TOTO’ – Breve ricordo di un artista mitico anche con una poesia.. una canzone.. delle battute ed una scena cult   Leave a comment

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Non basterebbero forse 10 post per ricordare
cosa Totò ha significato nel ‘900 per la storia del teatro,
del cinema, della cultura, della canzone e della tv.







Per questo, desiderando dedicargli un post
mi limiterò a ricordarlo con una sua poesia…
non la notissima ed inflazionatissima “Livella” ma con
una meno nota e però molto carina
Si fosse n’auciello“,
la sua sofferta canzone Malafemmena,
con alcune sue mitiche fulminanti battute
ed infine con la mitica scena della lettera.




Napoli 15.2.1898 – Roma 15.4.1967


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LA POESIA


SI FOSSE N’AUCIELLO


Si fosse n’auciello, ogne matina

vurria cantà ‘ncoppa ‘a fenesta toja:

“Bongiorno, ammore mio,bongiorno, ammore!”.

E po’ vurria zumpà ‘ncoppa ‘e capille

e chiano chiano, comme a na carezza,

cu stu beccuccio accussi piccerillo,

mme te mangiasse ‘e vase a pezzechillo *

si fosse nu canario o nu cardillo.


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Per coloro che non conoscono la lingua napoletana

eccola in una mia modesta traduzione


 

SE FOSSI UN UCCELLO


Se fossi un uccello, ogni mattina

vorrei cantare sulla finestra tua:

“Buongiorno, amore mio, buongiorno, amore!”.

E poi vorrei  saltare sui tuoi capelli

e piano piano, … come una carezza,

con questo beccuccio così piccolino,

ti mangerei di baci a… pizzichillo *

se fossi un canarino od un cardellino.


* (intraducibile… a parer mio… ma per render l’idea… si tratta di bacetti a mò di pizzicotti o di morsetti come il beccar di un uccello).




LA CANZONE






ALCUNE MITICHE BATTUTE


Ora ecco una mini selezione di sue mitiche battute
che possono, talvolta,
anche apparire divertenti aforismi.


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A volte anche un cretino ha un’idea.

Voglio morire, mi voglio ammazzare, suicidatemi.

Lei è un cretino, s’informi.

I parenti sono come le scarpe: più sono stretti e più ti fanno male.

L’acne giovanile si cura con la vecchiaia.

Questa è la civiltà: hai tutto quello che vuoi quando non ti serve.

In carcere, con rispetto parlando, stavo tra persone perbene.

Cavaliere, nessuno vuole farla fesso, non ce n’è bisogno.

Gli avvocati difendono i ladri. Sai com’è… tra colleghi…

Nel dolore un orbo è avvantaggiato, piange con un occhio solo.

Ognuno ha la faccia che ha, ma qualche volta si esagera.






Sono bello, piaciucchio, ho il mio sex appello.

Non so leggere, ma intuisco.

Lei puzza con la “p” maiuscola.

Il coraggio ce l’ho. E’ la paura che mi frega.

Era un uomo così antipatico che dopo la sua morte i parenti chiedevano il bis.

E’ incredibile come un bipede di genere femminile possa ridurre un uomo.

Devo andare a un funerale di un morto.

La sua vita si svolge fra casa e chiesa… E va be’, ma nel tragitto cosa succede?

E’ la somma che fa il totale.

Conobbi Miss Angoscia che aveva due belle angosce. Che angosce, che angosce!

La donna è mobile e io mi sento un mobiliere.

L’uomo discende dalla scimmia, io no… sono raccomandato…



 





LA MITICA SCENA DELLA LETTERA






CIAO DA TONY KOSPAN




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