Archivio per gennaio 2016

Buonanotte con la bella minipoesia… Ribaciami… di Ive Balsamo   Leave a comment

 

 

 

 

SOGNO DI TE

Ive Balsamo

 

Sogno te

sotto l'universo

mentre aspetto

il fuggente

attimo d'amore.

Catturo farfalle

di seta appese

alle stelle

per offrirle

al tuo cuore

in una notte di luna.

 

 

Carolus Duran – Il bacio – 1868

 

 
 
 
 
 

 

par Tony Kospan

 

 

 

 

 

DAVVERO CARINA LA LEGGENDA DEI GIORNI DELLA MERLA   Leave a comment






Ci sono tante leggende
sull'origine della consuetudine di chiamare
i giorni 29, 30 e 31 gennaio i “Giorni della Merla“.






Questa fa riferimento ad una merla
colpevole del freddo di questi giorni
a causa del  suo comportamento
che aveva irritato un Gennaio però molto dispettoso…

   

LA LEGGENDA DEI GIORNI DELLA MERLA







Gennaio, che prima era di 28 giorni, era solito riversare sulla terra un freddo e un vento intenso e gelido e
si divertiva soprattutto ad infastidire una merla dal candido piumaggio…

Non appena la merla usciva dal nido per cercare il cibo, le rovesciava addosso tutto il gelo possibile…

Era una vera e propria persecuzione!






Infastidita e consigliata da altri uccelli, la merla decise di rinchiudersi nel proprio rifugio, con le dovute provviste, per tutto il mese di Gennaio.

L'ultimo giorno, la merla, felice di aver ingannato il tremendo Gennaio, uscì fischiettando dal proprio rifugio, prendendolo in giro.

Gennaio, molto arrabbiato, chiese subito in prestito a Febbraio tre giorni, durante i quali scatenò la propria rabbia, rovesciando enormi quantità di acqua, neve, vento e gelo.

La bianca merla fu costretta a rifugiarsi frettolosamente in un camino, nel quale vi rimase per tre giorni…uscendone poi tutta annerita a causa del fumo…

Da allora i merli hanno le piume per sempre nere… ed i giorni della merla continuano a gelare la campagna e la città… così come le piante… gli animali e le persone.






Vi saluto con questo antico proverbio popolare





Testo dal web con modifiche



Ciao da Tony Kospan





LA TUA PAGINA DI SOGNO DI FB

 



Il 29 Gennaio 1958 entra in vigore la Legge Merlin – Evoluzione della prostituzione ma il problema è più vivo che mai   1 comment








Il 29 Gennaio 1958 entrò in vigore la legge Merlin
contro lo sfruttamento della prostituzione
e che sancì la chiusura delle “case chiuse”.




La senatrice Merlin



Sono passati quasi 60 anni
ed il problema è tutt'altro che risolto.






Tuttavia nel corso degli anni la prostituzione
ha subito notevoli modifiche.





Accanto a quella sulle strade… che sembra in diminuzione
(ma lì sono nate e si sono diffuse le nuove figure dei trans e simili)
è esplosa quella via web.

Oltre a quella classica è nata poi anche “l'elegante”
(si fa per dire) figura delle “escort”.






Tornando all'anniversario della Legge Merlin
direi che è giunto il momento di regolamentare
una volta per tutte ed in modo più pragmatico
quello che è considerato il mestiere più antico del mondo.






Regolamentazione che , a mio parere,
dovrebbe prevedere un riconoscimento,
come avviene negli altri paesi europei, di quella volontaria,
ovviamente con una serie di precisi diritti e doveri,
non esclusi quelli fiscali e sanitari,
e senza modificare però il reato di sfruttamento.


Tony Kospan







Buon W. E. in poesia “Perché chiedo dove sei” Salinas – arte.. de Madrazo – canzone “Più su”   Leave a comment

 

 

Raimundo de Madrazo

 

L'amore è una parola di luce

scritta da una mano di luce

su di una pagina di luce

Khalil Gibran

 

 

 

 

(Più su – Renato Zero)

Raimundo de Madrazo

 

 

PERCHE' CHIEDO DOVE SEI

~ Pedro Salinas ~

 

Perché chiedo dove sei,

se cieco non sono,

se assente non sei?

Se ti vedo

andare e venire,

te, il tuo corpo alto

che termina in voce,

come in fumo la fiamma,

nell’aria, impalpabile.

E ti chiedo se,

e ti chiedo di che sei,

di chi;

ed apri le braccia

e mi mostri

l’alta immagine di te,

e mi dici ch’è mia.

 

 

Raimundo de Madrazo

 

 

 

A TUTTI

DA TONY KOSPAN

 

 


LA TUA PAGINA DI… SOGNO

 

 

Raimundo de Madrazo – Donna sdraiata

 

 

La storia.. in breve.. dell’evoluzione del paesaggio nella pittura dal ‘600 a.. Monet – II PARTE   Leave a comment

 
 


Dopo aver accennato al paesaggio nella pittura del Seicento
e del Settecento ora passeremo ad osservare come esso si presenta
nella pittura romantica (e realista) e poi in quella impressionista 
per concludere con i capolavori di quello che possiamo definire
il  vero principe della pittura “en plein air“, Claude Monet.


 
 

Monet

 

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 L’EVOLUZIONE DEL PAESAGGIO
 
 
 
II PARTE
 

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Romanticismi e Realismi
 
 
 

La pittura romantica del paesaggio, con pittori come il famoso Turner, Constable e Friedrich così come pure quella realistica di autori di varie nazioni ed in particolare della Hudson River School, si pone come punto di passaggio dalle precedenti esperienze a quelle successive dell’impressionismo.
 
 
 
 
 
Joseph Mallord William Turner – Il castello di Arundel




 Joseph Mallord William Turner – Sole nascente nella foschia




 
John Constable – Il mulino di Flatford
 
 
 
 
 

 Caspar David Friedrich – Mare al chiaro di luna
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
L’Impressionismo ed il paesaggio

 
 
 
 
Gauguin – Paesaggio con 2 donne bretoni
 
 
 
 
La rivoluzione tecnica e stilistica impressionistica, enormemente osteggiata agli inizi, è caratterizzata dalla necessità di esprimersi da parte degli artisti senza compromessi e senza rigidità.
Dunque anche il paesaggio è da loro visto con molta semplicità e grande libertà espressiva.
Esemplari in tal senso le opere di Pissarro, Sisley, Van Gogh, Degas, Renoir, Gauguin e Cézanne.
 
 
 
 
 

Van Gogh – Campi di grano in un paesaggio collinare – 1889


 

 

Van Gogh – Orti a Montmartre

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Camille Pissarro – Route d’Ennery pres de Pontoise – 1874
 

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Alfred Sisley – Ponte di Villeneuve la Garenne 
 
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Renoir – L'estaque – 1882
 
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 .
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Monet e la natura nuova
 

.

 
Monet – Regata ad Argenteuil
 
 
 

Con lui si ha un vero e proprio rovesciamento dei concetti della pittura paesaggistica che non è più natura dipinta… ma diventa espressione dell’esperienza interiore.

 
 
 
 

Monet – Il sentiero nella foresta di Fontainebleau

 

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 Monet – La gazza
 

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  Monet – San Giorgio
 

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 Monet – La casa del pescatore a Varengeville



Monet – Passeggiata sulla scogliera
 

 
 
 
 
F I N E
 
 
 
 


N.B.  E’ chiaro che, essendo impossibile presentare tutti i dipinti dedicati al paesaggio nei secoli, quelli presenti nel post sono soltanto alcuni esempi che possiamo definire significativi… delle varie tendenze susseguitesi nel tempo. 
 

 
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Chi volesse legger la I parte del post
 
 
 
  
 

IL GRUPPO DI CHI AMA L'ARTE FIGURATIVA
(PITTURA, SCULTURA, FOTOGRAFIA E CINEMA)





Monet – Ninfee


La piramide di Roma… Cestia – Le originali storie della sua origine e del suo restauro   Leave a comment

Pubblicato 29 gennaio 2016 da tonykospan21 in Senza categoria

Buonanotte con la bella minipoesia “Se la violenza” di David Pierini   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
SE LA VIOLENZA…
Davide Pierini

Se la violenza d'un sospiro
può depredare un fiore
e l'angoscia di carezze immaginate
far trasalire un cuore
resterò nell'ombra
a contemplare il tuo splendore.
 
 
 
 
 
 
 
.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Karol Back
 
 
 
 
 

Pubblicato 28 gennaio 2016 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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Buon pomeriggio in poesia “Nel nostro amore” Jiménez – arte.. J. W. Alexander – canzone “Hey you”   Leave a comment

 
 

  

 

 

    John White Alexander
 
 
 

 

 

Questo è il dolore della vita:
che per essere felici bisogna essere in due
Edgar Lee Masters

 
 
 
 John White Alexander – Vestito verde

 
 
 
 
 
 
 

clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali

 

 

 

 

NEL NOSTRO AMORE LA PENA E LA GIOIA
Juan Ramon  Jimenez
 
 
Nel nostro amore, la pena e la gioia
si accendono e si spengono,
come, a primavera,
la mattina e la sera.
Oh soave scontro dolce
dell’ombra e della luce,
della luce e dell’ombra
-nè luce del tutto,
nè ombra del tutto -,
belle loro due, come quelle due;
simulacro di lotte,
uguali nella disfatta e nel trionfo!
Amore;
crepuscolo, aurora
di primavera!
 
 
 
 
 John White Alexander – Ragazza con cane
 

 
    

 

 

 

 
 
 

IL GRUPPO DI FB PER VIVER INSIEME
LA POESIA L'ARTE LA MUSICA… ETC…

 
 
 
John White Alexander – Un momento di relax – 1885
 

 
 

 
 

INVITI SUPERFLUI di DINO BUZZATI – Quando la prosa è… poesia – Brano sublime   2 comments

 
 .
.
 
 
 
 
 


Questo racconto, letto casualmente,
mi entusiasmò subito
apparendomi davvero fantastico…

Però in fondo è un brano notissimo…

L'autore è il grande scrittore
(ma anche stimato pittore) del '900
Dino Buzzati
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Mi ha quindi fatto venir il desiderio ed il piacere
di condividerlo con voi.

Ma non voglio anticipare giudizi…
posso solo dirvi di leggerlo con calma
e di gustarlo con calma e fino in fondo…
 
 
 
 

Dino Buzzati – (San Pellegrino di Belluno 16.10.1906  Milano 28.1.1972)

 
 
 

INVITI SUPERFLUI
Dino Buzzati
 
 
 
Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo.

Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi genii ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi.


Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava.

Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento.

 
 
 


 

 Claudio Tesser – Viandante nella nebbia



Ma tu – ora mi ricordo – non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati.

Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da piroga sacra.

Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti.

Vorrei con te passeggiare, un giorno di primavera, col cielo di color grigio e ancora qualche vecchia foglia dell’anno prima trascinata per le strade dal vento, nei quartieri della periferia; e che fosse domenica. In tali contrade sorgono spesso pensieri malinconici e grandi, e in date ore vaga la poesia congiungendo i cuori di quelli che si vogliono bene.

 
 
 
 

 

 

Nascono inoltre speranze che non si sanno dire, favorite dagli orizzonti sterminati dietro le case, dai treni fuggenti, dalle nuvole del settentrione.

Ci terremo semplicemente per mano e andremo con passo leggero, dicendo cose insensate, stupide e care.

Fino a che si accenderanno i lampioni e dai casamenti squallidi usciranno le storie sinistre delle città, le avventure, i vagheggiati romanzi.

E allora noi taceremo, sempre tenendoci per mano, poiché le anime si parleranno senza parola.

Ma tu – adesso mi ricordo – mai mi dicesti cose insensate, stupide e care.

Né puoi quindi amare quelle domeniche che dico, né l’anima tua sa parlare alla mia in silenzio, né riconosci all’ora giusta l’incantesimo delle città, né le speranze che scendono dal settentrione.

Tu preferisci le luci, la folla, gli uomini che ti guardano, le vie dove dicono si possa incontrar la fortuna.

Tu sei diversa da me e se venissi quel giorno a passeggiare, ti lamenteresti di essere stanca; solo questo e nient’altro.


Vorrei anche andare con te d’estate in una valle solitaria, continuamente ridendo per le cose più semplici, ad esplorare i segreti dei boschi, delle strade bianche, di certe case abbandonate.

Fermarci sul ponte di legno a guardare l’acqua che passa, ascoltare nei pali del telegrafo quella lunga storia senza fine che viene da un capo del mondo e chissà dove andrà mai.

E strappare i fiori dei prati e qui, distesi sull’erba, nel silenzio del sole, contemplare gli abissi del cielo e le bianche nuvolette che passano e le cime delle montagne.

 
 
 

Claude Theberge

 

 

Tu diresti “Che bello!”.

Niente altro diresti perché noi saremmo felici; avendo il nostro corpo perduto il peso degli anni, le anime divenute fresche, come se fossero nate allora.

Ma tu – ora che ci penso – tu ti guarderesti attorno senza capire, ho paura, e ti fermeresti preoccupata a esaminare una calza, mi chiederesti un’altra sigaretta, impaziente di fare ritorno.

E non diresti “Che bello! “, ma altre povere cose che a me non importano.

Perché purtroppo sei fatta così.

 E non saremmo neppure per un istante felici.

Vorrei pure – lasciami dire – vorrei con te sottobraccio attraversare le grandi vie della città in un tramonto di novembre, quando il cielo è di puro cristallo.

Quando i fantasmi della vita corrono sopra le cupole e sfiorano la gente nera, in fondo alla fossa delle strade, già colme di inquietudini.

Quando memorie di età beate e nuovi presagi passano sopra la terra, lasciando dietro di sé una specie di musica..

.

.

Paul Gustave Fischer

..

.

Con la candida superbia dei bambini guarderemo le facce degli altri, migliaia e migliaia, che a fiumi ci trascorrono accanto.

Noi manderemo senza saperlo luce di gioia e tutti saran costretti a guardarci, non per invidia e malanimo; bensì sorridendo un poco, con sentimento di bontà, per via della sera che guarisce le debolezze dell’uomo.

Ma tu – lo capisco bene – invece di guardare il cielo di cristallo e gli aerei colonnati battuti dall’estremo sole, vorrai fermarti a guardare le vetrine, gli ori, le ricchezze, le sete, quelle cose meschine.

E non ti accorgerai quindi dei fantasmi, né dei presentimenti che passano, né ti sentirai, come me, chiamata a sorte orgogliosa.

Né udresti quella specie di musica, né capiresti perché la gente ci guardi con occhi buoni.

Tu penseresti al tuo povero domani e inutilmente sopra di te le statue d’oro sulle guglie alzeranno le spade agli ultimi raggi.

Ed io sarei solo. è inutile.

Forse tutte queste sono sciocchezze, e tu migliore di me, non presumendo tanto dalla vita.

Forse hai ragione tu e sarebbe stupido tentare. Ma almeno, questo sì almeno, vorrei rivederti.

Sia quel che sia, noi staremo insieme in qualche modo, e troveremo la gioia.

Non importa se di giorno o di notte, d’estate o d’autunno, in un paese sconosciuto, in una casa disadorna, in una squallida locanda.

 
 
 
 
 

 
 

Mi basterà averti vicina. Io non starò qui ad ascoltare – ti prometto – gli scricchiolii misteriosi del tetto, né guarderò le nubi, né darò retta alle musiche o al vento.

Rinuncerò a queste cose inutili, che pure io amo.

Avrò pazienza se non capirai ciò che ti dico, se parlerai di fatti a me strani, se ti lamenterai dei vestiti vecchi e dei soldi.

Non ci saranno la cosiddetta poesia, le comuni speranze, le mestizie così amiche all’amore.

Ma io ti avrò vicina.

E riusciremo, vedrai, a essere abbastanza felici, con molta semplicità, uomo con donna solamente, come suole accadere in ogni parte del mondo.

Ma tu – adesso ci penso – sei troppo lontana, centinaia e centinaia di chilometri difficili a valicare.

Tu sei dentro a una vita che ignoro, e gli altri uomini ti sono accanto, a cui probabilmente sorridi, come a me nei tempi passati.

Ed è bastato poco tempo perché ti dimenticassi di me.

Probabilmente non riesci più a ricordare il mio nome. Io sono ormai uscito da te, confuso fra le innumerevoli ombre.

Eppure non so pensare che a te, e mi piace dirti queste cose.

 
 
 
 

 

Paul Cornoyer




Sì certo è un racconto…

ma come non accostarlo alle poesie sublimi?


Per me è straordinario il modo in cui,
pur non senza darlo a vedere… e quasi in sordina,
il racconto susciti in noi
emozioni… visioni… suggestioni… bellissime…
in un'alternanza di suggestioni romantiche ed amare…

Ciao da Orso Tony



LA PAGINA CHE PUO' AIUTARTI A COLORARE LE TUE ORE




Haddon Sundblom

Buonanotte con la bella minipoesia “Universo” di J. R. Jimenez   2 comments

 
 
 
 
 
 
 
 
UNIVERSO
– Juan Ramon Jimenez –

 
Il tuo corpo: gelosia del cielo.
 
La mia anima: gelosia del mare.
 
– Altro cielo pensa la mia anima.
 
Altro mare sogna il tuo corpo -.
 
 
 
 
 
Charles Joshua Chaplin – Sogno
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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