Archivio per 21 gennaio 2015

LA PIOGGIA.. un fenomeno atmosferico amato ed odiato – Poesie.. canzoni.. dipinti ed aforismi dedicati a lei   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
Ci sono pochi fenomeni naturali…
amati ed odiati…come la pioggia…
 
 
LA PIOGGIA IN POESIA ARTE MUSICA E…
a cura di Tony Kospan
per il blog IL MONDO DI ORSOSOGNANTE
 
 
 
 
 
 
 
No… non pensiamo solo a quanto fastidio essa ci dà
quando ci infradicia le ossa… o ci sembra interminabile
ma anche a quanto essa è indispensabile
per l'agricoltura… per lavare l'aria delle nostre città
e aiutare la Natura in genere.


Può poi perfino esser bella ed allegra
la pioggerella d'estate…
quando giunge a rinfrescarci
dopo giorni di caldo soffocante.

 
 
 
 
 
 


La pioggia ha però anche un valore simbolico
quale momento di catarsi… di purificazione…
ripulendoci dalle incrostazioni psicologiche
e dalle inconsapevoli negative relazioni ed abitudini
che accumuliamo nella nostra vita.
 

Prima di passare alle poesie, come di consueto
 alcuni aforismi sul tema che mi appaiono interessanti.

 
 
 

 

 


 

La pioggia disseta la terra e i cuori malinconici.
Bagna la bocca dei poeti.
Stephen Littleword
 
Amo la pioggia,
lava via le memorie dal marciapiede della Vita.
Woody Allen
 
Senza un temporale di tanto in tanto,
come faremmo ad apprezzare i giorni di sole?
Kevin Alan Milne
 
Fuori piove
e tu sei la persona con cui voglio guardare fuori,
quando fuori piove.
Giulia Carcasi

 

 
 
 
Passiamo ora alle poesie prescelte…
e debbo confessarvi che, non essendocene moltissime,
non è stato facile trovarne di belle (a mio parere)
sul tema che non fossero le solite notissime.

 
 
  Jovanotti – Cade la pioggia
 Auguste Renoir – Ombrelli
 
 

LA PIOGGIA
Alberto Teodori
 
Piove sull'asfalto,
piove sul mio cuore,
piove sulla devastante prateria sconfinata del mio animo,
e so, che sino a quando non ti rivedrò,
saranno tempeste
che graviteranno a lungo sul luogo d'ombra,
senza che luce possa lenire il vuoto che sopporto.
Di più mi farà paura il diluvio che arriverà
se la tua presenza tarderà a farsi presente.
Ma la pioggia autunnale è così benigna
che oso sperare che la lontananza
accresca il sapore melodioso del ricordo che,
solo conta nella tua assenza,
e come rende fertile la terra, l'acqua piovana,
così gli istanti trascorsi siano concime
che illumini il buio che trovo senza di te.

 
 
 

  Demis Roussos – Rain and tears
Edouard Leon Cortes – Place Vendome sotto la pioggia


 


PIOVE
Guillaume Apollinaire
 
Piovono voci di donne
come se fossero morte anche nel ricordo
Anche voi piovete
meravigliosi incontri della mia vita
o goccioline
E quelle nuvole impennate
cominciano a nitrire un intero universo di città auricolari
Senti se piove
mentre il rimpianto e lo sdegno piangono una musica antica
Ascolta cadere i legami che li tengono in alto e in basso.
 

 
 

  Piove (Ciao ciao bambina) – Modugno

Claude Theberge – Pioggia e colori


 
 

ASCOLTAVO LA PIOGGIA
Alda Merini
 
Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.
L’infinito tendeva
ori e stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.
Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l’oceano.
Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.
E la pioggia piangeva
sciugandosi al vento
sopra tetti spioventi
di desolati paesi.

 
 

 

  A. Venditti – Sotto la pioggia 

Brent Heighton – Abbraccio sotto la pioggia

 
 

PIOGGIA
Garcia Lorca
 
La pioggia ha un vago segreto di tenerezza
una sonnolenza rassegnata e amabile,
una musica umile si sveglia con lei
e fa vibrare l'anima addormentata del paesaggio…
O pioggia silenziosa, senza burrasca, senza vento,
pioggia tranquilla e serena di campi e di dolce luce,
pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
quando amorosa e triste cadi sopra le cose!
O pioggia francescana che porti in ogni goccia
anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
Quando scendi sui campi lentamente
le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.
 
 
 

  G. Cinquetti – La pioggia
Daniel Del Orfano – Un lungo saluto

 

PIOGGIA
Charles Bukowski
 
Un'orchestra sinfonica.
scoppia un temporale,
stanno suonando un'ouverture di Wagner
la gente lascia i posti sotto gli alberi
e si precipita nel padiglione
le donne ridendo, gli uomini ostentatamente calmi,
sigarette bagnate che si buttano via,
Wagner continua a suonare, e poi sono tutti
al coperto. vengono persino gli uccelli dagli alberi
ed entrano nel padiglione e poi c'è la Rapsodia
Ungherese n. 2 di Liszt, e piove ancora, ma guarda,
un uomo seduto sotto la pioggia
in ascolto. il pubblico lo nota. si voltano
a guardare. l'orchestra bada agli affari
suoi. l'uomo siede nella notte nella pioggia,
in ascolto. deve avere qualcosa che non va,
no?
è venuto a sentire
la musica.


 
 
 
 
Leonid Afremov


 
 
 

 

 

Auguro a tutti una pioggia di baci e di cuori…


 

 
 
 

Orso Tony



 
 
 

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Alexei Butirskiy

 
 

 

La simpatica leggenda dei lupi e della luna piena   11 comments



Penso davvero che meriti d'esser letta e… gustata…
  
 
 

 
 
 
 
 
LA LEGGENDA DELLA LUNA PIENA
 
 
 
 
In una calda notte di luglio di tanto tempo fa un lupo, seduto sulla cima di un monte, ululava a più non posso.
In cielo splendeva una sottile falce di luna che ogni tanto giocava a nascondersi dietro soffici trine di nuvole, o danzava tra esse, armoniosa e lieve.
Gli ululati del lupo erano lunghi, ripetuti, disperati. In breve arrivarono fino all’argentea regina della notte che, alquanto infastidita da tutto quel baccano, gli chiese:
– Cos’hai da urlare tanto? Perché non la smetti almeno per un po’?-
– Ho perso uno dei miei figli, il lupacchiotto più piccolo della mia cucciolata.
Sono disperato… aiutami! – rispose il lupo.
 
 
 
 


 
 
 
 
La luna, allora, cominciò lentamente a gonfiarsi.
E si gonfio, si gonfiò, si gonfiò, fino a diventare una grossa, luminosissima palla.
– Guarda se riesci ora a ritrovare il tuo lupacchiotto – disse, dolcemente partecipe, al lupo in pena.
Il piccolo fu trovato, tremante di freddo e di paura, sull’orlo di un precipizio.
Con un gran balzo il padre afferrò il figlio, lo strinse forte forte a sé e, felice ed emozionato, ma non senza aver mille e mille volte ringraziato la luna.
Poi sparì tra il folto della vegetazione.
Per premiare la bontà della luna, le fate dei boschi le fecero un bellissimo regalo: ogni trenta giorni può ridiventare tonda, grossa, luminosa, e i cuccioli del mondo intero, alzando nella notte gli occhi al cielo, possono ammirarla in tutto il suo splendore.
I lupi lo sanno… 
e ululano festosi alla luna piena…
 
 
 
 
 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN




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Archeologia – Brotlaibidole – Misteriose antichissime tavolette di pietra   Leave a comment


 
 
 
E' un codice sconosciuto che fu inciso per secoli
su reperti diffusi in mezza Europa.

Un progetto internazionale a guida italiana
sta cercando di decifrarlo.

 
 
 


 

 

Strani segni dall’Età del Bronzo

 

BROTLAIBIDOLE



– IL MISTERO DELLE TAVOLETTE ENIGMATICHE –

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Una tavoletta enigmatica
 
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Forse erano assegni
o cambiali usati in trattative commerciali.

O forse talismani.
 
 

Dal Museo dell’Alto Mantovano
l’idea di unire le conoscenze per dare una risposta
di ANDREA BETTINI

 
 
 
MANTOVA – Quattromila anni fa, in piena Età del Bronzo, le popolazioni dell’Italia centro-settentrionale e quelle di una vasta area dell’Europa centro-orientale avevano un codice in comune.
Era impresso su dei manufatti in terracotta o in pietra grandi più o meno come un telefono cellulare. 
Ne sono stati ritrovati circa 300 ma il loro significato e la loro funzione sono ancora sconosciuti, tanto da renderli noti tra gli studiosi come “tavolette enigmatiche”.
Per far luce su questo mistero dell’antichità è partito un progetto internazionale a guida italiana, che utilizzerà tecnologie modernissime ed anche internet.
 
 


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“Assegni” o “cambiali” utilizzati nei commerci preistorici, talismani, elementi inseriti in qualche sistema di registrazione, oggetti dal significato rituale. 
Sono molte le ipotesi sulla funzione di queste tavolette ricoperte di segni di vario genere, come righe, cerchi, punti o croci. 
Quel che è certo è che erano usate come supporto non deperibile per conservare informazioni e che erano conosciute in comunità lontane e assai diverse, dedite anche all’agricoltura ed unite da frequenti contatti e scambi.
 


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Germania, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, ma soprattutto Italia settentrionale. 
Le tavolette enigmatiche, dette anche “Brotlaibidole” (in tedesco “idoli a forma di pagnotta”), sono state trovate in un’area molto ampia, ma in gran numero nella zona a sud del lago di Garda. Proprio da qui, dal Museo dell’Alto Mantovano di Cavriana (Mn), è nata l’idea di unire per la prima volta i migliori archeologi europei che le hanno studiate e di adottare un approccio interdisciplinare.
“In passato ci sono state diverse pubblicazioni, ma sono mancate le occasioni di confronto”, dice il direttore Adalberto Piccoli, 69 anni, che si occupa delle tavolette dal 1976.
“Al progetto, che è entrato nella fase operativa da un paio di mesi, stanno collaborando anche l’istituto di Linguistica, Letteratura e Scienze della comunicazione dell’università di Verona ed il dipartimento di Optoelettronica dell’università di Brescia.
Quest’ultimo farà scansioni tridimensionali dei reperti per verificare le tecniche di lavorazione ed eventuali reiterazioni dei segni”.
 
 
 
 

 
 
 
 
Per svelare il significato delle misteriose “Brotlaibidole”, sarà importante anche creare un catalogo che riporti tutti gli esemplari conosciuti e che sia facilmente accessibile. 
Per questo alla fine di giugno è stato inaugurato il sito internet www. tavoletteenigmatiche. it, sul quale saranno inseriti tutti i dati disponibili. Non solo: le pagine web saranno anche utilizzate per raccogliere segnalazioni. 
“Domenica scorsa è stata trovata una nuova tavoletta in Slovacchia – continua Adalberto Piccoli, che durante i suoi scavi ne ha recuperate sette – Il sito ci permetterà di aggiornare continuamente il catalogo. Inoltre ci sono sicuramente dei privati che ne possiedono: c’è la possibilità di compilare una scheda di segnalazione, anche in forma anonima”.
 
 
 
 

 
 

 
 
I primi punti di arrivo del progetto saranno una mostra ed un convegno internazionale, che si terranno a Cavriana nella primavera del 2010. Sarà forse ancora presto per riuscire a comprendere a pieno questa forma di pre-scrittura, ma è probabile che per allora si sia scoperto qualcosa in più sulla funzione delle tavolette enigmatiche. Oggetti diffusi per secoli, tra il 2100 e il 1400 a. C., e poi scomparsi nell’Età del Bronzo Recente, probabilmente non a caso: in quel periodo si intensificarono i contatti con il Mediterraneo orientale e l’incontro con il sistema di segni codificato e consolidato della civiltà micenea potrebbe aver condannato all’oblio il misterioso codice impresso sulle “Brotlaibidole”.


 
 

 
 
 


ECCO ORA IL VIDEO DEL MUSEO ARCHEOLOGICO
DELL’ALTO MANTOVANO CHE CI PARLA DELLE
MISTERIOSE TAVOLETTE ENIGMATICHE  

 
 
 
 

 

 

 


(da repubblica.it ed altri siti – impaginaz. T.K.)

 

 

Ciao da Tony Kospan

 

 


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Nulla era mio – Sublime e profonda poesia di Neruda che descrive la rivoluzione che l’amore crea in noi   10 comments



Ecco una poesia un po' diversa dal suo consueto stile
ma che, a mio parere, ci conferma la grandezza di Neruda…
 
Direi anzi che in questo caso “il suo messaggio poetico”
va oltre la poesia stessa…

 
 

 
 
 

NULLA ERA MIO
NERUDA –
POESIA SUBLIME

 

 
 
 
 

La descrizione, quasi dura, fredda…
del vuoto esistente nell'animo umano
quando in esso non alberga l'amore,
oltre ad esser profondamente vera,
è genialmente suggestiva e coinvolgente.
 
 
Sono un suo estimatore da anni,
e però scopro sempre nuovi aspetti
della sua poetica capacità di scavare
nell'intimo dell'animo umano.

 
 
 
 
 
 

In tal modo questa poesia
ci rivela verità di cui non ci accorgiamo,
ma che tuttavia ben conosciamo
e che sappiamo albergare in noi
quando il nostro cuore 
diventa un giardino fiorito
 perché ama… ama davvero.





 
 

Ma veniamo alla poesia.


Come sempre mi piacerebbe leggere
il vostro pensiero.

 
 

 
 
 

NULLA ERA MIO
Pablo Neruda
 
Prima d'amarti, amore, nulla era mio:
vacillai per le strade e per le cose;
nulla contava nè aveva nome:
il mondo era nell'aria che attendeva.
Io conobbi cinerei saloni,
gallerie abitate dalla luna,
hangars crudeli che si
accomiatavano,
domande che insistevano sull'arena.
 
Tutto era vuoto, morto e muto,
caduto, abbandonato e decaduto,
tutto era inalienabilmente estraneo,
tutto era degli altri e di nessuno,
finchè la tua bellezza e povertà
empirono l'autunno di regali.
 
La mia preghiera è stata ascoltata.

 
 
 

 
 
 
 
 
CIAO DA TONY KOSPAN




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Felice mercoledì pomer. in poesia.. Voglio te di Tagore – arte.. Manet – canzone.. I say a little prayer   1 comment

 

 

Edouard Manet – Chez Pere Lathuille

 

 

   
 
 

 

 
Il saggio non dice tutto quello che pensa,
ma pensa tutto quello che dice.
(Aristotele)
 
 

 

 
 
 
      
Edouard Manet – La cavallerizza
 
 
VOGLIO TE
~ Tagore ~
 

Voglio te,solo te!
Lascia che il mio cuore
lo ripeta senza fine.
     
Tutti i desideri che mi distraggono
di giorno e di notte
in sostanza sono fasulli e vani.
   
Come la notte tiene nascosta nel buio
l'ansia di luce
così nel profondo del mio cuore
senza ch'io me ne renda conto
un grido risuona:
Voglio te,solo te!
Come la tempesta cerca la quiete
mentre ancora lotta contro la quiete
con tutte le sue forze
così io mi ribello e lotto
contro il tuo amore
ma grido che voglio te,solo te.
 
 

Edouard Manet – Primavera (o Jeanne Demarsy) – Part.

 

 

 
 
 
 
a tutti
da Tony Kospan
 
 
 
 


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