Archivio per 27 marzo 2017

Felice notte con la bella minipoesia “Il caffè” di Leonard Cohen   Leave a comment

 
 
 
 

 

 

 

IL CAFFE’

Leonard Cohen

 

La bellezza del mio tavolino.

Il ripiano di marmo incrinato.
 

 

Una ragazza dagli occhi marroni

dieci tavoli più in là.

 

Vieni con me.

Voglio parlare.

 

 

 

E. Hopper

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA TUA PAGINA DI SOGNO

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Buona serata in poesia.. “In pena” di P. Eluard – arte.. Emile Friant – canzone “Sognami”   1 comment

 

 

 

Emile Friant


 
 
 
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  L’Amore immaturo dice:
“Ti amo perché ho bisogno di te”.
L’Amore maturo dice :
“Ho bisogno di te perché ti Amo”
Erich Fromm
 
 
 
 

 

Emile Friant
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
IN PENA
Paul Eluard
 
 
In pena per un cielo infranto
per la pioggia che ci bagnerà
vado pensando alla gioia grande
che se vorremo ci prenderà.
Tra dovere ed inquietudine
esita questa vita rude.
(E’ una molto grande pena
confessarlo, ora)
Qui ogni cosa odora d’erba.
Su tutto il cielo, in cielo,
il volo delle rondini
ci distrae, ci fa pensare…
Io penso una speranza quieta.
 
 
 
 
 
Emile Friant – Innamorati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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Emile Friant – La barchetta
 
 
 

Un’interessante riflessione filosofica di Massimo Cacciari su significato e concetto di… BENE e MALE.   1 comment

 


 

 

 


Un profondo ed originale pensiero filosofico
sui concetti di bene e male
 

 
 
 


 
 

IL BENE E IL MALE
~ Massimo Cacciari ~

 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dice Platone – e qui la sua risposta diventa canonica -: “del male, e quindi del nostro far male, il Dio non può essere ritenuto causa.


Dio è bene, Dio è immutabile, è semplice, è veritiero, ed è causa di tutti i beni. ‘Theòs anàitios’, Dio è innocente”.


Tutta la riflessione teologica successiva si fonda su questo presupposto platonico: Dio deve essere ritenuto innocente dei mali del mondo, del nostro far male; e quindi è per nostra scelta, è per nostra libertà che noi facciamo male.


Noi non siamo determinati dal Divino ad agire male; le nostre imperfezioni le nostre miserie sono frutto e prodotto della nostra libertà.


Dio è innocente, è l’uomo che è causa del male, è l’uomo – secondo il grande mito che Platone narra nella Repubblica – che si sceglie il proprio ‘dàimon’, il proprio carattere, il proprio demone.


Ma non solo nel momento della scelta nella cultura classica greca l’uomo è libero, non solo nel momento supremo – come lo chiama Platone -: il momento supremo in cui io scelgo il mio carattere, il mio ‘dàimon’.


Io sono in qualche modo libero anche durante la mia vita, e la mia libertà, però, coincide nel corso della mia vita con il conoscere; cioè io sono libero nel corso della mia vita di accumulare tutte le conoscenze necessarie perché poi nel momento supremo della decisione io possa essere consapevole del destino che scelgo.


Questo è un tema caratteristico della cultura greca, è la sua dominante – come dire – intellettualistica: la libertà dell’uomo si esplica essenzialmente nella sua volontà di conoscere.


Soltanto qui sta la mia – come dire – possibile salvezza: io posso conoscere il destino, posso conoscere ciò che mi destina.


Solo la conoscenza può salvarmi dal seguire – un’immagine che ricorre in tutta la cultura ellenistica, e anche nella cultura latina, non solo greca – il carro del destino in ceppi come uno schiavo oppresso.


Ciò che sta a me non ha nulla a che vedere con la possibilità di sfuggire il destino; ma ciò che sta a me è essenzialmente la possibilità di conoscere il destino, e dunque di seguirlo volentieri, non come gli schiavi seguono il carro dei vincitori, in catene.


Se la mia libertà consiste nel farmi una ragione dell’unica ragione, dell’unico ‘lògos’ che pervade tutto il cosmo?


Quando io mi son fatto questa ragione che cosa succede del male?


Il male non consiste più, perché tutto è ragione e male e bene non diventano altro che due punti di vista soggettivi: il male non diventa nient’altro che ciò che fa male a me, ma che non riguarda affatto la ragione del tutto; il bene diventa soltanto ciò che fa bene a me, ciò che mi aiuta a vivere, ciò che aiuta il mio benessere, ma non riguarda la ragione del tutto in cui il male e il bene cessano di avere alcun significato, perché ciò che ha significato è nient’altro che il necessario, il ‘lògos’ onnipervadente; male e bene hanno una consistenza veramente soggettiva.


In fondo, se noi rimanessimo fissi a valutazioni di male e di bene, non faremmo altro che dimostrare la nostra mancanza di sapere, perché colui che sa non sa né di male né di bene: sa il necessario.
 
 
 
 


 
 
 
 
Il bene ed il male quindi, secondo la tesi del filosofo veneziano,
non esisterebbero quali realtà a sé stanti
ma solo nella misura in cui sono percepiti da ciascuno.

Cosa ne pensate?

Tony Kospan
 
 
 
 




LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

Foto animata

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LIBRI – Bella e suggestiva poesia di H. Hesse sull’enorme imortanza della lettura   Leave a comment

 

 


  




Le poesie di Hesse son tutte belle
e l’autore… è assolutamente geniale e profondo…
nonché riconosciuto da tutti come tale.

Ma non solo… molte di esse…
ci inducono anche ad interessanti riflessioni…
come questa…


 

 

  

 
 
 
 

LIBRI – H. HESSE – POESIA SUBLIME

 
 
 
 
 
(Calw 2.7.1877 – Montagnola 9.8.1962)
scrittore, poeta, aforista e pittore tedesco
 
 
 


L’importanza della cultura… dei libri…
ovviamente nessuno può scoprirla…
tanto essa è evidente…

Ma Hesse ci vuol dire che la loro importanza
non sta tanto nell’accumulare conoscenze… nozioni…
bensì nella loro capacità… potenzialità…
d’aiutarci a ricercare in noi stessi
la nostra luce… il nostro universo…
la nostra saggezza… la nostra verità…

  

 
 
 

 

 
 
 

L I B R I
 
Hermann Hesse

 
 

Tutti i libri del mondo


non ti danno la felicità,


però in segreto


 ti rinviano a te stesso.

 

 Lì c’è tutto ciò di cui hai bisogno,


 sole stelle luna.


 Perché la luce che cercavi


 vive dentro di te.

 

 La saggezza che hai cercato


 a lungo in biblioteca


 ora brilla in ogni foglio,


 perché adesso è tua.




 

 

 

da La felicità, versi e pensieri

 

 

 

Hesse tra l'altro è stato anche apprezzato pittore

ed ecco allora un suo dipinto pur esso dedicato ai.. libri


 

 

HERMANN HESSE – Sedia con libri (1921)


 

 

 

Penso che possiate condividere questa mia opinione…

sulla poesia…

ma, se vi va, mi farebbe piacere leggere la vostra…

 

 

 

 

 

 

  • Ciao da Orso Tony

 

 

 


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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
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LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA – La riscoperta.. l’analisi del dipinto cult ed il romanzo (poi divenuto un film)   8 comments

 
 
 
 
 
 


Ci sono opere d’arte che ad un certo punto,
per motivi misteriosi, per una loro interna alchimia o per caso,
diventano capolavori universalmente amati…
.
Questo in particolare, che emana a piene mani
emozioni… bellezza e.. mistero,
era però incredibilmente semisconosciuto
fino a circa 20 anni fa.
 
 
 


 
 
 
LA RAGAZZA CON L’ORECCHINO DI PERLA
a cura di Tony Kospan
 
Ora il piccolo dipinto di Vermeer ha la capacità di muovere
vere e proprie moltitudini da tutto il mondo per vederlo
ed è, insieme alla Gioconda di Leonardo ed all’Urlo di Munch,
unanimemente ritenuto uno dei 3 capolavori più noti ed ammirati.

 
 
 
 
 
 

Penso quindi che sia opportuno
– tracciarne la storia dalla creazione fino alla sua riscoperta…
– analizzarlo dal punto di vita artistico
– ed infine parlare del libro e del film che hanno contribuito
a renderlo mitico.
 
 
 
 
 

Jan Vermeer  (Delft 31.10.1632 – Delft 15.12.1675)

 
 
 
 
LA STORIA DEL DIPINTO
 
 
Il piccolo quadro (soli 44,5 x 39 cm.) fu dipinto nel 1665.

.

Dopo la morte dell’autore se ne persero le tracce…
ricomparve solo nel 1881 ad un’asta a L’Aia
dove fu acquistato per soli 2 fiorini e 30 centesimi.

.

L’acquirente, Arnoldus des Tombe, prima della sua morte,
donò il dipinto al Museo olandese dove ancor oggi si trova.

.

Vero la fine dell’800 il dipinto iniziò ad aver
diversi ammiratori nell’ambito dei critici e storici dell’arte
ma nulla più.

 
 
 
La scrittrice americana Tracy Chevalier
 
 
 

E’ solo nel 1995/1996 e dunque solo circa 20 anni fa
che, in una retrospettiva tenutasi nel suddetto museo
e alla National Gallery of Art di Washington,
il dipinto viene “clamorosamente” riscoperto!
.
Il dipinto, prima noto come “Ragazza con il turbante
diventa poi “Ragazza con l’orecchino di perla” a seguito
della pubblicazione, qualche anno dopo, con questo titolo
del libro di Tracy Chevalier.
.
Il libro, che divenne subito un best seller,
ebbe poi, nel 2003, anche una trasposizione cinematografica,
di gran successo e con 3 nomination all’Oscar,
sempre con questo secondo titolo.

 
 
 
 
 
 

BREVE ANALISI DEL DIPINTO
 
 
Nel dipinto si nota chiaramente la padronanza
dell’uso della luce da parte dell’autore.
.
Infatti si possono notare la delicatezza dei toni chiari e scuri
che insieme ai riflessi di luce negli occhi, accanto alle labbra
e dell’orecchino creano un effetto entusiasmante.
 
 
 
 
 
 

La perla dipinta appare inusualmente molto grande,
cosa rara all’epoca dato il loro costo,
per cui molti ritengono sia una perla finta
forse di vetro giunta da Venezia
e poi colorata per farla sembrare vera…
mentre restano sconosciuti i capelli della ragazza
coperti dalla fascia sulla fronte.
.
Ma chi è la ragazza dipinta?

 
 
 
 
 
 

E’ tuttora un mistero… ma secondo uno degli scopritori,
lo scrittore André Malraux, è la figlia di Vermeer, Maria,
mentre per l’autrice del romanzo, Tracy Chevalier,
si tratta della serva della famiglia.
.
Certo è che il suo volto… così intensamente espressivo…
non solo colpisce ma… strega!
.
Per questo attira come una calamita grandi folle di visitatori.

 
 
 
 
 
 

IL ROMANZO
 
 
La scrittrice americana Tracy Chevalier racconta
che fu profondamente colpita da un che di atemporale
ed insieme di moderno che il volto della ragazza emana.
.
Per questo decise di scrivere un romanzo, pubblicato nel 1999,
col quale dava una sua versione sia su chi era la ragazza che
sulla sua relazione col pittore e la sua famiglia.

 
 
 
Scarlett Johansson è la ragazza con l’orecchino di perla nel film
 
 
 

A parer suo c’è nello sguardo e nella bocca socchiusa
una certa aria di intimità tra la modella ed il pittore.
.
Da questi presupposti nasce la storia della serva e del pittore
raccontata nel romanzo “La ragazza con l’orecchino di perla”
che ebbe grande successo al punto di cambiare nome al dipinto.
 
 
 
 

 
 

IL FILM
 
Il film del regista Peter Webber, ispirato al romanzo
della Chevalier, ruota intorno alla vita
del grande pittore olandese ed alla ragazza del quadro
ed ebbe anch’esso grande successo e diversi premi.


 
 
 
 
 
 

DOVE SI TROVA IL DIPINTO
 
Il dipinto, normalmente conservato al Mauritshuis Museum de L’Aia,
è spesso in giro per il mondo e qualche anno fa è stato anche a Bologna.

 
 
 
F I N E


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I N S I E M E
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42 anni fa nasceva la saga di Fantozzi – Ecco la storia ed il video del primo film della mitica serie comica   Leave a comment





Oggi è il 42°anniversario

della nascita del Fantozzi… cinematografico.



L’uscita di quel “FANTOZZI” fu solo il primo

di una lunga serie di clamorosi successi

e l’inizio di un pezzo di storia del Cinema Italiano.








In verità il personaggio, precedentemente solo televisivo,
doveva veder protagonisti Renato Pozzetto o Ugo Tognazzi
nel film programmato con la Rizzoli Film, ma dato che
entrambi erano impegnati si optò per lo stesso Villaggio.








Il film, diretto da Luciano Salce,
segue la trama di 2 libri best seller
scritti da Paolo Villaggio.



Nasceva dunque, quel 27 marzo 1975,

la saga del ragioniere

più sfigato del mondo,

dell’impiegato più sfruttato e maltrattato dai superiori.






Dopo quel film ce ne furono ben altri 9 e nascevano così
anche gli altri mitici personaggi della serie come
la moglie depressa Pina, l’incredibile figlia Mariangela,
il ragionier lunare Filini e la mitica signorina Silvani
(sogno d’amore del ragioniere… non corrisposto).





Il personaggio,
nonostante le evidenti esagerazioni macchiettistiche
è diventato però uno degli emblemi dell’italiano medio
ed è stato riconosciuto da tutti come di grandezza assoluta
nonché capace perfino d’entrare nella lingua italiana
con diverse espressioni diventate d’uso comune.








Ancor oggi dopo 41 anni

è un personaggio amatissimo

ed il film, nel 2008,

è stato inserito tra i 100 film italiani da salvare.



Ricordiamolo ora

attraverso questo raro video tratto

da quel primo film.









Tony Kospan






F I N E





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