Il 30 aprile 1986 l’Italia entrava nell’era di Internet nel più assoluto silenzio – La storia in breve di quel fatidico momento…   Leave a comment




Una storia che ci riguarda da… vicino






LA STORIA DELLA NASCITA DI INTERNET IN ITALIA
Tony Kospan


Nasceva in Italia 31 anni fa Internet,
però ciò accadeva in totale silenzio
 anche a causa dell’effetto mediatico
del tremendo disastro di Chernobyl di quei giorni.






Era il 30 aprile del 1986
quando partì il segnale da un Istituto del CNR di Pisa, il CNUCE,
che passando per un cavo telefonico dell’allora SIP
e poi per la stazione di Italcable di Frascati
giunse al centro Telespazio di Fucino (Abruzzo) da dove fu “sparato”
verso il satellite INTELSAT IV
e da qui dirottato alla stazione satellitare di Roaring Creek in Pennsylvania.






Da noi, come dicevo su, non se ne accorse proprio nessuno
eppure in quel momento l’Italia
si poneva ai primi posti nel mondo in questo campo.

Fu in verità emesso anche un Comunicato Ufficiale qualche giorno dopo
che però non fu preso in gran considerazione da nessun giornale.



Luciano Lenzini con al suo fianco, a sinistra, Bob Kahn e Vinton Cerf «padri» di Internet



In verità nemmeno gli autori dell’evento ne capirono l’enorme portata
dato che non fecero né una foto né un brindisi
in quanto il direttore del CNUCE, Stefano Trumpy
(noto per il lancio del primo satellite italiano SIRIO)
non era quel giorno in ufficio
e Luciano Lenzini, vero mago delle reti,
che era poi quello che più si era impegnato per la realizzazione
era sì in ufficio ma impegnato per altre cose.






In verità il tutto nasce qualche mese prima
dal regalo di un “Computerone” il Butterfly Gateway fattoci dagli americani
per consentirci di unirci alla rete creata dalle Università americane
per scambiarsi dati… informazioni etc. utilizzando un protocollo
progettato da Vint Cerf e Bob Kahn nel 1973
che poi in breve avrebbe collegato tutto il mondo
e che oggi conosciamo come INTERNET.






Quel regalo però non fu casuale
ma nacque da una richiesta del Lenzini agli americani
in quanto lui… mago delle reti.. in viaggio a Boston
fu “folgorato” dalla constatazione
che quel sistema di connessione delle Università USA
funzionasse bene indipendentemente dai mezzi e dalla rete utilizzati.







Dunque quel giorno alle 6 del pomeriggio Antonio Blasco Bonito
il mago dei computer che aveva preso in consegna il “computerone”
scrisse “PING” e una persona dall’America rispose “OK
qualche secondo dopo.









L’Italia entrava così nell’era di Internet…
che oggi vede connessi nel mondo 3 miliardi di persone
tra cui… noi stessi.


Tony Kospan






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