Archivio per agosto 2015

Buona settimana in poesia “Sei inferno e paradiso” – arte.. L. Ritman – canzone.. Io ti darò..   1 comment

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Louis Ritman

 

Sembra che ci sarà solo qualche altra ora di bollente estate

e poi ci sarà un forte calo delle temperature…

mentre oggi salutiamo questo Agosto che è stato di fuoco…

davvero di fuoco in tutti i sensi…

 

 

 

 

 

 


Una vita senza sogni

è come un giardino senza fiori.

G. Beese

 

 

 

Louis Ritman – Mademoiselle Gaby –  1919

 

 

SEI INFERNO E PARADISO

Guido Mazzolini

 

Sei inferno e paradiso

pace, guerra

sei assenso e dissenso

tempesta, bonaccia

sei sabbia e granito

spessore sottile

sei fuoco che arde

sei acqua che spegne la sete

sei e non sei

ma se sei

sei presenza insostenibile

ai sensi,

a sussurrati sensi

insaziabili

di sognatore schivo.

Sei l’ansia di sapere

tu, per sempre irraggiungibile

eppure così vicina.

 

 

Louis Ritman – Sistemazione dei fiori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
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IL GRUPPO IN CUI VIVER L'ARTE…
INSIEME

 
 
 
 
 
 
Louis Ritman – Alla finestra
 
 
 
 

Baudelaire.. poeta “maledetto” e padre della moderna poesia – Biografia e 2 sue note poesie   5 comments





Un poeta considerato oggi un autore classico
della letteratura mondiale…,
ma che ebbe una vita, sia reale che letteraria,
molto travagliata come potremo ora leggere…

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E' universalmente definito poeta “maledetto”
in quanto simbolo della difficoltà del vivere
per una continua lotta interiore tra luce e tenebre…

Riuscì però a cogliere in modo magistrale
la complessità del proprio
IO
che poi, se davvero vogliamo guardarci dentro,
non è poi tanto dissimile dal nostro…


 
 
 

 
 
 
 
OMAGGIO A BAUDELAIRE
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
Parigi 9 aprile 1821  –  Parigi 31 agosto 1867

 
 
 
 
Diventato molto presto orfano di padre ebbe
un’infanzia difficile a causa dei complicatissimi rapporti
col patrigno e, non volendo iniziare la classica
vita borghese, si rifugiò in quella “bohemienne
del Quartiere Latino parigino.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

La sua vita fu breve ma intensa e tempestosa…
tra tentativi di suicidio, amori sregolati, alcool e droghe.
Fu però anche nel contempo molto attiva negli ambienti
culturali parigini, soprattutto simbolisti,
dove ebbe modo di confrontarsi con gli altri grandi
letterati, artisti e intellettuali del vivace 800 francese.



Henri Fantin-Latour – Hommage à Delacroix


Prova evidente della sua attiva presenza
nel mondo culturale parigino è questo dipinto qui su
di Henri Fantin-Latour “Hommage à Delacroix
in cui lo riconosciamo (ultimo a destra in basso),
tra personaggi come lo stesso Henri Fantin-Latour,
Édouard Manet, Félix Bracquemond ed altri.





 
 
Il suo libro di poesie più famoso
ed in un certo senso “rivoluzionario” è
LES FLEURS DU MAL – I FIORI DEL MALE
del 1857 (per il quale subì condanna e censura).

 
 
 
 
 

Courbet – Ritratto di Baudelaire
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 Abbiamo visto che frequentava i grandi artisti
del suo tempo ma amava davvero molto l'arte
al punto di scrivere anche libri in materia
come “Curiosità estetiche” del 1868
e “L'arte romantica” 1868-1870
in cui manifestò il suo pensiero.



Le sue stelle comete, anche in questo campo,
erano il romanticismo ed il simbolismo.




Caspar David Friedrich (noto dipinto romantico)


 
Tuttavia i suoi versi parlavano di qualsiasi aspetto
della vita reale (ad esempio delle nascenti industrie
con l’immagine di «fiumi di carbone salgono in cielo
»).



Con la sua ultima opera – Spleen di Parigi
sperimentò poi anche la poesia… in prosa.
 
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Morì nel 1867 a soli 46 anni
dopo una paralisi ed un tremenda agonia.



Fu sepolto in forma anonima nella tomba di famiglia…
e solo nel 1949 la Corte di Cassazione Francese
ha finalmente riabilitato le sue opere e la sua memoria.



La sua opera che ancor oggi risplende
d'immensa luce propria è certo…
I FIORI DEL MALE.


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Quest'opera è talmente bella
che Carlo Dossi, dopo averla letta,
si convinse a non scriver più poesie!


Prima di passare alla sua più nota e più bella poesia
leggiamone un'altra che invece lascia trapelare
la sua visione del conflitto
tra dura realtà umana e sogno…


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Manet –  Jeanne Duval la maîtresse de Baudelaire




TI ADORO


T'adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t'amo quanto più mi fuggi,
o bella, e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.
Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

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John Collier
 



Ascoltiamo ora in questo video la poesia “Albatros“,
davvero fantasticamente profonda,
in cui simbolicamente è tratteggiata
proprio la figura del Poeta,
spesso schernita e criticata dalla cd. “Società per bene“,
che non ne comprende la grandezza
proprio perché è troppo più avanti
rispetto alla banalità del pensiero corrente.



 
 
 
 

E, se ci va, ora leggiamola anche,
per coglierne meglio
ogni piccola.. grande… sfumatura…


L’ALBATRO

Spesso, per divertirsi, le ciurme
catturano degli albatri, grandi uccelli marini,
che seguono, compagni di viaggio pigri,
il veliero che scivola sugli amari abissi.
E li hanno appena deposti sul ponte,
che questi re dell’azzurro, impotenti e vergognosi,
abbandonano malinconicamente le grandi ali candide
come remi ai loro fianchi.
Questo alato viaggiatore, com’è goffo e leggero!
Lui, poco fa così bello, com’è comico e brutto!
Qualcuno gli stuzzica il becco con la pipa,
un altro scimmiotta, zoppicando, l’infermo che volava!
Il poeta è come il principe delle nuvole
che abituato alla tempesta ride dell’arciere;
esiliato sulla terra fra gli scherni,
non riesce a camminare per le sue ali di gigante.





 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN 
 
 
 


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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA

 
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Buonanotte con la bella minipoesia “Ah, che nostalgia ho di te” di Johann Wolfgang Goethe   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
AH CHE NOSTALGIA HO DI TE…
Johann Wolfgang Goethe
 
Ah, che nostalgia ho di te,
angelo mio! Almeno in sogno,
almeno in sogno mostrati!
Anche se molto dovrò patire,
trepidante lottare cogli spiriti,
e al risveglio affannare.
Ah, che nostalgia ho di te,
ah, quanto cara mi sei
anche nei sogni più cupi!
 
 
 
 
John Patrick O'Brien
 
 
 
 

 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 

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Il fascino dei Campi Flegrei tra storia.. mito e letteratura – II Parte   Leave a comment


 
 
 
 
 
 
 
I CAMPI FLEGREI TRA STORIA… MITO E LETTERATURA
 

– II PARTE –
 
 
 
 
Lasciandoci alle spalle il golfo di Pozzuoli, incontriamo la sagoma del monte Nuovo, cosi denominato poiché si formò in pochi giorni nel 1538 durante un’eruzione vulcanica che distrusse il villaggio e le terme romane di Tripergole.
 
 
 
 
 

Monte Nuovo

 

 

 

Il monte è ora ricoperto da una folta e profumata vegetazione di macchia mediterranea, si può raggiungere la cima attraverso un sentiero che lo costeggia fino ad una chiesetta dalla quale si può ammirare un panorama mozzafiato del golfo di Pozzuoli e dell’area archeologica circostante.
E’ purtroppo anche visibile lo scempio edilizio degli anni ’50 in puro palazzinaro-style.
Procedendo ancora verso oriente ci imbattiamo in un piccolo lago anticamente unito al mare da un canale ed adibito a vivaio di pesci e di ostriche.
 
 
 
 
Balneum Tripergulae – Terma di Tripergola
 
 
 
 
Lì fioriva un ricco commercio ed infatti il nome del lago di Lucrino, così si chiama, deriva dal verbo latino “lucrare”.
Il secondo lago che incontriamo è il tenebroso lago d’Averno che il mito connette con l’oltretomba: natura ostile e violenta, ostilità tra uomo e natura, esalazioni mefitiche che vengono dal sottosuolo.
 
 
 
 
Mosaico con pesci proveniente da Pompei
 
 
 
 
Lucrezio, in un suo poema, narra che gli uccelli che volavano sul lago non battevano più le ali e cadevano morti .
Il lago d ‘Averno (dal greco: senza uccelli), ci racconta Virgilio nell’Eneide, è posto al centro del cratere di un vulcano spento ed è anche il luogo dal quale, attraverso un antro tenebroso, si raggiungevano gli Inferi, in quel luogo dimoravano i trapassati.
Leggendo il suo poema sentiamo i personaggi e la natura vibrare con la stessa emozione che suscita quel luogo. Anche Dante colloca l’entrata ali Inferi nella selva del lago d’Averno che ancora oggi suscita questo patos nelle persone che lo visitano.
Dal lago, attraverso un arco ed una strada romana sul cui lastricato ancora si vedono gli antichi segni delle ruote dei carri, si arriva alla mitica Cuma su cui si erge l’Acropoli e l’antro della enigmatica Sibilla Cumana., sacerdotessa del Dio Apollo.
 
 
 
 
 
Turner – Il lago d’Averno con Enea e la Sibilla Cumana
 
 
 
 

Raramente si incontra un luogo che unisce in sé passato, presente e futuro, uomini eroi e dei, storia e natura tutti tra di loro uniti e strettamente avvinti nella magia dell’incanto Virgiliano. 

Conosceva Virgilio la grandiosa e tenebrosa cripta? 

E’ inevitabile dare un luogo al paesaggio che ispirò al poeta la discesa della Sibilla e di Enea agli inferi: 

Andavamo oscuri per la notte solitaria attraverso l’ombra, attraverso le case vuote di Dite e i vari regni, come quando attraverso l’incerta luna, sotto luce maligna si apre un sentiero per la selva, dove Giove nasconde il cielo nell’ombra e la notte toglie il colore alle cose”.

 

 

 

Acropoli di Cuma
 
 
 
 

In questo luogo estremamente suggestivo, nelle “Metamorfosi”, Ovidio chiede alla Sibilla la sua storia personale.

Io ero una giovane donna amata da Apollo che, in cambio della mia verginità, mi concesse il dono di vivere tanti anni ancora quanti granelli di sabbia stringeva il mio pugno”.

Moltissimi anni dopo nel 1922, anche il drammaturgo T.S. Eliot nel suo romanzo ”The waist land” incontra la Sibilla vecchissima ed immortale e le chiede:

Sibilla cosa vuoi?” ed essa interrogata risponde: “Voglio morire”. 

Ancora Petronio nel “Satyricon” ci descrive la tristissima storia della Sibilla Cumana.

 

 

 

Apollo e la Sibilla Cumana
 
 
 
 
L’importanza e la peculiare bellezza dei Campi Flegrei era nota fin dai tempi più remoti. 
Nell’antico vetro di Odemira, ritrovato durante gli scavi, si specchiano i monumenti di Pozzuoli e sulle fiaschette vitree del Museo di Piombino, che si vendevano come souvenir, sono dipinti i principali monumenti della costa flegrea da Miseno a Baia e della striscia da Baia a Pozzuoli: 
gli “Ostriaria” (allevamenti di ostriche), la villa imperiale di Baia, il complesso termale ed il grandioso circo.
 
 
 
 
 
Antro della Sibilla Cumana
 
 
 
 
Così i Campi Flegrei, come negli antichi vetri, si riflettono nelle testimonianze letterarie, nella prosa e nella poesia della Repubblica e dell’Impero di romano e, a sua volta, nei Campi Flegrei si rispecchia l’alta società di Roma. Sul litorale da Miseno a Stabia fiorivano le “ville marittime”…
 
 
 

Ricerca e testo di Valentine – impaginazione Tony Kospan

 

Continua…

 
 
 
 
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PER LEGGERE LA I PARTE
 
 
 
 
 

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Buonanotte con la bella poesia “Amore” di Blaga Dimitrova   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
AMORE
Blaga Dimitrova
 
Ho perso l’andatura trascurata,
ho perso la mia risata presuntuosa
e il silenzio mite dell’anima,
e la freschezza nello sguardo distratto,
e di notte il sonno.
Ho perso i sentieri che mi attiravano,
la ribellione, e la libertà,
l’imprevisto, e il suono dei canti –
ho perso tutto, ma sono la più ricca
la più prodiga del mondo.
 
 
 
 
Wladyslaw Czachorski 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 
 
 

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ED IL LORO FANTASTICO MONDO…
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Felice sabato pomeriggio in poesia “Non solo il fuoco” di Neruda – arte.. Chagall – canzone.. Io vagabondo   1 comment

 

 

Chagall

 
 
 
 

 

 

 
 
 
Ci sono più catene senza amore
che amori senza catene…
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

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 Chagall – Gli amanti di Vence

 

 

 

NON SOLO IL FUOCO

~ Pablo Neruda ~
 

Ahi, sì, ricordo,
ahi, i tuoi occhi chiusi
come pieni dentro di luce nera,
tutto il tuo corpo come una mano aperta,
come un grappolo bianco della luna,
e l’estasi,
quando un fulmine ci uccide,
quando un pugnale ci ferisce nelle radici
e una luce ci spezza la chioma,
e quando
di nuovo
torniamo alla vita,
come uscissimo dall’oceano,
come tornassimo feriti
dal naufragio
tra le pietre e l’alghe rosse.

Ahi, vita mia,
non solo il fuoco tra noi arde,
ma tutta la vita,
la semplice storia,
l’amore semplice
di una donna e d’un uomo
uguali a tutti gli altri.

 

 

 

Chagall – Il carnevale notturno
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A TUTTI DA ORSO TONY
 
 
 
 
 

PER LE NOVITA' DEL BLOG

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I S C R I V I T I
 
 
 
 

Chagall – Il gallo rosso
 
 
 

 

Buonanotte con la bella minipoesia “Adagiato” di Carlo Bramanti   Leave a comment

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ADAGIATO
Carlo Bramanti
 
 
Adagiato ieri
su un petalo di rosa
ha sognato
di veder la sua anima
nuda e leggera,
di porla in una mano
da lontano
amica,
dimentico del mondo
e dei suoi perché.
 
 
 
 

 
 
 

 
 
 
 
  
 
 
 
 


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A. Mucha




Buonanotte con la bella minipoesia “L’incontro” di Luigi Ederle   2 comments

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L’INCONTRO

Luigi Ederle

 

del tuo pensiero

colgo l'attimo 

 

e mi viene l'amore

come onda sul mare 

 

là oltre la sabbia

nasce il nostro domani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

by Tony Kospan

 

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Charles Edward Perugini – Giovani innamorati vicino al mare

 
 
 
 

Buon pomeriggio in poesia “Il cerchio dell’armonia” di Rescigno – arte.. Redondo – canzone.. Il cielo in una stanza   Leave a comment

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Vicente Romero Redondo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Non serve a niente una porta chiusa:
la tristezza non può uscire
e l’allegria non può entrare.
Luis Sepúlveda
 
 
 
 
 

Vicente Romero Redondo
 
 
 
 
 
IL CERCHIO DELL’ARMONIA
Vincenzo Rescigno

 
Braccia che ti circondano
con tanta tenerezza,
s’un caldo sen t’attiran
preludio alla bellezza
di magici momenti
che l’estasi ti dan.
Risveglian sentimenti
che sanno di magia
chiudendoti in un cerchio
di magica armonia,
d’un corpo a un altro stretto,
frementi di passione,
due cuori un solo petto
due corpi in dolce unione
 
 

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Vicente Romero Redondo

 
 
 
 
 

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a tutti da Orso Tony

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SCOPRI IL MONDO DI ORSOSOGNANTE

E… SE TI PIACE… I S C R I V I T I
 
 
 

Vicente Romero Redondo

 

 

 

Buon mercoledì notte in poesia.. Ciò che ho scritto di noi di Hikmet – arte.. F.C. Hassam – canzone.. I’m not in love   7 comments

 

 

 

Frederick Childe Hassam

 

 

 

 

Gli occhi hanno sete perché esistono i tuoi occhi.

La bocca ha sete perché esistono i tuoi baci.

Pablo Neruda

 
 
 
 

Frederick Childe Hassam – Riflessi

 

 

 

CIO' CHE HO SCRITTO DI NOI

Nazim Hikmet

 

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia

è la mia nostalgia

cresciuta sul ramo inaccessibile

è la mia sete

tirata su dal pozzo dei miei sogni

è il disegno

tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità

è la tua grazia

cesta colma di frutti rovesciata sull'erba

è la tua assenza

quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via

è la mia gelosia

quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati

è la mia felicità

fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia

ciò che ho scritto di noi è tutta verità.

 

 

 

Frederick Childe Hassam – In barca

 
 
 

 
 
 
 
 
da Tony Kospan…
diventato oggi… nonno… bis
(non bisnonno  )
 
 

 
 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE…
I N S I E M E

 
 
 
 
Frederick Childe Hassam – Sera d'estate
 
 

 

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