Archivio per 5 Maggio 2016

Felice notte con la bella poesia “Se l’aria” di Montale   Leave a comment




Gregory Frank Harris



SE L'ARIA
E. Montale

Se l'aria mi raccontasse di te
vorrei perdermi per sempre nel vento,
lì ascolterei le tue parole
e i tuoi sospiri,
lì sarei vicino alla tua anima
e al calore del tuo cuore.















 

 
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Rob Gonsalves – Biografia ed opere del noto pittore del realismo magico   4 comments




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Rob Gonsalves è un pittore canadese della corrente detta “realismo magico”, definibile anche come surrealismo moderno.

In più questo artista si distingue per la sua grande capacità di creare precise “prospettive” e per lo stile.

Egli crea sia opere originali che stampe in numero limitato ed illustrazioni per libri.

Molte sue opere sono amatissime e diffusissime nel web e certamente ne riconoscerete alcune.



(1959 – Toronto – Canada)



Fin da piccolo Gonsalves ha mostrato grande capacità di crear con ogni mezzo opere di fantasia.

A dodici anni inizia ad approfondire lo studio dell'architettura e delle tecniche prospettiche.

Nel contempo nascono i suoi primi dipinti aventi come oggetto… edifici immaginari.









Dopo la conoscenza delle opere di artisti come Dalí e Tanguy, Gonsalves inizia a creare i primi dipinti surrealisti.
Ma è l'avvicinamento al “Realismo Magico” o surrealismo di Magritte insieme alle illusioni prospettiche di Escher che hanno avuto la massima influenza sul suo modo di vivere la pittura.

In gioventù Gonsalves ha lavorato a tempo pieno come architetto, come artista di murales “trompe-l'oeil” e nella creazione di scenografie teatrali.







Dopo un grande succcesso nel 1990 alla Mostra di Toronto Outdoor Art, Gonsalves si dedica alla pittura a tempo pieno.

Anche se le opere di Gonsalves sono classificabili come surreali, le immagini sono frutto di un progetto e di un pensiero consapevole.

Le idee gli vengono dal mondo reale e dalle attività umane ma poi egli inietta magiche emozioni in scene realistiche.









Con la sua arte egli intende esprimere il desiderio degli esseri umani di sognare la realizzazione dell'impossibile.

Le sue opere vengono collezionate in tutto il mondo ed ha anche vinto un premio istituito come illustratore di libri per bambini.

Nel suo lavoro è noto per il gran tempo e la gran cura che impiega nello studio delle suo opere per cui ne crea davvero pochissime all'anno.








Tra i tanti video presenti su Youtube ho scelto questo per la bella musica e perché ci consente di conoscere parecchie altre opere di questo artista dei nostri giorni.








Ciao da Tony Kospan






 
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Buon giovedì pomer. in poesia “Come te” R. Dalton – arte.. W. M. Paxton – canzone.. Lei (Adamo)   1 comment

 
 
 
 
 William McGregor Paxton
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
L’amore è la chiave che apre i cancelli della felicità.
Oliver Wendell Holmes
 

 
 

 William McGregor Paxton
 
 
 
COME TE
Roque Dalton

 
Io, come te,
amo l’amore, la vita, il dolce incanto
delle cose, il paesaggio
celeste dei giorni di gennaio.
 
Anche il mio sangue freme
e rido attraverso occhi
che hanno conosciuto il germinare delle lacrime.
 
Credo che il mondo è bello,
che la poesia è come il pane, di tutti.
 
E che le mie vene non finiscono in me
ma nel sangue unanime
di coloro che lottano per la vita,
l’amore,
le cose,
il paesaggio e il pane,
la poesia di tutti.

 
 
 
 
 
 
 William McGregor Paxton ~ Il filo di perle – 1908
 
 
 
 

 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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 William McGregor Paxton
 
 
 
 
 

Quando 40 inverni – Il sonetto di Shakespeare ed i 40 anni delle donne di oggi   1 comment


 
 
 

Questa volta la poesia di cui desidero parlare,
e che propongo anche alla vostra riflessone,
è del sommo Shakespeare…

 
 
 
 
Elizabeth Russell
 
 
 
 
 
QUANDO QUARANTA INVERNI…

 
Il sonetto di Shakespeare
ed una mia piccola riflessione

 

 

 

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 In questi versi, prima di dare uno sguardo al suo significato,

possiamo subito osservare come l’idea di una donna quarantenne 


piena di rughe (e forse di acciacchi…) oggi stride e stupisce…
anzi ci appare quasi incomprensibile…
 
 
Oggi la donna quarantenne è poco più che giovanetta…
e dunque opterei in questo caso,
date le modifiche avvenute nel corso degli ultimi secoli
riguardo alla durata e tenuta della nostra vita,
per una diversa rappresentazione,
delle immagini poetiche del Sommo.
 
 
 
 
 
 
 La donna oggi non sarebbe quarantenne ma settantenne
ed il piccolo sarebbe… il nipotino… eh eh…
 
 
Se ci guardiamo intorno, anche nel nostro mondo web…,
il numeno di nonne giovani e pimpanti
è in incredibile e costante aumento…
(ma in verità anche di nonni).
 
 
Fatte queste mie opinabilissime (ma non credo) premesse
passiamo alla poesia…
 
 
 
 
 
 
 
 Il grande William consiglia alla donna ultraquarantenne
di non preoccuparsi per lo sfiorir “di sua giovanile gran beltà”
ma anzi d’esser felice dato che la sua grazia
sta passando al/la figlio/a…
 
 
(Nella mia versione dalla nonna… al/la nipotino/a)

Dunque il Sommo anche stavolta,
nonostante i 40 inverni ormai non più validi
ci dona un esempio di profondità di pensiero. 
 
 
 
 
 
 
 
 
Leggo inoltre in questi versi anche il consiglio
d’accettar lo scorrer del tempo
in modo sereno… anche perché diversamente
vivremmo molto male gli anni… pochi o molti…
che ci restano…
 
 
Infatti se ci fermassimo a rimpianger
la bellezza e la forza della nostra gioventù…
che giorno per giorno s’allontana sempre più…
rischieremmo solo la depressione…
 
 
Come sempre, cari amici,
la mia è una personalissima interpretazione
e come sempre sono curioso di legger
 vostre diverse impressioni e valutazioni.
 
 
 
 
 
 
 
 
QUANDO QUARANTA INVERNI
Sonetto 2° ~ William Shakespeare ~
 
Quando quaranta inverni assedieranno la tua fronte
e profonde trincee solcheranno il campo della tua bellezza,
l’orgoglioso manto della gioventù, ora ammirato,
sarà a brandelli, tenuto in nessun conto.
Allora, se richiesto dove la tua bellezza giace,
dove il tesoro dei tuoi gagliardi giorni,
rispondere ch’essi s’adagiano infossati nei tuoi occhi
per te vergogna bruciante sarebbe e ridicolo vanto.
Quanta più lode meriterebbe la tua bellezza,
se tu potessi replicare: “Questo mio bel bambino
pareggia il conto e fa perdonare il passare degli anni”,
dando prova che la sua bellezza da te fu data.
Sarebbe questo un sentirsi giovane quando sei vecchio,
mirare il tuo sangue caldo quand’esso nelle tue vene è freddo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 



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Gino Bartali – Mito del ciclismo… ma anche silenzioso eroe   1 comment

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(Ponte a Ema 18.7.1914 – Firenze 5.5.2000)

 

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Mitico e leggendario avversario di Fusto Coppi

la sua fama era sempre rimasta

nel campo del grande ciclismo di un tempo

e successivamente come direttore sportivo.







Soprannominato Ginettaccio

ha infatti rappresentato con Fausto Coppi

un'epoca leggendaria del ciclismo italiano.







Famosissima, direi ormai mitica,

è la foto in cui i 2 si passarono la borraccia

ed ancor oggi non si sa per certo chi fu… dei due.







Per aver nascosto nella bicicletta falsi documenti

per salvare famiglie ebree dai lager nazisti

ha ricevuto nel 2005 dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi

la medaglia d'oro al valor civile (postuma).

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Inoltre “Il 23 settembre 2013 è stato dichiarato

'Giusto tra le nazioni'

dallo Yad Vashem”  (Wikipedia)


Ricordiamolo ed omaggiamolo infine

con questo video… 

 
 
 
 
 
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La sua stella è tra quelle che nel cielo brillano di più…
 
 
 
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Con la mitica poesia “5 Maggio” Alessandro Manzoni ci parla di Napoleone   2 comments

 
 
Non possiamo… noi che amiamo la poesia…
non ricordare oggi questa mitica lirica
 dedicata proprio a questo giorno
 
 
 
 
 
 
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Poesia che oltre ad esser nota a tutti,
perché ce la fanno studiare a scuola,
è certamente storica…
e non solo perché ci parla di Napoleone…
ed inoltre è anche densa di significati spirituali…
 

Alessandro Manzoni (Milano 7 3 1785 – Milano 22 5 1873)

 
 
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Il Manzoni la scrisse quasi di getto (4 o 5 gg)
dopo aver saputo che Napoleone era morto
ma soprattutto perché commosso dal fatto
che si era convertito poco prima di morire…
 
 
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Il poeta, quando il Bonaparte dominava l'Europa
non era stato tra i suoi ammiratori…,
per cui appare chiaro che questa poesia
in cui ne riconosce comunque la grandezza
(all'epoca Napoleone era amatissimo o odiatissimo)
non poteva portar vantaggi allo scrittore milanese…
 
 
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Questo il foglio su cui fu scritta

 

 

In realtà egli si astiene
da un preciso formale giudizio storico
limitandosi a dire… con i mitici versi…
“Fu vera Gloria?

Ai posteri l'ardua sentenza” (vv 31-32),
frase poi entrata a far parte del nostro comune dire…
 
 
 
 
 
 
 


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La poesia fu censurata dalle Autorità Austriache
che governavano all'epoca la Lombardia
ma grazie a Goethe, che la fece pubblicare
su una rivista tedesca,
ebbe un'eco immediata in tutta Europa
 
 
Ma ora leggiamola… rileggiamola…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL CINQUE MAGGIO
Alessandro Manzoni
 
 
 Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all'urna un cantico
che forse non morrà.
Dall'Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall'uno all'altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l'ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d'un gran disegno,
l'ansia d'un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch'era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull'altar.
Ei si nomò: due secoli,
l'un contro l'altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fe' silenzio, ed arbitro
s'assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell'ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d'immensa invidia
e di pietà profonda,
d'inestinguibil odio
e d'indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l'onda s'avvolve e pesa,
l'onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell'alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull'eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d'un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l'assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo de' manipoli,
e l'onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l'avvïò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov'è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! benefica
Fede ai trïonfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.

 

Manzoni dipinto da Francesco Hayez
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Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 

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UN MODO DIVERSO DI VIVER
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Con l’originale minipoesia “Il signore nel cuore” di Vivian Lamarque.. buonanotte a tutti   Leave a comment

 

 

Mojmir Jezek

 

 

 

IL SIGNORE NEL CUORE

Vivian Lamarque

 

 

Le era entrato nel cuore.

 

Passando dalla strada degli occhi

e delle orecchie

le era entrato nel cuore.

 

E lì cosa faceva?

 

Stava.

 

Abitava il suo cuore come una casa.

 

 

 

 

 

 

 
 

 

 

 

 

 

 

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