Archivio per 23 marzo 2017

Buon giovedì sera in poesia “Sei così bella” Jimenez – arte.. D. G. Rossetti – canzone “La voce del silenzio”   Leave a comment

 
 

 

 

 

 Dante Gabriel Rossetti


 

L'immagine può contenere: nuvola, cavallo, cielo, sMS, spazio all'aperto e natura

 

 

 

Sognare è la suprema genialità.


Søren Kierkegaard

 

 

 


 

Dante Gabriel Rossetti – Fiammetta

 

 

SEI COSI’ BELLA

Juan Ramon Jimenez

 

Sei così bella

tu,

come il morbido prato dietro l’arcobaleno

nel meriggio silenzioso d’acqua e sole,

come l’increspamento della primavera

di fronte al sole dell’aurora

come l’avena fine del serraglio

di fronte al sole del tramonto dell’estate

come i tuoi occhi verdi

col mio sorriso rosso

come il mio cuore profondo

col tuo amore vivo.

 

 

Dante Gabriel Rossetti

 

 


     

 

 

Foto animata

 

 

 

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Dante Gabriel Rossetti

 

QUANDO NON CI SARO’ PIU’ – Una bella poesia che ci parla dell’amore… oltre la vita   2 comments

  
 
 
 
 
Questa poesia dai significati ampi e solo apparentemente tristi,
pur parlandoci di un futuro addio alla vita
ha tuttavia, alla sua base, il senso sublime 
del vero grande Amore, del vero grande Affetto.
 
 
Ci parla infatti di un sentimento che va oltre la vita
e che resterà sempre accanto e dentro… chi si ama.


 
 
 

POESIA DELL'AMORE (IN SENSO LATO)


CHE VA OLTRE LA VITA







Dunque essa ci inoltra in una visione dell'amore o affetto

vero, totale,assoluto, profondo… come quello tra 2 innamorati,
ma anche tra genitori e figli, tra amici davvero fraterni… etc etc.
 
 
L'autore è un noto poeta e romanziere croato
nostro contemporaneo.
 
 
Ma ora leggiamola,e se ci va,
possiamo farlo anche ascoltando questa musica new age.
 
 
 
 

 
 
 
QUANDO NON CI SARO' PIU'
Drazan Gunjaca
 
 Quando non ci sarò più…
quando le mie impronte
verranno cancellate dalla pioggia,
resterà la mia anima a vivere
ad amarti e ad ammirati.
ti assisterà nel tuo dolore
allevierà ogni tua lacrima
t proteggerà dal male e dalla menzogna
renderà meno pesante la tua solitudine.
Ti darà forza e coraggio
ti dara’ sogni tranquilli
ti restituirà il sorriso e ti fara felice
ti farà vivere la vita fino alla fine.
ti farà capire che nella vita tutto è precario
che devi accettare sia la fortuna
sia l’angoscia sia il dolore,
che l’imagine sbiadita di chi non c’è più
è anch’essa vita e non ricordo.
ti insegnerà a vivere con ciò che fu
che la realtà non e’ un sogno,
che tutto il bello successo ieri
vive per sempre in noi.
Per me, per te, continua.
Perché solo in tal modo vivrò anch’io
guardando il mondo attraverso tuoi occhi
accompagnandoti nei tuoi sogni.


 



  
 


Cosa ne pensate?

Ciao da Tony Kospan



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QUANDO NON CI SARO’ PIU’ – Questa bella poesia ci parla dell’amore… oltre la vita   2 comments

  
 
 
 
 
Questa poesia dai significati ampi,
e solo apparentemente tristi,
pur parlandoci di un futuro addio alla vita
ha tuttavia, alla sua base,
il senso sublime del vero grande Amore…
del vero grande Affetto.
 
 
Ci parla infatti di un sentimento… che va oltre la vita…
e che vivrà sempre… accanto a… e dentro… chi si ama. 

  

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POESIA DELL'AMORE (IN SENSO LATO)


CHE VA OLTRE LA VITA

 
 
 


 


 


Dunque essa ci inoltra in una visione dell'amore… o affetto…
vero… totale… assoluto…. profondo… come quello tra 2 innamorati…
ma anche tra genitori e figli… tra amici davvero fraterni… etc etc…
 
 
L'autore è un noto poeta e romanziere croato…
nostro contemporaneo…
 
 
Ma ora leggiamola… e se ci va…
possiamo farlo anche ascoltando questa musica new age
 
 
 
 
 
 
 
 
QUANDO NON CI SARO' PIU'
Drazan Gunjaca
 
 Quando non ci sarò più…
quando le mie impronte
verranno cancellate dalla pioggia,
resterà la mia anima a vivere
ad amarti e ad ammirati.
ti assisterà nel tuo dolore
allevierà ogni tua lacrima
t proteggerà dal male e dalla menzogna
renderà meno pesante la tua solitudine.
Ti darà forza e coraggio
ti dara’ sogni tranquilli
ti restituirà il sorriso e ti fara felice
ti farà vivere la vita fino alla fine.
ti farà capire che nella vita tutto è precario
che devi accettare sia la fortuna
sia l’angoscia sia il dolore,
che l’imagine sbiadita di chi non c’è più
è anch’essa vita e non ricordo.
ti insegnerà a vivere con ciò che fu
che la realtà non e’ un sogno,
che tutto il bello successo ieri
vive per sempre in noi.
Per me, per te, continua.
Perché solo in tal modo vivrò anch’io
guardando il mondo attraverso tuoi occhi
accompagnandoti nei tuoi sogni.


 



  
 


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La creazione del mondo secondo una… leggenda ungherese   Leave a comment





Foto:




Tantissime sono le leggende
che tutti i popoli del mondo hanno utilizzato
per raccontare la Creazione del Mondo…
 
 
Questa è stata raccolta da un ricercatore… in Ungheria…
nel 1890 prima che ne scomparisse  per ssmepre il ricordo
 
 
Ma ne riparleremo alla fine…
 
 
 
 

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Foto:
Il Giardino delle delizie  trittico  di Hieronymus Bosch
 
 
 
 
 

LA CREAZIONE DEL MONDO

 
 
 
 
All’inizio di ogni cosa, prima che il mondo venisse creato – e con lui gli uomini, il buio, la luce e il passare del Tempo – c’era una grande distesa d’acqua cristallina che si estendeva di sotto, di sopra e in ogni dove.
Da qualche parte, dove di preciso non sappiamo, viveva il vecchio Del.
Solo soletto e piuttosto annoiato.
Perché il poveretto non aveva né figli, né fratelli, né nipoti, né amici.
E anche perché aveva deciso di creare un Gran Mondo, ma proprio non sapeva che Gran Mondo avrebbe fatto bene a creare.
Fu così che un giorno – se possiamo dire un giorno, perché i giorni non erano stati ancora creati – per l’irritazione scagliò il suo bastone nella grande distesa d’acqua cristallina.
E vide che il suo bastone, nell’acqua cristallina, si allungava, si ingrossava, metteva radici, rami e foglie, e cresceva sino a diventare un grande albero.
Sotto di esso, più tranquillo e beato di un passero a primavera – se possiamo dire un passero a primavera, dato che i passeri a primavera non erano ancora stati creati – stava seduto il giovane Bengh. – Buongiorno! – disse Bengh al vecchio Del, ridendo e sorridendo un po’ di sbieco, come solo lui sapeva fare. – Io so che tu non hai né amici né fratelli: ebbene, se vorrai, io sarò per te tuo amico e tuo fratello.
Il vecchio Del all’inizio si rallegrò.
Ma poi pensò che quel giovanotto dalla fronte spaziosa e dal sorriso accattivante si era allargato un po’ troppo.
D’altronde si sa come vanno le cose con i diavoli.
C’è sempre il rischio che se gli date un dito si prendano l’intera mano.
E che se gli date una mano si prendano il braccio, la spalla e tutto quello che c’è attaccato di sopra e di sotto. – Tu non potrai essere mio fratello – rispose così un po’ piccato,- perché io non posso avere fratelli.
In quanto all’amicizia vedremo…
Ma intanto, se vorrai, potrai fami compagnia nel mio viaggio.
Viaggiarono insieme per nove giorni e nove notti – se possiamo dire notti, perché le notti non erano state create, – ma ben presto il vecchio Del si accorse che il suo era un pessimo compagno di viaggio.
Petulante, noioso e anche un po’ invidioso. – Sono stanco. Mi fanno male i piedi. Ho fame e ho sete.
E non ne posso più di questa distesa d’acqua cristallina – brontolava infatti Bengh, un passo sì e un passo no. – Cosa non va in questa distesa d’acqua? – gli chiese il vecchio Del. – E’ troppo grande! Io l’avrei fatta più piccola… – A me sembra grande il tanto giusto, per essere una grande distesa d’acqua cristallina… – replicò pazientemente il vecchio Del. – E cosa ancora? – E’ troppo profonda! – A me sembra profonda al punto giusto… Cos’altro ancora? – E’ troppo salata!
E poi tutta questa umidità finirà per farmi venire i reumatismi, ecco…
Certo però, se avessi io i tuoi poteri… – Cosa faresti? – gli chiese il vecchio Del. – Farei un Gran Mondo, ecco che farei!
Con tanta terra asciutta e con tanta gente allegra. E anche con un giardino fiorito, una comoda casetta e un focherello caldo caldo che riscaldi le mie povere ossa!
 
 
 
 
 

Foto:
 
 
 
 
 

Il vecchio Del ci pensò un po’ su e concluse che dopo tutto quell’idea non era niente male. – Tuffati nelle grandi acque – disse perciò al suo giovane compagno – e portami un pugno di sabbia.
Con quella sabbia costruirò un Gran Mondo. – Davvero? Ma come farai? – gli chiese Bengh. – Pronuncerò il mio nome e la sabbia diventerà Terra! Ma ora va’, e portami quello che ti ho chiesto.
Bengh prese la rincorsa e si tuffò pensando che avrebbe potuto costruire lui stesso, il Gran Mondo che desiderava, se avesse preso la sabbia e poi avesse pronunciato ad alta voce il proprio nome.
Ma quando arrivò lì dove le acque cristalline si facevano più profonde, e vide la sabbia, e la prese stringendola forte tra le dita, e infine pronunciò ad alta voce il proprio nome, la sabbia lo ustionò e lui la lasciò cadere.
Tornando dal vecchio Del con le mani vuote, gli gridò: – Non trovo sabbia! E Del: – Va’, e portamene!
Bengh si rituffò.
E per nove giorni, il giovane furfante, sino al calare del sole – se possiamo dire sole, perché neanche il sole era stato creato – provò e riprovò a fare di nascosto ciò che aveva in mente. Ma ogni volta che afferrava la sabbia e pronunciava ad alta voce il proprio nome, le sue dita si ustionavano e la sabbia gli fuggiva dalle mani.
Era diventata tanto calda, la sabbia, che al nono giorno Bengh era diventato tutto nero. Tornò allora dal vecchio Del, che gli disse: – Sei diventato tutto nero.
Sei veramente un cattivo compagno di viaggio!
Ora va’ e portami finalmente la sabbia. E bada che se pronuncerai ancora il tuo nome, sarai bruciato completamente!
Bengh andò di nuovo e finalmente mise la sabbia nelle mani del vecchio Del, che ne fece una grande Terra. La tirò un po’ di qua e un po’ di là, la sollevò e la abbassò, fece montagne, pianure e valli. E mentre il vecchio Del si divertiva un mondo, a creare il suo Gran Mondo, tirando di qua e di là, sollevando e abbassando, e facendo montagne, pianure e valli – e possiamo dire montagne, pianure e valli perché finalmente erano state create, – Bengh sogghignò e disse: – Io abiterò laggiù, sotto il grande albero, e tu, caro amico, cercati un’altra casa!
Nel sentire quelle parole al vecchio Del, con rispetto parlando, venne quasi un diavolo per capello. – Il mio Mondo non ha bisogno di te! – sbottò.
A quelle parole dalla terra appena creata sorse un enorme toro, con enormi occhi ed enormi orecchie, enormi zampe e lunghissime corna. Scalpitò, sbuffò, infilzò Bengh e poi fuggì lontano, dove di preciso non sappiamo, portando via con sé il cattivo compagno di Del.
Batté gli zoccoli talmente forte, il toro, nella sua corsa, da far tremare il Mondo, la distesa d’acqua cristallina che lo circondava e anche i rami del grande albero.
Fu così che sulla terra caddero tutte le sue foglie: le quali presero nuove forme e nuova vita, e si risollevarono, con le sembianze dei primi uomini e delle prime donne.
Il vecchio Del finalmente fu contento di sé.
Perché era davvero un gran bel Mondo, quello che aveva creato.
Con le sue montagne, le sue pianure e le sue valli, e con tanti uomini e tante donne che finalmente gli avrebbero fatto compagnia.

 
 
 
 

Foto:

 

 


Questa storia dei gitani d’Ungheria venne raccontata al ricercatore Vladislav Kornel e pubblicata per la prima volta, nella sua forma originale, sul Journal of the Gypsy Lore Society di Londra, nel 1890.

Nello stesso anno e in una versione quasi identica raccolta presso altri gruppi nomadi dei Balcani, venne pubblicata anche da H. von Wlislocki ad Amburgo.

 

 

 

Foto:

 

 

 

 

Dal web – impaginaz. Orso Tony




 


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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB




Foto:





Auguri.. Franco Battiato.. buon compleanno anche con 2 tue mitiche e poetiche canzoni   6 comments

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Le sue canzoni uniscono in modo sublime

 musica, poesia e… filosofia



Francesco (Franco) Battiato Jonia 23 marzo 1945

 

 


Oggi è il compleanno

di un mito… musicale e non solo…

 dei nostri giorni…


 

 

 




Il suo stile musicale spazia dalla musica classica al pop,

dalla world-music al rock mentre i suoi temi vanno

dall'amore alla spiritualità, dalla filosofia al sufismo.


Le sue canzoni, spesso poetiche,

donano pathos ed intense emozioni

a chi le ascolta con la mente ed il cuore…

 

 

 

 

Innumerevoli i suoi successi e

 sterminate sono le schiere dei suoi fan.


Facciamogli dunque gli auguri

con quella che forse (e senza forse)

è la sua canzone-poesia più bella e più nota…

“LA CURA”

 

 

 

 

e con quest'altra

E TI VENGO A CERCARE…”

che pure amo molto…

 

 

 

 

 

Augurissimi Franco…


 

 

 

 

 

 

 

 

anche da Tony Kospan

 

 



LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

Foto animata

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Il blog “Il Mondo di Orsosognante” festeggia oggi il suo 9° compleanno…   5 comments









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Cari amici… sì…  oggi il blog…

è in festa…





Compie oggi 10 anni (23 marzo 2008) e dopo esser ripartito ex novo

col passaggio da Msn a WordPress il 30/9/2010

ha superato di slancio il numero di 16.000.000 di visitatori…

e questo dunque in circa 7 anni e 6 mesi…




Monet – Terrazza a S. Adresse




Ringrazio di cuore tutti coloro (e siete in tanti)

che via Google, via Facebook, via Twitter o iscrivendosi…

visitano quotidianamente il blog…

con un forte abbraccio ed un grande sorriso…






Il mio ringraziamento è doveroso in quanto,

senza il vostro calore e senza la vostra assidua presenza,

ben diversa sarebbe stata questa mia virtuale esperienza.





Aggiungo con grande piacere ed un po' di sorpresa

che le pagine più lette sono

quelle d’arte, storia, musica classica, poesie sublimi…

e canzoni d’un tempo…






Sinceramente commosso dalle vostre tante visite

rinnoverò il mio impegno…

(non piccolo eh eh… ma vissuto con piacere)

seguendo la consueta linea… “pluritematica”

ma restando ancorato al campo

dell’arte…della musica… della poesia…

ma anche del buonumore e della cultura in genere

e sempre con lo stesso stile… “multicolor”. 



(LA HOME PAGE)



Permettetemi dunque di festeggiare insieme a voi questo

bel momento… con una poesia di un autore inglese

vissuto a cavallo tra il '700 e l'800 che mi affascina…






CANZONE RIDENTE

William Blake

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Quando i boschi verdi di gioia ridono,

E corrugandosi il ruscello

Li accompagna colle sue risa;

Quando l’aria si mette a ridere

Col nostro spirito folletto,

E ride di quel chiasso il verde colle;

Quando di vivo verde

i prati ridono e la cavalletta

ride in mezzo a quell’allegria,

quando Susanna, Emilia e la Mari’

colle loro dolci bocche rotonde

cantano “Ah ah hi”.

Quando gli uccelli colorati

nell’ombra ridono,

e la nostra tavola è sparsa

di ciliegie e noci,

vieni a vivere, e sii gaio, e uniti

cantiamo in dolce coro “Ah ah hi”!

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Consuelo Venturi – Angelo Della Gioia

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ed altri 2 aforismi che adoro…

di cui il 2° poi può ben rappresentare lo spirito del blog

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Foto animata


Anche se la felicità ti dimentica un po',


tu non dimenticarla mai del tutto


Jacques Prévert


Foto animata


Si dovrebbe, almeno ogni giorno,


ascoltare qualche canzone, 


leggere una bella poesia, 


vedere un bel quadro, 


e, se possibile,


dire qualche parola ragionevole.


Johann Wolfgang Goethe





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ed infine con le note dell'Inno alla gioia

di Beethoven




Marina Novelli – Inno alla gioia



Grazie di cuore a tutti voi
 e ciao da


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