Archivio per 17 aprile 2016

Buona domenica pomeriggio in poesia “Stringo il cielo…” – arte.. A. Hacker – canzone “Ti penso”   1 comment

 

 

 

 

Arthur Hacker – L'ombrellino perduto

 

 

 

 

 

Felice domenica pomeriggio a tutti…

che, se per caso non usciamo…,

possiamo vivere qui tutti insieme

anche se solo virtualmente…

 

 

Qualcosa di profondamente nascosto
deve trovarsi dietro ogni cosa.
(A. Einstein)
 
 
 
 

Arthur Hacker – Fiori di primavera

 

 

  

 
 
 
STRINGO IL CIELO TRA LE DITA

M. A. Borgatelli
 
Stringo il cielo tra le dita
mentre passeggio
per la strada dei ricordi.
Vola il pensiero
sulle fronde della spensieratezza
e scandire le ore del mio tempo
nel filo sottile della vita.
Nelle rotte celesti
della mia fantasia
intreccio ghirlande di sogni
e disegno arcobaleni di speranze.
Mentre volano i pensieri
in un cielo senza nuvole
sento palpitare
più forte il mio cuore.
E stringo sempre più forte
il cielo tra le dita
per non lasciarmi sfuggire
questa dolce illusione.
 
 
 
Arthur Hacker – Una passeggiata mattutina
 
 
 

 
a tutti da Orso Tony
 
 
 
PER VIVER L'ARTE
I N S I E M E
 
 
 
Arthur Hacker – La tentazione di Sir Percival
 
 
 


Viver bene ed esser felici in 7 mosse secondo questo articolo trovato nel web qualche anno fa   2 comments

 

 

 
 

A proposito di felicità…
(raggiungibile… irraggiungibile?)
ecco alcuni consigli
che mi sembrano interessanti…

L'articolo è di qualche anno fa e dunque
alcuni oggetti (come le cassette musicali)
ormai sono superati ma i concetti espressi
restano, a mio parere, comunque validi
 
 
 

 

 
 
 
 

 
 
 
7 MOSSE INFALLIBILI PER REGALARSI
UNA BELLA GIORNATA…
Vittoria Inverni 



La regola che dovete avere ben chiara in mente
è che nessuno è felice o infelice in eterno,
a meno che non lo voglia.
 


L’infelice cronico ha bisogno dell’aiuto di uno psicologo, è chiaro, l’infelice temporaneo, ovvero colui che è appena incappato in una disavventura, dovrebbe rammentare che un momento di sconforto, anche un bel pianto liberatorio, sono perfettamente normali e possono essere costruttivi se durano poco e sono seguiti da nuovi progetti, da nuovi interessi.

 

 

Felicità o serenità non dovrebbero mai essere legati al successo di questa o quella iniziativa,
alla conquista di quel bel tipo o di quella fascinosa figliola.

 




Felicità o serenità, dovrebbero essere uno stato d’animo personale, una costante fissa perché si sta bene con se stessi, perché ci si vuole bene, perché ci si apprezza.

E rammentate che se non vi volete bene in prima persona, neppure gli altri ve ne vorranno.

 

 

Un buon risveglio ha inizio da un dolce addormentarsi.

 

La sera, prima di addormentarvi e anche se vi sembra di affogare in un mare di guai e di preoccupazioni, nel dormiveglia ripetetevi con calma, magari seguendo un ritmo musicale pacato che “ogni cosa andrà subito di bene in meglio, tutto va di bene in meglio”.

Ripetetevi la frase usando le stesse parole e… lasciatevi prendere dal sonno.

Al mattino, nel dormiveglia, ripetete la frase cercando di essere convinti di quello che dite.

 

 

Se appena svegli vi sentite afferrare dall’angoscia
pensando a tutto ciò che vi aspetta,
evitate di lasciarvi andare al panico e alla depressione
pensando che tanto tutto è inutile, che non ce la farete.

 

Cedendo a questi pensieri, vi regalerete un giorno no. Voi, per essere costruttivi, dovrete dirvi che sì, vi aspetta un giorno faticoso, ma che vi organizzerete e che farete del vostro meglio, il vostro massimo e che, dopotutto, è possibile che qualche compito possa essere rimandato, o più piacevole del previsto, o che il giorno potrebbe regalarvi un momento particolare, qualcosa di stimolante, che vi suona la carica.

 

 

Per esorcizzare i momenti NO, per farvi coraggio
se dovete affrontare un momento difficile come un esame,
tenete sempre con voi un talismano personale.

 

Per carità, niente di confezionato da “esperti” a caro prezzo.

Basta qualcosa che indossavate in un momento piacevole o quando avete ottenuto un grosso risultato più o meno insperato.

Può essere un oggetto, un capo di abbigliamento, un colore, un sassolino, una conchiglia, un’immagine sacra se siete credenti… insomma, sceglietelo e portate con voi il “vostro” portafortuna.

 

 



Non dimenticate i benefici effetti della musica.

 

Se avete una cassetta che vi piace così com’è, portatela con voi e ascoltatela tutte le volte che ne avvertite la necessità.

Se preferite, potete costruirvi su misura un nastro registrando tutte le musiche che vi rilassano e che vi rasserenano.

Personalmente ho preparato più nastri, ovvero quello che mi calma, quello che mi dà la carica, quello che mi aiuta a sopportare lunghe ore di scrivania o computer, Mozart è l’ingrediente fisso di quest’ultimo.

 

 


Rammentate i benefici effetti della respirazione.

 

Durante l’inspirazione, che deve essere pacata e non troppo prolungata, pensate di immettere energia, forza, chiarezza.

Durante l’espirazione, che deve essere lenta e prolungata (immaginate di spegnere lentamente una lunga serie di candele) pensate di soffiare fuori e lontano da voi l’irritazione, il malumore, l’ansia, la fatica, anche la paura.

 

 

 




Cosa ne pensate?
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 

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IL DOMINO – Ecco l’antico ma sempre attuale gioco da tavolo… in gif… video e non solo…   Leave a comment



LA SUBLIME (?) E SIMPATICA ARTE DEL DOMINO






NON SAPETE COS'E?


BEH ORA LO SCOPRIRETE…

E SPERO CHE VI DIVERTIRETE…

 

 



  


 


IL VIDEO CHE SEGUE…
CONTIENE
UNA PICCOLA SIMPATICA COLLEZIONE DI DOMINO


E' UN VERO ESEMPIO…
DELL’ARTE DEL CAZZEGGIARE O DEL PERDER TEMPO…






MA…
ATTENZIONE ATTENTION ACHTUNG 
 
 
 
 
 
 
 
 RISCHIATE DI… PERDERE TEMPO…!!!!

ECCOLA…

 



clikka qui giù – piccola collezione



 


  
QUESTA E' INVECE UNA SIMPATICISSIMA GIF




 
 
 
ORSO TONY
 
 
 
 
 
 

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Gabriel Garcia Marquez – Breve ricordo del mitico scrittore sudamericano Premio Nobel   Leave a comment

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Come ricordare uno dei grandissimi della Letteratura mondiale e certamente tra i più amati e rinomati scrittori del Sudamerica?

Morto? Sì certo ma le sue opere sono più vive che mai e non cesseranno di entusiasmare e far sognare i lettori.

Quando è morto qualche anno fa… si è scatenato (giustamente) un bombardamento mediatico mondiale per cui è molto difficile ora dire cose nuove.

Mi limiterò quindi a

 – dire 2 parole sulla sua attività letteraria,
 – proporre un brano del suo mitico libro amato in tutto il mondo e
 – proporre un interessante video.




(Aracataca 6.3.1927 – Città del Messico 17.4.2014)



GABRIEL GARCIA MARQUEZ



Cent'anni di solitudine è il libro che nel  '67 gli diede la fama mondiale ma la sua opera letteraria è composta anche da 11 romanzi e tanti racconti ed articoli.






Lo scrittore colombiano aderiva alla corrente definita “Realismo magico” e se pensiamo che il padre era un telegrafista e la madre una “magaecco che forse possiamo intuire da dove nascono le atmosfere che egli trasferisce nei suoi scritti.
Certo quelle descritte nei suoi romanzi sono atmosfere surreali… sognanti… così come i suoi personaggi ma ne scrive in modo tale che al lettore sfugge il punto di confine tra realtà e fantasia.

Nel 1982 è stato insignito del Premio Nobel





UN BREVE BRANO DA… CENT'ANNI DI SOLITUDINE


“Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendìa si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio.
Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”


“Taciturno, silenzioso, insensibile al nuovo soffio di vitalità che faceva tremare la casa, il colonnello Aureliano Buendìa comprese a malapena che il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine”


“Allora saltò oltre per precorrere le predizioni e appurare la data e le circostanze della sua morte.
Tuttavia, prima di arrivare al verso finale, aveva già compreso che non sarebbe mai più uscito da quella stanza, perché era previsto che la città degli specchi (o degli specchietti) sarebbe stata spianata dal vento e bandita dalla memoria degli uomini nell'istante in cui Aureliano Babilonia avesse terminato di decifrare le pergamene, e che tutto quello che vi era scritto era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano una seconda opportunità sulla terra”




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CENT'ANNI DI SOLITUDINE – UN'INTERESSANTE VIDEO LETTURA






Tony Kospan

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