Archivio per 27 gennaio 2016

Nella grotta di Vilhonneur (Fr) trovato il ritratto più antico del mondo – Le nuove ipotesi   2 comments




La prima rappresentazione di un volto umano è stata scoperta in una grotta di Vilhonneur.
Per gli esperti risale a 27 mila anni fa






Il dipinto è stato realizzato con carbonato di calcio. Si cercano altri reperti



Il volto rinvenuto nella grotta di Vilhonneur



VILHONNEUR (Francia) – E’ il ritratto più antico della storia e probabilmente appartiene ad uno degli uomini primitivi che più di ventimila anni fa viveva nell’odierna Francia. Il disegno, definito preziosissimo dagli esperti, è stato scoperto da uno speleologo in pensione, Gérard Jourdy, sul muro di una grotta a Vilhonneur, nel nord della Francia, e risale a circa 27.000 anni fa

«RITRATTO UNICO» – Il ritratto è stato disegnato con carbonato di calcio e sono chiare le forme del viso: esso infatti è composto da due linee orizzontale che indicano gli occhi, un’altra più bassa che rappresenta la bocca e infine una linea verticale, che naturalmente corrisponde al naso. «Il ritratto di questo volto è unico – dice Jean Airvaux, un ricercatore del French Directorate of Cultural Affairs – Nel corso dei secoli abbiamo scoperto numerosi ritratti dell’antichità, ma tutti molto recenti. Questa invece potrebbe essere la più antica rappresentazione del volto umano».



La mano blu cobalto




ARCHEOLOGI AL LAVORO – Ma non è finita qui. Gli archeologi sono certi di poter trovare altro prezioso materiale nella caverna di Vilhonneur: infatti secondo gli esperti già sono stati scoperti altri numerosi disegni, incluso uno che rappresenta una mano in blu colbalto attorno alla quale sono stati ritrovati resti di animali e di uomini. Jean-François Baratin, il direttore archeologico della regione dice che ci sono solo due esempi di grotte preistoriche in cui sono custodite sia resti umani sia disegni: una è quella di Cussac in Dordogna e una è appunta questa di Vilhonneur


LA SCOPERTA – La scoperta è stata fatta nello scorso novembre, ma il segreto è stato mantenuto fino a febbraio: gli studiosi hanno ritenuto giusto supervisionare la grotta e sigillare il sito. I risultati delle analisi scientifiche saranno pubblicati venerdi prossimo. Il direttore Baratin ha affermato che tutti i resti umani ritrovati (costole, tibie e gambe) e i disegni sono state studiati da scienziati americani che hanno stabilito che questi reperti sono molto più antichi dei famosi disegni ritrovati nelle grotte di Lascaux. Infatti essi sono di circa 11.000 anni più antichi. E’ c’è chi già fa paragoni tra il ritratto più antico del mondo e quelli contemporanei. «Questo volto mi ricorda un ritratto di Modigliani» ha affermato Michel Boutant, presidente del dipartimento locale di Charente

Francesco Tortora – Corriere.it








Pubblicato 27 gennaio 2016 da tonykospan21 in ARCHEOLOGIA

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Buon pomeriggio in poesia “Oltre il giardino” C. Bramanti – arte.. J. J. Tissot – canzone “Anche per te”   Leave a comment

 
 
 
James Tissot
 
 
 
 

 
Non è forte colui che non cade mai,
ma colui che cadendo si rialza.
J. W. Goethe
 
.
 
    

James Joseph Jacques Tissot – Il concerto
 
 
 
 
OLTRE IL GIARDINO
Carlo Bramanti
 

Ho ritrovato
il libretto di istruzioni
per l'uso della vita
tra le nuvole più soffici
del mio cassetto …
mille pensieri
e un numero crescente di fate,
oltre il giardino.

Ero nato
su un letto di emozioni
con quel dono
d'infinita pace in mano
ma non so come
e per colpa di chi l'avevo perso …
 
In ogni pagina dorata
nulla di diverso,
le stesse , identiche parole:
“Non allentar mai la corda,
non c'è nulla che pesa e vale 
 ricorda …
la vita è uno stato mentale “.

 

 

James Joseph Jacques Tissot – Terrazza della Trafalgar Taverna di Greenwich Londra

 

 

   

 

 


 

 

 

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James Joseph Jacques Tissot – La casa nel verde

 

 

 

Luigi Tenco – Breve ricordo del grande cantautore anche con la canzone poesia “Io sì”   1 comment

 

 

 

 

 

Nato il 21 marzo 1938 a Cassine (Alessandria) crebbe artisticamente a Genova frequentando grandi cantautori come Bruno Lauzi, Gino Paoli e Fabrizio De André.

 

Il suo grande amore musicale era il jazz… ed infatti la sua prima band si chiamava “Jelly Roll boys jazz band”.


 

 

Luigi Tenco (Cassine, 21.3.1938 – Sanremo, 27.1.1967)

 


 
I suoi esordi con il nome d'arte Gigi Mai (ne userà poi diversi altri) non furono baciati dal successo nè di pubblico nè di critica.

 

Dal 1959 iniziano i suoi successi soprattutto con “Mi sono innamorato di te” e “Io sì”… poi nel 1964 con “Ho capito che ti amo” e nel 1966… con “Un giorno dopo l'altro” e “Lontano, lontano
 

 

 


 

 


Nel 1967 partecipa al festival di Sanremo già attanagliato da problemi psicologici con “”Ciao amore, ciao”  cantata in coppia con Dalida e nel vederla bocciata dalla giuria a favore di altre canzoni di scarso valore si tolse la vita…

 

E' stato un cantautore davvero “autentico” in quanto non cedette mai a pressioni commerciali o si abbassò a volgarizzazioni della sua vena poetico-musicale.

 

 

 

 

 

 

Milioni di giovani dell'epoca (tra i quali il sottoscritto) lo amavano per questo e rimasero sconvolti quando appresero della sua morte.

 

Per me, ma non solo per me, le sue erano quasi tutte “canzoni poesie“.


 
 
 

 
 
 

Ed è proprio con questa canzone poesia IO SI' che mi fa piacere iniziare a ricordarlo e rendergli omaggio…

 
 
La canzone è tutta sua… testo e musica… ed appare a me…, ma non solo…, come una delle sue canzoni più incisive… più sensuali… più romantiche ed intriganti…
 
 
Direi che per questi aspetti rappresenta un vero e proprio unicum tra le sue canzoni…

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
.
Prima ascoltarla però… leggiamo il testo… per apprezzarne il valore “poetico”.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

IO SI’
 – Tenco – 

Io sì,
che t’avrei fatto vivere
una vita di sogni
che con lui non puoi vivere
 
Io sì,
avrei fatto sparire
dai tuoi occhi la noia
che lui non sa vedere
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei detto il mio amore
cercando le parole
che lui non sa trovare
 
Io sì,
t’avrei fatta invidiare
dalle stesse tue amiche
che di lui ora ridono,
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei fatta arrossire
dicendoti “ti amo”
come lui non sa dire
 
Io sì,
da te avrei voluto
quella tua voce calda
che a lui fa paura
ma ormai…
 
Io sì,
t’avrei fatto capire
che il bello della sera
non è soltanto uscire
 
Io sì,
t’avrei insegnato
che si incomincia a vivere
quando lui vuol dormire,
ma ormai…
 
Io sì,
che t’avrei insegnato
qualcosa dell’amore
che per lui è peccato
 
Io sì,
t’avrei fatto sapere
quante cose tu hai
che mi fanno impazzire
ma ormai…

 

 

 
 
 
 Ascoltiamola dunque cantata dall’autore…
 
 

 
 
 
 
 

e, se ci va, ascoltiamo anche quest'altro suo successo
che pure amo molto
ma che è invece di genere introspettivo.

 
 


 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan


 
 
 

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Luigi Tenco – Breve ricordo del grande cantatutore anche con la canzone poesia “Io sì”   Leave a comment

Oggi è l’anniversario della sua scomparsa

IL MONDO DI ORSOSOGNANTE


(Cassine, 21 marzo 1938 ? Sanremo, 27 gennaio 1967)



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Pubblicato 27 gennaio 2016 da tonykospan21 in Senza categoria

Mino Reitano – Piccolo re della canzone popolare italiana – Un ricordo e 2 suoi successi   Leave a comment

 

Un cantante amatissimo dalla gente semplice
e che possiamo definire “nazionalpopolare
sia per il suo modo semplice di porsi 
 che per i temi delle sue canzoni.



Mino Reitano.. il «ragazzo» di Calabria



San Pietro di Fiumara 7.12.1944 – Agrate Brianza 27.1.2009



Sfondò con «Avevo un cuore»

In Germania ebbe modo di conoscere

quelli che sarebbero diventati i mitici Beatles





 


MILANO — E' stato il rappresentante più clamoroso del così detto bel canto all'italiana, quello «alla Claudio Villa».
Il suo spiegamento di voce era generoso come il suo carattere, che lo aveva portato a distribuire i guadagni ottenuti fra schiere di parenti.
Era nato a Fiumara, non lontano da Reggio Calabria, il 7 dicembre 1944.
Di famiglia povera, studiò per 8 anni al conservatorio di Reggio.
Trasferitosi giovanissimo in Germania, mosse i primi passi della carriera musicale assieme ai suoi fratelli (la band si chiamava proprio così: i Fratelli Reitano) dandosi al rock and roll.
Ad Amburgo ebbe luogo uno degli episodi più incredibili della sua vita: si esibì in un club assieme ai Quarrymen, che altri non erano che i Beatles ai loro esordi ed ebbe una buona amicizia coi Fab Four.









Nel 1966 partecipò al Festival di Castrocaro, per poi debuttare nel 1967 a Sanremo con una canzone scritta da Mogol e Lucio Battisti «Non prego per me».
Ma per avere il Reitano che commuove gli amanti della musica popolare italiana bisogna aspettare il 1968, quando esplodono due canzoni che diventano dei classici: «Avevo un cuore (che ti amava tanto)» e «Una chitarra cento illusioni».
Grazie al successo di questi brani acquistò un terreno ad Agrate Brianza dove costruì una sorta di ranch in cui portò fratelli, cognati e nipoti, allestendo anche una sala di registrazione.
Nel 1971 vinse “Un disco per l'estate” con «Era il tempo delle more».









Sono gli anni di ottimi piazzamenti e riconoscimenti (Cantagiro, Festivalbar, dischi d'oro, tournée).
Scrive brani per grandi interpreti della musica italiana come Mina o Ornella Vanoni.
Per otto anni è a Canzonissima, guadagnandosi sempre la finale e classificandosi tra i primi.
Le giovani generazioni e i critici, mentre avanza la canzone d'autore e il rock, lo considerano una sorta di reperto archeologico.
In parecchi hanno ironizzano sulla laurea honoris causa assegnatagli dalla Loyola University.
Ma lui è un buono, uno che porge l'altra guancia:
«Non ce l'ho con chi mi critica. Grazie a molti detrattori credo di essere migliorato. E quando appaio in tv l'ascolto non scende, anzi… ».









Nel 1988 si ripresenta a Sanremo con «Italia» che arriva al sesto posto.
La sua enfasi, ma anche la sua bontà sembrano in netto contrasto con un mondo della canzone sempre più aggressivo.
Nel 2007 scopre di avere una grave malattia, ma fino all'ultimo vuole apparire in tv.
Portando nel programma di Magalli la testimonianza della malattia che lo stava uccidendo e non disdegnando nemmeno di fare dell'autoironia nel programma di Chiambretti.
Mino Reitano è morto a 64 anni ad Agrate Brianza, dove viveva, dopo una lunga e dolorosa malattia.

Mario Luzzatto Fegiz





Aggiungo 2 parole a quelle del noto esperto musicale.

Mino è stato uno di quegli artisti  che con le sue canzoni, la maggior parte di successo, e per il suo stile popolare, ci ha accompagnati nel corso della vita (ovviamente ciò vale per coloro che hanno qualche anno in più).

Di lui ho sempre apprezzato la serietà professionale, la grande passione, la correttezza e la gentilezza verso tutti.

Alcune sue canzoni hanno un importante posto nel patrimonio musicale italiano.


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Chiudo questo breve ricordo con questa sua nota canzone che sembra quasi parlarci del suo cuore…


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Testo di Mario Luzzatto Fegiz scritto in occasione della morte di Mino ed adattato ora per l'anniversario.



Orso Tony




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