Archivio per 28 agosto 2016

La danza delle ore… mitica classica musica di Ponchielli – Storia.. dipinti.. libretto e balletto.. anche in video   Leave a comment

 

 


 

ARTE E MUSICA
accostate con… con libera… fantasia

 

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LA DANZA DELLE ORE
Il libretto di Ponchielli… il testo di Boito…
diversi dipinti… e la mitica musica.

 
 
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GAETANO PREVIATI – LA DANZA DELLE ORE

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La “Danza delle ore” è un classico balletto-intermezzo inserito da Amilcare Ponchielli nell'opera Gioconda,

da lui musicata su libretto di Arrigo Boito, per vivacizzare la parte centrale.


L'opera debuttò al Teatro della Scala nel 1876 ma dopo faticose modifiche trionfò solo nel 1980 sempre alla Scala.


 

Francesco Primaticcio – Danza delle ore



 



Con la “Danza delle ore” il Ponchielli ha magicamente reso in musica l'idea di Arrigo Boito delle 12 ballerine

raffiguranti le 12 ore e dei 2 ballerini che simulassero le lancette dell'orologio.


Musica e balletto descrivono in una favolosa sinfonica progressione l'avanzare delle ore del giorno e della notte.




Arrigo Boito


 



Questo è il solo brano di autore italiano che la Disney inserì nel famoso cartoon musicale “Fantasia“.

 

 

 

Sir Edward John Poynter

 

  


Ecco il testo del “cuore” (ovvero la parte principale) del libretto.,

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LA DANZA DELLE ORE ATTO III

Arrigo Boito – Amilcare Ponchielli

Grazie vi rendo per le vostre laudi,
cortesi amici.
A più leggiadri gaüdi
ora v’invito.
Ecco una mascherata
di vaghe danzatrici.
Ognuna è ornata
di bellezza e fulgore
e tutte in cerchio rappresentan l’ore.
S’incominci la danza.
Sortono le Ore della Danza delle Ore 
Sortono le Ore del giorno
Danza delle Ore del giorno.
Sortono le Ore della sera
Danza delle Ore della sera
Sortono le Ore della notte Danza delle Ore della notte.

 




 

 
Amilcare Ponchielli (Paderno Fasolaro, 31.08.1834 – Milano, 16.01.1886)


 

 

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Infine… ecco la notissima affascinante musica.
 
Il video per immagini e musica
è, a mio parere, davvero di ottima qualità.






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 Matisse – La danza – 1910

 

 
 Buona visione e buon ascolto…
 
 
 
 
 
 

 

 



Tony Kospan




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L’originalissima e simpatica scultura dell’Orso blu di Denver   Leave a comment





Chi ha la (s)ventura di leggermi anche solo ogni tanto…

sa che amo le sculture sorprendenti… originali…

non tanto per le loro qualità artistiche (eventuali)

ma per l’idea sorprendente (e talvolta sorridente) che esprimono.









Questa poi, rappresentando un orso,

poteva non incuriosire… Orsosognante?









Questa gigantesca scultura di un orso blu sembra sbirciare nella hall

del Centro Congressi di Denver “Colorado Convention Center” (USA).







In genere i centri congressi sono noti per il loro stile serio e composto

ma i dirigenti di questo decisero, nel 2005, che era invece necessario

dare al loro un senso di serenità e giocosità.







Fu chiamato allora un artista locale, Lawrence Argent,

che subito propose, per completare la facciata dell’edificio,

una scultura di un orso blu alta 12,5 mt che sbirciasse nella hall.







Realizzata, la scultura divenne ben presto un’icona

non solo del Centro Congressi ma addirittura di tutta Denver,

attirando frotte di turisti da ogni dove.




Tony Kospan – Orsosognante








Buona domenica pomeriggio in poesia.. L’incontro di K. Mansfield – arte.. J. Lavery – canzone.. Almeno tu nell’Universo   1 comment

 

 

 

 

John Lavery

 

 

 

 

 

Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa,
mi piace tutto ciò che fa palpitare il cuore.
E’ bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo.
Josè Saramago
 

 
 
 
 

John Lavery – L'amaca rossa

 

 

 

L'INCONTRO

Katherine Mansfield

 

E iniziammo a parlare,

guardandoci un attimo, schivi,

con imbarazzo.

La tristezza chiamava lacrime,

ma non piangevo; desideravo

prenderti la mano, ma un tremito diffuso

me lo impediva.

Contavi i giorni che mancavano

a un altro appuntamento,

ma entrambi sentivamo nel cuore,

che soli ce ne andavamo per sempre.

Il suono acuto di una campana riempì la stanza.

“Ascolta” dissi “batte forte come un cavallo

che galoppa su una strada deserta

e che si perde nella notte scura.”

Tacqui stretta tra le tue braccia

finché il rintocco

vinse anche il battito dei nostri cuori.

“Non posso andarmene” dicesti,

“la mia vita è qui, in eterno.”

Ma te ne andasti.

Tutto era cambiato.

Il rintocco giunse sopito,

debole, sempre più fioco.

Dissi alla notte: “Se smette devo morire”.

 

 

 

John Lavery – Tennis
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
a tutti da Orso Tony

 

 

IL GRUPPO IN CUI VIVER L'ARTE…
INSIEME

 

 

 

John Lavery

 

 

 

Goethe.. Hackert.. e Mozart.. miti del ‘700 a.. Napoli – Poesia arte.. e musica   Leave a comment


 



 Jacob Philipp Hackert
 




L'Italia per secoli è stata l'ambita meta
di viaggio per la migliore gioventù europea…
che si voleva nutrire
della cultura e dell'arte italiana.



Wolfgang Goethe – (Francoforte sul Meno 28.8.1749 – Weimar 22.3.1832)



 

HACKERT – GOETHE – MOZART E NAPOLI
 

COS'HANNO IN COMUNE TRA LORO E CON NAPOLI?

 
 


Jacob Philipp Hackert – Il Vesuvio visto da Napoli


 
 
 
Direi molto…
 
 
Tutti e tre i grandi personaggi nel 1700
hanno viaggiato per l'italia
ed in particolare hanno vissuto….
chi più tempo chi meno…
a Napoli…  e negli stessi anni…
 

 
 
Mozart – Medley
 

 

 Jacob Philipp Hackert


 

Hackert, amico di Goethe, è il cantore in dipinti…
mentre Goethe ci delizia in prosa e poesia
e Mozart in musica…
 
 
 
 
HACKERT E GOETHE
 
 
 
 
Goethe a Napoli ritratto da Johann Heinrich Wilhelm Tischbein con accanto reperti pompeiani da poco portati alla luce
 
 
 

Di nascosto e sotto falso nome,
Goethe fuggì da Weimar verso l’Italia
nella notte del 3 settembre 1786:
voleva godersi l'Italia,
il paese dei suoi desideri e della sua nostalgia,
senza dover rendere conto a nessuno.
 
 
 
 
File:Jakob Philipp Hackert by Augusto Nicodemo 1797.jpg
Jakob Philipp Hackert – (Prenzlau 15.9.1737 – San Pietro di Careggi 28.4.1807)
 
 
 
A Napoli rimase un mese nel febbraio-marzo 1787
 – e qui conobbe Hackert pittore di corte del Re Ferdinando IV
di cui divenne molto amico –
e poi altri 15 giorni al suo ritorno dalla Sicilia.



Jacob Philipp Hackert

 
 
Ecco come si esprime in una sua divertita e divertente
descrizione di Napoli:
 
 
 

 
Il napoletano crede di essere in possesso del Paradiso
ed ha un concetto molto triste dei paesi nordici:
»Sempre neve, case di legno, grande ignoranza, ma danari assai.«
Questa è l’immagine che si sono fatti di noi.
Quanto a Napoli, la città si preannuncia felice, libera e vivace,
un numero infinito di persone si affrettano disordinatamente,
il re è a caccia, la regina in stato interessante,
e meglio di così non può andare.

 

 

 

ed ora 4 sue famose bellissime poesie

 

 

 


 
DA DOVE SIAMO NATI?

 

Da dove siamo nati?
Dall'amore.
Come saremmo perduti?
Senza amore.
Cosa ci aiuta a superarci?
L'amore.
Si può trovare anche l'amore?
Con amore.
Cosa abbrevia il pianto?
L'amore.
Cosa deve unirci sempre?
L'amore.



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CUPIDO MONELLO TESTARDO!
 
Cupido, monello testardo!
M'hai chiesto un riparo per poche ore,
e quanti giorni e notti sei rimasto!
Adesso il padrone in casa mia sei tu!
Sono scacciato dal mio ampio letto;
sto per terra, e di notte mi tormento;
il tuo capriccio attizza fiamma su fiamma nel fuoco,
brucia le scorte d'inverno e arde me misero.
Hai spostato e scompigliato gli oggetti miei,
io cerco, e sono come cieco e smarrito.
Strepiti senza ritegno, e io temo che l'animula
fugga via per sfuggire te, e abbandoni questa capanna.



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LASCIA PURE

Lascia pure che lo splendore
del sole svanisca,
purché spunti il giorno
nella tua anima.
Ciò che vien meno
al mondo intero,
puoi trovarlo dentro il tuo cuore.




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PIACEVOLE INCONTRO

Nell'ampia cappa avvolto fin al mento,
prendevo la via tra le rocce, aspra e grigia,
e poi giù per i prati invernali,
l'animo inquieto, disposto alla fuga.
D'un tratto, il nuovo giorno si spogliò del velo:
giunse una fanciulla, bella come il cielo,
perfetta come quelle donne leggiadre
care ai poeti. La mia ansia s'acquietò.
Ma sviai il passo e la lasciai andare,
mi strinsi più forte nelle pieghe,
come per difendermi nel mio calore.
Eppure la seguii. Mi fermai. Era accaduto!
Nella mia veste non potei più celarmi,
la gettai via. E ci fu lei tra le mie braccia


 
 
 
 
 
MOZART
 
 
 



Mozart giovanetto
 
 
 

Appena quattordicenne, nel 1769-70,
Mozart viaggiò per tutta l'Italia,
accompagnato dal padre Leopold.
 
 
Il loro percorso li portò da Verona a Milano,
a Firenze e Roma fino a Napoli,
ovunque collezionando grandi trionfi.
 
 
Nella novella “Mozart in viaggio verso Praga” (1856),
Eduard Mörike fa dire a Wolfgang queste parole su Napoli:
 
 
 



 
Mozart (Salisburgo 27.1.1756 – Vienna 5.12.1791)
 
 
 
 

 

“Sono passati diciassette anni da quando andai in Italia.

Chi, avendola vista una volta, non la ricorda per tutta la vita,
specialmente Napoli?”
 

 
 
 
 
Mozart – Divertimento n.17- Minuetto
 

Jacob Philipp Hackert – Il Golfo di Pozzuoli
(sullo sfondo Procida e Ischia)
 
 
 
 

 
 
 

Ciao da Tony Kospan

 

 
 

 

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Ecco.. anche in video/gif.. la semplicissima ma geniale tecnica di parcheggio stranamente scomparsa   1 comment

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L'immagine può contenere: auto e spazio all'aperto

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Vedremo nel video una manovra di parcheggio

davvero sorprendente!


Una tecnica risalente a oltre 60 anni fa

di cui si sono perse le tracce…




L'immagine può contenere: auto




Davvero semplice ma geniale questa tecnica di parcheggio…

o di uscita dal parcheggio…


E' una tecnologia poi niente affatto sofisticata

o complicata




L'immagine può contenere: auto




Ebbene era già in uso sulla Cadillac del 1951…


E quanto ci sarebbe stata utile

e quanto ci sarebbe utile ancor oggi!


Vediamola…



Foto animata

Ciao da Tony Kospan



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samp238d32e410ba8c75.jpg IL MONDO DI ORSOSOGNANTE picture by orsosognante




L'immagine può contenere: una o più persone, persone sedute, auto e spazio all'aperto

Le 5 regole dell’impero… romanesco – Aforismi e vignette divertenti   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
E' notissima l'immensa… e direi contagiosa…
ironia romanesca…
seppur a volte molto graffiante…
 
 
 



 


 
 Ecco dunque…
LE 5 REGOLE D'ORO DELL'IMPERO ROMANO
(in romanesco… originale)



 

 

1 “Lavora sempre un pò meno della tua soglia minima de sopportazione

ricordate de abbassà ciclicamente i livelli di detta soglia.”

 

2 “Nun te incazza' coi deboli, nun te incazzà coi forti, NUN TE INCAZZA' PROPRIO.

E ricorda, i deboli fanno finta, domani saranno forti,

quinni si proprio devi, menaje subito, nu li fà cresce.”

 

3 “Non tutti i mali vengono pè nuoce, quindi tutte e vorte che hai fatto male a quarcuno, nun te sembra,

ma je hai fatto bene, percio' nun te sta' a preoccupa', che te frega.”

 

 

4 “Aiutati che tanto nun te aiuta nessuno.


Ricorda infatti che Dio è onnipresente, quinni, se voleva te aiutava prima.”

 

 

5 “Nun scajà mai la prima pietra si nun sei sicuro da piallo BENE.


Sinnò è mejo che te la conservi pè dopo.”


 

 

 

 

 

 
 
 
E' un divertissement… certo…


ma per caso… non sono anche regole…,


che almeno in parte, 


possono farci riflettere un pò?
 
 
 

 

 

 
Ecco ora qualche altro mitico esempio…
del divertente sarcasmo romanesco…
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciaoooooooooooooo

Orso Tony

 

  

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IL SALOTTO DI SOGNO DI FB?
APRI LO SCRIGNO
 
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Questa piccola… bella… favola ci dice perché amore e follia sono sempre insieme…   12 comments


 
 
Una simpaticissima favoletta che
ci rivela una verità che ben verifichiamo…
sulla nostra pelle quando…
 
 
 
 



 
 
 
LA FAVOLA DELL’AMORE E DELLA FOLLIA
 
 
 
La Follia decise di invitare i suoi amici a prendere un caffè da lei.
Dopo il caffè, la Follia propose:
“Si gioca a nascondino?”.
“Nascondino? Che cos’è?” – domandò la
Curiosità.
“Nascondino è un gioco.
Io conto fino a cento e voi vi nascondete.
Quando avrò terminato di contare, cercherò e
il primo che troverò sarà il prossimo a contare”.
Accettarono tutti ad eccezione della Paura e della Pigrizia.

 

 

 

 
 
 
 
 
“1.. 2.. 3.. – la Follia cominciò a contare.
La Fretta si nascose per prima, dove le capitò.
La Timidezza, timida come sempre, si nascose
in un gruppo d’alberi.
La Gioia corse in mezzo al giardino.
La Tristezza cominciò a piangere, perché non
trovava un angolo adatto per nascondersi.
L’ Invidia si unì al Trionfo e si nascose
accanto a lui dietro un sasso.
La Follia continuava a contare mentre i suoi
amici si nascondevano.
La Disperazione era disperata vedendo che la
Follia era gia a novantanove.
CENTO! – gridò la Follia – Comincerò a cercare.”
La prima ad essere trovata fu la Curiosità,
poiché non aveva potuto impedirsi
di uscire per vedere chi sarebbe stato il
primo ad essere scoperto.
Guardando da una parte, la Follia vide il Dubbio
sopra un recinto che non sapeva da quale lato si sarebbe meglio nascosto.
E così di seguito scoprì la Gioia, la Tristezza, la Timidezza.
Quando tutti erano riuniti, la Curiosità
domandò: “Dov’è L’Amore?”.
Nessuno l’aveva visto.
La Follia cominciò a cercarlo.
Cercò in cima ad una montagna, nei fiumi sotto le rocce.
Ma non trovò l’Amore.
Cercando da tutte le parti, la Follia vide un rosaio, prese un pezzo di legno
e cominciò cercare tra i rami, allorché ad un tratto sentì un grido.
Era l’Amore, che gridava perché una spina gli aveva forato un occhio.
La Follia non sapeva che cosa fare.
Si scusò, implorò l’Amore per avere il suo perdono
e arrivò a promettergli di seguirlo per sempre.
L’Amore accettò le scuse.
 
 
Ancor oggi, l’Amore è cieco
e la Follia l’accompagna sempre.

 

 

 

 

Eh sì… questa favoletta… ci conferma che…
 
 – non esiste vero amore senza un pizzico di follia… –







 
 
 
Ma voi cosa ne pensate?
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
dal web – impaginaz. t.k.
 
 
 
 
 
 


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Rina Sutzkever


 
 
 

Felice notte in minipoesia con la simpatica “L’amore…” di Leo Buscaglia   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
L’AMORE
Leo Buscaglia
 
 
L’Amore è come uno specchio,
quando ami qualcuno
tu diventi il suo specchio
e lui il tuo…
E specchiandoti
nel reciproco Amore
vedi l’infinito…
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
 

 

 

by Tony Kospan

 

 

 

 

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Pubblicato 28 agosto 2016 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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