Archivio per 2 novembre 2016

La verità – Quanta saggezza davvero in questa poesia Sufi medievale   3 comments

 
 
 


Se pensiamo che questa poesia è d’epoca medievale…
ci accorgiamo, ahimè, di quanti passi indietro
si sono fatti nella comprensione (o tentativo di comprensione)
del mistero della vita umana
e di come il tutto venga rovinato dall’assurdo comportamento
di certi radicalismi e fondamentalismi religiosi e culturali.


 
 
 
 

 
 


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LA VERITA’

– POESIA SUFI DEL XIII SEC. –
 
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La poesia Sufi è una poesia mistica.
 
 
Una mistica che nasce nei secoli passati dall’Islam illuminato
ma che è, per tantissimi aspetti,
 sovrapponibile alla mistica di molte altre religioni.
 
 
Direi, anzi,che è una mistica che va oltre… le religioni.
 
 
Leggiamo ora a questa poesia del sec. XIII-XIV
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  

 
 

LA VERITA’
Yunus Hemre
 
 
La Verità è come un immenso oceano
e la Legge è come una nave fatta per lei.
Molti sono coloro che sono entrati nella nave
ma sono pure rimasti sulla riva…
Per quanto sia salda la struttura della nave
quando le onde la percuoteranno
la faranno a pezzi.
Tutto quanto cerchi valicando montagne,
frugando per terra,
in affannosi lunghi viaggi
è qui,
non nell’insensato peregrinare…
è in te
la moschea* ed il caravanserraglio**,
ma tu cammini a casaccio

 
 
 
 
 
 
 
 
 

(termini sostituibili con *luogo di culto **luogo d’incontro tra persone)
 
 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan

 
 
 
 

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LA TUA PAGINA DI


CULTURA.. PSICHE E SOGNO


PER COLORARE LE TUE ORE…







 
 
 

Buon martedì in poesia – Non amare il florido ramo di J. Krishnamurti – arte.. Goya – canzone.. Io vorrei di Battisti.. – e   1 comment

 

 

La lattaia di Bordeaux – Goya

 

 

 

Oggi 2 novembre rivolgiamo innnanzitutto
un affettuoso pensiero
ai nostri cari che ci hanno lasciato ed a tutti i defunti
affinché il loro ricordo ed i loro esempi positivi
possano aiutarci ed illuminarci nel nostro cammino
in questa difficilissima epoca…

 

 

 

 

 

 

 

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Noi non siamo solo quel che mangiamo e l’aria che respiriamo.
Siamo anche le storie che abbiamo sentito,
le favole con cui ci  hanno addormentati da bambini,
i libri che abbiamo letto, l
a musica che abbiamo ascoltato
e le emozioni che un quadro, una statua, una poesia ci hanno dato.”
Tiziano Terzani

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La processione dei flagellanti – Goya

 

 
      
 

 

     

 
 
NON AMARE IL FLORIDO RAMO
J. Krishnamurti
 
Non amare il florido ramo,
non mettere nel tuo cuore
la sua immagine sola;
essa avvizzisce.
Ama l’albero intero,
così amerai il florido ramo,
la foglia tenera e la foglia morta,
il timido bocciolo ed il fiore aperto,
il petalo caduto e la cima ondeggiante,
lo splendido riflesso dell’Amore pieno.
Ama la vita nella sua pienezza,
essa non conosce decadimento.
 

 
     
 
L’aquilone – Goya
 
 
da Orso Tony
 
 
 
 

 

 

IL GRUPPO DEGLI ARTISTI
E DI CHI AMA L’ARTE
 
 

Il Ponte della Città dei Morti – Poesia di Tony Kospan   Leave a comment


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IL PONTE DELLA CITTA’ DEI MORTI
Tony Kospan

 
 
 

 




Sotto un cielo
per l’occasione di grigio vestito
tra viali colorati e profumati…
dai fiori della città dei morti
s’incontrano i vivi.
 
Parlano di lor che sono
e di lor che più non sono.
 
S’aprono nelle aiuole fiorite dei cuori
vividi i petali dei ricordi
che portano a tempi passati.
 
Visi, sorrisi, sguardi, parole…
emergono dalla nebbia del tempo
e portano a chiederci
del nostro presente.
 
E mentre una preghiera per lor
dalle nostre labbra sale,
un’altra a lor dal cuor s’eleva
per aiutarci nei quotidiani affanni
e perdonarci degli errori nostri.
 
Nella città dei morti
s’incontrano i vivi
che costruiscono un ponte di pensieri
tra il mistero della morte
e la realtà della vita.



Foto: Persone in visita al Cimitero monumentale del Verano nel giorno della ricorrenza dei defunti, 02 novembre 2013 a Roma.
ANSA/MASSIMO PERCOSSI






A questa poesia, l'amica Luna che ringrazio,
ha voluto dedicar questo bel video






Dei Sepolcri – La mitica poesia di Ugo Foscolo oggi non può mancare   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

Quale delle mitiche poesie che abbiamo studiato a scuola

è oggi la più indicata?

 

Penso che sia senz'altro questa e debbo dire che,

per quel che mi riguarda e nonostante il tema,

era tra le poche che allora mi piaceva

sia per la vivacità dell'autore che per l'interessante idea

insita nei versi.

 

 

 

 

 

 

Tra i classici infatti il Foscolo, esponente del romanticismo,

ci appariva, ed appare, tra i meno pomposi… i meno paludati.

 

 

 

 

 

 


Inutile dire che, oltre alla sua bellezza,

questa poesia vola nella romantica consapevolezza

che l'antico sistema di usare le chiese 

per seppellire i morti era assurdo 

proponendo una soluzione tutta… naturale.







Dunque ora rileggiamola… 

ascoltando una delicata e dolce musica

in questo bel video.

 

 

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

Il Parnaso – Mengs
La poesia vince il silenzio del tempo e perpetua il ricordo delle grandi imprese

 

 

 

2 NOVEMBRE.. COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI – Storia.. significato ed un pensiero ai nostri cari che non ci sono più   Leave a comment

 
 

 
 
 
 
 
2 NOVEMBRE
COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI

 

Oggi è d’obbligo rivolgere un pensiero ed una preghiera

ai nostri cari defunti.


Certo li abbiamo nel cuore ogni giorno dell'anno

ma oggi questa ricorrenza civile

ci invita a fermarci un attimo di più ed a pensare.

 

 


 

 

 

Sì… oggi è d’obbligo fermarci un attimo

in questa nostra vita affannosa per risvegliare in noi

ricordi… affetti, insegnamenti,  esempi

che ci vengono da loro.

 

 

 

 

Per quanto riguarda i nostri cari avi in fondo noi siamo la prosecuzione

senza soluzione di continuità del loro passaggio su questa Terra…

ed i loro eventuali errori nulla sono in confronto alla vita che ci hanno dato.




 

  


Ma conosciamo l'origine del 2 novembre?

 

 

 

 

 
 
LA STORIA DELLA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
 
 

L’idea di commemorare i defunti in suffragio nasce su ispirazione di un rito bizantino, che celebrava infatti tutti i morti il sabato prima della domenica di Sessagesima ossia la domenica che attualmente nel rito romano coincide con quella delle Palme, all’incirca in un periodo compreso fra la fine di gennaio ed il mese di febbraio.
 
Nella chiesa latina il rito viene fatto risalire all’abate bedenettino sant’Odilone di Cluny nel 998: con la riforma cluniacense stabilì infatti che le campane dell’abbazia fossero fatte suonare con rintocchi funebri dopo i vespri del 1 novembre per celebrare i defunti, ed il giorno dopo l’eucaristia sarebbe stata offerta “pro requie omnium defunctorum”; successivamente il rito venne estesa a tutta la Chiesa Cattolica.
 
Ufficialmente la festività, chiamata originariamente Anniversarium Omnium Animarum, appare per la prima volta nell’Ordo Romanus del XIV secolo.
 
Nel Rituale Romano, parte III, capitolo 54, Benedizione delle Tombe nella Commemorazione dei Fedeli Defunti si legge che nel 1563  « In molti modi le comunità parrocchiali esprimono questo senso della speranza cristiana. Per la commemorazione di tutti i fedeli defunti è consuetudine andare in processione al Cimitero e in tale occasione benedire le tombe. In questa o simili circostanze è opportuno promuovere una celebrazione con un apposito rito di benedizione. »
Oggi si celebra come Commemorazione di tutti i fedeli defunti .
 
In quasi tutte le regioni possiamo trovare pratiche e abitudini legate a questa ricorrenza.
Una delle più diffuse era l’approntare un banchetto, o anche un solo un piatto con delle vivande, dedicato ai morti. 



 



 
 
Ciao mamma, ciao papà, ciao nonni, zii, amici etc…

che ora siete nel giardino del mistero.
 
 

 

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Un requiem… musicale… in memoria vostra e di tutti i defunti. 


 

 

 

 

 Cosa dire infine 

a chi ha avuto propri cari morti giovanissimi

se non le parole di Menandro?

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MUORE GIOVANE CHI AL CIELO E’ CARO

 

 
 


 
ORSO TONY

 
 
 
 
 
POESIE E CULTURA VARIA CON LEGGEREZZA










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