Archivio per 26 marzo 2017

Omaggio a Beethoven con la mitica 9° Sinfonia e la grande opera dedicatagli da Klimt   Leave a comment


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E’ forse, o senza forse,
 il più grande compositore musicale di tutti i tempi
e per molti, il suo genio,
va oltre il concetto stesso di musica!

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Bonn 16.12.1770 – Vienna 26.3.1827

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Nell’anniversario della nascita di Beethoven

desidero rendergli omaggio

attraverso una sua mitica musica

associata ad una grande opera di Klimt

tra l’altro creata proprio in suo onore…

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Dunque l’associazione tra arte e musica
in questo caso infatti
non è di fantasia ma è in “re ipsa”.
 
 
 
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete A


 
 
  
IL FREGIO DI BEETHOVEN
 
 

Il Fregio, lungo 24 metri e sviluppato su tre pareti
fu eseguito in occasione della XIX mostra della Secessione
dedicata nel 1902 (e quindi 111 anni fa)
alla grande scultura di Max Klinger raffigurante l’apoteosi di Beethoven.
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Il tema del Fregio è una interpretazione della Nona Sinfonia di Beethoven.
 
 
 
 

Klimt – Fregio di Beethoven – Parete B

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Klimt dipinge direttamente sulla parete 
senza preoccuparsi di cercare materiali duraturi
pensando che l’opera sarebbe stata eliminata
alla fine della manifestazione.
 
Per fortuna, nonostante tutto ciò,
si è potuto conservar bene l’opera.
 
Klimt , che è un amante dei simboli 
qui vuol narrare
la lotta tra bene e male 
 
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Klimt – Fregio di Beethoven – Parete C

 


E la musica?





 


Non può non esser in questo caso che la mitica


9° sinfonia


che possiamo ascoltare in questo bel video

che associa anch’esso i 2 grandi artisti.


 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO DA TONY KOSPAN
 
 
  
 
 

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“Aquarium” di Camille Saint Saens – In questa originale opera la musica classica sposa alla grande.. la natura   Leave a comment


 
 
 
Anche la musica classica ha il suo…
C A R N E V A L E

 
 
 
 





“AQUARIUM”
DAL “CARNEVALE DEGLI ANIMALI”
OPERA DI CAMILLE SAINT SAENS

 
 
 
 
 

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 Il Carnevale degli animali 
è una composizione per due pianoforti e orchestra 
scritta nel 1886.

Sono 14 brani, tutti molto brevi, 
che si riferiscono ciascuno a un animale diverso
e non mancano spunti divertenti.
 
 
L’opera, 
che Saint Saens volle tener segreta fino alla morte,
vuole proprio imitare in musica
i suoni di diversi animali e di un acquario.



 
 
 
CAMILLE SAINT SAENS (1835-1921)
 
 
 
 

Questo autore, dalla musicalità elegante

ed il cui virtuosismo affascina e coinvolge,

è però poco noto alle masse musicofile.





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Ora ascolteremo “Aquarium
 e qui la musica sposa in modo fantastico la natura.

Aquarium” è il brano più noto del “Carnevale degli Animali”,

ed ascoltandolo penso che lo riconoscerete senz’altro.






 
 
 SENTIREMO L’ACQUA… MUOVERSI !

 
 
 
 
acquario aquarium
 
 
 
 

BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO

 
 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN


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Non basta aprire la finestra – Pessoa.. poeta del sogno.. in questa poesia appare stavolta dubbioso   2 comments

 
 
 
 
 




   
Una poesia, della serie “grandissime poesie”
 e dalle notevoli e profonde suggestioni.

 
 
 
NON BASTA APRIRE LA FINESTRA
 
 




Dalì – Ragazza alla finestra
 
 
 
 

Pessoa, poeta del sogno, stavolta pur esaltandolo,
dubita che esso, nonostante sia superiore 
alla materialità delle cose ed alla freddezza della razionalità,
riesca poi davvero a veder bene  quel che c’è 
oltre la… “finestra“.



 
  
 
 
 

NON BASTA APRIRE LA FINESTRA
Fernando Pessoa
 
 
Non basta aprire la finestra
per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi
per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi:
vi sono solo idee.
Vi è soltanto ognuno di noi,
simile ad una spelonca.
C’è solo una finestra chiusa
e tutto il mondo fuori; 
e un sogno di ciò che potrebbe esser visto 
se la finestra si aprisse, 
che mai è quello che si vede
quando la finestra si apre.

 
 
 
 
 
 
 

 


Alcuni ritengono però che la poesia parli


di luoghi da visitare, di paesaggi da vedere

perché più belli dal vero che sognati,

ma, secondo me, qui v’è chiaramente

una visione che va molto oltre

e quindi che sia una poesia soprattutto metafisica.


 


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Penso che Pessoa ci voglia dire:
– della nostra incapacità di vedere la verità solo con i nostri occhi,
– del pericolo di farci condizionare dai ragionamenti della filosofia
– della possibilità di vedere molto più in là della realtà
grazie ai nostri… sogni.

Tuttavia però poi termina con l’amara considerazione
che nonostante ciò
la verità è… comunque sempre diversa.

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In altre parole ed in estrema sintesi
il significato è, a mio parere, dolce-amaro,
e ci lascia un senso di vuoto e di incompletezza.

Noi non conosciamo e non conosceremo mai la vera realtà…
che è quella che è oltre noi… (oltre la finestra)
ma la possiamo solo immaginare… sognare…
in quanto siamo prigionieri delle nostre convenzioni sociali
dei nostri tabù… delle nostre sovrastrutture mentali.

Però nemmeno questo sognare, ahimè,
corrisponderà mai alla verità sconosciuta
o inconoscibile da noi umani.






Per questo si può parlare di poesia metafisica…

La mia è però una personalissima interpretazione
e mi piacerebbe legger quel che ne pensate voi.



Pessoa


CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 

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ARTE MUSICA POESIA HUMOUR
NEL GRUPPO PSICHE E SOGNO

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