Archivio per 6 Maggio 2016

Tagore… grande poeta indiano del 900 – Breve ricordo anche con sue poesie d’amore e d’armonia   2 comments

 
 
 







Tagore è stato un grande poeta indiano (India),
ma anche drammaturgo, scrittore e filosofo.
 

Le sue poesie sono tuttora amatissime nel web
(e da me pubblicate spessissimo).


 
 
 

Calcutta 6.5.1861 – Santiniketan 7.8.1941

 
 
 
Nato in una ricca famiglia indiana studiò in Inghilterra
ed al suo ritorno in India si dedicò alla cura
delle sue proprietà ed alle sue passioni artistiche.
 
Tagore… è stato baciato dal genio poetico,
universalmente riconosciuto,
nonostante una vita travagliata da tragici lutti.


 
 
 
 
 
 
Definito poeta dell’Armonia e del Sogno
vinse il Premio Nobel per la Letteratura nel 1913
ed è stato amatissimo dalla cultura occidentale.

A differenza di Gandhi egli si impegnò molto
nel tentativo di conciliare la cultura del suo paese
con quella del mondo anglosassone.


 
 
 
 
 
 

Visse purtroppo il dolore della perdita
di diversi familiari a lui carissimi.

Nelle sue poesie Tagore esprime i suoi sentimenti
sempre tesi verso il sogno, l’armonia e la bellezza…
nonostante le tante difficoltà
e gli enormi dolori che la vita gli riservò…


 
 
 
 
 
 

E’ stata davvero ammirabile la sua capacità di metabolizzare,
senza perdere mai il suo amore per la vita,
le grandi tragedie che lo colpirono.
 
Questo è avvenuto grazie ad una grandissima forza d’animo
illuminata dalla magica luce del suo stupendo mondo poetico.


 
 
 
 
 


Egli ha una incredibile e rara capacità di…
volare alto… e di farci volare con lui…
con parole semplici e naturali.
 

Ritengo che non ci possa esser miglior omaggio
ad un poeta che ricordarlo attraverso alcune sue poesie.
belle, dolci e delicate… come farfalle.

 
 
 

 
 
 
 

 
 
 

BARCHE DI CARTA
 

Ogni giorno faccio galleggiare
le mie barche di carta a una a una
giù per la corrente del fiume.
Su di esse scrivo il mio nome
e il nome del villaggio dove vivo
in grandi lettere nere.
Io spero che un giorno qualcuno
in qualche paese straniero
le trovi, e sappia chi sono.
Carico le mie barchette con fiori
 di shiuli, colti dal nostro giardino,
e spero che quei fiori del mattino
sian portati nel paese della notte.
Io varo le mie barchette di carta
e osservo nel cielo le nuvolette
che spiegano le loro bianche vele.
Non so quale mio compagno di giochi
su in cielo le mandi giù per l’aria
a gareggiare con le mie barchette! 
 Quando scende la notte affondo la faccia
nelle braccia, e comincio a sognare
che le mie barchette di carta
galleggiano sotto le stelle.
In esse viaggian le fate del sonno,
e il carico è cesti pieni di sogni.
 
 
 
 



 
 
 
TU SEI LA NUVOLA DELLA SERA
 
Tu sei la nuvola della sera
che vaga nel cielo dei miei sogni.
Io ti dipingo e ti modello
con i miei desideri d’amore.
Tu sei mia, solo mia,
l’abitatrice dei miei infiniti sogni!
I tuoi piedi sono rosso-rosati
per la vampa del mio desiderio,
spigolatrice dei miei canti
al tramonto!
Le tue labbra sono dolci-amare
del sapore del mio vino di dolore.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei solitari sogni!
Ho oscurato i tuoi occhi
con l’ombra della mia passione,
frequentatrice della profondità
del mio sguardo!
T’ho presa e ti stringo, amore mio,
nella rete della mia musica.
Tu sei mia, solo mia,
abitatrice dei miei immortali sogni!
 
 
 
 

 


 

Emile Vernon

 
 


FIORE D’AMORE
 
Qualcuno mi ha segretamente
lasciato in mano un fiore d’amore.
Qualcuno mi ha rubato il cuore
e l’ha sfogliato in cielo.
Io non so se l’ho trovato
o se vado a cercarlo ovunque
e se c’è tremore di gioia o pena

 
 
 


 




 
 
 

TALVOLTA LA MIA GIOIA
 

Talvolta
la mia gioia
ti spaventa
amore mio
nasce dal nulla
e si nutre di poco
di larve invisibili
che il vento trasporta
di frammenti di paura
che si fondono in tepore
di briciole di serenità
cadute
dalla mensa dei poveri
di un raggio di sole
che risveglia lucciole
addormentate
in gocce di rugiada
se mi ami
amore mio
perdona la mia gioia

 
 
 


 
 
 



 
 
 

IL MIO CUORE
 

Il mio cuore, uccello del deserto,
ha trovato il suo cielo nei tuoi occhi.
Essi sono la culla del mattino,
essi sono il regno delle stelle.
I miei canti si perdono nella loro profondità.
Lascia che io squarci le sue nuvole
e stenda le ali al suo sole.




 
 
 



Tony Kospan

 
 
 
 
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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA E LA CULTURA
NELLA PAGINA FB







 
 
 
 

Tammurriata nera – La vera storia… i grandi autori… la mitica canzone popolare   Leave a comment

 

 

 

Una grande famosissima musica popolare…

nata nella Napoli del dopoguerra…

ma in verità sia la musica che il testo…

sono d'autore!


  

LA STORIA

Siamo nel 1945 nell'Ospedale Loreto Mare di Napoli
quando accade un fatto… inconsueto.

Una ragazza partorisce un bambino di pelle scura…

Tutti a porsi domande su come la scienza poteva spiegare la cosa…
ma la realtà era molto… ma molto… più semplice…

L'anno prima erano giunte in città le truppe americane
composte anche da molti soldati neri…
ed il caso di neonati mulatti ormai cominciava
a non esser più una rarità…

Edoardo Nicolardi, che lavora proprio in quell'ospedale
e che aveva già scritto testi di bellissme canzoni come “Voce 'e notte“,
sente forte l'impulso di scrivere dei versi sull'episodio.

Appena scritti consulta il consuocero, altro mitico personaggio
della canzone napoletana… E. A. Mario… notissimo musicista
autore tra l'altro della musica della “Leggenda del Piave“.

.

.


Quest'ultimo compone in breve una musica che, insieme ai versi,
diverrà la migliore testimonianza della dura realtà di quegli anni.

Proprio per questa aderenza al momento storico e sociale
la canzone veniva percepita ed amata dappertutto,
come se fosse una canzone popolare,
poiché il successo fu immediato.

Il primo a portarla a farla conoscere fu Renato Carosone
ma poi negli anni '70 la Nuova Compagnia di Canto Popolare
la portò ai primi posti della Hit parade nazionale.

 

  

LA CANZONE

 

E' giunto il momento di ascoltarla grazie a questo bel video

che consente di immergerci nella difficile… tremenda… atmosfera

della Napoli post-bellica.

 

 


   


CIAO DA TONY KOSPAN


 


 


  
IL NUOVO GRUPPO IN CUI VIVER L'ARTE…
INSIEME
 
 
 
 

Ecco come appare il… bacio… nelle poesie… sculture… dipinti… canzoni… film… etc.   2 comments

 

 
 
Mini antologia… di capolavori
antichi e moderni dedicati al bacio
nelle varie arti…
(la scelta è assolutamente soggettiva)
 
 
 

 
 

Giorgio Riva
 
 
 
 
 
 

IL BACIO NELLE VARIE ARTI
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
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G I F

 

 

 
 
 
 
 

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AFORISMA
 
 
E che cos’è un bacio?
Un apostrofo rosa fra le parole t’amo,
un segreto detto sulla bocca.
Edmond Rostand (Cyrano)

 
 
 

 
 
 

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PITTURA
 
 
Il noto dipinto di Toulouse Lautrec

 
 

 
 
 
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POESIA
 

La mitica poesia di Neruda

 
 
 

 
 
 
 IL BACIO
– Pablo Neruda –


Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi



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POESIA ANTICA
 
La mitica poesia di Catullo
MILLE BACI
 
 
Statua di Amore e Psiche
– Copia di originale greco del II sec. a. C.-
 
 
 
DAMMI MILLE BACI
– Catullo –
 
Dammi mille baci, poi cento
poi altri mille, poi ancora cento
poi altri mille, poi cento ancora.
Quindi, quando saremo stanchi di contarli,
continueremo a baciarci senza pensarci,
per non spaventarci e  perché nessuno,
nessuno dei tanti che ci invidiano,
possa farci del male sapendo che si può,
coi baci, essere tanto felici.



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CANZONE ITALIANA

La mitica canzone rock che consentì
l'inizio del mito di Adriano Celentano
24.000 baci


 
 

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CANZONE CLASSICA NAPOLETANA
 
 
Classicissima… poetica… canzone Napoletana
I’ te vurria vasà
(con storia atmosfera testo originale e tradotto)
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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SCULTURA
 
 
La famosissima opera di Rodin in cui sarebbe raffigurato
lui stesso con Camille Claudel, allieva e sua amante 
nonché grande scultrice anch'essa.
 
 
Il Bacio – Rodin
 
 
 

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ARCHEOLOGIA
 
 

 

 

 



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FOTOGRAFIA
 
 
Il bacio fotografico più famoso…
quello opera di Robert Doisneau
 
 

 
 
 
 

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CINEMA
 
 
Clark Gable e Vivien Leigh in Via col vento
(vedi video)
 
 
 
 
 
 
 

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DOLCE
 
 
Infine… ebbene sì… 
non è certo un'opera d'arte in senso classico…
ma è indubbiamente amatissimo
dal nostro gusto e nel nostro immaginario…
il mitico…

 
 
 
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN CON…


 
 
Foto animata
 
 
 
 
 
 
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Buon W. E. in poesia “Oggi” S. Littleword – arte.. Anna Dittmann – canzone “Emozioni” di Battisti   Leave a comment

 

 

Anna Dittmann

 

 

 

 

 

 

 

 

Che mi cerchino domani.

Oggi ho appuntamento con le rondini.

J. C. Andrade

 

 
 
 
 

Anna Dittmann

 
 
 

OGGI
Stephen Littleword
 
Oggi
raccolgo brandelli
di cielo,
sorrido al nuovo
giorno che si accinge
a splendere,
raccolgo le forze
come fossero coralli
sulla spiaggia,
e ne faccio tesoro
per l’intera giornata.
Apri
le porte al cambiamento
e vivi intensamente,
disegna una finestra
tra i pensieri più bui
e farla diventare
la tua finestra
sul cielo interiore.
Che sia
un giorno splendido,
uno di quei giorni
dove il sole splende,
dentro
e fuori di te.
 
 
 

Anna Dittmann

 
 
 
 
 
 
 
 

 
da Orso Tony
 

 

PER CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E

 

 

 

Anna Dittmann

 

 

Il rossetto – Storia.. significato.. aspetti… e curiosità del cosmetico più usato al mondo   1 comment




Nessun testo alternativo automatico disponibile.



Anche la cura del corpo e la cosmetica…
hanno una loro lunga storia… che risale alla notte dei tempi…
 
Oggi il rossetto è il cosmetico più usato in tutto il mondo…

 
 
 
 
 
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STORIA SIGNIFICATO ED ASPETTI DEL…
ROSSETTO…

 
 


 
 

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Marilyn

 

 

 


IL ROSSETTO NELLA STORIA DELLA BELLEZZA


 

 

Il rossetto è sinonimo di seduzione, sensualità e sex appeal e ben l'80% delle donne ne fa uso ogni giorno.
 
 
Non c’è poi vip o star che non gareggi per il titolo di labbra più sensuali del mondo esponendo rossi infuocati e bocche a prova di bacio.
 
 
 
 
 
 

 

 

 

 LA NASCITA

 

 


Ma quando è nato veramente il rossetto?

La storia della cosmesi colloca la data del suo ingresso ufficiale nella società della bellezza intorno alla fine dell’ottocento (1883 per l’esattezza), anche se l’abitudine di tingersi le labbra è una delle piacevolezze più antiche della storia dell’umanità come vedremo in seguito.
 
 
 
 

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Ma la data di nascita dello stick portarossetto, con il formato che noi conosciamo è molto più recente e risale al 1915 quando fu inventato da un americano di nome Maurice Levy.
 
 
 
 
 

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Il rossetto veniva usato dalle donne della Mesopotamia per abbellire le labbra e occasionalmente gli occhi, ben 5000 anni fa.

 

I primi a fare uso quotidiano del rossetto e, in generale, dei cosmetici sono stati gli antichi Egizi attorno al 4000 a.C.. ed usato con profitto da Cleopatra.
 
 
 
 

 
 
 
 

Anche gli Antichi Greci e gli Antichi Romani facevano uso di cosmetici.
In particolare utilizzavano cosmetici contenente un elemento tossico come il mercurio.
Ma il rossetto divenne popolare solo nel 1500, durante il regno della regina Elisabetta d’Inghilterra,
che usava una miscela di una speciale cera e di un colorante vegetale.
Nel XIX secolo la Regina Vittoria, definì il trucco una maleducazione.
 
 
 
 

Liz Taylor


 
 
 
 
Veniva considerato come qualcosa di volgare e usato solo da attori e prostitute. 
 
In Oriente, perlopiù in Giappone, le geishe utilizzavano un rossetto prodotto dai petali del cartamo o zafferanone (nome comune di una pianta che cresce spontanea in quei luoghi) schiacciato non solo per truccare la bocca ma anche il taglio degli occhi e le sopracciglia.
 
 
 
 

 

 


Dalla Seconda guerra mondiale in poi la diffusione dei cosmetici si fece capillare
in tutto il mondo occidentale.
L’uso nella forma attuale fu diffuso soprattutto grazie alla cinematografia,
cioè ai films prodotti, soprattutto dagli USA, proprio durante il secondo conflitto.

 
 
 
 
 
IL SIGNIFICATO DEL ROSSETTO
 
 
 
 
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Ma che significato ha il rossetto nella nostra cultura?
Da sempre simbolo di seduzione le labbra sono il punto del viso che più di ogni altro viene inconsciamente associato alla carica di femminilità di una donna, complici rossetti e matite che ne enfatizzano il fascino.
Secondo gli antropologi, le labbra piene ed estroflesse delle donne, avrebbero infatti la funzione di richiamo sessuale. Siccome l’essere umano non esibisce le proprie regioni genitali quando è eccitato (come fanno i nostri cugini primati), trasmette lo stesso messaggio attraverso qualcosa di simile. Le labbra della bocca non solo somigliano a quelle dei genitali femminili, ma quando la donna è sessualmente stimolata, queste arrossano e inturgidiscono. 
 
 
 
 
 


Frantisek Kupka – Rossetto – 1908

 
 
 
 
Colorarle con il rossetto rievocherebbe questa condizione.
La psicologa Monica Moore della Webster University, ha per altro osservato che talvolta l’atto di mettere il rossetto di fronte ad uomo è un segnale di disponibilità all’approccio.
E’ innegabile del resto che la fisionomia del volto dipenda in maniera diretta dall’aspetto, dal movimento e dal colore delle labbra, uno degli strumenti più seducenti del fascino femminile. Con la bocca si sorride, si bacia, si parla.
E labbra turgide e piene, morbide e vellutate, carnose e rosse sono inevitabilmente sinonimo di bellezza e salute. Ben lo sanno le donne che ricorrono al bisturi per ritoccarsele.
Le labbra ideali? Secondo l’editore Harlequin Enterprises, che ha condotto tempo fa un sondaggio piacciono soprattutto quelle morbide e umide e dal sapore di fragola.
Va bene il rossetto per il 37% degli uomini del campione,
ma nature al momento clou soprattutto in Francia dove il 63% apprezza il look naturale, come del resto il 60% dei tedeschi e il 52% degli olandesi.

 

 

 


 IL TRAMONTO DELLE LABBRA AL SILICONE

 

 

 

 

Definitivamente tramontata l’era delle labbra al silicone come rivela una ricerca Astra Demoskopea, secondo la quale il 70% degli uomini italiani non amano le labbra rifatte, o “a cerotto”, e preferiscono baciare e ammirare labbra tutte naturali, più “desiderabili” se sane, preferibilmente carnose e possibilmente sensuali.
Non piace l’eccessivo make-up, con una leggera approvazione nell’utilizzo di lucidalabbra e trucco leggero.

 

 

 

CONCLUSIONI

 


 

Non è insomma sempre vero che ricorrere al rossetto sia l’unico modo per accentuare la luminosità del proprio volto.

Spesso ci sono labbra già naturalmente colorite e luminose, che non hanno bisogno di alcun intervento.

 Per scegliere la tonalità di rossetto giusta bisogna tenere presenti il colore della pelle e quello dei capelli.

 

 

 

 


 

Per cui una bionda sceglierà un rosa avorio, una nera con la pelle chiara il rosso vivo.

Nella nostra cultura la scelta del colore per le labbra è anche una decisione che sembra dover riflettere la nostra personalità. Superati i tempi in cui il rosso rappresentava il colore delle prostitute e qualsiasi donna “per bene” se ne sarebbe tenuta lontana; oggi l’industria cosmetica propone una tale varietà di tinte di rosso, che è impossibile non trovare quello che soddisfi realmente in ogni occasione e stato d’animo.

Ma al di là di tutto, scegliere il rossetto vuol dire per la donna mettere in rilievo la propria personalità, la voglia di mettersi in gioco e di parlare di sé. Secondo alcuni psicologi infatti, il rossetto usato può influire sul proprio modo di porsi nei confronti dell’altro.

 

 

 

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FINE

 

 

Testo dal Web con modifiche  – impaginaz. Orso
 
 
 
 
 
 

IL SALOTTO CULTURALE DI FB?
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Tutta la storia del mondo in… 2 minuti! Un simpatico video-gioiellino di Bruno Bozzetto   2 comments



 

 

 

 

Ti annoia la storia?

 

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Ecco allora un video simpaticissimo
del grande Bruno Bozzetto…

 

 

 

 

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la storia del mondo…
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solo… 2 minuti…

 
 

 

 

 

 

Non ci credete?

 

 

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Mi raccomando però…

non studiate troppo… ah ah…

 

 

 

 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN




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