Archivio per agosto 2014

Felice notte con la bella poesia… Amore… di Blaga Dimitrova   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
AMORE
Blaga Dimitrova
 
Ho perso l’andatura trascurata,
ho perso la mia risata presuntuosa
e il silenzio mite dell’anima,
e la freschezza nello sguardo distratto,
e di notte il sonno.
Ho perso i sentieri che mi attiravano,
la ribellione, e la libertà,
l’imprevisto, e il suono dei canti –
ho perso tutto, ma sono la più ricca
la più prodiga del mondo.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 
 
 

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IL SALOTTO DI SOGNO DI FB?
APRI LO SCRIGNO
 
 

Pubblicato 29 agosto 2014 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

Taggato con ,

Felice giovedì in poesia.. Il cerchio dell’armonia di Rescigno – arte.. Redondo – canzone.. Il cielo in una stanza   1 comment

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Vicente Romero Redondo
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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Non serve a niente una porta chiusa:
la tristezza non può uscire
e l’allegria non può entrare.
Luis Sepúlveda
 
 
 
 
 

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Vicente Romero Redondo
 
 
 
 
 
IL CERCHIO DELL’ARMONIA
Vincenzo Rescigno

 
Braccia che ti circondano
con tanta tenerezza,
s’un caldo sen t’attiran
preludio alla bellezza
di magici momenti
che l’estasi ti dan.
Risveglian sentimenti
che sanno di magia
chiudendoti in un cerchio
di magica armonia,
d’un corpo a un altro stretto,
frementi di passione,
due cuori un solo petto
due corpi in dolce unione
 
 

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Vicente Romero Redondo

 
 
 
 
 

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a tutti da Orso Tony ancora al mare…

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ARTE MUSICA POESIA…

INSIEME…

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AMICI DI PSICHE E SOGNO

Buonanotte in minipoesia con “Adagiato” di Carlo Bramanti   Leave a comment

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ADAGIATO
Carlo Bramanti
 
 
Adagiato ieri
su un petalo di rosa
ha sognato
di veder la sua anima
nuda e leggera,
di porla in una mano
da lontano
amica,
dimentico del mondo
e dei suoi perché.
 
 
 
 

 
 
 

 
 
 
 
  
 
 
 
 


LA POESIA… LA CULTURA…
IL LORO FANTASTICO MONDO…
E LE LORO SUBLIMI EMOZIONI…
NELLA PAGINA FB




A. Mucha




Pubblicato 28 agosto 2014 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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La danza delle ore – Storia… musica… testo… balletto e diversi dipinti – Arte e classica   Leave a comment

 

 


 

ARTE E MUSICA
accostate con… con libera… fantasia

 

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LA DANZA DELLE ORE
Il libretto di Ponchielli… il testo di Boito…
diversi dipinti… e la mitica musica.

 
 
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GAETANO PREVIATI – LA DANZA DELLE ORE

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La “Danza delle ore” è un classico balletto-intermezzo inserito da Amilcare Ponchielli nell'opera Gioconda,

da lui musicata su libretto di Arrigo Boito, per vivacizzare la parte centrale.


L'opera debuttò al Teatro della Scala nel 1876 ma dopo faticose modifiche trionfò solo nel 1980 sempre alla Scala.


 

Francesco Primaticcio – Danza delle ore



 



Con la “Danza delle ore” il Ponchielli ha magicamente reso in musica l'idea di Arrigo Boito delle 12 ballerine

raffiguranti le 12 ore e dei 2 ballerini che simulassero le lancette dell'orologio.


Musica e balletto descrivono in una favolosa sinfonica progressione l'avanzare delle ore del giorno e della notte.




Arrigo Boito


 



Questo è il solo brano di autore italiano che la Disney inserì nel famoso cartoon musicale “Fantasia“.

 

 

 

Sir Edward John Poynter

 

  


Ecco il testo del “cuore” (ovvero la parte principale) del libretto.,

,

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LA DANZA DELLE ORE ATTO III

Arrigo Boito – Amilcare Ponchielli

Grazie vi rendo per le vostre laudi,
cortesi amici.
A più leggiadri gaüdi
ora v’invito.
Ecco una mascherata
di vaghe danzatrici.
Ognuna è ornata
di bellezza e fulgore
e tutte in cerchio rappresentan l’ore.
S’incominci la danza.
Sortono le Ore della Danza delle Ore 
Sortono le Ore del giorno
Danza delle Ore del giorno.
Sortono le Ore della sera
Danza delle Ore della sera
Sortono le Ore della notte Danza delle Ore della notte.

 




 

 
Amilcare Ponchielli (Paderno Fasolaro, 31.08.1834 – Milano, 16.01.1886)


 

 

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Infine… ecco la notissima affascinante musica.
 
Il video per immagini e musica
è, a mio parere, davvero di ottima qualità.






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 Matisse – La danza – 1910

 

 
 Buona visione e buon ascolto…
 
 
 
 
 
 

 

 



Tony Kospan




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Con “Cielo d’amore” il poeta Kabir con versi sublimi ci invita a fonderci con…l’Infinito   1 comment






Questa poesia di Kabir,

poeta mistico indiano (India) del 15° secolo,

ci invita in modo chiaro a fonderci con l'Infinito

e ci spiega anche in che modo.







CIELO D'AMORE

– KABIR –

POESIA SUBLIME





La tensione dello sguardo dell'anima,

secondo la prospettiva di Kabir,

si riflette nel cielo d'amore.





La chiave per trovare la scintilla divina che è in noi,

senza farci fuorviare dalle ombre della sera

e senza arrenderci alla banale realtà…,

è

andare verso l'altro

e

gustare attraverso il cuore

i suoni ed i profumi della natura…







La poesia m'appare davvero modernissima

con il suo riconoscimento

della presenza del divino sia nel nostro cuore…

che nella natura che ci circonda…







CIELO D'AMORE

Kabir


Cadono le ombre della sera

lunghe, serrate,

di buio avvolgono il corpo e la mente.


Tu apri la finestra che dà a ponente

perditi nel cielo d’amore.


Bevi il miele stillato dai petali

del loto che hai in cuore.


Lascia che ti penetrino

le onde del mare, le onde

di splendore.


Ascolta,

un suono di conchiglie, di campanelli

si leva dalle acque.


Kabir dice:

«Fratelli,

è Dio in questo vaso,

in questo mio corpo».







E voi cosa ne pensate?


Tony Kospan




P O E S I E ?
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Buon mercoledì in poesia.. Ciò che ho scritto di noi di Hikmet – arte.. F.C. Hassam – canzone.. I’m not in love   2 comments

 

 

 

Frederick Childe Hassam

 

 

 

 

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Gli occhi hanno sete perché esistono i tuoi occhi.

La bocca ha sete perché esistono i tuoi baci.

Pablo Neruda

barra__7hrts.gif picture by indiaguerreira

 
 
 

Frederick Childe Hassam – Riflessi

 

 

 

CIO' CHE HO SCRITTO DI NOI

Nazim Hikmet

 

Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia

è la mia nostalgia

cresciuta sul ramo inaccessibile

è la mia sete

tirata su dal pozzo dei miei sogni

è il disegno

tracciato su un raggio di sole

ciò che ho scritto di noi è tutta verità

è la tua grazia

cesta colma di frutti rovesciata sull'erba

è la tua assenza

quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via

è la mia gelosia

quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati

è la mia felicità

fiume soleggiato che irrompe sulle dighe

ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia

ciò che ho scritto di noi è tutta verità.

 

 

 

Frederick Childe Hassam – Sera d'estate

 
 
 
 

 
 
 
 
 
da Tony Kospan… sempre al mare….
 
 

 
 
 
 
 
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Buonanotte in minipoesia con… L’incontro… di Luigi Ederle   Leave a comment

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L’INCONTRO

Luigi Ederle

 

del tuo pensiero

colgo l'attimo 

 

e mi viene l'amore

come onda sul mare 

 

là oltre la sabbia

nasce il nostro domani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 a tutti dall'Orso marino

 

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 P O E S I E ?

 
 
 
 

Pubblicato 27 agosto 2014 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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La felicità si raggiunge essendo soli.. o in 2? Una mia riflessione e… forum..   14 comments

 
 
 
 
“Questo è il dolore della vita:
che per essere felici bisogna essere in due”
(Edgar Lee Masters) 
 
 
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PER ESSER FELICI E' MEGLIO ESSER SOLI O IN 2?
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
cid_00a101c6f56c91c975504296fea9iza.gif dança_lua image by nascim
 
 
 
 
 
Premesso che la felicità è uno stato d'animo
che può nascere in diverse situazioni
familiari… lavorative… sportive… etc…
qui mi soffermerò, seguendo E. L. Masters,
 solo sulla felicità in amore…








Ebbene sì…
concordo… con E. L. Masters l'autore della
mitica Antologia di “Spoon River”
 
 
Sapete che da orso…  come Schopenhauer…
amo la solitudine…
e l'adoro… sia come amica
che come espressione di libertà…







 Non solo!
 
 
La trovo anche capace di farmi scoprire cose belle e profonde…
nel campo dei miei hobby… dei miei interessi… etc etc…
e quindi non sono un affatto un detrattore della solitudine
o della singletudine… anzi…



 
 
 
  
 
Ma… ma… la vera felicità…
quella che ti fa innalzare da terra… e ti fa… volare…
beh quella la si vive in 2… e solo in due…






 
 
 


Certo ciò accade solo ed esclusivamente
se c'è vera corrispondenza, complicità
e grande intensità… d'amorosi sensi…


 
 
 
 

 
 
 
 
 
So bene… che mi si può contestare il fatto che… l'amore… a volte…
come ci fa volare tra le stelle… così ci precipita negli abissi…
come pure può scadere nella noia… nell'incomprensione… etc…
 
 
Sì… certo… è assolutamente vero…
ma quel fantastico emozionante
volo lì… in 2…
di un minuto…
di un'ora
di una settimana
di un mese…
di un anno…
di una vita…
è per me…,
uno degli ultimi romantici…,
il bello della vita…
il meglio della vita…
ed è quel che la rende degna d'esser vissuta…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Concludo questo mio modesto pensiero
con una delle poesie d'amore che amo di più…
per il suo ritmo caldo e travolgente…
Sonetto dell'amore totale
ed una canzone…
Miracle of love
 
 
 
 
 
 
SONETTO DELL’AMORE TOTALE
Vinicius De Moraes
 
Ti amo tanto, amore mio…non canti
il cuore umano con maggiore verità….
Ti amo come amico e come amante
in una sempre diversa realtà.
Ti amo per affinità, di un quieto amore prestante
e ti amo al di là, presente nella nostalgia.
Ti amo, infine, con grande libertà
per l’eternità e a ogni istante.
Ti amo come un animale, semplicemente
di un amore senza mistero e senza virtù
con un desiderio massiccio e permanente.
E amandoci così, molto e sempre
un giorno nel tuo corpo all’improvviso
morirò per aver amato più di quanto ho potuto.
 
 
 
 clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali
Josephine Wall
 
 
 
 
Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate…
 
Ciaooooooooooooooooooooo
 
Orso Tony
 
 



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UN MODO DIVERSO DI VIVER
LA POESIA (E NON SOLO)
NELLA PAGINA

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Apollinaire.. poeta delle avanguardie del 900 – Biografia ed alcune poesie   2 comments

 
 





GUILLAUME APOLLINAIRE
POETA DELLE AVANGUARDIE
 
 
Breve Biografia ed alcune sue poesie
 
a cura di Tony Kospan



Qui è dipinto da De Chirico
 
 
 
 
Guillaume Apollinaire (ma il suo vero nome era Wilhelm Apollinaire de Kostrowitsky) nacque a Roma il 26 agosto 1880 da un ufficiale italiano ed una signora polacca.
 
Si trasferì giovanissimo a Parigi.

Lì entrò in contatto con le avanguardie culturali dell’epoca… e frequentò personalità quali Maurice de Vlaminck, André Derain, Pablo Picasso, Georges Braque, Henri Matisse e De Chirico… divenendo anche il teorico del movimento pittorico cubista.
 
 
 
 



Già allora appare forte la sua curiosità verso tutto quel che è nuovo… tecnologico e moderno… e questo lo portò anche ad appoggiare il movimento che proprio del modernismo fece la sua bandiera e cioè il futurismo di Marinetti.


 


Roma 26.8.1880 – Parigi 9.11.1918



Nel 1910 iniziò, ormai trentenne, la sua vita letteraria con un libro di sedici racconti “L’eresiarca & C.”, e dopo altre esperienze letterarie pubblicò nel 1913 “Alcools” una raccolta di sua poesie , che ebbe gran successo e influenzò molto tutta la letteratura francese, ed è oggi considerata il suo capolavoro… insieme con “Calligrammes” del 1918.








  

Le poesie di “Alcools” risentono degli influssi del Simbolismo francese e mostrano una bella la musicalità pur in temi legati alla malinconia ed al sogno.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dopo queste, tante altre furono le sue pubblicazioni…, che però si diressero pian piano verso tematiche industriali e tecnologiche dell’epoca come l’automobile, il cinema, etc… esplorando nel contempo nuovi strumenti tecnici ed espressivi come l’eleminazione della punteggiatura, il verso libero, lo sperimentalismo grafico del calligramma.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Morì il 9 novembre 1918, in un modesto attico parigino e fu sepolto insieme ad altri grandi personaggi dell’epoca nel cimitero di Père Lachaise.

 

 
 
 
 

 
 
 
 
Leggiamo ora alcune tra le sue più belle poesie…







NEL LAGO DEI TUOI OCCHI

Nel lago dei tuoi occhi assai profondo
si scioglie il mio povero cuore a fondo
lo disperdono laggiù
nell'acqua di amore e follia
ricordo e malinconia.




Louise de Coligny-Châtillon – Uno dei 5 amori di Apollinaire



1909

La signora aveva un vestito
In ottomano viola scarlatto
E la sua tunica ricamata d'oro
Era composta di due pannelli
Che s'attaccavano sulle spalle
Gli occhi danzanti come angeli
Rideva rideva
Aveva un viso dai colori di Francia
Gli occhi blu i denti bianchi e le labbra molto rosse
Aveva un viso dai colori di Francia
Era scollata in rotondo
E pettinata alla Recamier
Con belle braccia nude
Non si sentirà mai suonare la mezzanotte
La signora nel vestito di ottomano viola scarlatto
E in tunica ricamata d'oro
Scollata in rotondo
Portava a passeggio i suoi riccioli
La sua fascia d'oro
E trascinava le scarpette con le fibbie
Era così bella
Che non avresti osato amarla
Amavo le donne atroci nei quartieri enormi
Dove nasceva ogni giorno qualche essere nuovo
Il ferro era il loro sangue la fiamma il cervello
Amavo amavo il popolo abile delle macchine
Il lusso e la bellezza sono solamente la sua schiuma
Quella donna era così bella
Che mi faceva paura.




Emile Vernon



LA PARTENZA

E i loro volti erano pallidi 
Spezzati i loro singhiozzi. 
Come la neve dai petali puri 
O le tue mani sui miei baci 
Cadevano le foglie autunnali. 



Questa è poi divenuta anche una nota canzone francese…
 
 
 
 
 
 
 
IL PONTE MIRABEAU

 
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore
 
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
 
Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L'onda stanca degli eterni sguardi
 
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
L'amore se ne va come
L'amore se ne va
Com'è lenta la vita
E come la Speranza è violenta
quest'acqua corrente
 
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango

 
 

 

 (La versione musicale)

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan




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GUILLAUME APOLLINAIRE
POETA DELLE AVANGUARDIE 
 
Breve Biografia ed alcune sue poesie
 
a cura di Tony Kospan



Qui è dipinto da De Chirico
 
 
 
 
Guillaume Apollinaire (ma il suo vero nome era Wilhelm Apollinaire de Kostrowitsky) nacque a Roma il 26 agosto 1880 da un ufficiale italiano ed una signora polacca.
 
Si trasferì giovanissimo a Parigi.

Lì entrò in contatto con le avanguardie culturali dell’epoca… e frequentò personalità quali Maurice de Vlaminck, André Derain, Pablo Picasso, Georges Braque, Henri Matisse e De Chirico… divenendo anche il teorico del movimento pittorico cubista.
 
 
 
 



Già allora appare forte la sua curiosità verso tutto quel che è nuovo… tecnologico e moderno… e questo lo portò anche ad appoggiare il movimento che proprio del modernismo fece la sua bandiera e cioè il futurismo di Marinetti.


 


Roma 26.8.1880 – Parigi 9.11.1918



Nel 1910 iniziò, ormai trentenne, la sua vita letteraria con un libro di sedici racconti “L’eresiarca & C.”, e dopo altre esperienze letterarie pubblicò nel 1913 “Alcools” una raccolta di sua poesie , che ebbe gran successo e influenzò molto tutta la letteratura francese, ed è oggi considerata il suo capolavoro… insieme con “Calligrammes” del 1918.









  

Le poesie di “Alcools” risentono degli influssi del Simbolismo francese e mostrano una bella la musicalità pur in temi legati alla malinconia ed al sogno.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dopo queste, tante altre furono le sue pubblicazioni…, che però si diressero pian piano verso tematiche industriali e tecnologiche dell’epoca come l’automobile, il cinema, etc… esplorando nel contempo nuovi strumenti tecnici ed espressivi come l’eleminazione della punteggiatura, il verso libero, lo sperimentalismo grafico del calligramma.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Morì il 9 novembre 1918, in un modesto attico parigino e fu sepolto insieme ad altri grandi personaggi dell’epoca nel cimitero di Père Lachaise.

 

 
 
 
 

 
 
 
 
Leggiamo ora alcune tra le sue più belle poesie…







NEL LAGO DEI TUOI OCCHI

Nel lago dei tuoi occhi assai profondo
si scioglie il mio povero cuore a fondo
lo disperdono laggiù
nell’acqua di amore e follia
ricordo e malinconia.








1909

La signora aveva un vestito
In ottomano viola scarlatto
E la sua tunica ricamata d’oro
Era composta di due pannelli
Che s’attaccavano sulle spalle
Gli occhi danzanti come angeli
Rideva rideva
Aveva un viso dai colori di Francia
Gli occhi blu i denti bianchi e le labbra molto rosse
Aveva un viso dai colori di Francia
Era scollata in rotondo
E pettinata alla Recamier
Con belle braccia nude
Non si sentirà mai suonare la mezzanotte
La signora nel vestito di ottomano viola scarlatto
E in tunica ricamata d’oro
Scollata in rotondo
Portava a passeggio i suoi riccioli
La sua fascia d’oro
E trascinava le scarpette con le fibbie
Era così bella
Che non avresti osato amarla
Amavo le donne atroci nei quartieri enormi
Dove nasceva ogni giorno qualche essere nuovo
Il ferro era il loro sangue la fiamma il cervello
Amavo amavo il popolo abile delle macchine
Il lusso e la bellezza sono solamente la sua schiuma
Quella donna era così bella
Che mi faceva paura.



Questa è poi divenuta anche una nota canzone francese…
 
 
 
 
 
 
 
IL PONTE MIRABEAU

 
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore
 
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
 
Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L’onda stanca degli eterni sguardi
 
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
L’amore se ne va come
L’amore se ne va
Com’è lenta la vita
E come la Speranza è violenta
quest’acqua corrente
 
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
Venga la notte suoni l’ora
I giorni se ne vanno io rimango

 
 

 

 

 

Ed ora ascoltiamola…

 

 

 

 

Ciao da Tony Kospan




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Buon martedì pomeriggio in poesia… L’amore guardò il tempo di Pirandello – arte… Parmigianino – canzone… Volami nel cuore   Leave a comment

 

 
 
 
Stavolta il mio consueto saluto in poesia e non solo,
è in versione pomeridiana dal… mare del Cilento…
 
 
 
 
Parmigianino – Santa Barbara
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 
Camminavamo senza cercarci
pur sapendo che camminavamo per incontraci.
Julio Cortázar
 
 
 
 
 
Nota
Parmigianino – La schiava turca

 
 

L'AMORE GUARDO' IL TEMPO
Luigi Pirandello
 
E l’amore guardò il tempo e rise,
perchè sapeva di non averne bisogno.
Finse di morire per un giorno,
e di rifiorire alla sera,
senza leggi da rispettare.
Si addormentò in un angolo di cuore
per un tempo che non esisteva.
Fuggì senza allontanarsi,
ritornò senza essere partito,
il tempo moriva e lui restava.
 
 
 

Parmigianino – Madonna della rosa
 
 
 

 

da Tony Kospan

 
 

 
 
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