Archivio per 10 Maggio 2015

Originale ma geniale è la visione dell’umiltà che ci dona F. Alberoni   Leave a comment

   

 
 
 
 
 
 
No… non è una riflessione di carattere religioso…
o solo di carattere religioso, ma è, a mio parere, 
davvero coinvolgente e condivisibile da tutti…
 
 
Alberoni ci dona infatti una diversa visione dell'umiltà,
rispetto al moderno pensiero comune,
affermando che non deve esser vista come debolezza
ma come consapevolezza della reale condizione umana.
 
 
Ma lasciamo parlare questo brano, per me sublime,
che non smentisce la profondità e la genialità
del pensiero di Alberoni.
 
 
 
 
 
 
 
 

 

BEATI GLI UMILI

UNA RIFLESSIONE DI FRANCESCO ALBERONI

 

 

Beati gli umili, perché hanno capito praticamente tutto!

Il Medioevo cristiano dava una importanza grandissima alla virtù dell'umiltà.

Il mondo moderno non la considera più una virtù, anzi la guarda con compatimento, la considera un segno di debolezza.

Negli ultimi vent'anni non mi sembra di aver mai sentito elogiare una persona dicendo che è umile.

D'altronde, se vi dico “immaginate una persona umile” a voi viene in mente un uomo piccolo, povero, con le spalle curve, che sta zitto quando gli altri parlano, che non si ribella quando gli vien fatto un torto, insomma un debole, un vinto.

E viene in mente questa immagine perché si è perso il significato profondo, spirituale dell'umiltà.

L'umiltà implica un atteggiamento verso il mondo, verso gli altri, verso noi stessi e verso Dio.

Incominciamo con l'orientamento verso il mondo.

Noi viviamo come se le risorse della Terra fossero illimitate.

Il nostro modo di pensare è rimasto quello dei primi agricoltori.

Dovremmo aver sempre presente che la Terra è un piccolissimo granello di sabbia nell'infinità delle galassie.

Ricordarci che, con la scienza che abbiamo, non potremo mai abbandonarla.

E che tutte le stoltezze che compiamo peseranno nei millenni futuri sui figli dei nostri figli.

Il nostro orgoglio è smisurato. Siamo convinti che le nostre azioni siano sagge, razionali. In realtà procediamo come dei ciechi.

Solo l'umiltà ci aiuta a vedere.

 

 

Van Gogh – Primi passi

 

 

Passiamo ora all'atteggiamento verso gli altri.

Siamo tutti intolleranti, convinti di conoscere la verità.

Ammiriamo chi ha ferme convinzioni politiche, chi si batte con accanimento, chi insulta i suoi nemici, li trascina nella polvere.

Ammiriamo i vincitori, i prepotenti.

Giudichiamo, condanniamo ed esaltiamo chi giudica e condanna.

Non ci viene mai in mente che, fra poche generazioni, le idee per cui abbiamo combattuto avranno perso totalmente di senso.

Cosa è rimasto della passione interventista che ha condotto alla prima guerra mondiale?

E delle ideologie del nazismo e dello stalinismo?

Hanno causato dolori spaventosi, crudeltà terrificanti.

Sembravano eterne, incrollabili, e ora?

L'atteggiamento verso se stessi consiste nell'essere consapevoli che non valiamo più delle altre persone.

Che il nostro successo dipende dalla fortuna e dalla collaborazione di altri a cui dobbiamo riconoscenza.

Consiste, infine, nel sapere che possiamo sempre sbagliare e che abbiamo sempre da apprendere.

C'e' infine l'atteggiamento verso Dio, essenziale per comprendere l'umiltà cristiana.

In una società ormai scristianizzata, questo tema riguarda solo la parte più segreta dell'animo.

 Tutti i mistici e tutti i teologi sono d'accordo che l'uomo non può darsi la fede da solo.

Perché la fede non è un fatto intellettuale, è amore appassionato per Dio.

E questo amore è Dio stesso che lo accende.

L'uomo può solo predisporsi ad incontrarLo.

Lo fa pregando, diventando niente davanti a Lui.

Questo diventare niente è l'umiltà di fronte a Dio.

Un abbandono totale, una accettazione totale, un vuoto che Dio, quando vuole, riempie del calore ardente dell'amore, che divampa, commuove e sazia l'animo inaridito.

L'umiltà di cui ci parla la nostra tradizione è dunque una importante virtù.

Essa ci rende consapevoli dei nostri doveri verso la Terra e il futuro.

Ci spinge a trattare gli altri con obbiettività e tolleranza.

Ci rende prudenti e riconoscenti.

Negli animi religiosi, infine, è sorgente di forza e di fede.

Parla l'italiano scampato al disastro aereo “Non ricordo più nulla, solo il fuoco”

 

Alberoni Francesco

 

 

 

 

 

Cosa ne pensate?

 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

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Buona Festa della Mamma con… poesie… dipinti… aforismi e canzoni   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
C’è poco da fare… non potevo non dedicare
il tema poetico (e non solo) di questa domenica
anche quest'anno alla festa della mamma…
e lo faccio con immenso piacere…
 
Chi può aver maggior importanza, nella nostra vita,
dell’essere che ci ha generato?
 
 
 
 
 
 
 
 
LA MAMMA NELLE POESIE… NEGLI AFORISMI…
NEI DIPINTI E NELLE CANZONI
a cura di Tony Kospan
 
 
Certo… è vero… ci sono madri e madri…
ma in ogni caso la vita umana (e non solo)
si è perpetuata (almeno finora) grazie alla maternità.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ed inoltre la madre, con le sue cure fin dalla nascita,
rappresenta, in genere,
il fondamento stesso del nostro esser… persone.
 
Prima di passare alle poesie
ecco alcuni aforismi di grandi autori,
che meglio di mille parole,
affrontano questo universale tema.
 
 
 
 
 
 
 
Sempre una madre aspetta il ritorno di suo figlio
sia se questi se n’è andato in un paese vicino
o in uno molto lontano
Joseph Roth
 
 
La mamma ed io avevamo i nostri miti,
i nostri linguaggi segreti,
i nostri scherzi rituali….
In pubblico avevamo le nostre intese:
bastava un’occhiata!
Jean Paul Sartre
 
 
Mi strinsi al fianco della mamma
ed ancora sentii addosso i suoi bei capelli
come l’ala di un angelo-pensavo,
e fui davvero felice!
Charles Dickens
 
 
Esistono mamme che baciano
e mamme che sgridano,
ma si tratta comunque di amore,
e la maggior parte delle mamme
bacia e sgrida contemporaneamente.
Pearl S. Buck
 
 
Le verità che contano, i grandi principi,
alla fine, restano due o tre.
Sono quelli che ti ha insegnato tua madre da bambino.
Enzo Biagi
 
 
 
 
 
 
E’ dunque con i versi che seguono
che vi/mi auguro una domenica felice
o con la mamma, o con il pensiero della mamma,
o con il ricordo e la nostalgia della mamma,
o con le mogli/compagne mamme dei nostri figli…
 
Come sempre mi piacerebbe leggere le poesie,
vostre…o di altri autori sul tema.
 
 
 
 
 
 
 
 (Mamma)
Albert Edelfelt
 
 
 

UNA MANO SULLA PORTA
K. Nakagawa
 
Quando sto zitto arriva mia madre.
Sta sola mia madre nella stanza di là.
E io solo e zitto nella stanza di qua.
Mia madre si alza
e arriva di quando in quando.
Con una mano sulla porta
cerca di leggere il mio cuore:
io zitto mi lascio leggere.
Intanto mi nascono affetti e le sorrido:
“Che sei venuta a fare?”.
Ma so bene perché viene da me.
Dopo aver scambiato con me due, tre parole,
mia madre se ne va.
E io penso a tutti gli uomini:
noi viviamo sostenendoci l'un l'altro.
E' come reggersi colle mani
sulle spalle di chi è accanto.
Si ha bisogno perfino delle persone
che danno fastidio.
Chi sa se mia madre non pensa a questo
quando viene e mi guarda
con la mano appoggiata sulla porta.
 
 
 
 (Mamma Maria)
William Merritt Chase
 
 
 
IO BEN SO
Rudyard Kipling
 
Se morissi impiccato sopra il colle,
o madre mia,
io bene so chi sempre mi amerebbe,
o madre mia!
Se morissi gettato in fondo al mare,
o madre mia,
io bene so chi sempre piangerebbe,
o madre mia!
E se l’anima mia fosse dannata,
so chi, pregando, allor mi salverebbe,
o madre mia!
 
 
 
 (Mamma Mia)
Alfred Stevens – Madre con i suoi figli – 1887
 
 
 
MATERNITA'
Tagore
 
Da dove sono venuto? Dove mi hai trovato?
Domandò il bambino a sua madre.
Ed ella pianse e rise allo stesso tempo
e stringendolo al petto gli rispose:
tu eri nascosto nel mio cuore bambino mio,
tu eri il Suo desiderio.
Tu eri nelle bambole della mia infanzia,
in tutte le mie speranze,
in tutti i miei amori, nella mia vita,
nella vita di mia madre,
tu hai vissuto.
Lo Spirito immortale che presiede nella nostra casa
ti ha cullato nel Suo seno in ogni tempo,
e mentre contemplo il tuo viso,
l’onda del mistero mi sommerge
perché tu che appartieni a tutti,
tu mi sei stato donato.
E per paura che tu fugga via
ti tengo stretto nel mio cuore.
Quale magia ha dunque affidato il tesoro
del mondo nelle mie esili braccia?
 
 
 
 (Viva la Mamma)
William Sergeant Kendall – Intermezzo – 1907
 
 
 
LA PAROLA PIU' BELLA
Gibran
 
La parola più bella
sulle labbra del genere umano è “Madre”,
e la più bella invocazione è “Madre mia”.
E' la fonte dell'amore, della misericordia,
della comprensione, del perdono.
Ogni cosa in natura parla della madre.
La stella Sole è madre della terra
e le dà il suo nutrimento di calore;
non lascia mai l'universo nella sera
finché non abbia coricato la terra
al suolo del mare e al canto melodioso
di uccelli e acque correnti.
E questa terra è madre degli alberi e dei fiori.
Li produce, li alleva, e li svezza.
Alberi e fiori diventano
madri tenere dei loro grandi frutti e semi.
La parola “madre” è nascosta nel cuore
e sale alle labbra
nei momenti di dolore e di felicità,
come il profumo sale dal cuore della rosa
e si mescola
all'aria chiara e nell'aria nuvolosa.
 
 
 
 (Ciao Mamma)
Frederick Leighton – Madre e figlia
 
 
 
MIA MADRE
Edmondo De Amicis
 
Non sempre il tempo la beltà cancella
o la sfioran le lacrime e gli affanni
mia madre ha sessant'anni e più la guardo
e più mi sembra bella.
Non ha un accento, un guardo, un riso
che non mi tocchi dolcemente il cuore.
Ah se fossi pittore, farei tutta la vita
il suo ritratto.
Vorrei ritrarla quando inchina il viso
perch'io le baci la sua treccia bianca
e quando inferma e stanca,
nasconde il suo dolor sotto un sorriso.
Ah se fosse un mio prego in cielo accolto
non chiederei al gran pittore d'Urbino
il pennello divino per coronar di gloria
il suo bel volto.
 

 

 

 

 
 
di ieri, di oggi e di domani…
ed un dolce pensiero a quelle
che vivono solo nei nostri ricordi…
da Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il tuo salotto culturale e di sogno
con oltre 1.000.000 fans
 
 
 
 

LA MAMMA NELL’ARTE – II PARTE – PICCOLA ANTOLOGIA DI BEI DIPINTI   1 comment



Frederick Leighton – Madre e figlia




Proseguiamo questa carrellata dedicata ad altri dipinti,

di autori molto noti e di altri poco noti,

ma a mio parere comunque significativi,

senza alcuna pretesa però di poter neanche lontanamente

esaurire un tema che è stato forse (o senza forse?)

il più amato… dagli artisti di ogni epoca.








LA MAMMA NELL’ARTE
II PARTE




P. E. Calderon




Charles Baugniet




W. S. Kendall




Van Gogh – Il padre di famiglia è in mare




William-Adolphe Bouguereau





Giacomo Balla – Affetti – 1910




Klimt




Hugues Merle




Le Brun – Autoritratto dell’artista con la figlia




J. B. Francisco – Il bambino malato -1893




S. B. Halle




Jesse Smith



Tamara de Lempicka




Xi Pan




Orazio Gentileschi




Vincenzo Irolli




Vincenzo Boldini




William-Adolphe Bouguereau – Sguardo materno




Ricerca e impaginazione T.K.




Chi desidera vedere la I PARTE del post,
incentrata soprattutto sulle stupende opere
di Mary Cassat, Renoir, Picasso e A. Toulmouche,
può cliccare qui giù.




Ciao da Tony Kospan






IL GRUPPO DI CHI AMA
VIVER L’ARTE… INSIEME
frebiapouce.gif
Ripped Note








Buonanotte in minipoesia.. quasi una bella filastrocca.. di Renzo Pezzani.. dedicata alla mamma   3 comments

 

 

 

 

 

MAMMA

Renzo Pezzani

 

La casa senza mamma

è un fuoco senza fiamma,

un prato senza viole,

un cielo senza sole.

Dove la mamma c’è

il bimbo è un piccol re,

la bimba reginella,

la casa è tanto bella

 

 

 

Pino Daeni

 

 

 

 

 

 

 

da Tony Kospan

 

 

 

 

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