Archivio per 22 gennaio 2016

Buonanotte con la bella minipoesia… Poco a poco… di Alejandro Jodorowsky   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
POCO A POCO
Alejandro Jodorowsky
 
Poco a poco stai entrando nella mia assenza
goccia a goccia riempiendo la mia coppa vuota
là dove sono ombra non smetti di apparire
perché soltanto in te le cose si fanno reali
allontani l'assurdo e mi dai un senso
ciò che ricordo di me è quello che sei
giungo alle tue sponde come un mare invisibile.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
DA TONY KOSPAN
 
 
 
 

LA POESIA… LA CULTURA…
ED IL LORO FANTASTICO MONDO…
LE LORO SUBLIMI EMOZIONI…
NELLA PAGINA FB
 
 
 
 
 
Harald Slott-Moller
 
 
 

Buonasera signorina – Per una serata frizzante… la mitica canzone in 2 versioni…   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 

Auguro a voi tutti

una bella serata… con questa

simpaticissima… frizzantissima… canzone… di

ANDRE’ HAZES…

 
 
 
 
 
 
 

Questo cantante richiama un  po' alla memoria
il nostro grande.. mitico.. Fred Buscaglione…
di cui tra l'altro la canzone
era uno dei suoi cavalli di battaglia.
 
 
 
 
 
 
 
 
Se invece preferite la versione del mitico Fred…
eccola insieme al testo della canzone..

 
 
 
 
 
 
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 
LA PAGINA CHE PUO' AIUTARTI A COLORARE LE TUE ORE
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un mistero negli occhi – Poesia molto enigmatica e super simbolica di Antonio Machado   4 comments

 
 
 


Nel fantastico.. immenso mondo della poesia…
non manca un genere criptico… arcano…

Questa, a mio parere ma non solo, è una grande poesia
di questo genere… per la evidente presenza
di aspetti simbolici e di significati misteriosi
che cercherò (anche col vostro aiuto… se vi va)
di cercar di decifrare….


 
 
 
 
 
 
 
 
L'analisi che propongo qui
si rifà anche a quella ascoltata qualche anno fa
nella trasmissione televisiva notturna di Gabriele La Porta…
INCONSCIO E MAGIA…
ormai scomparsa… e tanto rimpianta…
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La vergine in questione può essere la compagna,
la donna vicina al cuore, ma anche la grande madre,
vista nella sua essenza ideale….  ma nel contempo…
duale… (duplice)
La sete e l’acqua“.
 
 
Ma non basta… la vergine a cui si rivolge…
potrebbe rappresentare qui… anche il Fato
(il destino con il suo misterioso futuro)
ma può anche raffigurare inevece la sua stessa… anima
(vergine compagna)!

 
 
 
 
 
 

La verginità di cui parla può poi essere
la constatazione che,
 sia per l’uomo che per la donna,
quando ci si trova dinanzi ad un nuovo vero grande amore
le emozioni che si vivono appaiono sempre…
una vera nuova prima volta
che si ripete poi ogni volta
in cui viviamo con emozione un nuovo incontro
anche se con la stessa persona.

 Ma ora leggiamola…

 
 
 
 Foto di Emiliano Russo
 .
.
 
 
UN MISTERO NEGLI OCCHI
Antonio Machado
 
Vergine altera, mia compagna, t’arde
un mistero negli occhi.
Non so se odio o amore è questa luce
eterna della tua nera faretra.
Con me verrai finché proietti un’ombra
il corpo e resti ai miei sandali arena.
– La sete o l’acqua sei sul mio cammino?
Dimmi, vergine altera, mia compagna.
 
 
 

 .
.
 
 
Riri Amisani

 
 
 
Ora che l'avete letta…
che impressione vi è rimasta dentro?

Premesso che quel che vale sempre…
e cioè che ogni poesia ci dona emozioni
diverse per ciascuno di noi
dato che abbiamo tutti un diverso vissuto
un diverso modo di vedere le cose…
in questo caso la cosa ha vieppiù valore
per l'evidente e voluta carica di mistero
sparsa a piene mani nei versi.


Mi piacerebbe, se vi va,
conoscere anche il vostro pensiero.


 
 
 

L'autore è un grande poeta spagnolo
vissuto a cavallo tra l'800 ed il '900.

 
 
 
Antonio Machado (Siviglia 26.7.1875 – Collioure 22.2.1939)
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 


 
 
 
 

POESIE E NON SOLO

NELLA PAGINA DI FB

 







 
 
 

Buon W. E. in poesia “Posso scrivere i versi” Neruda – arte.. R. L. Reid – canzone “Il cielo in una stanza”   Leave a comment

 

 

Robert Lewis Reid – Signora con parasole

 

 

 

 

 

 

 

Solo quando abbiamo conosciuto l’amore
ci rendiamo veramente conto
di ciò che avremmo perduto
se non l'avessimo incontrato…
Leo Buscaglia

 

 

 

Robert Lewis Reid – Primavera

 

 

 POSSO SCRIVERE I VERSI…

– Pablo Neruda –  

 
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio. “La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza”.
E il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.
Sentire la notte immensa,
ancor più immensa senza di lei.
 
 
 
 
 

Robert Lewis Reid – Signora con parasole

 

 

 
 
 
 

 

a tutti da Orso Tony

 

 

 


LA TUA PAGINA DI… SOGNO?

 

 

 

Robert Lewis Reid – Donna che sistema i fiori

 

 

E’ stato ufficialmente riconosciuto un 5° gusto… l’Umami. Vediamo di che si tratta.   Leave a comment


 
 
Non tutti sapranno
che ormai è stata generalmente riconosciuta
l'esistenza di un quinto gusto…
 
 
Conosciamolo meglio…
(anche se poi in verità lo… “sentivamo” già)
 
 
 
 
 
 
 
 
IL QUINTO GUSTO
L'UMAMI
(che potremmo definire più semplicemente “saporito”)

 

 

 

 

 

 

L' Umami è ben noto ai nostri palati ma sconosciuto alla nostra cultura  che ha impiegato quasi cento anni per promuoverlo al rango di «quinto gusto».

 Ecco come  oggi gli esperti “allenatori dei sensi” vogliono insegnarci a riconoscerlo.

– Rende appetitoso il piatto di spaghetti al sugo.
– Cuoce da sempre nelle padelle delle pietanze di carne.
– Trova la sua esaltazione massima nel parmigiano ben stagionato, ma se dici umami nessuno sa cos'è.
 
E si devono evocare i sapori d'Oriente per riuscire a risalire vagamente all' esperienza sensoriale cui corrisponde.
All' aroma della soia e di molti piatti della cucina cinese.
Dunque, umami.
 
Dopo il dolce, il salato, l' amaro e l' acido è ufficialmente nato il quinto gusto che i recettori della nostra bocca sono in grado di percepire.
 
Un buon pomodoro è un pomodoro umami che significa, semplificando, saporito ma non salato.
 
 
 
 

 

 
 
 
All' Università del Gusto di Pollenzo, in provincia di Cuneo, gli studiosi hanno messo a punto un test sensoriale con l'obiettivo di divulgare la conoscenza di questo sconosciuto quinto gusto e conoscere il glutammato monosodico che è la molecola elementare di riferimento capace di stimolare il gusto umami.
 
Di fronte al glutammato monosodico il gourmet occidentale immediatamente storce il naso perché inevitabile è l'associazione con il dado di carne e con tutti gli esaltatori di sapidità.
 
Forse, anche per questo, gli chef europei hanno trascurato di coccolarci nei cento anni passati esaltando il quinto sapore, vittime del pregiudizio che il glutammato sia solamente una “schifezza chimica”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Al contrario in Oriente, in quasi tutte le cucine, accanto al barattolo del sale c'è quello del glutammato che viene utilizzato spesso proprio in sostituzione del cloruro di sodio.
 
Lo sanno bene i patiti delle specialità cinesi che ritrovano in ognuno di quei piatti una ricorrente esperienza sensoriale e si scoprono ogni volta golosi di umami .
 
Il paradosso però è che, dado a parte, sono moltissimi i cibi tipicamente mediterranei naturalmente ricchi di glutammato e di altre molecole che risvegliano il quinto gusto.
 
Il pomodoro prima di tutti, ma anche le carni (bovine, suine e di pollo, soprattutto se cotte a lungo), i formaggi stagionati come l' Emmenthal svizzero e il Cabrales spagnolo, gli asparagi, i piselli, il mais, le cipolle, le verze e gli spinaci.







 
Il parmigiano detiene il primato di glutammato contenuto: 1,2 grammi ogni cento.
E più è stagionato – quindi pregiato – più è umami.
 
Anche in virtù di questi dati c'è una corrente di pensiero gastronomica che spinge per riabilitare il glutammato monosodico e rendergli omaggio sulle nostre tavole e riconoscergli il ruolo com'è accaduto con il cloruro di sodio per stimolare il salato, il saccarosio per lo zucchero, l' acido citrico per il gusto acidulo e la caffeina per l' amaro.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TESTO – OTTAVIA GIUSTETTI  (adattato al post con mini modifiche) – repubblica.it 




In verità negli ultimi tempi si sta tentando di proporre anche un 6° gusto ovvero quello del grasso…!

E' in pratica quello che si “gusta” con i cd. “cibi spazzatura”  tanto amati dai nemici delle diete…

Ma non è stato ancora riconosciuto… così come altri ad es. il “metallico”.




 
 
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN




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