Archivio per 16 marzo 2016

Buon mercoledì sera in poesia “Il sogno” T. Astrid – arte di A. Mucha – canzone “Parlami di te”   1 comment

 
 
 
 
 

Alphonse Mucha

 

 

 
 
 
 


 

Ed io che intesi quel che non dicevi,
m’innamorai di te perché tacevi.
Olindo Guerrini

  

 

Alphonse Mucha – Le fasi del giorno
 
 
 

 
 
 
 

 
 
 
IL SOGNO
Tollefsen Astrid
 
Se ancora desideri incontrare
chi non hai mai conosciuto,
puoi aspettare un’ora qui
al confine.
La sera è fredda
e la notte si fa lunga e buia.
Di qui passano tutti,
e se anche camminano
con il capo piegato,
devono alzarlo alla luce violenta
delle lanterne delle guardie di frontiera.
E quando lo sconosciuto giunge,
tu vuoi riconosceme il volto
dalla sua stanchezza e dalla sua forza,
tu vuoi riconosceme le mani
dal modo in cui esse si congiungono
l’una nell’altra
dal modo in cui esse si modellano
ad una coppa
al fine di porgerti ciò
di cui tu sei assetato.
Tu non vuoi poter gridare,
tu non vuoi poter bere,
ma soltanto sapere
che tutto ciò che hai sognato è vero.

 
 
 
 
Alphonse Mucha – Le 4 stagioni
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
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ARTE MUSICA POESIA RICORDI SOGNI ETC.

 

 
 
 
 
Alphonse Mucha – L'estate (partic.)
 
 
 

La scoperta della pioggia da parte di una bimba di 15 mesi – Video cult dolcissimo   1 comment




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Questo video che furoreggia nel web…
ci mostra qualcosa che forse abbiamo dimenticato…
il piacere di scoprire
la semplicità e la bellezza della natura.







Imparare dai bambini.

Ricordarsi di stupirsi, di ridere, di entusiasmarsi e di gioire non solo dell'insolito, ma anche di quel che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni.
E' questo l'insegnamento di Kayden, una bambina di 15 mesi che si accorge per la prima volta della pioggia.







La sua espressione è trascinante e coinvolgente.
L'esperienza che fa di uno degli elementi Imparare dai bambini.

Ricordarsi di stupirsi, di ridere, di entusiasmarsi e di gioire non solo dell'insolito, ma anche di quel che abbiamo davanti agli occhi tutti i giorni.








E' questo l'insegnamento di Kayden, una bambina di 15 mesi che si accorge per la prima volta della pioggia.

La sua espressione è trascinante e coinvolgente.

L'esperienza che fa di uno degli elementi naturali ci ricorda che nulla è scontato e che tutto può ancora meravigliarci.

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Dal web – Impaginazione T.K.



Tony Kospan



LA PAGINA DI FB
DELLA POESIA E DELLA CULTURA

Ecco la spiegazione del perché in alcune specie le femmine mangiano i maschi   1 comment


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Le possibili spiegazioni di un istinto singolare.

L'amore mette… appetito…


Perché in alcune specie le femmine mangiano i loro maschi?


Una carrellata sulle teorie più accreditate sul cannibalismo sessuale




Munch – Il cannibale
 
 
 
 
 
STATI UNITI – «Ti mangerei di baci!», oppure, ti mangerei tutto!»: non è insolito che chi si vuol bene si scambi questo genere di effusioni, rivelatrici – si dice – di un desiderio di possesso totale dell'altra persona, di un amore talmente appassionato (quello tra innamorati, ma anche quello tra madre e figlio) che l'unico modo per appagare tale pulsione sarebbe quello di far entrare l'amato (o l'amata) dentro di sé, attraverso la bocca, appunto. C'è chi pensa si tratti di un primitivo istinto cannibale residuo, lasciatoci in eredità dai primi essere umani, e Freud probabilmente ricondurrebbe questi atteggiamenti al rapporto tra la madre e il suo bambino, alla cosiddetta «fase orale» in cui il piccolo succhia il seno della mamma. Nel mondo animale, però, le cose stanno forse un po' diversamente, e gli scienziati sono da sempre affascinati e incuriositi dalle forme di cannibalismo vero e proprio che caratterizzano certe specie.
 
 
AMORE E MORTE – Si pensi, per esempio, al triste rituale d’amore tra la mantide religiosa e il suo compagno: quando arriva la stagione dei corteggiamenti il maschio si fa bello per farsi notare dalla femmina, e quando riesce finalmente ad avvicinarla le sale sul dorso e comincia così l’accoppiamento. Ma, prima ancora che tutto finisca, la vera «serial killer» del regno animale decapita lo sfortunato compagno, dopodiché lo divora, avanzando solo le ali. Elegante e spietata, nell’antichità la mantide era per questo considerata portatrice di cattiva sorte e disgrazie. Ma per alcuni studiosi si tratta semplicemente di un insetto carnivoro, talmente vorace da non saper resistere a uno spuntino dopo l’amore: proprio l’eccessiva voracità femminile sarebbe infatti alla base di alcune forme di cannibalismo sessuale che caratterizzano, tra l’altro, anche certe specie di ragni e di insetti. Un’altra corrente di pensiero chiama invece in causa l’istinto di preservazione della specie: secondo questa teoria, l’aggressività – spesso fatale – delle femmine nei confronti dei maschi avrebbe lo scopo di selezionare il padre migliore (il più forte) per i propri figli.
 
 
VARIE TEORIE – Entrambe le teorie potrebbero essere giuste, e – come ha spiegato il professor Mark Elgar della University of Melbourne – ci sono molte altre spiegazioni al cannibalismo sessuale tra gli animali. Si pensa ad esempio che in alcuni casi il maschio si sacrifichi proprio per i propri pargoli: il suo corpo serve da nutrimento per la madre, che potrà così mettere al mondo i suoi piccoli, assicurando quindi continuità al patrimonio genetico del padre. E sempre la salvaguardia del proprio gene fa sì che il maschio di una particolare specie di ragno muoia subito dopo l’accoppiamento, lasciando però il proprio organo sessuale all’interno di quello della femmina, impedendo così che altri maschi possano deporre il proprio seme dentro di lei. In altri casi, invece, è assai probabile che la femmina uccida il compagno semplicemente perché lo scambia per una preda qualsiasi. Per errore, insomma, mica per cattiveria…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Alessandra Carboni – corriere.it – impaginazione dell'Orso 
 
 


Mantide religiosa

 
 
 
 
 
A mio avviso c'è solo una cosa certa… ed è che da milioni di anni le Mantidi religiose si comportano così  e quindi questa è stata una strategia vincente per la loro specie anche se… ahimé…  sempre mortale per il maschio…
 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 
 
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Buonanotte con la bella minipoesia “Farfalla azzurra” di Hermann Hesse…   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
FARFALLA AZZURRA
H. Hesse
 
 
Piccola, azzurra aleggia
una farfalla, il vento la agita,
un brivido di madreperla
scintilla, tremola, trapassa.
Così nello sfavillio d’un momento,
così nel fugace alitare,
vidi la felicità farmi un cenno
scintillare, tremolare, trapassare.
 
 
 
 
 
Dosso Dossi – Giove pittore di Farfalle
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 

 
 

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Pubblicato 16 marzo 2016 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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