Archivio per 19 aprile 2015

Felice notte con la bella minipoesia… Il primo amore… di Elisabeth Wolff   2 comments

 
 
 
 

Sir Luke Fildes

 
 
 
 
IL PRIMO AMORE
Elisabeth Wolff
 
Il primo amore scende nella fanciulla
come rugiada sui fiori,
in notte di primavera;
investe invece il giovane
con la forza della tempesta
e l'onda del mare
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 
da Orso Tony
 
 
 
 
 
 

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Buon compleanno Botero… mitico pittore dell’opulenza…   1 comment

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Botero con 2 suoi dipinti




Oggi è il compleanno del pittore e scultore colombiano
Fernando Botero Angulo (in arte Botero)
noto per i suoi dipinti del tutto particolari ed inconfondibili.



(Medellín, 19 aprile 1932)



Artista o furbo venditore d’arte?

Pittura (e scultura) semplice o semplicistica?

Innanzitutto dobbiamo sottolineare il fatto che la critica
è molto divisa sul punto.

Ma conosciamolo un po’.
.






L’arte di Fernando Botero è una delle più controverse
della pittura contemporanea.

I suoi dipinti, che in un primo tempo
non erano neanche presi inconsiderazione,
pian piano si sono affermati in modo davvero clamoroso!






Molti si soffermano solo sulle forme extra large
delle donne dei suoi dipinti…
ma in verità non ci sono differenze
con tutti gli altri soggetti rappresentati.

Basta infatti guardare le sue opere
ed allora uomini, bambini, animali etc. ci appariranno tutti super… abbondanti.






Ma perché questa ossessione o passione?

C’è chi pensa sia solo un modo originale per arricchirsi…
ma lui afferma che il suo intento è rappresentare
il trionfo della vita attraverso una sensuale esagerazione delle forme
che in passato è stata anche la caratteristica delle donne di Rubens.






Inoltre si è anche accertato che non c’è in tutto ciò
alcuna contestazione della moda attuale
che vuole le donne magre… anzi magrissime.

Ma vediamo ora altri suoi dipinti…
































Non so quale sia il vostro pensiero su questo artista,
le cui opere sono esposte in tutto il mondo,
e mi farebbe piacere conoscerlo.

Tony Kospan



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Il Canaletto mito dell’arte del paesaggio del ‘700… i suoi capolavori e la musica di Albinoni   1 comment

 

 

Ponte di Rialto
 
 
 
Nell'anniversario… della scomparsa del Canaletto…
desidero ricordare l'eccezionale rinnovatore
dell'arte figurativa del paesaggio,
rispetto agli stili precedenti.





 
 
Ciò è avvenne grazie all'utilizzo
di schemi pittorici molto più precisi e scientifici
risentendo molto, in questo, 
dell'atmosfera illuministica all'epoca trionfante.
 
 
 
 

 

Giovanni Antonio Canal
(Mestre 17.10.1697 – Venezia 19.4.1768) 
 
 


I suoi dipinti brillano non solo per l'estrema precisione dei dettagli
ma anche per gli splendidi contrasti tra luci ed ombre.
Spesso i suoi dipinti presentano colori scuri e carichi
per descrivere atmosfere umide e piovose o grigie.



L'arsenale



La considerazione della sua arte da parte dei critici
ha avuto nel tempo notevoli alti e bassi
ma alla sua epoca era molto apprezzata e ricercata
.




Il Tamigi e la City



Le sue opere sono state soprattutto dedicate
alla sua mitica città…
ma v'è stato anche un periodo, di circa 10 anni,
che possiamo definire inglese.
 





Tomaso Giovanni Albinoni
Venezia 8.6.1671 – Venezia 17.1.1750)



Oggi è ricordato comunque soprattutto
come un grande cantore di Venezia col pennello
così come il concittadino e contemporaneo Albinoni
lo è stato con la musica
.





 


 
In questo bellissimo video potremo ascoltare
una delle bellissime musiche di Albinoni…
accompagnate da tanti dipinti del Canaletto
così da poterli godere insieme.

 
 
 
 
Molo Bucintoro
 
 
 
 
Ma eccoci… alla stupenda liaison
d'arte e musica classica
 
 
 
 
 
 
 
 
Buon ascolto… se ci va…
 
 
 
 


Canal grande
 
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 
 
 
 
 

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La spada nella roccia esiste? Sì! E’ in Italia dal XII secolo!   1 comment




Molti pensano che si tratti solo di una leggenda medievale
ma la spada nella roccia la possiamo ammirare davvero
ed è in Italia nell’Abbazia di San Galgano.








“Un Cavaliere è devoto al valore,
il suo cuore conosce solo la virtù,
la sua spada difende i bisognosi,
la sua forza sostiene i deboli,
le sue parole dicono solo verità,
la sua ira si abbatte sui malvagi.”








LA SPADA NELLA ROCCIA
– LA LEGGENDA E’… REALTA’ –




Ma andiamo con ordine.
Tra le tante leggende quella di Re Artù è sicuramente una delle più affascinanti.
Tanti sono i personaggi e le storie che ruotano intorno al Re, nato, secondo la leggenda, grazie ad un incantesimo di Merlino.
Il mago permise infatti a Uther Pendragon, re di Britannia, di giacere con la bella Igerna, trasformando i suoi lineamenti in quelli del marito di lei.






La spada nella roccia di San Galgano



Merlino pretese che, in cambio dell’incantesimo, Re Uther gli consegnasse il bambino non appena fosse nato. 
Al momento della nascita, Merlino reclamò il neonato e lo affidò ad una famiglia per allevarlo. 
Ma il mago aveva grandi progetti per il piccolo, che infatti, apparentemente per caso divenne Re di Britannia, dopo essere riuscito a estrarre la Spada nella Roccia. 
Fin qui la leggenda arturiana, ma la leggenda della spada nella roccia si intreccia in maniera decisamente affascinante con la realtà, e per l’esattezza con una realtà tutta italiana.
Siamo nella Toscana del XII secolo, poco lontani da Siena, in un paesino chiamato Chiusdino. 
Qui, nel 1148, nasce Galgano Guidotti. 
La cavalleria lo affascina al punto che, dopo una prima visione di San Michele, decide di diventare egli stesso un cavaliere, e la sua vita viene segnata da un comportamento libertino e dissoluto. 
I suoi genitori avevano per lungo tempo atteso l’arrivo di un figlio, tanto da recarsi in pellegrinaggio verso la Basilica di San Michele sul Monte Gargano in Puglia, (da qui forse il nome del santo).
Ma si abbandonano allo sconforto per i suoi comportamenti. 
Il destino ha, però, riservato loro una sorpresa.





Un’antica immagine raffigurante Galgano e la sua spada nella roccia




Galgano, dopo una seconda visione di San Michele, si interroga sulla sua vita e decide di dedicare i suoi anni a venire a Dio e di vivere come un eremita.
Impugnata la sua spada, la conficca in una roccia, e davanti all’elsa, che si erge come una croce, egli pregherà (una variante della storia narra che fu lo stesso San Michele a conficcare la spada).
Era il 1180 e l’intero anno successivo viene segnato dai miracoli di Galgano, che muore di stenti nel 1181. 
La sua beatificazione avviene in soli 3 giorni e nel 1185 papa Urbano III lo proclama Santo.
Di lui rimane solo il teschio, conservato nella chiesa di Chiusdino, da cui si racconta crescessero capelli biondi, tanto da nominare San Galgano protettore dei calvi.
Il resto del corpo non è mai stato trovato, sebbene alcuni testi indichino come luogo di sepoltura l’area intorno alla spada.
Sul luogo è stata poi costruita una chiesetta, con una particolare volta dipinta con cerchi concentrici bianchi e neri.






Si potrebbe pensare ad una variazione della leggenda Arturiana, ma c’è una testimonianza incontestabile: la spada è ancora oggi conficcata nella roccia.
E su questo mistero sono iniziate le indagini di alcuni ricercatori delle Università di Pavia, Milano, Padova e Siena.
I risultati hanno confermato che l’elsa che emerge dalla roccia appartiene a una intera spada realmente conficcata nella roccia. 
Le ricerche hanno anche permesso di datare con precisione la chiesa e alcuni resti ossei trovati in una piccola scatola, anche se purtroppo i risultati non sono stati resi pubblici.
La cronologia degli eventi, e delle diverse opere che hanno reso celebre Re Artù, testimoniano come in realtà si potrebbe vedere in Galgano un vero e proprio ispiratore del famoso ciclo Arturiano.
Lo stesso nome Galgano pare sia stato mutato in Galvano, uno dei cavalieri della tavola rotonda. 
Il ciclo Arturiano inoltre risale alla fine del XII secolo, esattamente dopo la morte del santo senese.





I resti dell’Abbazia di San Galgano 




Se ci si fa trasportare dalla leggenda non si può ignorare uno dei sogni fatti da Galgano, in cui egli incontrò Gesù e i dodici Apostoli seduti intorno ad una tavola rotonda e vide il Santo Graal.
Coincidenze si potrebbe dire, ma è facile cedere al fascino dei miti celtici e ambientazioni medievali che fanno da sfondo alla storia e di Galgano. 
A poca distanza dalla collinetta su cui sorge la chiesetta, infatti, si trovano i resti di un’antica abbazia cistercense, ormai senza tetto, a causa del crollo del campanile, e con un prato al posto del pavimento.
Un paesaggio che sembra essere tratto dalle più antiche e famose leggende dei cavalieri medievali, un luogo quasi magico in cui circa 750 anni fa si svolsero eventi straordinari.


TESTO DI GIANLUCA MARRAS 


C O N T I N U A




     
STORIA.. RICORDI E ATMOSFERE DI UN TEMPO
 









Buona domenica pomeriggio in poesia.. Stringo il cielo – arte.. A. Hacker – canzone.. Ti penso   Leave a comment

 

 

 

 

Arthur Hacker – L'ombrellino perduto

 

 

 

 

 

Felice domenica pomeriggio a tutti…

che, se per caso non usciamo…,

possiamo vivere qui tutti insieme

anche se solo virtualmente…

 

 

Qualcosa di profondamente nascosto
deve trovarsi dietro ogni cosa.
(A. Einstein)
 
 
 
 

Arthur Hacker – Fiori di primavera

 

 

  

 
 
 
STRINGO IL CIELO TRA LE DITA

M. A. Borgatelli
 
Stringo il cielo tra le dita
mentre passeggio
per la strada dei ricordi.
Vola il pensiero
sulle fronde della spensieratezza
e scandire le ore del mio tempo
nel filo sottile della vita.
Nelle rotte celesti
della mia fantasia
intreccio ghirlande di sogni
e disegno arcobaleni di speranze.
Mentre volano i pensieri
in un cielo senza nuvole
sento palpitare
più forte il mio cuore.
E stringo sempre più forte
il cielo tra le dita
per non lasciarmi sfuggire
questa dolce illusione.
 
 
 
Arthur Hacker – Una passeggiata mattutina
 
 
 

 
a tutti da Orso Tony

 

 

 

 

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