Le bellissime pitture parietali dell’antica Pompei – Storia.. significato.. stili e temi degli affreschi   Leave a comment


 
 
 
 
 
 
 
La cenere del Vesuvio, in una drammatica vicenda,
ci ha conservato… quasi intatta…
 la realtà della vita di una città di 2000 anni fa…,
Pompei,
come una precisa ampia reale fotografia
che oggi ahimè si sta pian piano sgretolando per l'incuria
di chi dovrebbe proteggerla.
 
 
Non parlerò dell'arte… considerata “scandalosa”
(ma che per i costumi dell'epoca non lo era affatto…)
perché il blog ha una vocazione generalista
e quindi desidero evitare che alcune immagini “forti”
possano dar fastidio a qualcuno…

Dunque affronterò  l'argomento da un punto di vista
archeologico, artistico…  e relativo alla vita sociale dell'epoca…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LE PITTURE PARIETALI NELL'ANTICA POMPEI

 
 
La constatazione che tutte le case presentavano dipinti parietali
di grande interesse è l’aspetto più straordinario di Pompei.
 
 
La varietà di stili nella decorazione pittorica
che riveste le pareti delle case pompeiane è evidente.
 
 
 
 
 
 

 
 

Essi si estendono dalla sobria ripartizione in riquadri colorati,
a scenari architettonici, talora semplici talora molto complessi,
fino alla visione di prospettive assolutamente fantastiche,
a scene figurate ed alla ornamentazione pura.
 
 
 
 
 

Coppa con frutti – Casa di Giulia Felice – 79 d.C
 
 

 
La decorazione pittorica non era considerata
un qualcosa in più…
ma l’abbellimento della parete era essenziale
in ogni casa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le pareti in tal modo cercano di deliziare, e ci riescono,
facendoci ritenere anche che fosse stato raggiunto
un elevato livello di civiltà visiva, ampiamente generalizzata,
che si estendeva fino ai gradini più bassi della scala sociale.
 
 
 
 



Maschere Dionisiache

 
 
Una civiltà mai superata in alcuna epoca posteriore
e sempre sensibilmente superiore a quanto si possa
oggi trovare in una qualsiasi città di dimensioni paragonabili.
 
 
 
 
Casa dei Vettii
 
  

I dipinti a carattere figurativo di Pompei sono quasi sempre copie,
di solito tratte da altre copie di capolavori celebri dell’arte greca
che purtroppo sono andati perduti.

  

 

Frisso ed Elle
 
 
 
 
Alcuni ritengono che l'arte pompeiana
sia in un certo senso come la proiezione nella Campania Felix
della corrente filoellenica dell’arte romana. 

 

 

Marte e Venere 
 
 
 
 

Ma per la varietà degli stili sono stati fatti molti studi per decidere
se e quali delle pitture di Pompei, Ercolano, Stabiae e Oplontis
possano essere sicuramente nate dalle influenze
greche, campane e sannitiche.

 

 

 

 
 
 

In realtà esse potrebbero essere definite
come appartenenti a tutt’e tre le scuole, con la considerazione
che mentre alcuni tipi erano conosciuti ancora prima
che venissero introdotti a Roma viceversa,
l'arte romana in seguito esercitò
una notevole influenza sugli artisti campani dell'epoca.

 

 

 

Cesto di fichi

 

A mio parere assume una certa rilevanza il fatto che accanto

ad opere rifacentisi certamente all'arte ed alla mitologia greca

molti sono i dipinti che rappresentano invece scene di vita quotidiana. 

 

 

 Bellerofonte e Pegaso – La casa dei dioscuri

 

 

“La tecnica utilizzata per la realizzazione delle pitture parietali (affresco)
consisteva nell’applicare al muro due o tre strati ben fatti
di intonaco calcareo, mescolato con sabbia e calcite.
Quindi si dipingeva prima il fondo e si lasciava asciugare.
Quando il tutto si era ben essiccato, si aggiungevano le decorazioni.
I colori venivano mescolati con calcare, mentre,
per conferire brillantezza alla superfice,
si aggiungevano anche colla e cera (encausto).
Con tali mezzi le pitture acquistavano durevolezza e lucentezza.

Tra l’altro, i pigmenti usati nell’antichità erano costituiti
soprattutto da terre colorate come le ocre,
da tinte minerali come il carbonato di rame e, infine,
da tinte di origine vegetale e animale.

  

 

 

 

 

 

Non era affatto facile acquistare padronanza della tecnica,
ed era necessaria una grande avvedutezza da parte del pittore,
il quale doveva riuscire a mettere in atto le sue idee
con rapidità per ricoprire la massima superfice nel minor tempo.”
(testo in vari siti web)

 

 

 

 

 

 

Tradizionalmente le pitture delle città vesuviane
sono state assegnate a quattro stili diversi,
susseguentisi nel tempo
anche se qualche volta si sono sovrapposti.

 

 

 

 

 

 

Oggi si pensa però che tale suddivisione sia del tutto inadeguata
a rappresentare la grande varietà delle tecniche pittoriche. 

 

 

F I N E


 

 

Fonti: vari siti web – impaginaz. e coordinam. t.k.

 

 

Tony Kospan

 

 

IL SALOTTO CULTURALE DI FB?
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