Archivio per 25 ottobre 2015

Buona domenica sera in poesia “Il vento nell’isola” di Neruda – arte… T. de Lempicka – canzone Tornerò   1 comment

 


 Tamara De Lempicka *




 








Pablo Neruda con Matilde Urrutia a Capri
dove fu scritta la poesia che leggeremo

 .

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A forza di guardare il cielo
e di respirare a pieni polmoni l’aria fresca della notte,
mi sembrava di riempirmi di stelle.
Tiziano Terzani

 

 

 

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 IL VENTO NELL'ISOLA

Pablo Neruda

 

Il vento è un cavallo:
senti come corre
per il mare, per il cielo.
Vuol portarmi via: senti
come percorre il mondo
per portarmi lontano.
Nascondimi tra le tue braccia
per questa notte sola,
mentre la pioggia rompe
contro il mare e la terra
la sua bocca innumerevole.
Senti come il vento
mi chiama galoppando
per portarmi lontano.
Con la tua fronte sulla mia fronte,
con la tua bocca sulla mia bocca,
legati i nostri corpi,
all’amore che che brucia,
lascia che il vento passi
senza che possa portarmi via.
Lascia che il vento corra
coronato di spuma,
che mi chiami e mi cerchi
galoppando nell’ombra,
mentre, sommerso,
sotto i tuoi grandi occhi,
per questa notte sola
riposerò, amor mio.

 

.

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Tamara De Lempicka


 
 
 










 
 

 
 
*Ritratto del Marchese d'Afflitto 

 
 
 

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Tamara De Lempicka

Le mani giunte – Il cacciatore e la scimmia – Poetico emozionante racconto giapponese   Leave a comment

 
 
 
 
  
    
Questo bellissimo e dolcissimo raccontino giapponese
è, a mio parere ma non solo,
 un un vero e proprio sublime brano di prosa poetica,
che ci parla d’un cacciatore di scimmie e
del suo incontro con una scimmia ed il suo piccolo.
 
 
 Merita proprio d’esser letto…
e penso anche che ci faccia davvero bene al cuore.
 
 
 
 
 
 
 

 
LE MANI GIUNTE
Kikuo Takano
 
Quando la scimmia col suo piccolo in braccio
corre sconvolta ma non fa in tempo
a fuggire, né trova il suo rifugio,
verso chi le punta il fucile
giunge le mani e implora
di lasciarla andare, di salvarla,
piangendo disperata, strofinandosi
le mani con tutte le forze:
Il suo gesto nel chiedere pietà al cacciatore,
è come quello dell’uomo.
 
Per quanto esperto, il cacciatore di scimmie
non se la sente allora di sparare.
“Su, fuggi, fa presto!” Chiusi gli occhi
scoppia a piangere – così ci racconta.
 
Sebbene non ricordi più il nome
del vecchio che mi ha raccontato
con amarezza quel suo lugubre lavoro
dicendomi di non volere mai più affrontare,
né in campagna né sui monti,
la tragedia del cacciatore di scimmie,
non posso scordare le mani giunte
della scimmia, quel tremolio di mani
che ad altre somigliano.
.
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(KIKUO TAKANO, da Nel cielo alto, Oscar Mondadori, 2003)
 
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CIAO DA TONY KOSPAN

 

 

 
POESIA E CULTURA
CON LEGGEREZZA






 

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