ~

 

Camminando nei tuoi pensieri
ho incontrato riflessi
di sole ridenti.
Ho parlato con nuvole tristi,
arcobaleni radiosi.
I miei passi hanno
sfiorato sassi di cuore,
perle scappate dalla
loro prigione
per cavalcare l’onda
della libertà.
Ho visto un fiore
che dipingeva sorrisi,
imbottigliava profumi
di pelle innamorata.
Camminando nei tuoi pensieri
ho incontrato vecchi
ricordi di fanciulla,
legati con fiocchi rosa,
profumati di verginità.
Dolci ricordi di mani
fra i capelli,
note di una ninna nanna
intonata da voci sicure.
Ho visto un cappello,
con una tesa seria ma orgogliosa.
Balocchi che giocavano
con una bimba felice.
Ho visto della cenere di spine
bruciate sul rogo della libertà,
racchiuse dai muri dei ricordi,
in celle buie e segrete.
Ho visto un cielo di bolle
colorate di giallo grano,
di verde cespuglio,
di rosso papavero.
Ho visto uno spazio
libero per l’amore.
Ho visto te.
 
 
 
 

Fragonard – La bella lettera

 
 
 
 

 

 

 




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Fragonard – La bella lettrice



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