Archivio per 6 agosto 2014

Andy Warhol – Vita ed opere del massimo esponente della Pop Art   1 comment

 
 
 
 
 
La “Pop Art” ovvero Arte Popolare
è una corrente artistica nata in Gran Bretagna
nella seconda metà del '900
ed Andy Warhol ne è stato uno dei principali
ispiratori e maestri.
 

 
 
 
Pittsburgh 6.8.1928 – New York 22.2.1987
 
 
 
 
 
RICORDO DI ANDY WARHOL RE DELLA POP ART
a cura di Tony Kospan
 
 
 
BREVE BIOGRAFIA
 
 
Nato a Pittsburgh in una famiglia d'origine slovacca e
dopo essersi diplomato nel 1949 inizia a lavorare
come grafico pubblicitario per alcune note riviste
ma svolge anche l'attività di vetrinista e di scenografo.
 
Presto inizia a creare delle pubblicità tutte sue e nel 1952
tiene la sua prima mostra di disegni alla Hugo Gallery di New York.







Dal 1960 inizia a creare dipinti che si rifanno ai fumetti
ed alla pubblictà di grandi marche… ed inizia ad usare la serigrafia…

 
 
 
 

 
 
 
Successivamente affronta un'iniziativa molto più ampia la “Factory
una specie di officina creativa e collettiva d'arte di massa..
 
 
Iniziano anche i suoi rapporti con Leo Castelli
che molta importanza avranno
nella diffusione sempre più ampia delle sue opere…
 
 
 
 
 
 
 
 
Intanto, per la sua “stranezza” nel proporre immagini consumistiche
la sua arte ebbe molte critiche negative.
 
 
Infatti il fenomeno Warhol era molto discusso
e negativamente considerato sia per la sua eccentricità
che per l’immagine trionfale del consumismo americano,
proprio negli anni in cui il mondo della cultura  
cercava di lottare contro di esso.
 
 
 
 
 
 
 
 
Ma le sue opere nonostante questo avevano un grande successo di mercato
forse perché appariva non molto nascosto il loro intento provocatorio,
e venivano esposte nelle mostre di tutto il mondo.
 
 
Nel frattempo si dedicava anche al cinema con 2 cortometraggi
 “Sleep” ed “Empire”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il 3 giugno 1968, una fanatica femminista frequentatrice della 'Factory',
sparò a Warhol e al suo compagno di allora, Mario Amaya.
 
 
Non morirono ma Warhol si salvò proprio per un pelo.
 
 
 
 
 
 
 
 
Negli anni successivi e fino alla sua prematura morte,
in un ospedale di New York a seguito di un'operazione alla cistifellea,
si dedicò a creare degli happening multimediali in cui si associavano
varie forme d'arte ed a rivisitare famosi capolavori…
(l'ultimo prima di morire fu “L'ultima cena”).
 
 
 
 
 
 
 
 
Venne sepolto a Pittsburgh
 che nel 1990 creò in suo onore
l’Andy Warhol Museum.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA SUA VISIONE ARTISTICA
 
 
 
Egli cerca di evidenziare i simboli più evidenti della società del suo tempo
ma affronta anche temi sociali veri come gli incidenti stradali
e la sedia elettrica.

 
 
 

 
 
Il suo stile, sembra non differire molto dalla realtà visiva di ogni giorno
e  può anche apparire quasi indifferente e banale,
però colpì molto il mondo artistico e dei media del dopoguerra
e tuttora è molto apprezzato.

 


 
 
 
 
 
 
 

Andy fu ed è anco oggi considerato
il massimo esponente della Pop Art.

  
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 

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Hiroshima – Ricordo di un’immensa tragedia anche con una grande poesia ed una significativa musica   4 comments


 
 
 
 
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La Poesia non è fuori dal mondo… ed anche
se ne è una delle espressioni più belle e più alte…
vive nel mondo e col mondo…
nelle sue gioie e nei suoi dolori…  







 

Ogni anno il leggero suono di una campana
ricorda al mondo
una delle più grandi tragedie dell'umanità

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Oggi 69° anniversario della tragedia di Hiroshima
non possiamo non rivolgere un pensiero a quel che
accadde allora…

 
 
 
 
 
 
 
 
E desidero farlo… per.. ed insieme…
a tutti gli amici che amano la poesia…
e come… se non con una poesia
tra l'altro di un grande autore?
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LA BAMBINA DI HIROSHIMA
Nazim Hikmet
 
Apritemi sono io…
busso alla porta di tutte le scale
ma nessuno mi vede
perché i bambini morti nessuno riesce a vederli.
 
Sono di Hiroshima e là sono morta
tanti anni fa. Tanti anni passeranno.
Ne avevo sette, allora : anche adesso ne ho sette
perché i bambini morti non diventano grandi.
 
Avevo dei lucidi capelli, il fuoco li ha strinati,
avevo dei begli occhi limpidi, il fuoco li ha fatti di vetro.
Un pugno di cenere, quella sono io
poi anche il vento ha disperso la cenere.
 
Apritemi; vi prego non per me
perché a me non occorre né il pane né il riso :
non chiedo neanche lo zucchero, io :
a un bambino bruciato come una foglia secca non serve.
 
Per piacere mettete una firma,
per favore, uomini di tutta la terra
firmate, vi prego, perché il fuoco non bruci i bambini
e possano sempre mangiare lo zucchero.
 
 
 
 


 
 
 
 
 
Se ci fa piacere ascoltiamo anche questa musica
composta proprio per ricordare
l'immensità di questa tragedia…
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Un pensiero commosso alle vittime di allora…
con la speranza che ciò non accada mai più…



 
 
 
 
Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
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Diego Velazquez… genio della pittura barocca – Vita.. opere e la mitica “Las meninas”   1 comment



Il più grande pittore spagnolo del '600




Diego Velazquez
(Siviglia 6.6.1599 – Madrid 6.8.1660)



BREVE BIOGRAFIA




Nato in una buona famiglia ebbe un'ottima istruzione

ma ben presto mostrò passione per la pittura

per cui già da ragazzo iniziò a frequentare la “bottega”

del  pittore Francisco de Herrera che gli insegnò le tecniche di base.


A 12 anni passò alla scuola di un altro pittore Francisco Pacheco,

artista ed insegnante di Siviglia, la cui pittura era di un semplice realismo

ma capace di fargli conoscere l'uso delle proporzioni e delle prospettive

oltre a consentirgli di frequentare gli ambienti artistici della città.




La cucitrice – National Gallery of Art – Washington D.C.


Ben presto divenne noto per le sue capacità tecniche

per cui poco più che ventenne (1622-1623) il Conte Duca di Olivares,

suo ammiratore, gli diede l'incarico di pittore di camera.





La Regina Isabella (Part.)




Divenuto ben presto Pittore di Corte

nel 1629 è in Italia (finanziato dal Re di Spagna)

e viaggia dal nord al sud fino a Napoli

approfondendo la conoscenza della pittura italiana.

.


Festa di Bacco



Tornò in Italia poi nel 1649 e vi restò fino al 1651
incontrando tra l'altro a Napoli il suo amico e collega Ribera.

La critica d'arte, nell'analisi delle sue opere,
divide (anche se a grandi linee) 
la sua produzione pittorica in 3 periodi… 

I – Prima del primo viaggio in Italia…
II – Dopo il primo viaggio in Italia e
III – Dopo il secondo viaggio



Contadini a tavola




Rientrato in Spagna dopo poco tempo fu nominato dal Re

Gran Maresciallo di Palazzo


cosa che lo distolse sì un po'  dalla pittura

ma certo non dalla sua passione né dalla sua bravura

per cui anzi sono proprio di questo periodo

molte delle sue opere più belle.




Cristo nella casa di Marta e Maria



La rigidità del formalismo e del puritanesimo della Corte spagnola

era così forte che neppure il Re,  in certi casi,

poteva aiutarlo al punto che ci vollero ben 3 anni di indagini

sulla purezza del suo sangue e sul non aver fatto commercio di dipinti (!)

per ottenere l'onorificenza della Croce Rossa dell'Ordine di Santiago.





Venere e Cupido





Riuscì nel corso della sua vita artistica

a dipingere un solo ritratto di nudo

Venere e Cupido (1644-1648)

e questo solo perché era sotto l'ala protettrice del re.


Morì nel 1660




Autoritratto



BREVE ANALISI DELLA SUA ARTE




Possiamo ritenere, a grandi linee, che il successo delle sue opere
sia stato dovuto ad una certa (anche se vaga) vicinanza con il Caravaggio
ma soprattutto alla sua appassionata ricerca estetica
con un continuo tentativo di armonizzare linee e colori
ed alla sua capacità di render con precisione distanze e prospettive.

Infatti il Velazquez risente sì della lezione caravaggesca,
ma poi miscela il suo realismo con l'armonia delle parti cromatiche.

Benché poi sia stato anche ammiratore dei grandi pittori veneziani
il suo stile, avvolto in una calda atmosfera barocca,
appare a tutti sempre e comunque indipendente e originale.



IL SUO CAPOLAVORO – LAS MENINAS 




LAS MENINAS
 
 
 
 
Il suo massimo capolavoro è “Las Meninas”, del 1656.

Il titolo dell'opera nasce dalla parola portoghese «menina»,
e vuol quindi significare «damigelle d’onore».

In verità il dipinto, che apparentemente doveva privilegiare
la figlia maggiore della regina,
ritrae invece tutta la famiglia del re di Spagna, e cioè
Filippo IV e sua moglie Marianna d'Austria (nello specchio)
dame e personaggi di corte, 2 nani con un cane ai loro piedi
e… lo stesso Velazquez mentre dipinge.



 


L’originalità e la genialità del quadro è nel totale ribaltamento
di ciò che vediamo in un normale dipinto.

Cioè qui l’immagine della scena è vista non con con l'occhio del pittore
bensì con quello di chi è dipinto e cioè dei sovrani in posa (nello specchio).



 
 
 
 
 
 
 
VELAZQUEZ E GLI ARTISTI DEL '900




Papa Innocenzo X (poi rivisitato da Bacon) 
 
 



 Picasso, Dalì e Francis Bacon sono tra i principali artisti del '900
che l'hanno molto apprezzato e che hanno rivisitato o si sono ispirati
ad alcune sue note opere
 
 
 
 
F I N E 


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Buon mercoledì in poesia.. Amore di I. Sodergan – arte.. Stillman – canzone.. La forza che ci muove   1 comment

 

 

 

Marie Spartali Stillman – Madonna Pietra degli Scrovegni

 

 

  




Le parole sono piene di falsità o di arte;

lo sguardo è il linguaggio del cuore

~ William Shakespeare ~


 
 
 
 
Questa bella cascata, benché solo virtuale,
possa almeno darci l'illusione del refrigerio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali

Marie Spartali Stillman – Messaggio d'amore
 
 

 
AMORE
Irene Sodergran

La mia anima era un abito azzurro colore del cielo;
l’ho lasciato su uno scoglio, sul mare
e sono venuta da te, e somigliavo a una donna.
E come una donna mi sono seduta alla tua tavola
e ho bevuto una coppa di vino,
e respirato il profumo delle rose.

Hai detto che ero bella, che somigliavo
a qualcosa che avevi visto in sogno.

Ho dimenticato tutto, la mia infanzia e la mia patria,
sapevo solo che le tue lusinghe mi tenevano prigioniera.

E tu, ridendo, hai preso uno specchio
e mi hai detto di guardarmi.

Ho visto che le mie spalle erano fatte di stoffa
e si stavano sbriciolando,
ho visto che la mia bellezza era malata,
e che desiderava solo una cosa: sparire.

Oh, tienimi stretta tra le tue braccia,
che io non abbia più bisogno
di niente.


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Marie Spartali Stillman – Convent Lily – 1891

 
 
 

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a tutti da Orso Tony

 


 

 

      

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Buonanotte con la bella minipoesia… Notturno… di J. R. Jimenez   1 comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
NOTTURNO
Juan Ramon Jimenez
 
La via lattea
sorge da me, passa per te,
e torna a me, circolo unico.
– Che colonne noi due
nel sostenere l’universo !
E che luce timida,
che argento tranquillo,
per annullare quello che non è !
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
by Tony Kospan
 
 
 
 
 

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