Archivio per 22 giugno 2014

Amate la Patria – Un pensiero di G. Mazzini nell’anniversario della nascita   Leave a comment

 

 

E' difficile ricordare la grande figura di Giuseppe Mazzini

grande patriota, politico, filosofo e giornalista risorgimentale

nello stretto spazio di un post

per cui mi limito a ricordare questo suo brano


nel quale appare evidente il suo pensiero.

 

 

 

(Genova 22.6.1805 – Pisa 10.3.1872)

 

 

 

In questo momento di grande caos istituzionale…

rilegger il pensiero di un Padre della Patria

certo non può che farci bene…

per il suo alto valore morale ed universale…

 

 

 

 

 

 

E' un brano valido, con le ovvie diversità,

per tutte le patrie…

anche se per la la presenza di un po' di retorica

risente del clima risorgimentale…

ma il cui grande valore è, a mio parere, indiscutibile.

 

 

 

 

 

 

 
 
 
 
 
 
 
AMATE LA PATRIA
 
Giuseppe Mazzini
 

 

 

 

 

.



.

Amate la Patria!

Senza Patria non avete nome né diritti. 

La Patria è la nostra casa; la casa che Dio ci ha dato, ponendovi dentro una numerosa famiglia, che ci ama e che noi amiamo.

Lavorando per la Patria, noi lavoriamo per l'umanità.

La Patria è una cosa indivisibile.

Come i membri di una famiglia non hanno gioia dalla mensa comune se uno di essi è lontano, così voi non abbiate gioia e riposo finché vi sia una frazione del territorio, sul quale si parla la vostra lingua, che non faccia parte dello Stato italiano.



 

 

 

CIAO DA TONY KOSPAN….

 

 

 

 


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Trilussa e Mina uniti dalle… leggiadre… bolle di sapone…   2 comments




 
 
 
 

Una poesia di Trilussa…
leggera… eterea…
proprio come una bolla di sapone…
ma come tutte le sue…
bella… ed originale…
e la nota simpatica canzone di Mina
altrettanto impalpabile…

 
 
 
   
 
   
   
 
  
 
 
LE BOLLE DI SAPONE

Trilussa e… Mina
 
 
 
 

 
 
 
 
  
  
 
 
 
Bolla di Sapone
Trilussa
 
  
Lo sai ched’è la bolla di sapone?
L’astuccio trasparente d’un sospiro.
Escita da la canna vola in giro,
sballottolata senza direzzione,
pe fasse cunnolà come se sia
dall’aria stessa che la porta via.
  
Una farfalla bianca, un certo giorno,
ner vede quella palla cristallina
che rispecchiava come una vetrina
tutta la roba che ciaveva intorno,
j’agnede incontro e la chiamò: “Sorella,
fammete rimirà! Quanto sei bella!
  
Er celo, er mare, l’aberi, li fiori
pare che t’accompagnino ner volo:
e mentre rubbi, in un momento solo,
tutte le luci e tutti li colori,
te godi er monno e te ne vai tranquilla
ner sole che sbrilluccia e sfavilla.”
  
La Bolla de Sapone je rispose :
“So bella, sì, ma duro troppo poco.
La mia vita, che nasce per un gioco
come la maggior parte delle cose,
sta chiusa in una goccia…Tutto quanto
finisce in una lagrima de pianto.”
  
 
 
 
  
 
 
 
 

 

 
 
 
Ed ora… sempre in tema…
la nota canzone…
LE MILLE BOLLE BLU
di Mina

 
 
 


  


 


 


Ciao da Orso Tony 


 



 


 


 


 


 


 

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Auguri Meryl Streep con trama e video de… I Ponti di Madison County… grande film d’amore   Leave a comment

 
 
L’eterno conflitto tra dovere e passione
in questo grandissimo film…
 
 
 
Meryl Streep – Summit  22 6 1949
 
 
Oggi poi è anche il compleanno di

Meryl Streep
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
I PONTI DI MADISON COUNTY 
 
 
 
 
 
 

 

 
 
Uno dei più struggenti film d’amore degli anni ’90, imperniato, come sempre, su una impossibilità.
 
Un’altra conferma del classicismo di un regista che qui affronta di petto il genere, attraversandolo controcorrente.

Seduce l’ambientazione, fra l’incanto iperrealista del paesaggio rurale e la perfetta definizione delle scene di Jeannine Oppewall,
nella superba fotografia romantica e chiaroscurata di Jack N. Green, con interventi musicali misuratissimi di Lennie Niehaus su un tema dello stesso Clint.
 
Bellissima l’immagine  di lei che dal finestrino della macchina vede per l’ultima volta lui fermo sotto la pioggia.
 
 
 
 

 

 

 
LA TRAMA
 
 
 
 
 Ricevendo il lascito testamentario della madre Francesca Johnson con la sconcertante richiesta che le sue ceneri vengano gettate nel fiume dal ponte Roseman, i due figli Michael e Caroline, spulciando tra le carte, trovano una lettera e tre diari della madre che raccontano loro dei fatali quattro giorni dell’autunno 1965 quando lei era sola in casa, mentre loro due insieme a loro padre Richard, erano partiti per alcuni giorni per una fiera di bestiame.
 
 
 
 
 

 

 

 
L’arrivo di Robert Kincaid, un fotografo del National Geografic giunto a fotografare i ponti coperti della zona, interrompe la monotonia della giornata per Francesca che lo accompagna al ponte; gli rivela la sua origine italiana, di Bari, dove lui è stato a far fotografie.
 
 
 

 

 

Robert, cordiale, le offre dei fiori; lei gli racconta che ha incontrato Richard, prima che diventasse suo marito, quando era militare a Napoli, durante l’ultima guerra.

 

 

La scena dell’incontro

 

 

 

 

La vita è tranquilla nell’Iowa, forse troppo: a poco a poco tra i due nasce un sentimento irrefrenabile che fa divampare la passione.
 

 

 
 
 
Una scena della loro passione…
 
 
 
 
 
 
 

 Mentre lei capisce che l’uomo rappresenta tutto quello che ha sognato e che la tranquilla e ripetitiva esistenza campagnola non avrebbe mai potuto darle, lui sente nella passione totale della donna quell’appoggio che, dopo il divorzio, la sua vita vagabonda gli ha sempre negato.

 
 
 

 

 

 La invita a fuggire con lui, ma lei capisce oscuramente che la magia non potrebbe durare, ed inoltre la trattengono il dovere verso l’incolpevole marito e i figli, che lo scandalo danneggerebbe in modo irreparabile.
Dopo quattro giorni di abbandono, interrotti da uno screzio subito sanato, lui la lascia.
La famiglia torna e andando col marito in città per spese, lei vede l’uomo un’ultima volta.
Lui le lancia un ultimo invito appendendo allo specchietto del furgone la crocetta da lei donatagli.
 
Ma pur tentata, Francesca resiste, e sta col marito fino alla morte.
 
Poi, un giorno… nel 1982, le giungono gli effetti del defunto Robert.
 
 
 
 
 

Le scene dell'addio e
della lettera con gli oggetti di Robert
 
 
 
 
 
 
 
 I figli, dapprima turbati ed irritati per la storia, finiscono per comprendere la madre e anzi traggono spunto dalla sua esperienza per tentare di modificare i loro tesi rapporti matrimoniali.

 


 
 Qui sotto infine un omaggio al film
con le più belle scene… 
 
 
 
 
 
 

Recensione:
L’eccelsa bravura degli interpreti: Eastwood virile e intenso con il suo mistero chiuso in sé; lei ricca di quei palpiti che traboccando dallo schermo letteralmente travolgono lo spettatore. Al punto da autorizzarci a prendere sul serio la scherzosa definizione dell’ipercritico Lane che, riferendosi al-l’accento italiano sfoderato per l’occasione dalla puntigliosa Streep, la proclama vincitrice dell’immaginario Madison County Anna Magnani Imitation Contest 1995. Pur inventata come presa in giro, è la verità: se c’è oggi nel mondo un’attrice che merita di venir paragonata alla Magnani è proprio Meryl Streep.
 
 



 F I N E
 
 

Meryl

 
 
 
 


Fonti: web…
Rielaborazione e impaginazione di T.K.
 
 
 
 
 
 
 
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Buona domenica in poesia.. Piaghe d’amore di Lorca – arte.. C. C. Curran – canzone.. L’emozione non ha voce – e…   3 comments

 

 

Charles Courtney Curran – Sentiero dei fiori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Charles Courtney Curran – La lettura

 

 

E poi arrivano quelle persone che si incontrano
quando la vita decide di farti un regalo
Charles Dickens

 

 


 

 

 

PIAGHE D’AMORE

Garcia Lorca

 

La luce, questo fuoco che divora.

Questo paesaggio grigio che m’attornia.

Questa pena per una sola idea.

Quest’angoscia di cielo, terra e d’ora.

 

Questo pianto di sangue che decora

lira senza timbro, torcia senza presa

Questo peso del mare che mi frusta.

Questo scorpione che attende entro di me.

 

Ghirlanda d’amore, letto di ferito

sono e di insonne, sogno la presenza

tua nel fondo in rovina del mio petto;

e se ricerco una vetta di prudenza

il tuo cuore mi dà una valle densa

di cicuta e passione d’aspra scienza.

 

 

 

Charles Courtney Curran – La lettrice
 
 
 
 

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