Archivio per 22 gennaio 2015

Felice notte con la bella minipoesia… Se la violenza… di David Pierini   3 comments

 
 
 
 
 
 
SE LA VIOLENZA…
Davide Pierini

Se la violenza d'un sospiro
può depredare un fiore
e l'angoscia di carezze immaginate
far trasalire un cuore
resterò nell'ombra
a contemplare il tuo splendore.
 
 
 
 
 
 
 
.
 
 

 

by Tony Kospan




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LA POESIA (E NON SOLO)
IN TUTTE LE SUE FORME
NELLA PAGINA
 
 
 

Un mistero negli occhi – Poesia bella.. enigmatica e densa di simboli di Antonio Machado   5 comments

 
 
 


Nel fantastico immenso mondo della poesia…
non manca un genere criptico… arcano…

Questa, a mio parere, ma non solo, è una poesia
di questo genere… per la evidente presenza
di aspetti simbolici e di significati arcani
che cercherò (anche col vostro aiuto… se vi va)
di cercar di decifrare….


 
 
 
 
 
 
 
 
L'analisi che propongo qui,
si rifà anche a quelle ascoltate qualche anno fa,
nella trasmissione televisiva notturna di Gabriele La Porta…
INCONSCIO E MAGIA…
ormai scomparsa… e tanto rimpianta…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La vergine in questione è la compagna…
la donna vicina al cuore… ma anche la grande madre…
vista nella sua essenza ideale….  ma nel contempo…
duale… (duplice)
La sete e l’acqua“.
 
 
Ma non basta… la vergine a cui si rivolge…
rappresenta qui… anche il Fato… (il destino)
con il suo misterioso futuro…
 
 
 
 
 
 
La verginità di cui parla è poi anche constatazione che,
 sia per l’uomo che per la donna,
quando ci si trova dinanzi ad un nuovo vero grande amore
le emozioni che si vivono nel nuovo rapporto
appaiono sempre… una vera nuova prima volta…
 
 
Ma ora leggiamola…
 
 
 
 Foto di Emiliano Russo
 .
.
 
 
UN MISTERO NEGLI OCCHI
Antonio Machado
 
Vergine altera, mia compagna, t’arde
un mistero negli occhi.
Non so se odio o amore è questa luce
eterna della tua nera faretra.
Con me verrai finché proietti un’ombra
il corpo e resti ai miei sandali arena.
– La sete o l’acqua sei sul mio cammino?
Dimmi, vergine altera, mia compagna.
 
 
 

 .
.
 
 
Riri Amisani

 
 
 
Ma voi cosa ne pensate?


 
 
 
L'autore è un grande poeta spagnolo
vissuto a cavallo tra l'800 ed il '900.
 
 
 
Antonio Machado (Siviglia 26.7.1875 – Collioure 22.2.1939)
 
 
 
 
Ciao da Tony Kospan
 


 
 
 
 
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E’ stato riconosciuto un 5° gusto… l’Umami. Ecco cos’è…   Leave a comment


 
 
Non tutti sapranno
che ormai è stata generalmente riconosciuta
l'esistenza di un quinto gusto…
 
 
Conosciamolo meglio…
(anche se poi in verità lo… “sentivamo” già)
 
 
 
 
 
 
 
 
IL QUINTO GUSTO
L'UMAMI
(che potremmo definire più semplicemente “saporito”)

 

 

 

 

 

 

L' Umami è ben noto ai nostri palati ma sconosciuto alla nostra cultura  che ha impiegato quasi cento anni per promuoverlo al rango di «quinto gusto».

 Ecco come  oggi gli esperti “allenatori dei sensi” vogliono insegnarci a riconoscerlo.

– Rende appetitoso il piatto di spaghetti al sugo.
– Cuoce da sempre nelle padelle delle pietanze di carne.
– Trova la sua esaltazione massima nel parmigiano ben stagionato, ma se dici umami nessuno sa cos'è.
 
E si devono evocare i sapori d'Oriente per riuscire a risalire vagamente all' esperienza sensoriale cui corrisponde.
All' aroma della soia e di molti piatti della cucina cinese.
Dunque, umami.
 
Dopo il dolce, il salato, l' amaro e l' acido è ufficialmente nato il quinto gusto che i recettori della nostra bocca sono in grado di percepire.
 
Un buon pomodoro è un pomodoro umami che significa, semplificando, saporito ma non salato.
 
 
 
 

 

 
 
 
All' Università del Gusto di Pollenzo, in provincia di Cuneo, gli studiosi hanno messo a punto un test sensoriale con l'obiettivo di divulgare la conoscenza di questo sconosciuto quinto gusto e conoscere il glutammato monosodico che è la molecola elementare di riferimento capace di stimolare il gusto umami.
 
Di fronte al glutammato monosodico il gourmet occidentale immediatamente storce il naso perché inevitabile è l'associazione con il dado di carne e con tutti gli esaltatori di sapidità.
 
Forse, anche per questo, gli chef europei hanno trascurato di coccolarci nei cento anni passati esaltando il quinto sapore, vittime del pregiudizio che il glutammato sia solamente una “schifezza chimica”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Al contrario in Oriente, in quasi tutte le cucine, accanto al barattolo del sale c'è quello del glutammato che viene utilizzato spesso proprio in sostituzione del cloruro di sodio.
 
Lo sanno bene i patiti delle specialità cinesi che ritrovano in ognuno di quei piatti una ricorrente esperienza sensoriale e si scoprono ogni volta golosi di umami .
 
Il paradosso però è che, dado a parte, sono moltissimi i cibi tipicamente mediterranei naturalmente ricchi di glutammato e di altre molecole che risvegliano il quinto gusto.
 
Il pomodoro prima di tutti, ma anche le carni (bovine, suine e di pollo, soprattutto se cotte a lungo), i formaggi stagionati come l' Emmenthal svizzero e il Cabrales spagnolo, gli asparagi, i piselli, il mais, le cipolle, le verze e gli spinaci.







 
Il parmigiano detiene il primato di glutammato contenuto: 1,2 grammi ogni cento.
E più è stagionato – quindi pregiato – più è umami.
 
Anche in virtù di questi dati c'è una corrente di pensiero gastronomica che spinge per riabilitare il glutammato monosodico e rendergli omaggio sulle nostre tavole e riconoscergli il ruolo com'è accaduto con il cloruro di sodio per stimolare il salato, il saccarosio per lo zucchero, l' acido citrico per il gusto acidulo e la caffeina per l' amaro.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
TESTO – OTTAVIA GIUSTETTI  (adattato al post con mini modifiche) – repubblica.it 




In verità negli ultimi tempi si sta tentando di proporre anche un 6° gusto ovvero quello del grasso…!

E' in pratica quello che si “gusta” con i cd. “cibi spazzatura”  tanto amati dai nemici delle diete…

Ma non è stato ancora riconosciuto… così come altri ad es. il “metallico”.




 
 
 
 
 

CIAO DA TONY KOSPAN




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Per una serata frizzante… la simpatica canzone… Buonasera Oh Marie… Buonasera signorina…   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
AUGURO A VOI TUTTI
UNA FELICISSIMA SERATA… CON QUESTA
SIMPATICISSIMA… FRIZZANTISSIMA… CANZONE…
DI
ANDRE’ HAZES…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
BUON ASCOLTO E BUONA VISIONE…
 

 
 

 
 
 
 
 
 
TONY KOSPAN
 

 

 

 

 

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Il corallo – Storia.. natura… mito.. arte e magia in… oreficeria   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

IL CORALLO

 

 

 

 

 

MITO STORIA NATURA ARTE

 

 

 

 

 

IL MITO

 

L’origine del corallo è stata per secoli avvolta nella leggenda:
Ovidio nelle “Metamorfosi” e Plinio il Vecchio nella “Naturalis historia” riconoscono al corallo la stessa genesi mitica;


Il sangue che continuò a gocciolare dalla testa recisa della gorgone Medusa, si trasformò in corallo.

 

 

LA NATURA

 

Il suo colore caldo e vivo, l’origine marina, la sua natura ambigua devono aver fortemente impressionato i primi popoli del bacino del Mediterraneo che hanno così iniziato a lavorarlo e a farlo conoscere in tutto il mondo.

Il corallo propriamente detto è un celenterato ottocorallo dell’ordine dei gorgonacei, caratterizzato da uno scheletro calcareo ramificato, colorato più o meno intensamente di rosso, per la presenza di sali di ferro, e ricoperto da uno strato di tessuto molle denominato sarcosoma.

 

 

 

 

Nel sarcosoma si osservano molti polipi provvisti di otto tentacoli ramificati e contrattili,
molte piccole spicole calcaree, rosse e un fitto reticolo di canali che collegano i singoli
polipi.

I coralli si riproducono per mezzo di piccole larve ciliate, natanti e vermiformi che, trascinate dalle correnti, si fissano alle pietre, dove ciascuna dà origine ai un primo individuo (oozoite), che per gemmazione da origine a una colonia.

 

 

 

 

LA STORIA

 

Il corallo sembra aver esercitato il proprio fascino sui popoli sin dai tempi più remoti:
i ritrovamenti d’età preistorica ne confermano un utilizzo per la produzione di oggetti ornamentali o comunque dei beni di lusso.


Il mondo romano, che fa ampio uso del corallo, preferisce al prodotto lavorato destinato ad ornamenti e realizzazioni complesse, manufatti più semplici. Il mondo medievale adotta invece il corallo con grande ampiezza e varietà, non soltanto in contesti artistici, ma anche economici e spirituali.

Difatti, nel medioevo, il corallo appare legato a due principali sfere d’uso:
una religiosa ed una alchemico-farmacologica.

Il Rinascimento registra il radicarsi di una lavorazione del corallo in senso plastico e figurativo, legata in modo particolare alla realizzazione di soggetti sacri. A partire dagli ultimi decenni di questo secolo, Napoli e poi soprattutto Torre del Greco assumono il ruolo di guida sia nella pesca che nella realizzazione di prodotti in corallo.

 

 

 

 

A partire dal 1870 Torre del Greco si afferma come il maggior centro produttivo mondiale nel settore del corallo. Dopo la prima guerra mondiale, grazie ad una nuova concezione di gioiello, il corallo entra a pieno titolo nell’altissima gioielleria;

 

 



  

dopo il secondo conflitto mondiale, si registra una ripresa dei flussi commerciali legati al corallo, e le aziende di Torre del Greco, altamente specializzate, tornano a dominare il panorama mondiale.






 

LA CAPITALE DEL CORALLO 

.

Torre del Greco è unanimemente riconosciuta come tale.

La pesca del corallo è stata esercitata dai Torresi da tempi remoti ed i loro guadagni erano tali che che Ferdinando IV di Borbone chiamò la città “spugna d’oro” del suo regno.

 

 

 

 

Del ‘500 i Torresi si spinsero nel mare della Corsica e della Sardegna e nel '600 avevano una flotta di centinaia di barche ed alla fine del '700 si spinsero verso le coste africane.

La città ospita due musei dedicati al corallo: uno storico all'interno dell' “Istituto d'arte di stato” e l'altro più piccolo

 

 

 

 

L'arte del corallo viene insegnata e tramandata dall'antica Scuola d'incisione e lavorazione del corallo annessa all'omonimo Museo.

Nel suo territorio sono tantissime le aziende di ogni dimensione che lo lavorano e l'esportano in ogni parte d'Italia e del mondo.

 

 

 

 

TONY KOSPAN

 

 

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Quando il paracadutismo è un vero show! Stupendo video con bella musica…   Leave a comment

 


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AMATE IL PARACADUTISMO?

NO?   BEH NEANCHE IO

SOFFRO DI VERTIGINI PER CUI NE HO IL TERRORE…

MA…


 
 
 
 
 
 

PARACADUTISMO SPETTACOLO
E… MUSICA TRAVOLGENTE
 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
MA…

NON POSSIAMO NEGARNE PERO' IL GRANDE FASCINO
 
E QUINDI… NON POSSIAMO PERDERCI QUESTO VIDEO

CON MMAGINI EMOZIONANTI ACCOMPAGNATE DA BELLISSIMA MUSICA…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Musica ed immagini sono proprio incalzanti e travolgenti…
ancor di più per chi soffre di vertigini eh eh…
 
 
 
(Se il link non si aprisse… riprovate senza problemi…
dato che in ogni caso non… non essendo un lancio col paracadute…
al massimo potete cadere dalla poltroncina eh eh)

 
 
 
 
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CIAOOOOOOOOOOOOOOOO
 
TONY KOSPAN




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Buon giovedì in poesia.. La forza della vita di M. Sallemi – arte.. J. S. Sargent – canzone.. Sappi amore mio   1 comment

 
 

 

 

 

John Singer Sargent –  Lady Agnew

 

 

 

 

 

 

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La miglior vendetta?
La felicità.
Non c'è niente che faccia più impazzire la gente
che vederti felice.
Alda Merini

 
 

 
 

 

John Singer Sargent – Lady Adeane
 
 
 
 
 
 LA FORZA DELLA VITA
Marta Sallemi

 

Lentamente sprofondo

nell’oceano delle paure

cercando un’ancora

per risalire in superficie.

Scruto la profondità

della mia anima per ottenere

risposte,

ma percepisco un grande e

abissale silenzio.

Scoraggiata

mi abbandono al destino

e lascio cullare il mio corpo

dal movimento delle onde.

Chiudo gli occhi

e penso…..

Improvvisamente mi invade

un immenso coraggio.

Apro gli occhi e lotto

contro le ingiustizie, i dolori, le angosce..

solo una cosa può darmi

la spinta a combattere,

per andare avanti…

…la mia forza.

 

 

   

John Singer Sargent – Nel giardino (1909)

 

 

 

 

 

A TUTTI

DA TONY KOSPAN

 

 

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Felice notte con la bella minipoesia… Pudore… di Antonia Pozzi   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
PUDORE
Antonia Pozzi
 
 
Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.
 
 
 
 
Frank W. Benson – Portrait of a Woman
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

da Tony Kospan

 

 

 

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