Archivio per 3 luglio 2016

Buona domenica sera in poesia “La libreria del mare” M. G. Nigi – arte.. C. Theberge – canzone “Venezia”   Leave a comment

 
 
 
 
Claude Theberge
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Bisognerebbe tentare di essere felici,

non fosse altro… per dare l'esempio.

Jacques Prévert

 

 

clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali

Claude Theberge
 
 
 
 
 
 
 
 
LA LIBRERIA DEL MARE
Maria Grazia Nigi
 
Tutte le mie parole
portate via dal vento
cadranno in mezzo al mare.
Disperse in mezzo ai flutti,
salite e ridiscese per
nuotare.
Le leggeranno i pesci
letterati.
Le piccole conchiglie
innamorate.
La Società Anonima dei
pescicani.
Per tramare, per rimanere
a galla per mangiare,
tentando con i denti
di strappare… quelle
parole care.
Per leggere e imparare,
è tutta trasparente
aperta notte e giorno,
la Libreria del Mare.
 
 
 
 
Claude Theberge

 
 
 
 

 

da Orso Tony

 

 

 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E
Ripped Note

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Claude Theberge 

 
 

L’incredibile velocità nel dipingere del pittore D. Westry all’Anderson Got Talent – Video imperdibile   Leave a comment



Altro che Artista…

questo è un vero Genio!!!


Scherzo ovviamente ma

possiamo senz'altro definirlo il…

pennello più veloce del mondo!






Sì…vera e mostruosa velocità…

 ma non solo (come vedrete alla fine)

del pittore D. Westry

che mostra anche alcune capacità creative

durante il concorso

Gli spettatori di Anderson Got Talent.






I primi 90 secondi di questo video

potrebbero probabilmente annoiarvi….

ma… 





Ma dopo sarete davvero sbalorditi.






Video assolutamente imperdibile!


Eccolo!






Link diretto per chi lo preferisce

http://www.youtube.com/watch?v=I9ficvPdpZg#t=157




Ciao da Tony Kospan





 IL GRUPPO DI CHI AMA ESPLORARE

I N S I E M E
L'ARTE

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Tu che m’hai preso il cuor – Storia atmosfera ed origine della mitica canzone del 1929   2 comments




Questa è un’altra canzone che è andata oltre…
molto oltre il suo tempo… giungendo quasi intatta…
in quanto a bellezza e piacere d’ascolto…
ai nostri giorni…
 
 
Una canzone… classica… classicissima…
e non solo perché nata dall’operetta





 
 
 
 
TU CHE M’HAI PRESO IL CUOR
 
ATMOSFERE E NOTE… DI QUALCHE TEMPO FA…
 
 
A cura di Tony Kospan
 
 

  


 

  


 
Come sempre iniziamo con alcune immagini del 1929 circa…
 
 
 
   
Stanlio e Onlio nel  1929 




La spiaggia di Fregene nel 1929




Donne al lavoro




 
 
 


Tu che m’hai preso il cuor è infatti il titolo di una romanza tratta dall’operetta Il paese del sorriso (Das Land des Lächelns) musicata da Ferenc Lehár su libretto di Ludwig Herzer e Fritz Löhner-Beda (per l’Italia Edizioni Suvini Zerboni), andata in scena per la prima volta al Metropol-Theater di Berlino il 10 ottobre 1929  

 

 


 
 
 
 
Per la musica e le parole il brano gode di tanta notorietà da allora da essere entrato – come standard – nel repertorio della musica popolare.
 
E' stato infatti inciso sia da cantanti lirici che di musica leggera. 
 
 

 


 
 

Il brano è, nella sua versione originale, un duetto d’amore tra la giovane occidentale Lisa ed il principe cinese Sou-Chong.
 
I due innamorati, disposti a inseguirsi tra Vienna e la Cina, sfidano le difficoltà derivanti dalle diverse culture ma alla fine riusciranno a giurarsi amore eterno.
 
 
 
 

Tamara de Lempicka autoritratto – 1929
 
 
 
La musica  e le parole, ed in particolare il refrain che segue, rivela  appieno il senso del sentimento amoroso che unisce i due giovani protagonisti e fa di questo brano uno dei classici delle canzoni per innamorati: 
 
 
 

 
 
 

« Ti vedo tra le rose
ti dico tante cose
se il vento lieve t’accarezza
un profumar di giovinezza
mi fai tremar
La notte sogno tremando di te
quale incantesimo il mio cuor sul tuo cuor
mentre si schiudono le pupille tue d’or. » 
 

 

 


 
 

Ascoltiamola dunque in questa versione cantata, come sempre alla grande, da Pavarotti

 

 
 
 

 

 

 

 

 CIAO DA TONY KOSPAN 

  







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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB







Jim Morrison.. leggenda e poesia del rock – Breve ricordo anche con aforismi e canzoni   6 comments


 

Mi fa piacere ricordar Jim Morrison,

leader dei Doors e “Poeta Maledetto del Rock“,

morto sì giovanissimo

ma che, per la bellezza dei testi e delle musiche,

è tuttora vivissimo, amatissimo

e resta una vera leggenda… del rock….

 

 

 

 

Se la mia poesia cerca di arrivare a qualcosa,

è liberare la gente dai modi limitati in cui vede e sente.

Jim  Morrison

 

 

 

(Melbourne 8 12 1943 – Parigi 3 7 1971)
 
 
 
 
JIM MORRISON
 
LA LEGGENDA E LA POESIA DEL ROCK
 
 
 .
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Nella sua trasgressione
l'inquietudine di una intera generazione…

E' anche considerato un poeta maledetto
della Beat Generation



.
.

 
 
 
Quando il mio corpo sarà cenere
il mio nome sarà leggenda
Jim Morrison
 
 
 
 
Avrà sbagliato molto, in vita sua, Jim Morrison, ma non a immaginare cosa sarebbe stato del suo ricordo.
Il cantante e leader dei Doors, quando era ancora in vita, era più di un musicista rock in un'epoca in cui rock era ancora vivo.
 
Poeta, appassionato di letteratura (dalla beat generation ai poeti maledetti francesi,) cinefilo e film maker (alla scuola di cinema dell'Ucla aveva conosciuto l'altro fondatore dei Doors, Ray Manzarek), Morrison al momento della sua fine era già un'icona per una generazione che nel «maledetto» fuggito dalla Florida in California identificava il proprio lato oscuro e inquieto.
 
 
 
 

I Doors

 

 

Il corpo di Jim Morrison ha cominciato a diventare cenere il 3 luglio di 38 anni fa, in un albergo di Parigi. 

La sua morte, con cause rimaste oscure, coincide con l'inizio della leggenda.  
Anzi, delle leggende, compresa quella che lo vuole ancora vivo, sotto falso nome, dopo aver organizzato la macabra messinscena per sottrarsi alla pressione della popolarità e ritirarsi a scrivere poesie. 

E' una vecchia storia: non ci si rassegna facilmente a perdere certi simboli universali.

Del resto, se «Elvis è vivo» (e qualcuno che giura di averlo visto si troverà sempre), perchè Morrison non dovrebbe esserlo? Jacques Rochard, un grafico francese che dice di averlo incontrato a Parigi nel 1980, ha scritto addirittura un libro per farlo sapere al mondo.

Per evitare equivoci l'ha intitolato «Vivo!».









Per chi non ama aggrapparsi al sogno dell'immortalità terrena, il viaggio, anche soltanto virtuale al cimitero parigino di Père Lachaise, è obbligatorio.

E' il camposanto degli artisti e delle celebrità.  
Lo stesso Jim Morrison amava andare a visitare le tombe dei poeti che adorava.







Oggi è un itinerario che si può compiere da casa, con un clic, attraverso il sito del cimitero, per trovare la tomba di Morrison ancora oggi meta di visite e omaggi così come accade a Graceland, o a Central Park sul mosaico che ricorda John Lennon. 

Lumini, candele e fiori: una cornice che forse non si sarebbe attesa un artista sempre inquieto e insoddisfatto, per il quale la trasgressione era una forma di espressione contro la cultura dominante (gli pesò il processo per i fatti di Miami, quando si spogliò in concerto). 
Quanto agli stupefacenti, non sarebbe nemmeno un particolare da citare, tanto era diffuso in quel periodo tra tutti i musicisti e gli artisti, in particolare nell'area californiana. 
 

A Parigi Morrison cercava una nuova vita.


Era arrivato il 12 marzo del '71, appena terminata l'incisione di LA WOMAN, l'ultimo album dei Doors.  


E mentre la mente musicale del gruppo, Ray Manzarek, era ancora impegnato nei missaggi, Jim e Pamela (la sua “compagna cosmica” cominciava la loro ricerca di nuove contaminazioni europee. 






 

Via la barba, una vita da turista colto, frequentazioni con intellettuali come l'amica regista Agnès Varda, giornate ai cafè e ai musei, serate di cinema e conversazioni.

Tutto potrebbe andare al meglio: la sua raccolta di poesie “The Lords And The New Creatures” è un successo, “La Woman”, appena uscito, pure.Ma quando arriva l'estate a Parigi, il suo umore è cambiato e l'entusiasmo ha lasciato il posto alla depressione e all'isolamento.

Muore a 27 anni il 3 luglio del 1971.Pochi mesi prima, tra settembre e ottobre del 1970, se ne erano giù andati altri compagni di viaggio: Jimi Hendrix e, subito dopo, Janis Joplin. Circostanze simili e vite, anche le loro, all'estremo.  





 The Doors – Light My Fire


 

Poche persone per l'addio di Morrison: la notizia non fa immediatamente il giro del mondo come sarebbe successo poi per Elvis e come accadrà, nove anni dopo, per Lennon. 
Ma i fan, in fondo, sapevano già, fin dall'inizio. Rimettono sul piatto il lp The Doors, uscito nel 1967, già premonitore nelle liriche di una canzone di Morrison: This is the end, beautiful friend. This is the end, my only friend… 


Il referto parla di un edema polmonare nella notte, probabilmente causato dall'effetto combinato di eroina e alcol.


Pamela morirà di overdose tre anni dopo.


  

 

This is the end, my only friend, the end…. 
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TESTO DAL WEB – IMPAGINAZ. TONY KOSPAN




 




Spero di riuscire prima o poi a dire la mia…
su questo poliedrico geniale e grande
“artista maledetto”…
dalla vita indubbiamente travagliata…


Ricordiamolo infine anche con questo bel video,

con sue canzoni, poesie ed aforismi



 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 

Felice notte in minipoesia con “Quando…” di W. Shakespeare   2 comments

 

 

 

 

 

QUANDO
William Shakespeare
 
 
Quando non sarai
più parte di me,
ritaglierò dal tuo ricordo
tante piccole stelline,
allora il cielo sarà così bello
che tutto il mondo
si innamorerà della notte.
 
 
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by Orso Tony

 

 

 

 

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Joe Tucciarone



 
 
 

Istanti – Breve ma profonda riflessione di Paulo Coelho – Forum   3 comments

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Un piccolo, ma nello stesso tempo grande,


pensiero sul senso della vita… di Paulo Coelho…


che condivido.


Dopo averlo letto mi farebbe piacere conoscere


il vostro pensiero.

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ISTANTI


Paulo Coelho (L'Aleph)


 



La nostra vita è un viaggio ininterrotto


dalla nascita fino alla morte.


 


Il paesaggio muta, le persone cambiano,


i bisogni si trasformano, ma il treno prosegue.


 


La vita è il treno, non la stazione ferroviaria.




 


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Cosa ne pensate? 


CIAO DA TONY KOSPAN


 


 


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