Archivio per 2 dicembre 2016

Buon weekend in poesia “L’angelo buono” R. Alberti – arte E. Vernon – canzone “Perché ti amo”   1 comment

 
 
 
Emile Vernon
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Amano davvero,
quelli che tremano a dire che amano
Philip Sidney
 
 

 
 
 
Emile Vernon
 
 
 
 

  

 

 

L’ANGELO BUONO
 Rafael Alberti
 
 
Venne quello che amavo,
quello che invocavo.
Non quello che spazza cieli senza difese,
astri senza capanne,
lune senza patria,
nevi.
Nevi di quelle cadute da una mano,
un nome,
un sogno,
una fronte.
Non quello che alla sua chioma
legò la morte.
Quello che io amavo.
Senza graffiare i venti,
senza foglia ferire né smuovere cristalli.
Quello che alla sua chioma
legò il silenzio.
Senza farmi del male,
per scavarmi un argine di dolce luce nel petto
e rendermi l’anima navigabile.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Emile Vernon – Il coniglietto
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE

 
 
 
 
 
Emile Vernon
 

 
 

Le 25 regole d’oro di Frate Indovino per affrontare al meglio l’invecchiamento…   1 comment

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Non so perché… ma penso proprio
che la cosa mi riguardi un po'… ah ah

In ogni caso però sono delle regole utilissime
per chi ha superato gli “anta”!





LE VENTICINQUE REGOLE D’ORO PER PREVENIRE L’INVECCHIAMENTO
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1.
Fare esercizio fisico con regolarità secondo le proprie forze (una buona passeggiata quotidiana migliora la circolazione sanguigna ed evita tanti malanni)
2.
Osservare un equilibrato regime alimentare, tenendo conto che il fabbisogno energetico varia secondo l’attività svolta.
3.
Nutrirsi bene al mattino e ridurre il pasto serale.
4.
Usare con moderazione il sale da cucina. Lo stesso vale per bevande alcoliche.
5.
Ricorrere ai medicinali solo e quando necessario e nelle dosi delle prescrizioni del medico
6.
Ricordarsi che il letto è il peggior nemico di chi vuole sentirsi in forma.
7.
Curare oltre al proprio aspetto esteriore anche il proprio comportamento.
8.
Coltivare e migliorare il senso dell’umorismo.




9.
Dedicare tempo a libri piacevoli. Talvolta è utile una lettura ad alta voce.
10.
Avere sempre qualcosa da sbrigare in casa e fuori.
11.
Interessare la propria intelligenza a conoscere, riflettere, discutere, scrivere.
12.
Rendersi conto che l’avanzare degli anni non pregiudica affatto l’efficienza: molti “grandi” (da Chaplin a Einstein e a Picasso) lo dimostrano.
13.
Apprezzare la compagnia dei più giovani dando loro la possibilità del dialogo e del sorriso.
14.
Condividere con i giovani l’esperienza accumulata nella vita, senza essere sentenziosi o moraleggianti nei loro confronti.
15.
Dedicarsi al raccoglimento interiore, inteso possibilmente come fiducioso abbandono a Dio
16.
Far tesoro di tutti i ricordi, ma essere sempre ottimisti.






17.
Mantenere sempre la gioia di vivere interessandosi alle cose e agli altri, godere di tutto.
18.
Temperare le speranze e le illusioni con la saggezza e il conforto della fede.
19.
Dare ogni tanto sfogo alle proprie emozioni, magari esprimendole con la scrittura.
20.
Cercare compagnie serene. Evitare le persone volgari e quelle aggressive: opprimono lo spirito.
21.
Affrontare il futuro armati di coraggio e serenità. Non tormentarsi mai con immagini oscure e infondate paure.
22.
Agire sempre con determinazione, senza cercare il conforto ad ogni costo.
23.
Ricordarsi che non solo le gioie, ma anche i dolori aiutano a crescere.
24.
Essere consapevoli che il dolore, di qualsiasi natura esso sia brucia il corpo, ma purifica, illumina la mente e fortifica il cuore.
25.
Tener presente che da quest’anno…è proibito invecchiare!







(Tratte dal libro “Saper invecchiare” di Frate Indovino – Web – Impagin. T.K.)
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LA TUA PAGINA CULTURALE E DI PSICHE E SOGNO


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Foto:
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Tata Giacobetti ed il mitico.. Quartetto Cetra – Breve ricordo del gruppo musicale anche con 2 loro grandi successi   Leave a comment

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Vi parlerò di Tata Giacobetti
cantante, contrabbassista, paroliere ed attore
e del mitico “Quartetto Cetra




(Roma 24.6.1922 – Roma 2.12.1988)




Nell'ambito dello straordinario quartetto
Tata Giacobetti…
svolse la funzione, oltre che di cantante,
anche quella di autore dei testi che venivano poi musicati
insieme all'altro membro Virgilio Savona.







BREVE STORIA DEL QUARTETTO CETRA


Piccola storia di un gruppo musicale,
davvero unico nel suo genere e tutto italiano,
che ci ha accompagnati
dagli anni 40 fino agli anni 80




Il Quartetto Cetra è stato un vero e proprio grande mito
della televisione e dello spettacolo del dopoguerra.






Nacque nel 1940 ma il suo successo
ebbe inizio con il successo della canzone “Vecchia fattoria“.
In un primo tempo il gruppo si limitava
ad arrangiamenti musicali jazz
sullo stile dei Mill Brothers



Foto:



La formula vincente la trovarono quando iniziarono a mixare
canzoni e scenette divertenti… sfondando prima in radio…
poi in teatro ed infine in tv.
Giunsero perfino a fare delle miniserie Tv
scherzose e cantate che consolidarono il loro successo…
Il Quartetto Cetra era formato da
Felice Chiusano, Giovanni (Tata) Giacobetti,
Lucia Mannucci e Virgilio Savona
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L'immagine può contenere: 2 persone, persone in piedi e spazio all'aperto




Sono migliaia le canzoni interpretate dal gruppo
e tra le più famose ricordiamo:
Aveva un bavero (Sanremo 1954),
Il Visconte di Castelfombrone,
Un disco dei Platters, Che centrattacco,
Nella vecchia fattoria,
Vecchia America (musica di Lelio Luttazzi),
Un bacio a mezzanotte (musica di Gorni Kramer),
I ricordi della sera e Però mi vuole bene.







Molte delle loro canzoni, come accennavo su,
furono scritte dalla coppia Giacobetti-Savona.
Il gruppo è stato attivo fino agli anni ottanta…
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2 VIDEO PER RICORDAR IL QUARTETTO
O PER FARLO CONOSCERE AI PIU' GIOVANI



Ricordiamo dunque il mitico gruppo anche con questi brevi video…
che ci fanno comprendere il loro stile ed il loro genere musicale.
Il primo è con la canzone PERO' MI VUOLE BENE






ed il 2° ci mostra
il più famoso pezzo del loro repertorio…
NELLA VECCHIA FATTORIA




Foto:




ULTIME FOTO DEL QUARTETTO




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Lucia Mannucci la voce solista del Quartetto Cetra col marito Virgilio Savona



CIAO DA TONY KOSPAN




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L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, persone in piedi e vestito elegante
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MARIA CALLAS.. LA DIVINA – Biografia.. successi.. amori.. dolori.. e 2 video di una leggenda della lirica   4 comments




 Google
 



La sua voce, i suoi amori, i suoi dispiaceri ed i suoi capricci
hanno fatto di lei un vero mito…
 
 CONOSCIAMOLA… VEDIAMOLA… ASCOLTIAMOLA!

 
 

 
 New York 2.12.1923 – Parigi 16.9.1977
 
 


 
 
MARIA CALLAS
LA DIVINA… DELLA LIRICA
 
by Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
UNA BREVE  BIOGRAFIA
 
 
 
 
 
La Diva, Divina, Dea o altre definizioni simili è nata nei primi giorni del dicembre 1923 a New York (s’ignora il giorno preciso per il ritardo nell’iscrizione all’anagrafe da parte dei genitori che volevano un maschio).
 
La sua infanzia fu però comunque tranquilla, anche a soli cinque anni fu investita da un’auto a Manhattan e rimase in coma per ventidue giorni.
 
Però in famiglia la prediletta era Jackie, la sorella maggiore, (per combinazione era così chiamata Jaqueline Kennedy che le sottrasse il marito) la sola per cui erano previste lezioni di canto e pianoforte che lei era costretta ad ascoltare di nascosto.
 
Però mentre la sorella stentava lei imparava subito… al punto che a 11 anni vinse il 2° premio in una trasmissione radio L’ORA  DEL DILETTANTE.
 
Maria, anche quando segue la madre tornata in Grecia, dopo il divorzio, contina nello studio del canto  al Conservatorio di Atene e le lingue greca e  francese. 
 
Soffrirà molto durante la guerra… sia la miseria che la fame… ma i primi successi nascono proprio lì con la Cavalleria Rusticana e Tosca”.
 
 
 
  


 

 

Lei però non ha dimenticato New York e poco dopo la fine della guerra torna dal padre…. ma lì non riesce ad avere successi ed eccola ripartire stavolta, nel 1947, per l’Italia… povera i canna e con soli 50 dollari in tasca.
 
Si stabilisce a Verona dove si sposa, forse senza amore, con G.B. Meneghini grande amante della lirica.
L’Italia le porta fortuna con le sue interpretazioni da soprano di “Gioconda”, “Tristano e Isotta”, “Norma”, “I Puritani”, “Aida”, “I Vespri siciliani”, “Il Trovatore” e così via e nel contempo riesce afare amicizie importanti come Antonio Ghiringhelli, sovrintendente della Scala, Wally e Arturo Toscanini.
 
 
 
 
 


 


I trionfi si estendono in tutto il mondo. 

La Callas si trasforma, sulla scena, in personaggio senza gesti superflui, rompendo con una tradizione che prediligeva le emozioni e lacrime amare e con la sua voce incanta, commuove, stupisce.




La Callas con Onassis… il grande amore della sua vita




 
Inizia anche la massima mondanità mentre finisce il matrimonio per un amore…. che definì poi “brutto e violento” con l’armatore greco Aristotele Onassis… ma che in è stato l'unico vero amore della sua vita.
 
Seguono anni di passione… lussi… e sregolatezze con l'armatore greco.

Un figlioletto Omero… però morì appena nato.

 
 


  

 

 

 
Nel 1964 inizia il declino insieme all’abbandono da parte di Onassis per Jaqueline Kennedy… che per lei sarà una dura mazzata.
 
Anche la sua voce ne risente perdendo smalto e intensità. 

Abbandona allora la vita mondana e si ritira… a Parigi.   
 
Muore il 16 settembre 1977 a soli 53 anni.
 
Accanto a lei solo il suo personale di servizio.
 
 
 
 
 
 
LA VOCE 
 
 
 

Callas in Turandot

 

 


Di lei ci resta il mito e le incisioni della sua voce…

Voce che merita qualche parola.

La sua voce, infatti, anche a seguito di tanto studio ed esercitazioni, viene considerata una voce limpida, cristallina, chiara ma con venalità discontinue.

L’effetto è che riesce a trasmettere non solo le parole ma anche le mille emozioni dei personaggi a cui ha dato vita nelle opere da lei cantate.
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ASCOLTIAMOLA E VEDIAMOLA
 
 
 
 
Ascoltiamola e vediamola dunque in questi 2 video che ce la faranno ricordare con alcune interpretazioni sublimi…
 
 
 
 
 
 (LA TRAVIATA)

 

 

 
 
 
 
 
 
  (CASTA DIVA)

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN 

 




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Breve ricordo di Edmond Rostand… autore del Cyrano… con la sua magica e poetica spiegazione del… bacio   Leave a comment



Come ricordare il famoso scrittore

e poeta francese dell'ottocento

se non con un mitico brano della sua opera più nota?



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Ricordiamo tutti la famosa frase di Cyrano
sul bacio… definito…
– l’apostrofo rosa tra le parole “t’amo” –
ma sappiamo dove e quando fu scritta?





MA POI COS’E' UN BACIO?
– TUTTA LA SPIEGAZIONE DI… CYRANO DE BERGERAC… –



Se non ricordiamo o non abbiamo letto il testo…
in cui la mitica frase è presente…
perché non leggerla (o rileggerla)
nel suo vero contesto originario?




Edmond Rostand  – (Marsiglia, 1.4.1868 – Parigi 2.12.1918)



L’autore del Cyrano è lo scrittore Edmond Rostand
nonché marito della poetessa autrice de
l’ “ETERNELLE CHANSON”
di cui abbiamo parlato qualche tempo fa…
sull'amore fino alla 3° età…
Ma veniamo al famoso dialogo…




Gérard Depardieu e Anne Brochet nel film



COS’E’ UN BACIO?
Edmond Rostand
“Cyrano de Bergerac” – Atto III Scena X




– Rossana: Parlavamo di… di un…
Cyrano: Bacio. E’ una parola dolce. Non capisco perché voi non osiate pronunciarla.
Se già questo vi fa bruciare tutta, che accadrà poi più avanti? Non abbiate paura.
Non avete poco fa, quasi senz’accorgervene, rinunciato a giocare?
Non siete passata senza traumi dal sorriso al sospiro e dal sospiro al pianto?
Andate avanti, ancora un poco, senza farci caso, e vedrete: dalle lacrime al bacio non c’è che un brivido..
Rossana: Tacete!
Cyrano: Un bacio – ma cos’è poi un bacio?
Un giuramento un po' più da vicino, una promessa più precisa, una confessione che cerca una conferma,
un apostrofo roseo fra le parole t’amo, un segreto soffiato in bocca invece che all’orecchio,
un frammento d’eternità che ronza come l’ali d’un'ape, una comunione che sa di fiore,
un modo di respirarsi il cuore e di scambiarsi sulle labbra il sapore dell’anima!
Rossana: Tacete
Cyrano: Un bacio – è così nobile un bacio, che la stessa regina di Francia – la regina! –
non ha saputo negarne uno a un lord d’Inghilterra.
Rossana; E con questo?
Cyrano (esaltandosi): Io sono quel lord – come Buckingam! – come lui v’amo soffrendo in silenzio,
mia regina, come lui sono triste e fedele…
Rossana: Che aspetti? Sali a cogliere questo fiore ineguagliabile…
Cyrano: (spingendo Cristiano verso il balcone) sali.
Rossana: Questo sapore di cuore…
Cyrano (sempre a Cristiano) : Sali!
Rossana: Questo ronzio d’api…
Cyrano (a Cristiano): Sali….
Cristiano e Rossana si abbracciano e si baciano.
Cyrano: Che strana sensazione! Un bacio – l’amore pranza ed io, come Lazzaro, raccolgo le briciole nel buio.
Ma sì, sento che un po' di questo bacio mi appartiene, perché su quelle labbra Rossana bacia le parole che ho detto io.






Ma ora possiamo anche “viver” questa scena

ascoltandone la lettura, da par suo, di Fabio Volo




IL BRANO LETTO DA FABIO VOLO









Ciao (e baci con sorriso) da Tony Kospan







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