Archivio per 27 aprile 2017

Felice notte con la bella minipoesia “Canto” di Olav H. Hauge   Leave a comment

 

 

 

 

 

 
C A N T O


Olav H. Hauge
 
 
 

Canto

cammina adagio sul mio cuore,

cammina adagio come erica sull’acquitrino,

come uccello su ghiaccio vecchio d’una notte.

Se spezzi la crosta del dolore

annegherai,

canto.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

LA TUA PAGINA DI SOGNO OLTRE IL SOGNO

 

 

 

 Courbet – Uomo disperato


 

Buona serata in poesia “Cosa avvenne?” di J. Donne – arte.. Emile Vernon – canzone “Il cielo in una stanza”   1 comment


 
 
 
 
Emile Vernon
 
 
 
 
 
 
 L'immagine può contenere: sMS
 
 

 



Il sogno è il teatro dove il sognatore è allo stesso tempo

la scena, l'attore, il suggeritore, il direttore di scena,

il manager, l'autore, il pubblico e il critico.

Carl Gustav Jung

 

 

 

Emile Vernon – Giovane donna con cucciolo birichino

 

 

COSA AVVENNE?
John Donne
 
 
Cosa avvenne del mio cuore quando
la prima volta ti vidi?
Portavo un cuore entrando nella stanza,
ma uscendo più non l'avevo…
L'amore, ahimè,
al primo soffio l'aveva infranto come vetro.
Così come gli specchi infranti
mostrano centinaia di piccoli volti,
così i frammenti del mio cuore
possono scegliere, desiderare, adorare,
ma dopo un tale amore
non posso più amare.
 
 
 
 
 
Emile Vernon
 
 
 
 
 

 
 

 

L'immagine può contenere: persone sedute, tabella, acqua e spazio all'aperto

 

 

 
 
 

PER CHI AMA COLORARE LE SUE ORE

 
 
 

Emile Vernon

 
 

La forchetta – Un bel raccontino morale che ci dona una speranza…   Leave a comment

 

 

 
UN SEMPLICISSIMO… MA NEL CONTEMPO…
SIMPATICISSIMO RACCONTO MORALE
 
 
 
 

 

 

 

LA FORCHETTA


 

Una giovane donna ha appena saputo di avere una malattia terribile

e che le restano solo tre mesi di vita.


Chiama il parroco per le sue ultime volontà.

Sceglie gli abiti che indosserà, la musica, le parole e le canzoni.


 Quando il parroco sta  per andarsene lo trattiene per un braccio.


– “C’è un’altra cosa …”


– “Dica”
– “Questo è importante. Voglio che mi s
i sotterrino con una forchetta nella mano destra!” 

Il parroco è molto sorpreso…


– “La cosa la meraviglia, vero?”


– “Per essere sincero sono piuttosto perplesso dalla sua richiesta”


– “Dunque! Mia nonna mi ha raccontato questa storia

ed io ho sempre provato a trasmettere questo messaggio a tutti quelli che amo ed hanno bisogno di incoraggiamento. 


” In tutti i miei anni di partecipazione ad eventi sociali e pranzi

ricordo che sempre c’era qualcuno che piegandosi verso di me diceva – tenga la sua forchetta! –

ed era il momento che preferivo perché sapevo che qualcosa di meglio sarebbe arrivato,

come una torta, una mousse al cioccolato od una torta di mele.


 

 



 

Qualcosa di meraviglioso e di sostanza.”

Quando la gente mi vedrà nella cassa da morto con una forchetta nella mano, voglio che si chiedano:

– Perché quella forchetta? – ed allora lei potrà rispondere:

– Tenete sempre la vostra forchetta perché il meglio deve ancora arrivare! -”

Il parroco, con le lacrime agli occhi, stringe forte la giovane donna per darle l’arrivederci.

Sa che non la rivedrà mai più viva.

E sa che quella donna aveva un’idea del paradiso molto migliore sia della sua che di tanta altra gente.

Lei SAPEVA che qualcosa di meglio sarebbe successo.


Ai funerali la gente sfilava davanti alla cassa della giovane donna

e vedevano sia il suo bel vestito che la forchetta nella mano destra.


Tutt’a un tratto il parroco sentì l’attesa domanda:


– “Perché la forchetta?” e sorrise.


Durante la predica, il parroco raccontò la conversazione avuta con la giovane donna alla vigilia della sua morte

e raccontò loro la storia della forchetta dicendo che non riusciva a smettere di pensarci

e che da allora in poi anche loro, ogni volta che avessero avuto nella mano una forchetta,

avrebbero dovuto permetterle di ricordar loro che il meglio doveva ancora avvenire.


 


 

 



TESTO DAL WEB – IMPAG. T.K.

 

 


SPERIAMO CHE DAVVERO…
IL MEGLIO CI SARA' RISERVATO
DOPO LA NOSTRA… DIPARTITA…


CIAO DA TONY KOSPAN

 

  





LA TUA PAGINA DI… SOGNO?


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UN SEMPLICISSIMO… MA NEL CONTEMPO…
SIMPATICISSIMO RACCONTO MORALE
 
 
 
 

 

 

 

LA FORCHETTA


 

Una giovane donna ha appena saputo di avere una malattia terribile

e che le restano solo tre mesi di vita.


Chiama il parroco per le sue ultime volontà.

Sceglie gli abiti che indosserà, la musica, le parole e le canzoni.


 Quando il parroco sta  per andarsene lo trattiene per un braccio.


– “C’è un’altra cosa …”


– “Dica”
– “Questo è importante. Voglio che mi s
i sotterrino con una forchetta nella mano destra!” 

Il parroco è molto sorpreso…


– “La cosa la meraviglia, vero?”


– “Per essere sincero sono piuttosto perplesso dalla sua richiesta”


– “Dunque! Mia nonna mi ha raccontato questa storia

ed io ho sempre provato a trasmettere questo messaggio a tutti quelli che amo ed hanno bisogno di incoraggiamento. 


” In tutti i miei anni di partecipazione ad eventi sociali e pranzi

ricordo che sempre c’era qualcuno che piegandosi verso di me diceva – tenga la sua forchetta! –

ed era il momento che preferivo perché sapevo che qualcosa di meglio sarebbe arrivato,

come una torta, una mousse al cioccolato od una torta di mele.


 

 

L'immagine può contenere: cibo



 

Qualcosa di meraviglioso e di sostanza.”

Quando la gente mi vedrà nella cassa da morto con una forchetta nella mano, voglio che si chiedano:

– Perché quella forchetta? – ed allora lei potrà rispondere:

– Tenete sempre la vostra forchetta perché il meglio deve ancora arrivare! -”

Il parroco, con le lacrime agli occhi, stringe forte la giovane donna per darle l’arrivederci.

Sa che non la rivedrà mai più viva.

E sa che quella donna aveva un’idea del paradiso molto migliore sia della sua che di tanta altra gente.

Lei SAPEVA che qualcosa di meglio sarebbe successo.


Ai funerali la gente sfilava davanti alla cassa della giovane donna

e vedevano sia il suo bel vestito che la forchetta nella mano destra.


Tutt’a un tratto il parroco sentì l’attesa domanda:


– “Perché la forchetta?” e sorrise.


Durante la predica, il parroco raccontò la conversazione avuta con la giovane donna alla vigilia della sua morte

e raccontò loro la storia della forchetta dicendo che non riusciva a smettere di pensarci

e che da allora in poi anche loro, ogni volta che avessero avuto nella mano una forchetta,

avrebbero dovuto permetterle di ricordar loro che il meglio doveva ancora avvenire.


 


 

 



TESTO DAL WEB – IMPAG. T.K.

 

 


SPERIAMO CHE DAVVERO…
IL MEGLIO CI SARA’ RISERVATO
DOPO LA NOSTRA… DIPARTITA…


CIAO DA TONY KOSPAN

 

  





LA TUA PAGINA DI… SOGNO?


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Nessun testo alternativo automatico disponibile.





 

Lalibela.. Gerusalemme d’Etiopia – Storia ed immagini dell’incredibile città del XII Sec. con le chiese scavate nella roccia   1 comment

 
 






Lalibela è una piccola città dell’ Etiopia
situata a 2700 mt di altezza nota perché è
uno dei luoghi sacri più sorprendenti del mondo.
 
Visitiamola e conosciamola almeno virtualmente


 
 
 
 

 

 

 

LALIBELA


IL SORPRENDENTE… MEDIEVALE…


CENTRO RELIGIOSO ETIOPE

 

 

Perché sorprendente?

Perché la cittadina dell’Etiopia presenta undici chiese rupestri non costruite bensì scolpite interamente da un unico blocco di granito ed il cui tetto è situato al livello del suolo.

 

 

 

 
 
 


LA STORIA




La cittadina anticamente si chiamava Roha.
 
Cambiò il nome nel 12 ° secolo quando il Re Lalibela volle che si scolpissero queste chiese straordinarie e pertanto la città prese il nome di chi volle creare queste incredibili architetture.
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Narra la leggenda che il Re, da bambino, andò in coma per un tentativo di avvelenamento per cui una volta salvatosi decise di creare un grande complesso religioso.
 
Il Re però non volle copiare alcun tipo di chiesa precedente bensì creare solo costruzioni completamente diverse dalle altre… assolutamente uniche.
 

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Per realizzare ciascuna chiesa il lavoro consisteva prima nell’isolare un enorme pezzo di roccia, scavandovi tutto intorno, e poi passare ad un enorme lavoro di scalpello e martello per creare e cesellare gli interni.
 
La chiesa più grande è alta 40 mt.
 

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Un’altra leggenda vuole che di notte l’immane lavoro fosse continuato dagli angeli per aiutare gli esausti operai.
 
Una delle chiese contiene un pilastro in cui sono nascosti i segreti ed i progetti di costruzione visibili solo dai sacerdoti.
 

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Il desiderio del Re era anche quello di creare una Nuova Gerusalemme per evitare ai sudditi il lungo pellegrinaggio in Terra Santa e di costruire una nuova Città sacra che potesse competere con la famosa Axum che nasconde o nasconderebbe la vera ed originale Arca dell’Alleanza.
 
Lo stile delle decorazioni è di tipo bizantino.
 
Il risultato come possiamo vedere da queste immagini è stupefacente.

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F I N E




     
STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO
 


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Renato Rascel – Breve ricordo del popolarissimo attore.. cantante e showman dagli anni 50 agli anni 80   Leave a comment

 

 

 


 

 

 

Il mitico piccoletto dello spettacolo italiano

per i giovani d'oggi è forse un illustre sconosciuto

eppure è stato un vero e proprio mito degli anni 50 e 60.


 

 

Torino 27.4.1912 – Roma 2.1.1991

 

 

Nato per caso a Torino dove i suoi genitori,

cantanti di operetta, si trovavano per degli spettacoli,

il padre, romano, ci terrà però poi a farlo battezzare a Roma

per dargli il certificato di… romanità

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Ed in effetti romanissima… ma non solo…

è stata la sua brillante carriera…

che iniziò fin da giovanissimo…

 

 

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Dopo un buona gavetta nell'avanspettacolo prima della guerra…

il successo vero gli arriva solo negli anni 50 grazie al sodalizio artistico

con i mitici autori Garinei e Giovannini.






I suoi successi sono stati tanti ma i principali risultano

 “E' arrivata la bufera“,  “Il corazziere

ed in particolare  Attanasio cavallo vanesio

che diventa anche un film.








Nel 1957 diventa famoso in campo internazionale

per l'interpretazione di Arrivederci Roma

che diventa anche un film “americano”

in cui appare insieme al tenore Mario Lanza e Marisa Allasio.






Nel 1960, in coppia con Dallaravince il Festival di Sanremo



con la canzone
Romantica, da lui musicata.




 





In verità il successo fu dovuto soprattutto


all'interpretazione “urlata” da Dallara
.







L'ultimo suo grande successo è la serie di telefilm per la RAI


I racconti di padre Brown” tratta dai libri di G. K. Chesterton







E' stato, con i suoi tanti show  teatrali e soprattutto televisivi,

uno di quegli artisti amatissimi  che ci hanno accompagnato ed allietato 

per diversi decenni della 2° parte del secolo scorso.


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Qui con il Quartetto Cetra

 

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Mi fa piacere infine ricordarlo

con alcuni suoi aforismi…

ed un video che è un vero cimelio storico.


 

Le verità sono come le medicine:
hanno il sapore cattivo e nessuno le vuole prendere,
però fanno bene.


Il pubblico è come un bambino.
Se gli si lascia un bel giocattolo lo rompe subito.
Bisogna aver pazienza, giocare assieme.




Sono così distratto, ma tanto distratto,
che mi sono dimenticato di crescere
.



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Infine il bel video d'epoca… del…

PICCOLO CORAZZIERE

 

 

 


 

 

 

CIAO DA ORSO TONY…

 

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