Archivio per 21 aprile 2017

Felice notte con la bella minipoesia “Che follia” di David Pierini   Leave a comment

 
 
 
 
 
Philip Leslie Hale – Crimson Rambler 1908
 
 
 
 
CHE FOLLIA
Davide Pierini
 
 
Che follia
 
questa primavera eterna del cuore
 
che solo nei sogni
 
mi dischiude i suoi miracoli.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Buon weekend in poesia “Io penso a te” Goethe – arte R. De Madrazo – canzone “Monja Monja”   Leave a comment

 
 
 
Raimundo Madrazo – Signora con maschera
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Il suono del bacio non è forte come quello di una cannonata,
ma la sua eco dura molto più a lungo.
O. W. Holmes
 
 
 
 
Preparazione al ballo in maschera – Raimundo de Madrazo
 

 

 


IO PENSO A TE

 
Wolfgang Goethe
 
 
Io penso a te quando dal sen del mare
il sole sorge ed i suoi raggi dardeggia;
io penso a te quando al chiaror lunare
l'onda serena biancheggia.
Io penso a te quando sale la polvere
lungo il lontano sentiero
e nella notte oscura, quando al passegger
sul ponte il cuore balza di paura.
Quando l'onda s'innalza con sordo bisbiglio
posso ascoltare la tua voce;
o nel bosco tranquillo, dove spesso origlio
e ogni cosa è silente in quella luce.
Io ti sono vicino e tu mi sei vicina,
pur sapendo che sei così lontana,
mentre il sole tramonta e sorgon le stelle.
Oh fossi con me, tu più bella fra le belle!

 

 

 

Coppia in maschera – Raimundo de Madrazo
 
 
 
 
 
 
 
 
per tutti… da Orso Tony
 
 
 
 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)

 

 

 
 
 
 
Raimundo de Madrazo



 
 

MATISSE E “LA DANZA” IN 2 VERSIONI E 4 DIPINTI – La storia, le immagini e le analisi.   Leave a comment



Henri Matisse è stato il più grande interprete del fauvismo francese
ed il suo stile, pur evolvendosi verso l'espressionismo ed il quasi astrattismo,
rimase sempre connotato dalla vivacità ed intensità del colore.

Qui vi parlerò delle 2 versioni di un suo dipinto famosissimo
LA DANZA
e di altre 2 opere in cui questo dipinto è invece presente come particolare.


MATISSE E… LA DANZA
2 VERSIONI E 4 DIPINTI
La storia, le immagini le analisi
Tony Kospan


(Le Cateau 31.12.1869 – Vence, Nizza 3.11.1954)


Il primo dipinto è quello del 1909 
ed è uno dei dipinti più famosi nella sua linea espressionistica.

L'opera si presenta scarna e cioè con pochissimi dettagli

Mostra 5 corpi nudi danzanti e quasi senza lineamenti che,
uniti in girotondo, esprimono il senso del movimento.





La danza 1909



Essi hanno i piedi su uno sfondo verde (la Terra)
mentre i corpi si stagliano nel blu del cielo.

L'opera è stata vista da molti
come allegoria del movimento della vita umana
e come simbolo della necessità
di essere insieme e di aiutarsi reciprocamente.






Il secondo, dell'anno successivo, è considerato dai critici
quello della maturazione pittorica
(ma alla prima mostra non fu apprezzato).

In questa seconda opera notiamo che i corpi
presentano un colore rosso acceso e più carichi 
appaiono anche il blu del cielo ed il verde del terreno.



La danza 1910




Ma ecco le parole di Matisse su questo secondo dipinto:
«
Il primo elemento della costruzione fu il ritmo,
il secondo una vasta superficie blu scuro
(
allusione al cielo mediterraneo nel mese di agosto);
il terzo un verde scuro (il verde dei pini mediterranei).
Partendo da questi elementi,
i personaggi non potevano che essere rossi,
per ottenere un accordo luminoso




Natura morta con La danza



Ma oltre a  questi 2 dipinti ce ne sono altri 2
che hanno per tema la Danza
anche se associata a nature morte.

Sono quindi “un quadro nel quadro” o,
come suol dirsi, il pittore crea “arte nell'arte“.

E' evidente il gioco di Matisse e la sua predilezione per il tema.

Il primo, “Natura morta con La danza“, è del 1909
e cioè dello stesso anno della sua prima opera
che appare sullo sfondo del tavolo ed accanto alla finestra.




La Danza con i Nasturzi



Il secondo “La Danza con i Nasturzi
è anch'esso un “dipinto nel dipinto“.



La Danza con i Nasturzi (particolare)




Mostra un vaso di fiori sopra un tavolino di legno a tre piedi
e sullo sfondo anche qui un particolare della Danza.







Tony Kospan


FINE


MARRONE CHIARO
IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E



Un hotel tutto immerso nella natura? Ecco l’incredibile hotel cileno Magic Mountain   Leave a comment

 

 

Non potevo non mostrarvi questo incredibile albergo…

che possiamo definire contemporaneamente

hotel naturale (è tutto di legno) ed hotel nella natura

 

 

 

 

 


L'hotel “Magic Mountain”

si trova all'interno della riserva naturale di Huilo-Huilo, in Cile,

nel bel mezzo della Patagonia,

e consente una immersione completa nella natura circostante.

.

 

 

 .

E' stato realizzato interamente in legno

dagli artigiani del luogo ed è a forma di montagna.


L'hotel propone quindi un nuovo stile

di integrazione perfetta con la natura

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagini e testo da Matteo Rubboli – Google+

 

 

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LA PIETRA DELLO SCANDALO – Ecco l’antica e sorprendente origine di questa diffusissima espressione   1 comment




Spesso usiamo o sentiamo l'espressione
PIETRA DELLO SCANDALO
 ma perché, da cosa nasce e cosa c'entra la pietra?








Nell’antica Roma, i debitori insolventi ed i falliti
dovevano subire una forte e pubblica umiliazione.

Questa pratica, con valore legale, era così chiamata:
labonorum cessio culo nudo super lapidem
(cessione delle proprietà con sedere nudo sopra la pietra).








Essa consisteva nel fatto che, davanti a tutti,
per 3 volte l'interessato doveva gridare “cedo bona”,
ossia “cedo le mie proprietà”,
mentre si sedeva con violenza, e con le vesti alzate,
sulla pietra, che a Roma era davanti al Campidoglio,
con su scolpito un leone
di fronte ad una folla che lo scherniva….








L'origine di questa espressione, ancor oggi molto in uso,
è quindi questa esposizione al pubblico ludibrio
in forma altamente sconveniente ed alquanto ridicola.

Ciò fatto i creditori però
non potevano più rivalersi sul debitore
se non sui beni ceduti.








Eppure l'esser costretti a questa forte pubblica umliazione
era in realtà un notevole miglioramento, voluto da Cesare,
rispetto alla situazione precedente che consentiva
ai creditori di uccidere o ridurre in schiavitù i debitori.

Questa usanza si diffuse in tutto in tutti i territori governati da Roma 
e durò molto a lungo… anche dopo la fine dell'Impero.

Da essa poi sembra anche che sia nata l'altra espressione,
anch'essa diffusissima e popolare, “che culo
in riferimento ad un grosso colpo di fortuna.



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