Elogio della lentezza – Un’interessante riflessione e… la mitica canzone di Bennato   2 comments

 

 

L’ELOGIO DELLA… LENTEZZA… 




 
 
 
 
 
 
Ho letto questo articolo e m’è piaciuto in quanto fotografa,
a mio parere,
il nostro modo convulso di vivere
e ci dà qualche dritta per riassaporare…
la bellezza del fare e del gustare le cose con calma…
 
 
Infatti corriamo… corriamo…. tutto il giorno…
per poi però domandarci… a fine giornata…
“Ma in fondo cosa ho fatto di importante?
Ho vissuto una giornata davvero piena?”
 
 
Ma ora leggiamolo… 
 
 
 



 
 
  
 
 
 
“Quanta fretta, ma dove corri, dove vai…”
Edoardo Bennato, Il Gatto e la Volpe
 
 
 

L’ELOGIO DELLA… LENTEZZA…

Giovanni Annunziata

 
 
 
 
 
 

Il tempo sembra davvero non bastare mai.
Per quanti sforzi facciamo, siamo sempre in ritardo con quella scadenza, con quel progetto, con quel lavoro…
Siamo perennemente in ritardo con i nostri appuntamenti, eppure corriamo, corriamo sempre più veloci, da una parte all’altra.
 
 

Corriamo in auto, e già col clacson se qualcuno davanti a noi procede lentamente: abbiamo fretta noi!! Corriamo a piedi, che fastidio le persone che si attardano a chiacchierare o ad osservare le vetrine, noi siamo in ritardo, abbiamo un impegno urgente mica abbiamo tempo da perdere!

 

Mangiamo velocemente, magari, per far prima, andiamo in un fast food, dobbiamo lavorare, non abbiamo tempo di sederci a tavola con calma! Eppure, per quanti sforzi facciamo, sembra sempre che il tempo corra più forte di noi.

 

Lo stress nelle nostre giornate ha ormai raggiunto livelli di guardia. Non è un caso se sempre più persone ricorrono (purtroppo) a farmaci per riuscire a prendere sonno o per riuscire a rilassarsi un pò.

 

Qualche giorno fa ero alle terme ed ho notato, osservando le persone, quanto sia difficile per molti riuscire a fermarsi qualche ora senza sentirsi in colpa. Alcuni sembravano letteralmente dei leoni in gabbia. Si alzavano dai lettini spesso, andando avanti e indietro, in preda al panico perché il cellulare non prendeva…

 

 

 

 

 

 

E’ triste. Abbiamo davvero perso il controllo. Siamo diventati totalmente schiavi dei nostri impegni. Siamo entrati in un vortice pericoloso dal quale facciamo fatica a venir fuori. E la cosa più importante èche non ne siamo ancora del tutto consapevoli. Scambiamo per senso del dovere quella frenesia che ci attanaglia. Ignoriamo ormai quasi del tutto il significato dell’ozio.

 

Non riusciamo a stare senza far nulla. Non riusciamo a stare in silenzio. Ad ascoltare un po’ noi stessi, il nostro corpo, non ci fermiamo ad ammirare la natura; troppo spesso non ci fermiamo ad ascoltare e comprendere, veramente, le persone che incontriamo, o le situazioni che affrontiamo.

 

Iniziamo a riflettere un pò su noi stessi. Iniziamo riscoprire quegli aspetti importanti che da troppo tempo trascuriamo.

 

Abituiamoci ad assaporare a pieno ogni momento della giornata, si tratti di una pizza, un dolce, un tramonto, della voce della persona amata o del sorriso di un bambino. Prendiamoci tutto il tempo necessario. Ne vale davvero la pena. La vita è troppo breve per essere vissuta di fretta.

 

“Non è necessario fermare il mondo e cercare di scendere: rallentare e riappropriarci del nostro tempo è possibile partendo da gesti anche piccolissimi del quotidiano.

 

Riprendiamoci la nostra vita. Non lasciamoci travolgere dalla società dei consumi, del profitto, del tutto e subito. Sta a noi scegliere. Possiamo e dobbiamo farlo. Con piccoli gesti quotidiani. C’è un modo migliore di vivere!!!

 

 

 


 
 
 
Ora la canzone simbolo dell'elogio della lentezza…
 
 
 
“Quanta fretta, ma dove corri, dove vai…”
allora ascoltiamola
questa bellissima… originalissima…
canzone di Edoardo Bennato
 
 
 
 
 

 
 
 
 
E voi che ne pensate della lentezza?
 
Siete d’accordo o no?
 
Ciaooooooooooooooooo
 
Orso Tony
 
 
 

 

 




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2 risposte a “Elogio della lentezza – Un’interessante riflessione e… la mitica canzone di Bennato

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  1. bello questo momento per riflettere sullo stress di tutti i giorni Io sono insegnante di musica mi sono accorto quanta fatica devo fare a far ascoltare la musica ai ragazzi che comunque a loro piace ma la vivono passivamente Siamo tutti contagiati come da un virus dell arrivar prima. O schiavi della tecnologia Sarebbe bello usare questi mezzi e non esserne schiavi. E poi …. servono veramente? faccimoci un pensiero serio La maggior parte della gente li usa per riempirsi la vita che tristezza ….ma prima non c era nulla e si stava bene anzi megliio!! Giovanni

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    • Eh sì… concordo…
      Il tema meriterebbe un approfondimento ampio…
      L’accelerazione (ma anche l’ampiezza… non pare infatti esserci più differenza tra giorno e notte) dell’uso del tempo… anche grazie alle nuove tecnologie… è però solo uno degli aspetti più evidenti della modernità…
      Ciao

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