Archivio per 14 luglio 2014

Le sorprendentemente moderne liriche d’amore giunteci dall’Antico Egitto – III Stanza (Donna)   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 

DAL PAPIRO CHESTER BEATTY I
 
 
.
.
 

 

 

 

Liriche d’amore dall'Antico Egitto


STANZA TERZA (donna)


 

 
 
 
 

Spera il mio cuore


di contemplare la sua bellezza,


quando starò seduta nella sua casa.


Là, incontrerò Mehi *


che passa a cavallo sulla strada,


coi suoi amici.


Non so come condurmi davanti a lui:


passerò tranquillamente davanti a lui?


Ecco, la strada è come un fiume,


ignoro la sede dei miei piedi.


Sei molto ignorante, o cuor mio!


Perché vuoi camminare tranquillamente vicino a Mehi?


Ecco, se passo davanti a lui,


gli rivelo i miei sentimenti:


“Ecco, sono tua”.


Ma lui si vanterebbe del mio nome,


e mi darebbe alla casa del primo


di quelli che sono al suo seguito.





 *(è il nome dell'innamorato, ma anche quello di una divinità che protegge gli amanti, ndtk)



 

 

 

 

 

 

Scritti raccolti da Danny Fan – impagin. t.k.

 

 

 

 

 

– continua –

 

 

Ciao da Tony Kospan
 
 
 

 
 
PER LEGGER LA POESIA DELLA
I STANZA
.
.
.
.

 
  
 
PER LEGGER LA POESIA DELLA
II STANZA

 
 
 
 

IL GRUPPO DI CHI AMA VIVER L'ARTE
I N S I E M E
Ripped Note

 
 
 

Sai cosa vuol dire il tuo nome? Scopri qui il significato…   25 comments



Abbiamo appiccicato addosso
il nostro nome fin dalla nascita
e lo porteremo poi in giro finché vivremo!

Ma sappiamo cosa vuol dire
e che origine ha?





Un interessante ed utile servizio ci viene dato
dal sito che troveremo più giù.







Sapremo così finalmente cosa vuol dire
il nostro nome…








Basterà cliccare qui giù
e poi inserire il nostro nome…
nello spazio apposito

 


  


 

Ciao dall’Orso


IL TUO GRUPPO DI
CULTURA E SOGNO




Comme facette mammeta… L’allegra e popolare canzoncina napoletana di un tempo e la sua storia   Leave a comment

 

 

 

 

 

 

mini fleurmini fleurmini fleurmini fleurmini fleurmini fleur
 
 
 

Nella nostra piccola antologia delle canzoni d’un tempo
non poteva mancare
questa classicissima canzonetta popolare napoletana…
dal ritmo allegro ed incalzante…
 
 

 
 
 
 
 

COMME FACETTE MAMMETA
NOTE ED ATMOSFERE D’UN TEMPO
a cura di Tony Kospan
 
 
 
 

 
 
 
 
LA STORIA DELLA CANZONE
 
 
 
 
Questa, che possiamo definire una canzone di genere popolare,
fu seconda classificata al festival di Piedigrotta del 1906
interpretata da Antonietta Rispoli al Teatro Eldorado
e fu poi cavallo di battaglia di Elvira Donnarumma.
 
 
Gli autori della canzone sono Capaldo e Gambardella.
 
 
 
 
Elvira Donnarumma
 
 
 
 
E' evidente l'allusione al concepimento di una bimba,
poi donna bellissima ed amata,
ma possiamo tranquillamente affermare che l'humus
da cui sorgono questi versi
è frutto di una tradizione popolare millenaria.
 
 
 
 


 
 
 
 
La canzone, viva ancor oggi,
ed è stata cantata da moltissimi grandi interpreti…
da Villa a Ranieri… da Gianco ad Arbore… etc etc…
 
 
Prima di ascoltarla
immergiamoci un pò nell’atmosfera di quell’anno.
 
 
 

 

L'ATMOSFERA DEL 1906
 
 
 
 
Eruzione del Vesuvio – 1906 – Foto Alinari
 
 
 
1° Targa Florio – Palermo
 
 
 
 
 
 
Emigranti – 1906
 
 
 
Esposizione internazionale di Milano
 
 
 
 
 
 
 
mini fleurmini fleurmini fleurmini fleurmini fleurmini fleur
 
 
 
 
LA CANZONE
 
 
Ora ascoltiamola qui potendo leggere anche il testo
sia nella versione originale che in italiano…
 
 
 
Nota
 
 
 
Molto bella è poi questa interpretazione
dell’indimenticabile Claudio Villa
 
 
 
 
 
 

Ciao da Tony Kospan

 

 

 

 

 

LA PAGINA DI SOGNO DI FACEBOOK?

 
 
 
 

Omaggio a Klimt con il mitico Fregio di Beethoven unito all’Inno alla Gioia del grande compositore.   Leave a comment




Vienna 14.7.1862 – Neubau 6.2.1918

.

.

Breve omaggio al grande pittore austriaco,

tra i massimi esponenti dell'Art Nouveau (Liberty, in Italia),

Gustav Klimt

 attraverso una sua mitica opera

associata ad una grande musica di Beethoven   

 

Klimt – Il bacio

 
 
 
 
L'associazione tra i 2 grandi artisti e tra arte e musica
non è di fantasia ma è in “re ipsa”.

 
Sì perché la monumentale opera di Klimt
di cui parleremo era proprio dedicata a Beethoven…
ed al suo fantastico Inno alla Gioia
(Inno europeo).
 
 
 


Klimt – Fregio di Beethoven – Parete A


 
 
 
 
KLIMT E IL FREGIO DI BEETHOVEN
 
 

Il Fregio, lungo 24 metri e sviluppato su tre pareti
fu eseguito in occasione della XIX mostra della Secessione
dedicata nel 1902 (e quindi 112 anni fa)
alla grande scultura di Max Klinger raffigurante l'apoteosi di Beethoven.

 
 
 
 
 


Klimt – Fregio di Beethoven – Parete B 

 

Klimt dipinge direttamente sulla parete 
senza preoccuparsi di cercare materiali capaci di durare nel tempo
pensando che l'opera sarebbe stata eliminata alla fine della manifestazione.

 
Per fortuna, nonostante ciò, l'opera si è conservata molto bene.

 
Klimt è un amante dei simboli 
ed in questa monumentale opera vuol narrare
l'eterna lotta tra bene e male 
 
 .
.
 



Klimt – Fregio di Beethoven – Parete C

 


 



E la musica?


 
Bè essendo stata bloccata per l'Italia
la 9° sinfonia associata a Klimt in video
ho dovuto ripiegare sull'Inno alla Gioia
in questo video che associa communque
anch'esso i 2 grandi artisti…



 
 
 
 
clicca per vedere l'immagine a dimensioni normali
 
 

 
 
 
 
BUONA VISIONE E BUON ASCOLTO DA TONY KOSPAN
 
 
 
 
 
 

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Due brevi citazioni dal famoso “Và dove ti porta il cuore” di Susanna Tamaro   Leave a comment

Pubblicato 14 luglio 2014 da tonykospan21 in Senza categoria

Oggi 14 luglio Festa della Francia… ma anche Festa della Libertà… per noi… e per tutto il mondo   Leave a comment

   
 
 
 
 
Jean-Pierre Houël – La presa della Bastiglia
 
 
 
 

 

Perché il 14 luglio?
 
 
Perché è il giorno della Presa della Bastiglia…
momento topico della Rivoluzione Francese
che cambiò il mondo…
e dunque si festeggia la Libertà… la vera Libertà…
senza se e senza ma.

 
 
 
 
Delacroix – La libertà guida il popolo
 
 
 
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by RaiodeLuarfogosestrelaCA46FLDK.gif picture 



by RaiodeLuar
 
 
 
La libertà non è un bene per pochi eletti…
ma per noi tutti ed in tutto il mondo…
anche se ahimé larga parte del pianeta
ancor oggi non sa nemmeno cosa sia…
 
 
 
 
 
 
 

Desidero dunque unirmi anch'io (spero insieme a voi)
 ai cugini d'Oltralpe nel far oggi festa
(almeno virtualmente) in nome della Libertà per tutti…
ed in tutte le Nazioni del mondo.



 
 
 
Lo farò…
 
 
 
– con il dipinto di cui sopra…
 
 
– con la più bella poesia di sempre (a mio parere)
scritta in onore della Libertà…
 
 
– e con un bel video
 
 
 
 
 
 
 
 

 
LIBERTA'
Paul Eluard

 
Sui miei quaderni di scolaro
 Sui miei banchi e sugli alberi
 Sulla sabbia e sulla neve
 Io scrivo il tuo nome
 Su tutte le pagine lette
Su tutte le pagine bianche
Pietra sangue carta cenere
Io scrivo il tuo nome
Sulle dorate immagini
Sulle armi dei guerrieri
Sulla corona dei re
Io scrivo il tuo nome
Sulla giungla e sul deserto
Sui nidi sulle ginestre
Sull'eco della mia infanzia
Io scrivo il tuo nome
Sui prodigi della notte
Sul pane bianco dei giorni
Sulle stagioni promesse
Io scrivo il tuo nome
Su tutti i miei squarci d'azzurro
Sullo stagno sole disfatto
Sul lago luna viva
Io scrivo il tuo nome
Sui campi sull'orizzonte
Sulle ali degli uccelli
Sul mulino delle ombre
Io scrivo il tuo nome
Su ogni soffio d'aurora
Sul mare sulle barche
Sulla montagna demente
Io scrivo il tuo nome
Sulla schiuma delle nuvole
Sui sudori dell'uragano
Sulla pioggia fitta e smorta
Io scrivo il tuo nome
Sulle forme scintillanti
Sulle campane dei colori
Sulla verità fisica
Io scrivo il tuo nome
 Sui sentieri ridestati
Sulle strade aperte
Sulle piazze dilaganti
Io scrivo il tuo nome
Sul lume che s'accende
Sul lume che si spegne
Sulle mie case raccolte
Io scrivo il tuo nome
Sul frutto spaccato in due
Dello specchio e della mia stanza
Sul mio letto conchiglia vuota
Io scrivo il tuo nome
Sul mio cane goloso e tenero
Sulle sue orecchie ritte
Sulla sua zampa maldestra
Io scrivo il tuo nome
Sul trampolino della mia porta
Sugli oggetti di famiglia
Sull'onda del fuoco benedetto
Io scrivo il tuo nome
Su ogni carne consentita
Sulla fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Io scrivo il tuo nome
 Sui vetri degli stupori
Sulle labbra intente
Al di sopra del silenzio
Io scrivo il tuo nome
Su ogni mio infranto rifugio
Su ogni mio crollato faro
 Sui muri della mia noia
Io scrivo il tuo nome
Sull'assenza che non desidera
 Sulla nuda solitudine
Sui sentieri della morte
Io scrivo il tuo nome
Sul rinnovato vigore
Sullo scomparso pericolo
Sulla speranza senza ricordo
Io scrivo il tuo nome
E per la forza di una parola
Io ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per nominarti
Libertà.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Infine ecco un bellissimo video, 
per immagini, testo e musica,
inneggiante proprio
alla grande poesia di Eluard ed alla libertà.
 
 
 
 

 
 
 
 
TONY KOSPAN
 
 
 
 

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Felice settimana in poesia.. Ora che sei venuta di C. Sbarbaro – arte Raffaello – canzone.. Quando m’innamoro   1 comment

 

 

Raffaello
 
 
 
 
 
 
 
 
Uno non può pensare bene,
amare bene,
dormire bene,
se non ha mangiato bene
.
Virginia Woolf
 

 
 
 

 
 
 
 

Raffaello

 

 

ORA CHE SEI VENUTA
Camillo Sbarbaro

 
Ora che sei venuta,
che con passo di danza sei entrata
nella mia vita quasi folata in una stanza chiusa
a festeggiarti, bene tanto atteso,
le parole mi mancano e la voce
e tacerti vicino già mi basta.
Il pigolio così che assorda il bosco
al nascere dell'alba, ammutolisce,
quando sull'orizzonte balza il sole.
Ma te la mia inquietudine cercava
quando ragazzo nella notte d'estate mi facevo
alla finestra come soffocato:
che non sapevo, m'affannava il cuore.
E tutte tue son le parole
che, come l'acqua all'orlo che trabocca,
alla bocca venivano da sole,
l'ore deserte, quando s'avanzavan
puerilmente le mie labbra d 'uomo
da sè, per desiderio di baciare…
 
 
 
 
Raffaello
 
 
 
 

 
 
 

 
da
 
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Arte poesia musica humour etc…
insieme… nel gruppo di Fb…
AMICI DI PSICHE E SOGNO
 
 
 

La nascita dell’arcobaleno in questa bella leggenda degli Indiani d’America   3 comments

 
 
 
Davvero suggestiva questo racconto della nascita
di uno dei fenomeni più affascinanti della natura

 
 
 
 
 

  

 

 

COME NACQUE L’ARCOBALENO…
LEGGENDA PELLEROSSA
 
 
 

Un giorno, madre Terra e padre Sole vennero a fare visita a un ragazzo solitario che si chiamava Atsosi Bagani. “Devi prendere moglie” disse la Terra. “Andrai a cercare moglie per un cammino ignoto agli uomini” aggiunse il Sole “Sposerai la maggiore delle sorelle Dobedeklad, Quelle-che-il-sole-non-illumina. Abitano in un pueblo. Gli uccelli le hanno imprigionate nelle tenebre, invidiosi della loro bellezza; tu solo puoi liberarle.


 

 

Per aiutarti, costruirò un passaggio tra la tua capanna e il pueblo e trasformerò le ragazze e te, affinché gli uccelli non vi riconoscano e vi uccidano a beccate. Così, emerse dalla terra un arco gigantesco formato da strisce di colori brillanti; saliva molto in alto nel cielo e scendeva in lontananza sulla terra. Quando Atsosi Bagani si incamminò su questo ponte, fu trasformato in una farfalla, i cui colori si conf ondevano con quelli dell’arcobaleno. Gli uccelli non lo notarono e l’uomo farfalla arrivò sul tetto di una grande casa e scese attraverso un’apertura scura; nella penombra, vide le due sorelle occupate a tessere un magnifico tappeto dai colori dell’arcobaleno, i cui motivi ricordavano i fiumi e le montagne. “Guarda, sorellina – disse la maggiore – una farfalla si è posata in cima alla scala”. La sorella minore, molto eccitata, si precipitò verso la scala e un raggio di sole la sfiorò; la maggiore cercò di trattenerla ma entrambe furono attratte dal potere magico dei raggi solari. Sul tetto, la farfalla si trasformò nel giovane uomo. “Il Sole mi ha mandato a cercarvi, sarete mia moglie e mia sorella”. 

 

Gli uccelli li videro e si precipitarono su di loro con gridi stridenti; ma il Sole vegliava e trasformava i giovani in delicate farfalle, gli uccelli non riuscirono a trovare i fuggitivi. Atsosi Bagani ritornò alla sua capanna e il Sole e la Terra assistettero al matrimonio. Il giovane continuò a cacciare, mentre le due sorelle tessevano meravigliosi tappeti. Nella piccola capanna illuminata dal sole, però, le due ragazze avevano nostalgia della loro vecchia casa buia. Vedendole tristi, il Sole disse loro: “Se lo desiderate tanto, potrete rivedere la vostra cupa dimora; ma adesso gli uccelli sono diventati diffidenti e dovete difendervi”. Così prima di trasformarle in farfalle, diede a ciascuna due grossi chicchi di grandine.     
 
 
 
 

 

 

 

Quando gli uccelli le attaccarono, la sorella maggiore scagliò contro di loro il primo chicco, che si tramutò in una grossa nube nera che avvolse gli uccelli. Le ragazze-farfalle proseguirono il volo, ma presto gli uccelli le raggiunsero; dovettero lanciare il secondo chicco di grandine, che si trasformò in una pioggia scrosciante, poi il terzo, che si ruppe in migliaia di piccoli chicchi. Ma la grandine finì e gli uccelli ripresero l’inseguimento; il pueblo era in vista, ma le farfalle non erano abbastanza veloci. Dovettero quindi lanciare l’ultimo chicco, che infiammò il cielo di lampi e tuoni.
 
 
 
 
 

  

 

 
Gli uccelli scapparono spaventati e le ragazze furono salve.             

Le sorelle tornarono da Atsosi Bagani, ma ogni volta che sentivano nostalgia visitavano la loro vecchia casa.   

Così, dopo ogni temporale, si forma un arcobaleno tra il pueblo e la capanna del giovane, che riconcilia il mondo delle tenebre con il regno del Sole.

 

 

 

 

 

 

Ciao da Orso Tony della tribù

degli Orsi… Sognanti…

 

 

 

 

 

 
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Buonanotte in minipoesia con… Il cuore dell’uomo… di Tagore   Leave a comment

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
IL CUORE DELL’UOMO
Tagore
 
Il pesce è muto nel mare,
la bestia è turbolenta sulla terra,
l’uccello canta per l’aria.
Ma l’uomo ha dentro di sé
e il silenzio del mare
e lo strepito della terra
e la musica dell’aria
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

 
by Tony Kospan
 
 
 
 
 
 
 

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Pubblicato 14 luglio 2014 da tonykospan21 in BUONANOTTE IN MINIPOESIA

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