Archivio per 1 Maggio 2016

LA LONTANANZA IN AMORE – Poesie.. aforismi.. dipinti.. canzoni e non solo   Leave a comment

 
 
 
Care amiche ed amici amanti come me della poesia
stavolta parleremo di una particolare situazione
in cui molti si trovano o si sono trovati…
l’esser lontani dalla persona amata.
 
 
 
 
 
 
 
 
LA LONTANANZA IN AMORE...
POESIE DIPINTI AFORISMI CANZONI E…
a cura di Tony Kospan

 
 
Sarà perché spesso accade nel virtuale
d’innamorarsi di chi vive in altre località…
sarà perché spesso il lavoro costringe a cambiar città…
il tema della lontananza in amore è sempre molto sentito…
 
 
 

Angela Betta Casale

 
 
 
 
Tuttavia la lontananza oggi è facilmente attenuabile
grazie ai moderni mezzi di comunicazione audio-visivi
cosa che non era consentita ai nostri antenati…
ma quella fisica resta sempre uguale… oggi come ieri.
 
 
C’è anche da dire che alcuni ritengono
che stando lontani e quindi senza ripetitive abitudini
ci si può amare meglio e più a lungo.
(v.qui giù l’aforisma di Properzio poeta latino)
 

 

 

William Vincent Cahill

 
 
 
Altre volte poi la lontananza è non fisica ma psicologica…
ma in questo caso è chiaro che è la conseguenza
e non la causa della difficoltà di un rapporto d’amore…
 
 
In ogni caso essa ha sempre
una notevole influenza sull’amore che si vive…
sia in senso positivo che negativo…
 
 

Henri-Jean-Guillaume Martin

 
 
Prima di passare alle poesie ecco gli aforismi
scelti quest’anno.

 
 
 
 
 
 
 
Nessun posto è lontano.
Se desiderate essere accanto a qualcuno che amate
forse non ci siete già?
Enrico Brizzi
 
 
Le lettere d’amore si nutrono di lontananza.
Carlo Gragnani
 
 
Quando l’amante è lontano, più caldo si fa il desiderio;
l’abitudine rende fastidioso l’amato.
Sesto Properzio
 
La lontananza rimpicciolisce gli oggetti all’occhio,
li ingrandisce al pensiero.
Arthur Schopenhauer
 
Il cammino attraverso la foresta non è lungo
se si ama la persona che si va a trovare.
Proverbio Africano



 
 
 
 
 


Veniamo ora alle poesie prescelte 
e come sempre sarà bello leggere quelle (vostre o meno)
che sul tema piacciono a voi…
o tutto quel che vi va di esprimere.
 
 
 
 

 

 

 
 

Thomas Benjamin Kennington

 
 

NON POSSO RAGGIUNGERTI
~ Nadina Spaggiari Ascari ~
 
Non posso raggiungerti
ho ascoltato il silenzio, ma non ci sei,
ti ho chiamato nei canali aperti al tormento e non ci sei,
ti ho cercato nell’acqua,
nel vento che frusta il prato senza un briciolo di ragione,
ma non ci sei,
non rispondi nemmeno al mio grido verso il tramonto,
che spegne la luce negl’occhi e privo di compassione
porta la notte nel cuore, così, lasciandomi senza di te,
perché tu non rispondi, tu non ci sei.
Ti ho cercato nella luce del cuore e si è schiuso un sussurro,
come un piccolo abbraccio,
un soffio d’angelo, un bisbigliare sommesso,
che diventa presto uragano e mi catapulta sul mio desiderio
e mi dice che devo lasciarmi guidare, fuori da te.
Anima mia,
non posso più scorrerti dentro,
mischiarmi al tuo sangue così. Morirei.
E non è follia è soltanto la febbre che sale, è l’amore,
il mio amore per te.
Devo andarmene da questo delirio,
chiudere il pensiero, dimenticarmi di te.

 
 

Magritte

 
 

SENZA DI TE
~ John Keats ~
 
Non posso esistere senza di te.
Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti:
la mia vita sembra che si arresti lì,
non vedo più avanti.
Mi hai assorbito.
In questo momento ho la sensazione
come di dissolvermi:
sarei estremamente triste
senza la speranza di rivederti presto.
Avrei paura a staccarmi da te.
Mi hai rapito via l’anima con un potere
cui non posso resistere;
eppure potei resistere finché non ti vidi;
e anche dopo averti veduta
mi sforzai spesso di ragionare
contro le ragioni del mio amore.
Ora non ne sono più capace.
Sarebbe una pena troppo grande.
Il mio amore è egoista.
Non posso respirare senza di te.


 

Marie Spartali Stillman

 

 
IL PRINCIPE
 ~ H. Hesse ~
 
Volevamo costruire assieme
una casa bella e tutta nostra
alta come un castello
per guardare oltre i fiumi e i prati
su boschi silenti.
Tutto volevamo disimparare
ciò che era piccolo e brutto,
volevamo decorare con canti di gioia
vicinanze e lontananze,
le corone di felicità nei capelli.
Ora ho costruito un castello
su un’estrema e silenziosa altura;
la mia nostalgia sta là e guarda
fin alla noia, ed il giorno si fa grigio
– principessa, dove sei rimasta?
Ora affido a tutti i venti
i miei canti arditi.
Loro devono cercarti e trovarti
e svelarti il dolore
di cui soffre il mio cuore.
Devono anche raccontarti
di una seducente infinita felicità,
devono baciarti e tormentarti
e devono rubarti il sonno –
principessa, quando tornerai?

 
 

 
Daniel Ridgway Knight

 
 
 
CHE STA FACENDO ADESSO?
~ Nazim Hikmet ~
 
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
E’ a casa? per la strada?
Al lavoro? In piedi? Sdraiata?
Forse sta alzando il braccio?
Amor mio
come appare in quel movimento
il polso bianco e rotondo!
Che sta facendo adesso
adesso, in questo momento?
Un gattino sulle ginocchia
lei lo accarezza.
O forse sta camminando
ecco il piede che avanza.
Oh i tuoi piedi che mi son cari
che mi camminano sull’anima
che illuminano i miei giorni bui!
A che pensa?
A me? o forse… chi sa
ai fagioli che non si cuociono.
O forse si domanda
perché tanti sono infelici
sulla terra.
che sta facendo adesso
adesso, in questo momento? 
 

 

Johann Heinrich Füssli
 
 
 
CHINO SULLE SERE…
~ Pablo Neruda ~
 
Chino sulle sere tiro le mie tristi reti
ai tuoi occhi oceanici.
Lì si distende e arde nel più alto fuoco
la mia solitudine che fa girare le braccia come un naufrago.
Faccio rossi segnali ai tuoi occhi assenti
che ondeggiano come il mare sulla riva di una faro.
Conservi solo tenebre, donna distante e mia,
dal tuo sguardo emerge a volte la costa del terrore.
Chino sulle sere getto le mie tristi reti
in quel mare che scuote i tuoi occhi oceanici.
Gli uccelli notturni beccano le prime stelle
che scintillano come la mia anima quando ti amo.
Galoppa la notte sulla sua cavalla cupa
spargendo spighe azzurre sul prato.
 
 
 
 
 
 
 
 


Auguro a tutti d’esser sempre… 
vicini vicini…

Tony Kospan





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Fabian Perez – Letizia al pomeriggio


Breve biografia di Jane Morris… musa dei Preraffaelliti… il suo fascino ed alcuni noti dipinti   3 comments




Proserpina – Rossetti – Jane Burden



JANE BURDEN
LA MUSA DI ROSSETTI E DEI PRERAFFAELLITI
a cura di Tony Kospan




Jane Burden




JANE BURDEN – BREVE BIOGRAFIA



Jane nacque ad Oxford il  19 ottobre 1839.

Il padre era uno stalliere e dei suoi primi anni si sa solo che visse in una famiglia povera.





Jane Burden con la sua famiglia




Nell’ottobre del 1857 l’incontro fatale con Dante Gabriel Rossetti ad una rappresentazione teatrale. 

Dante rimase rapito dalla sua particolare bellezza. 






(Londra 12.5 .828 – Birchington 10.4.1882)




Rossetti, al’epoca sposato (e non solo) la convinse a posare per lui e la dipinse nel ritratto di Ginevra.

Fu così che conobbe William Morris amico di Rossetti e cofondatore, insieme ad altri, della corrente artistica dei Preraffaelliti.





William Morris




L’artista e scrittore Morris la dipinse anch’egli ma in breve si fidanzarono ed egli provvide anche alla sua educazione culturale. 

Lei ne fu così entusiasta che divenne capace di leggere anche testi in francese ed in italiano oltre a diventare una pianista di buon livello.





Jane Burden – La belle Iseult – William Morris




Dal loro matrimonio avvenuto nel 1859 nacquero 2 figlie di cui la seconda, May, fu poi anche l’editrice di libri del padre.

Mentre il marito, Morris, si dedicava soprattutto alle sue attività artistiche (decorative) e di promozione sociale e politica che ebbero grande influenza sulla cultura inglese dell’epoca Jane nel 1884 iniziava una relazione amorosa con il poeta Wilfrid Scawen Blunt che terminò qualche anno dopo pur rimanendo sempre l’amicizia tra loro.

Oltre che da Rossetti che la ritrasse numerosissime volte ed a cui fu sempre legata, e dal marito, Jane Burden fu la modella anche di Edward Burne-Jones e Evelyn De Morgan.





Rossetti – Jane burden – Pia dei Tolomei




I PRERAFFAELLITI


Questa corrente nacque nel settembre del 1848 in Inghilterra in opposizione al dominante accademismo dell’epoca e contro le rigidità del Vittorianesimo. 

Il loro obiettivo era il ritorno alla natura ed alla spontaneità che individuavano nell’arte italiana del ‘400 e cioè prima di Raffaello. 

Da ciò il nome.




Jane Burden – Monna Rosa – Rossetti





JANE BURDEN – LA MUSA DEI PRERAFFAELLITI 



Scrive Antonella Barina:
“ Era di una bellezza inconsueta Jane Burden, figura languida e malinconica – occhi immensi , labbra carnose , nuvola di capelli scuri – che nell’universo prerafaellita dell’Inghilterra della seconda metà dell’Ottocento divenne l’ideale della femminilità”.




Jane Burden – Vedova romana – Rossetti





Così la descrisse poi lo scrittore Henry James dopo averla vista:
“Un’apparizione d’incredibile e meravigliosa intensità. Alta e sottile in lungo abito color porpora, con il volto emaciato e pallido, gli occhi tristi, profondi, scuri, il lungo collo avvolto in fili di perle esotiche”.





Vestito blu – Rossetti – Jane Burden




Questo suo sottile fascino fu esaltato soprattutto da Rossetti che la dipinse numerosissime volte (e con la quale ebbe un intenso scambio epistolare da cui non traspare se ci fosse qualcosa di più di un’amicizia). 

La sua figura divenne il simbolo estetico dominante di questa corrente, cosa che non era mai accaduta prima, nè accadrà poi mai più nella storia dell’arte.




 Edward Burne-Jones – Estate verde – Jane Burden ed altre modelle




Tony Kospan




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Fonti: vari siti web – Copyright Tony Kospan




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Con questo canto.. “Fratelli miei”.. i nativi americani festeggiano la Primavera e la Natura   Leave a comment




 
 
 
   
 
 
 
 
 
Ancora una volta la genuina saggezza,
e la profonda comunione con la natura
che gli Indiani d'America manifestano in questo canto,
ci donano lieto stupore e infinita ammirazione…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FRATELLI MIEI
 
 
Guardate, fratelli miei, la primavera è arrivata;
la terra ha ricevuto l’abbraccio del sole
e noi vedremo presto i risultati di questo amore!
 
Ogni seme si è svegliato.
 

E così anche tutta la vita animale.
 
E grazie a questo potere che noi esistiamo.
 

Noi perciò dobbiamo concedere ai nostri vicini,
anche ai nostri vicini animali,
il nostro stesso diritto di abitare questa terra.
 
 

 

 

 

 

da: “Il Grande Spirito parla al nostro cuore”

Ed. Red

 

 


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E’ nel Victoria’s Way Meditation Garden la statua più terrificante del mondo?   2 comments

 



I nostri giardini classici presentano quasi sempre,

nei viali e tra alberi ed aiuole,

statue inneggianti alla bellezza ed all’armonia

secondo i canoni greci e latini.



 

 

 

 

 

 

LA STATUA PIU’ TERRIFICANTE DEL MONDO

ED IL VICTORIA WAY MEDITATION GARDEN


 

 


Altrove però c’è nei parchi una più ampia tipologia di statue…

e così può accadere di trovarsi di fronte

a sculture originali… sorprendenti… e talvolta inquietanti.


Entriamo allora in questo giardino molto, ma molto, molto… particolare.

 

 

 

 

 

 

Siamo dunque nel Victoria’s Way Meditation Garden in Irlanda.


Ed ecco allora cosa possiamo all’improvviso vedere girando nei viali.


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La scultura, che sembra emergere da una specie di piccola palude,

ha un aspetto che incute paura

e, per molti versi, appare davvero mostruosa.




   

 

 

 


La scultura sembra rappresentare in effetti uno zombie, 

o un fantasma reincarnato, che sta uscendo fuori dallo stagno

e può far venir un colpo ad un distratto visitatore che se la trovasse davanti.

 

 

 

 

 

 

E’ certo così… ma è da apprezzare comunque la fantasia dell’autore,

(che non sono riuscito ad individuare)

che ha anche ben incastonato la terrificante scultura nell’ambiente paludoso


donandoci così un effetto davvero originale e sorprendente.


 


 

 

 

 

Non dobbiamo infine dimenticare che oltre a questa statua

nel parco c’è anche tanto altro, sempre di assoluta originalità,

per cui chi entra…  si può attendere… di tutto!







 

 Tony Kospan



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Buona domenica e buon 1° Maggio in poesia “E’ il lavoro oggi..” S. Aleramo – arte.. de Volpedo – canzone “Operai”di Gaber   3 comments

 

Pellizza da Volpedo – Mondine
 
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E
BUON 1° MAGGIO
 
 
 
Oggi non possiamo non dedicare
il nostro classico buongiorno
alla
 FESTA DEL LAVORO…
 
 
 
 
 
 
E questo anche se viviamo momenti molto difficili 
in cui di lavoro ce n'è poco e… spesso precario… o al nero.
 
Ma invece di piangerci addosso
cerchiamo di favorire un'inversione di tendenza
che possa riuscire a metter da parte gli interessi particolari
a favore di quelli generali e di chi soffre maggiormente.

 
 
 
 

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Il lavoro è così importante, e così necessario per vivere,
ma talvolta è così pericoloso da farci morire…

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Il lavoro, il merito e l'esperienza
debbono essere sempre ricompensate.
J.P. Raffarin


 
 


 


 

Pellizza da Volpedo –  Quarto stato
 
 
 
 
 
E' IL LAVORO OGGI L'AURORA
Sibilla Aleramo 
 

Entro il mio cuore
la tortura, oh tutta la tortura
dal mondo patita
geme ch'io in parole le redima,
e io perdutamente balbetto,
il mio cuore ancora in sé sente
le infinite morti
da uomini inferte a uomini,
gli anni trascorrono
e sempre nel ricordo l'orrore
e sempre l'insostenibile vergogna
e sempre in me il gemito,
vano gemito anziché parole,
e il terrore che anche il più grande canto
vano pur esso sarebbe,
chi mai l'ascolterebbe
se nuovamente domani sul mondo
la tortura infierisse
infanzia e vecchiaia insiem cancellando
e tutte le speranze?
Speranza aurora!
Chi ancora guarda l'aurora?
Mio cuore, ma tu lo sai!
e non è per essa che ancor batti?
Tanti e tanti e tanti,
vicino a te e lontano
ogni dì s'alzano e non armi impugnano,
o forse armi sono,
martelli, vanghe, libri,
e vanno con questi lor vivi arnesi,
la terra è tutta un cantiere,
ogni dì è lavoro,
quanto lavoro su la terra intera,
da secoli da millenni,
curvo era sino a ieri
ma ora di sé è fiero
s'anche duramente ancor soffre e lotta,
ben saldo nel voler mai più
guerre né torture,
nel volere il mondo
trasformato in fraterno giardino,
oh mio cuore, più non devi gemere,
abbi fede, tu vedi,
è il lavoro oggi l'aurora!
 



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Pellizza da Volpedo – Membra stanche
 
 
 
 
 
Né può oggi mancare
un ricordo delle lotte fatte dai lavoratori
per migliorare
le loro condizioni economiche e di lavoro

 

 

Manifestazione di operai a Chicago nel 1886

 

 

Concludiamo questo “buongiorno speciale”

con il video di una bella canzone di Gaber

 
 
 
 
Giorgio Gaber – Gli operai

 

 

e
 

a tutti coloro che il lavoro ce l'hanno
con l'aggiunta di un grande in bocca al lupo
a chi  invece lo cerca…

Tony Kospan



Pellizza da Volpedo – Speranze deluse



 
 
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